Driver: Parallel Lines > Recensione
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Driver: Parallel Lines - Recensione

Inviato il da Antonio Colucci
La serie Driver ha sempre vissuto nell’eterna ombra del suo principale rivale: Grand Theft Auto. Certo, lo “stile” è diverso, così come gli elementi di contorno che accompagnano il giocatore durante le sue scorribande, ma lo scheletro, l’essenza, sono praticamente gli stessi in entrambi i brand (sebbene inizialmente la serie recentemente acquistata da Ubisoft avesse dimostrato una maggior attenzione per le sezioni di guida). I problemi principali dei titoli targati Reflections sono le promesse non mantenute, l’hype disatteso e, più in generale, una qualità non eccelsa. Peculiarità presenti, invece, in ogni singolo titolo Rockstar, quasi adorato dalle masse di giocatori (quanto odiato dai genitori); eppure il primo Driver, uscito nell’ormai lontano 2000, aveva ricevuto una buona accoglienza dalla critica che poteva lasciar presagire a buoni sviluppi e, in tempi più maturi, ad un attivo rivale di GTA. Questo, come già accennato, non è mai avvenuto: abbiamo anzi assistito a un declino inesorabile. Driver Parallel Lines uscì circa un anno fa in versione Xbox e Playstation 2, riscuotendo una tiepida accoglienza dovuta soprattutto alla qualità non eccelsa. Il titolo oggetto di questa recensione altro non è che un porting, con una grafica ormai datata e una giocabilità con qualche spunto divertente, ma che nel complesso delude.
La riscossa della serie, dunque, dovrà ancora aspettare.
A spasso per New York
Driver: Parallel Lines - recensione - PC Tra le intricate strade di New York i modi per fare soldi non mancano. Il personaggio principale di Driver Parallel Lines, The Kid, lo sa bene: nel pieno della sua giovinezza decide di intraprendere la via della criminalità per guadagnare denaro e rispetto; considerato (da se stesso) come il miglior “autista” della città, la sua occupazione principale consiste nell’aiutare rapinatori vari a fuggire dal luogo del crimine. È proprio così che tutto ha inizio nel gioco: un ladro esce da un negozio appena rapinato e il vostro compito sarà quello di sfuggire dalla polizia che vi starà alle calcagna. Si tratta, a tutti gli effetti, della missione introduttiva; ma questo è solo l’inizio, le intenzioni di The Kid sono serie e la voglia di guadagnarsi un posto di tutto rispetto tra i pezzi grossi della città è tanta. A questo proposito, l’aiuto di un amico che si guadagna da vivere smanettando su motori e carrozzerie cade a pennello: un appuntamento con uno dei “pezzi grossi”, decisamente quello che ci vuole per dare una svolta alla propria carriera. Dopo qualche dubbio, frutto dell’orgoglio del protagonista, l’incontro ha luogo ed è qui che il gioco vero e proprio ha inizio. Durante lo sviluppo della storyline il protagonista sarà arrestato e rimarrà in cella per ben 30 anni: una porzione del gioco è quindi ambientata ai giorni nostri, ma la struttura rimane la stessa nonostante l’ovvio cambiamento che subisce l’intera città. Il tutorial è il naturale avvio dell’avventura; in queste prime fasi vi vengono illustrate le meccaniche basilari del gioco relative al sistema di controllo. Una volta presa confidenza con il personaggio è possibile cominciare a fare sul serio, tramite le missioni che vengono assegnate durante la progressione dell’avventura: nonostante la presenza di una storyline ben definita, c’è una certa libertà nello svolgimento dei compiti secondari, solitamente utili per guadagnare denaro. La varietà è discreta: sono disponibili gare su circuito o su strada che metteranno alla prova la vostra capacità al volante; oppure missioni usuraio in cui vestirete i panni del sicario di uno strozzino piuttosto impaziente e altre tipologie di compiti più o meno divertenti. La mappa di gioco è utile (e necessaria) per individuare facilmente i luoghi presso cui ottenere “lavoro” di questo tipo; essa offre una visione completa della città e, grazie a semplici simboli, indica tutti i punti di maggiore interesse; portando il cursore su uno di questi, e premendo il tasto “T”, verrete immediatamente trasportati nell’area selezionata. Sulla mappa sono segnalati anche altri luoghi importanti, come il garage: si tratta di un’officina dove gestire le proprie vetture, comprare pezzi aggiuntivi per modificarne le prestazioni, verniciarle o installare vetri antiproiettile; una delle opzioni più utili è, però, la rimozione del livello di crimine legato al mezzo. Questo indicatore è piuttosto importante ai fini del gioco, in quanto rappresenta lo stato di allerta che voi e la vostra vettura provocherete nelle forze dell’ordine, determinando un eventuale inseguimento più o meno accanito.
L’interfaccia che vi accompagnerà durante tutta l’esperienza di gioco è piuttosto basilare e di facile lettura: la minimappa è lo strumento tramite cui orientarvi per le strade di New York; essa mostra i punti di interesse e, cosa fondamentale, la presenza di eventuali vetture della polizia. In basso a sinistra è presente l’indicatore di velocità; una barra laterale su entrambi i lati dello schermo segnala, infine, il succitato livello di crimine. La polizia rappresenta buona parte del divertimento nel gioco: non c’è niente di meglio che un sano inseguimento per strade congestionate dal traffico (nei menu è selezionabile un’opzione in grado di aumentare o diminuire il numero di vetture che circolano per le vie della città). Purtroppo l’intelligenza artificiale dei difensori della legge non è propriamente definibile “buona” e, nonostante l’encomiabile accanimento con cui vi inseguiranno, le reazioni dei poliziotti non sono per niente convincenti, contribuendo spesso alla perdita di atmosfera durante le sessioni di gioco. Il sistema di controllo non aiuta in questo senso; è infatti caldamente consigliato l’utilizzo di un joypad (che è ovviamente supportato pienamente), in quanto la tastiera può risultare veramente ostica specialmente per quanto riguarda la guida delle vetture, benché dopo qualche ora sia possibile destreggiarsi nel traffico in modo accettabile. Driver Parallel Lines, infatti, è un titolo originariamente sviluppato per Playstation 2 e Xbox: il modello di guida è divertente, ma come accennato poche righe fa non è assolutamente adatto al sistema di controllo tipico del PC; questo non è propriamente un difetto, anche se qualche accorgimento in più durante il porting avrebbe giovato ai fini dell’esperienza complessiva. Il “problema” più evidente e fastidioso riguarda le fasi in cui si controlla il personaggio appiedato (poche, a onor del vero); durante queste porzioni di gioco il titolo non riesce a trasmettere un “feeling” positivo, complice sicuramente l’assenza di qualsivoglia forma di salto che castra in modo pesante le possibilità d’azione. Le sparatorie, specialmente quelle al volante, risultano invece abbastanza divertenti e soddisfacenti: questo è un sicuro motivo di rammarico nei confronti del titolo che, se progettato meglio, avrebbe potuto aspirare a molto di più.
Comparto tecnico
Driver: Parallel Lines - recensione - PC È meglio chiarire subito che il comparto tecnico di Driver Parallel Lines lascia molto a desiderare.
Graficamente parlando, il titolo è veramente povero di dettagli e di qualunque atmosfera: quest’ultimo fattore, sicuramente il più grave, è determinato dalla povertà nella rappresentazione di una città come New York; girando per le sue strade, infatti, non si avrà mai la sensazione di essere in luogo che, in teoria, dovrebbe pullulare di vita, luci e insegne. Quello che si presenta alla vista sono strutture poco dettagliate e monotone, completamente prive di stile e di qualsivoglia attrattiva. Le vetture sono anch’esse piuttosto scialbe, sia a livello di textures che di modellazione: questa è una mancanza che non si può ignorare, considerata l’importanza che rivestono nel gioco. L’impatto complessivo, dunque, è totalmente privo di mordente. Le missioni sono spesso accompagnate da sequenze in Computer Grafica che svolgono l’importante ruolo di collante narrativo; sono realizzate in modo abbastanza approssimativo per un titolo in uscita nel 2007.
Driver Parallel Lines riesce a salvarsi almeno nel comparto audio, con musiche in grado di evocare pienamente l’atmosfera di cui il gioco ha bisogno. La traduzione in italiano è buona e il doppiaggio, seppur non esaltante, svolge il suo lavoro dignitosamente.
Driver Parallel Lines non è un titolo nuovo: si tratta infatti di un porting delle versioni per console uscite nel 2006; questo si nota principalmente nel sistema di controllo, dove l’utilizzo di un joypad è quasi obbligatorio, complice una gestione via tastiera legnosa e poco divertente. Se vi aspettavate la riscossa della serie, questo titolo vi deluderà ampiamente: la grafica è degna di un gioco di 5 anni fa e non riesce a rendere coinvolgenti le scorribande in una città affascinante come New York. Driver Parallel Lines, tuttavia, risulta a tratti gradevole, grazie principalmente alle missioni affrontabili in ordine sparso; ma non sarà un’esperienza memorabile.
VOTOGLOBALE5

Driver: Parallel Lines

Disponibile per: PC | PS2 | XBOX | WII
Driver: Parallel Lines - PC
Tipo: ND.
Distributore: Ubisoft
Sito Ufficiale: Link
Driver: Parallel Lines
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6.5
17 voti
5,9
ND.
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