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Hard Reset - Recensione

Inviato il da Andrea Schwendimann
Senza alcun tipo di annuncio, il neo-formatosi team di programmatori Flying Wild Hog ha rilasciato la sua prima fatica sul mercato a metà Settembre, a sorpresa di tutti in esclusiva PC. Composto da membri di rilievo che han collaborato a progetti quali Bulletstorm e The Witcher 2, il team alle spalle di Hard Reset punta tutto sulla spettacolarità del suo engine e su un gameplay FPS vecchia scuola, decisamente adrenalinico, che non lascia spazio a pause dal tasto di fuoco dell'arma imbracciata. Un ritorno ai primordi senza compromessi.
Everyeye.it Player
la rivolta delle macchine
Hard Reset - recensione - PC Bezoar è una dedalica megalopoli del futuro in cui la tecnologia ha preso il sopravvento sulle vite di tutti i suoi abitanti. Strutturata verticalmente a livelli multipli, due Intelligenze Artificiali ne governano il flusso costante di macchine ed esseri viventi sotto la vigile tutela di una sorta di polizia cibernetica di cui il protagonista fa parte. Intrighi e complotti si dipanano in filmati concepiti come comic-strip a fumetti e dialogati senza troppa convinzione. L'intreccio rimane comunque solo uno sfondo abbozzato, più che un coinvolgente racconto e risulta già dai primi livelli un pretesto per metterci nelle situazioni più concitate possibile data la mole di nemici da far fuori.

Strutturato linearmente come gli shooter dei bei tempi andati, Hard Reset è caratterizzato da scelte di gameplay che convergono tutte verso un ritmo frenetico al fulmicotone. Le lunghe sparatorie ci vedranno spesso sommersi dai nemici, mentre cercheremo una via per arginare le ondate incontenibili di macchine decise a farci la pelle, magari indietreggiando verso un angolino o cercando un imbuto per affrontarle una alla volta, con la speranza di incappare in qualche medikit lungo la via. I nemici sono dunque ibridi meccanoidi che ricordano i personaggi del film-cult asiatico Tetsuo: the Iron Man, con placche di metallo poste sopra a muscoli e tessuti purulenti innestati di cavi e microchip. Essenziale quindi usare i numerosi elementi sparsi nei livelli come generatori elettrici, tubature del gas, bombole di propano e similari, per contenere l'aggressività dei robot. Un'orgia di esplosioni ed elettrocuzioni costante, che crea volutamente confusione a schermo, tanto che non capiremo la provenienza di proiettili e nemici nei frangenti più disperati. Soli contro un'orda di macchine procediamo dotati di due armi disponibili fin da subito: un mitragliatore pesante e una specie di pistola ad energia. Man mano che uccideremo i nemici o raccoglieremo gli appositi contenitori, accumuleremo dei punti esperienza e al passaggio di livello avremo a disposizione un punto da spendere per migliorare le armi o i nostri impianti cibernetici. Dagli appositi terminali avremo accesso ai vari upgrade: tre macro-aree da aggiornare -mitragliatore, arma ad energia e impianti corporei- divise in sei funzionalità da aggiungere per ciascuna, miglirabili a loro volta con tre distinte feature. Una varietà quindi sufficiente per sopperire alla mancanza di armi vere e proprie, dato anche l'impatto significativo che ciascun singolo punto speso avrà sul gameplay. Ogni upgrade delle armi avrà un impatto anche sull'estetica delle stesse oppure sull'interfaccia nel caso degli impianti, per un sistema che nel complesso regala parecchie soddsifazioni. Peccato però che a lungo andare ci si accorga di come le funzionalità aggiuntive delle armi siano molto simili tra loro: il mitragliatore diveterà un potente lanciarazzi o un lancia granate, in corrispettiva alle mine energetiche della pistola e alle grosse bolle d'energia che potrà lanciare. Discorso diverso per gli impianti che offrono una varietà notevole e ben differenziata, con la sola pecca di risultare strettamente necessari per completare il gioco, mentre una volta che avremo ad disposizione un'arma veloce e una lenta ma letale potremo quasi ignorare gli upgrade delle bocche da fuoco. In definitiva l'atipico sistema implementato risulta interessante da una parte ma mal bilanciato dall'altra, soprattutto considerando che costituisce l'unico tipo di progressione a disposizione del giocatore.
tech-freaks
Hard Reset - recensione - PC Un così peculiare sistema di upgrade, non poteva che essere accompagnato da un altrettanto inusuale sistema di controllo delle armi. Tutto è configurabile dall'esauriente menu delle opzioni, ma il concetto di fondo è che con un tasto (o con la rotellina) passeremo da una all'altra arma, mentre con i tasti Q ed E cambieremo modalità di fuoco, passando tra lanciarazzi o mitragliatrice. Ci si abituerà presto a padroneggiare il tutto che comunuqe appare come ben congegnato e frustrante solo ad un primo impatto.
L'adrenalinico corso del gioco quindi è ben supportato dalle modalità di fuoco, centrali per un gameplay così improntato sul semplice scontro diretto. Il feeling è davvero riuscito quindi anche se dobbiamo rilevare due difetti che minano l'incredibile frenesia del titolo. Il primo è la varietà dei nemici. Ben caratterizzati graficamente, ne esistono tuttavia di soli tre tipologie: dei piccoli robot che faranno di tutto per arrivare in corpo a corpo ed esplodervi in faccia o segarvi in due; robot di media grandezza che potranno lanciare o razzi o raffiche di mitra letali dalla media distanza; e infine dei grossi bipedi che cercheranno o di caricarvi assestando una sonora -e dolorosa- spallata, o di rimanere molto lontani per lanciare una pioggia di razzi. Alla lunga il tutto si fa decisamente ripetitivo, anche eprchè le stanze in cui combatteremo, seppur ben strutturate architettonicamente, offrono soluzioni di spawn dei nemici identiche al vecchio Doom e davvero troppo vetuste nella loro continua insistenza. Non sarà quindi una sorpresa se all'apertura di una porta ci ritroveremo esattamente di fronte ad un robot pronto a farci la pelle, o quando raccoglieremo uno dei diversi medikit e stock di munizioni arriverà una pioggia di nemici dal muro di fianco.
Ottimi invece gli scontri con i boss: interessanti nelle dinamiche degli scontri e di dimensioni eccezionalmente fuori scala. Anche in qeusto caso però ci sorprende il loro esiguo numero. Sono solo due in tutto e alla sconfitta dell'ultimo il giocatore rimarrà interdetto dalla comparsa dei titoli di coda, mentre correrà su Google a trovare conferma che il gioco sia veramente giunto al termine dato il brusco epilogo. Una menzione finale al livello di difficoltà: non esagerate ad impostarlo troppo in altro se non volete davvero rendervi l'esperienza un incubo, data l'assenza della possibilità di salvataggio indipendente dai checkpoint prefissati.

Tecnicamente il lavoro dei Flying Wild Hog mostra i muscoli di un sapiente sviluppo per piattaforma PC. L'incredibile quantità di effetti e nemici che riesce a gestire non è inferiore alla qualità dei modelli poligonali e delle texture ad alta definizione. Tutti i filtri sono implementati da manuale e gli effetti di post-processing come SSAO, AA e AF rendono l'immagine davvero molto definita e una gioia per gli occhi. Piccole chicche come l'appannarsi della visuale al passaggio sotto a un getto di vapore o sotto la pioggia costante di Bezoar immedesimano il giocatore in un mondo cyberpunk fedele alla tradizione ed incredibilmente interessante sotto il profilo artistico, con grosse astronavi che passano nei fumosi cieli di una città costellata di enormi cartelloni pubblicitari di fantomatiche corporazioni, mentre strutture metalliche simili a grattacieli si stagliano all'orizzonte come futuristici menhir. Un discorso a parte per le animazioni. Sebbene buone in generale non possiamo che sottolineare come l'assenza di nemici umani abbia semplificato notevolmente il lavoro dei ragazzi di Flying Wild Hog, data l'intrinseca meccanicità degli avversari. L'unica volta che incontreremo un umano, salterà subito all'occhio la poca precisione nelle movenze di quest'ultimo. Nonostante questo, il motore di gioco è quanto di meglio possiamo trovare su un mercato afflitto dalla piaga del becero porting da console e sorprendono anche le prestazioni, data la scalabilità dello stesso. Non potrete certo giocare ad Hard Reset con un computer troppo anziano, ma sarà sufficiente -con i dovuti compromessi- disporre di una macchina di fascia medio-bassa per farlo girare solidamente ancorato ai sessanta frame: i requisiti minimi e consigliati sono dunque veramente tali per una volta.
Il comparto audio risulta ben amalgamato alle atmosfere di gioco, cont racce incalzanti per i momenti più concitati ed altre più minimaliste per i pochi momenti di tregua. Niente che rimarrà nella storia delle soundtrack, ma fa piacere immergersi in Bezoar supportati da un buon impianto surround. Gli effetti sonori di esplosioni, armi e nemici sono anch'essi ben realizzati e assolutamente soddisfacenti alla pressione del tasto di fuoco. Menzione negativa infine per i dialoghi a fumetti, doppiati in inglese da attori privi di qualsiasi tipo di carisma.
In Hard Reset la sola differenza che intercorre tra noi e i nostri nemici è la base su cui son stati effettuati gli innesti: noi eravamo in origine umani, loro in origine solo macchine. Comunque la mettiamo il risultato è grottesco e alienante, vero e proprio sudiciume cyberpunk in stile Dick o Gibson prima maniera e punto di forza centrale della produzione Flying Wild Hog. Si respira metallo per le strade di Bezoar ed è con vero dispiacere che i difetti riscontrati nella scarsa varietà di nemici, nell'irrisoria esplorabilità degli ambienti e nella struttura eccessivamente lineare affliggano il titolo quasi quanto l'assenza di multiplayer e le voragini nel plot che culminano in un finale inatteso per banalità e subitanea interruzione. Il prezzo non proprio accessibile di 28 euro per meno di dieci ore di gioco ci porta a consigliarlo solo agli amanti del cyberpunk più puro o degli FPS old-school come Painkiller.
VOTOGLOBALE6.5
Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

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Hard Reset

Disponibile per: PC
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Flying Wild Hog
Costo Digidelivery: 27,99
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 13/09/2011
Requisiti minimi:

OS: Windows XP/Vista/7
Processor: 2.5 GHz Intel Pentium 4 / AMD Athlon 64
RAM: 2 GB
Graphics card: 512 MB NVIDIA GeForce 8800GS / ATI Radeon HD 3870 or better
Sound Card: DirectX Compatible
DirectX: DirectX 9.0c
Hard Drive: 4 GB free hard drive space

Requisiti Raccomandati:

OS: Windows XP/Vista/7
Processor: Intel Quad Core 2.3 GHz / AMD Phenom II x4 2.5 GHz
RAM: 3 GB
Graphics card: 512 MB NVIDIA GeForce 9800 GT / ATI Radeon HD 4870 or better
Sound Card: DirectX Compatible
DirectX: DirectX 9.0c
Hard Drive: 4 GB free hard drive space
Hard Reset
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ND.
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