L'avventura è suddivisa in 38 capitoli, che possono essere intervallati da numerose e differenti attività : lo svelamento della mappa ci fa dono delle numerose opportunità ludiche, le stesse che hanno reso famosa la serie Far Cry. Le principali attività da svolgere in questo contesto tropicale sono la liberazione degli avamposti occupati dalle truppe del nemico, e non meno importanti le missioni secondarie, generalmente affibiate dagli abitanti del posto. Si parla di attività davvero marginali, che talvolta non trovano nemmeno posto all'interno della storia principale. In una di queste missioni dovevamo pedinare un uomo per conto della moglie, in un'altra scattare delle fotografie con la nostra reflex; piccole missioni d'una brevità quasi istantanea, che però riescono a contribuire all'economia di gioco senza spezzare eccessivamente un'esperienza ben costruita e sempre bilanciata. In linea di massima abbiamo sempre possibilità di affrontare le situazioni di gioco con un approccio diretto e votato all'azione, oppure uno meno caotico e d'impronta stealth. Le armi -39 in tutto- non hanno il feedback realistico che potremmo trovare in uno sparatutto di stampo militare, ma all'atto pratico funzionano davvero bene, con un sistema di puntamento, mira e rinculo sicuramente frutto di un attento sviluppo e dell'evoluzione del franchise. Lo spazio inventariale per le munizioni è decisamente limitato, ragione per cui dovremo dosare i colpi ad ogni scontro e raccogliere ricariche ad ogni occasione. Un altro strumento molto utile è la macchina fotografica, che possiamo estrarre per fare il punto della situazione prima di attaccare un avamposto nemico. La nostra fidata reflex ci permette infatti di marchiare e tracciare la posizione degli ostili sulla piccola mappa dell'hud, rendendo più semplice approcciare il nemico di soppiatto per un'azione stealth.
"Far Cry 3 presenta anche un'inedita modalità cooperativa per quattro giocatori. Meno "entusiasmante" del multiplayer competitivo, questa presenterà una sorta di prologo per le vicende narrate dalla Campagna vera e propria"
Pur non innovando nulla sul piano ludico, le contaminazioni ruolistiche in Far Cry 3 vengono proposte in maniera brillante ed efficace, con i talenti e le abilità del personaggio che vengono raccontati attraverso un tatuaggio tribale che si disegna sull'avambraccio dello stesso, mano a mano che proseguiamo nell'avventura. Ottenendo punti esperienza con l'uccisione dei nemici e portanto a termine le varie missioni dislocate sulla mappa, sblocchiamo punti abilità con i quali avere accesso a nuove mosse, incrementare le resistenze o diminuire i tempi di reazione e di caricamento delle armi da fuoco. Ma il tatuaggio non è un mero abbellimento estetico, quanto un simbolo della cultura e del popolo che ha accettato e accolto Jason, trasformando un ragazzo giovane e impaurito in un uomo forte e senza paura. Questo marchio indelebile sulla pelle è un vero e proprio passepartout che guida il nuovo guerriero tra gli avamposti e i membri della resistenza, facendogli guadagnare la fiducia di un popolo che, presto o tardi, diventerà parte di lui. A questo si aggiunge il sistema di crafting, che ci permette di realizzare oggetti di svariata natura da portare con noi e utilizzare nel momento del bisogno. Raccogliendo erbe e fiori possiamo confezionare utili siringhe medicinali, repellenti per tenere alla larga animali feroci, oppure esche per attirare le bestie quando andiamo a caccia. Uccidendo cinghiali, orsi ed altre creature, possiamo invece ottenere pelli per realizzare equipaggiamento indossabile e contenitori. Il sistema di salvataggio è esattamente identico a quello di un qualsiasi FPS su console, ovvero quasi del tutto automatico e indissolubilmente legato ai checkpoint prestabiliti: un elemento penalizzante che sovente ci costringe a ripercorrere intere sequenze di gioco, vincolando anche l'utente ad uscire dalla sessione non prima di aver completato la sequenza in corso, raggiungendo il più vicino punto di salvataggio.