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Jagged Alliance Back in Action - Recensione

Inviato il da Alessandro "Trawn" Agostinis
Nel lontano 1999 Tribsoft lanciò sul mercato Jagged Alliance 2, titolo che si assicurò subito un posto nell’olimpo degli strategici tattici a turni e che, insieme all’originale saga X-Com, ancora oggi viene osannato e acquistato da molti appassionati di retro-gaming.
Forte di un eccellente componente gestionale e strategica Jagged Alliance vantava anche un'elevata rigiocabilità, grazie ad una campagna dinamica che lasciava piena libertà di scelta al giocatore.
A più di 12 anni dalla sua uscita le software house tedesche Bit Composer e Coreplay hanno dato ascolto alle numerose richieste dei fan, lavorando ad una versione rivisitata ed aggiornata del titolo, rinominato Jagged Alliance: Back in Action (precedentemente noto col nome di Jagged Alliance: Reloaded). La domanda cruciale è dunque la seguente: i programmatori sono riusciti a cogliere tutti i punti di forza di Jagged Alliance 2 per riproporli in questo remake?
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BACK IN ARULCO
La trama e l’ambientazione di Back in Action sono identiche a quelle del “capostipite”, rispecchiando la volontà degli sviluppatori di proporre un reboot della serie e non un nuovo capitolo, come è successo invece per il nuovo Syndicate. L'avventura è ancora una volta ambientata nella nazione fittizia di Arulco, e ci infila nuovamente nei panni di un manager a capo di un gruppo di mercenari, ingaggiato dal re in esilio per ristabilire l’ordine e destituire la malvagia regina Deidrana, salita al potere con la forza. La trama, come l’originale, fa il verso  al cinema d’azione Hollywodiano anni '80 e '90. In particolare, ci riferiamo ai film di Schwarzenegger e compari, anche se per certi versi pare che abbia anticipato senza volere il più recente “The Expendables” riguardo a personaggi e location. Tuttavia come è successo per la maggior parte delle pellicole sopraccitate, la sceneggiatura è solo di contorno all’azione.
La storia procede tramite uno scambio di email con il re esiliato, anche se si possono ottenere incarichi secondari parlando con i numerosi personaggi che troveremo durante le nostre peripezie. Ciononostante, il titolo garantisce una totale libertà nella campagna già dopo la prima missione: il giocatore sarà libero di andare dove desidera, potendo cimentarsi fin da subito con l’obbiettivo finale: la -difficilissima- conquista della capitale.
Come accadeva in Jagged Alliance 2, l’interfaccia principale è costituita da un sistema operativo tramite il quale possiamo ingaggiare i mercenari e acquistare il loro equipaggiamento attraverso il Web. Ogni acquisto o persona assoldata richiederà dalle ore ai giorni per arrivare all’aeroporto, che risulta quindi la prima location che dovremo conquistare e difendere dall’esercito della regina per non venire tagliati fuori dai rifornimenti.
Il gioco verte solo sulla modalità singleplayer della campagna che, come in passato, rimane separata in due fasi distinte: la parte gestionale e quella strategica in tempo reale (e non più esclusivamente a turni).
La parte gestionale ci permette di muovere, attraverso la mappa di Arulco, le squadre di mercenari. In questa fase sarà necessario tenere comunque d’occhio la situazione globale per evitare che le squadre nemiche riconquistino strutture importanti come le miniere (liberarle ci garantirà un certo ritorno economico), le città e gli insediamenti di rilievo. Ogni volta che conquistiamo una location possiamo “assoldare” gli abitanti del posto affinché presidino il luogo, garantendo così la possibilità di spostare i nostri soldati verso i prossimi obbiettivi senza preoccupazioni.
Quando un obiettivo viene raggiunto, si passa direttamente alla fase in tempo reale in cui si prende il controllo diretto della squadra per eliminare le forze ostili e liberare l’area. Purtroppo questo rappresenta fin da subito uno dei limiti del titolo, poiché qualsiasi sia la nostra missione, anche nel caso in cui non preveda un assalto diretto, per proseguire sarà necessario liberare comunque la zona da tutte le forze nemiche.
Nonostante la monotonia che affligge lo svolgimento delle situazioni, i combattimenti risultano comunque sempre piacevoli, dato che spesso non si è solo in inferiorità numerica rispetto al nemico ma, addirittura meno equipaggiati -specialmente nelle prime fasi- rendendo la difficoltà del titolo decisamente alta e obbligando così il giocatore ad usare la materia grigia piuttosto che la forza bruta.
PIANIFICA E VAI
Jagged Alliance: Back in Action - recensione - PC Gli sviluppatori hanno pensato di sostituire il classico combattimento a turni di Jagged Alliance 2 con  un sistema ibrido chiamato “plan & go”. Questa modalità permette lo svolgimento degli scontri in tempo reale e grazie alla pressione della barra spaziatrice, il giocatore può mettere in pausa per accedere alla pianificazione tattica. Grazie a questo sistema possiamo assegnare un treno di azioni ai nostri mercenari in modo da ordinare l’esecuzione di elaborate strategie di attacco o difesa. Con una certa nota nostalgica la fase di pianificazione ci ricorda molto quella vista nei primi Rainbow Six sebbene questa volta, a differenza dei titoli di Tom Clancy, le azioni si possano assegnare o modificare in qualsiasi momento della partita.
Tuttavia ci sentiamo in dovere di precisare che questa nuova introduzione potrebbe far storcere il naso agli affezionati fan del classico Jagged Alliance dato che modifica in maniera radicale il gameplay rispetto al predecessore. Infatti la scelta di lasciare lo svolgimento dei combattimenti in tempo reale rende gli scontri più rapidi e frenetici rispetto allo svolgimento più lento e ragionato del predecessore. Ad ogni modo per coloro che sono di più larghe vedute, questo sistema è stato ben implementato e permette a modo suo di prendere respiro durante gli scontri, lasciando al giocatore tutta la tranquillità che necessita per escogitare una propria tattica.
MERCENARI IN SALDO
Ogni  mercenario presenta attributi simili a quelli che troviamo nei giochi di ruolo: forza, agilità, destrezza, precisione di tiro, medicina, esplosivi e via dicendo. Queste caratteristiche possono essere migliorate grazie all’esperienza ottenuta. Nelle fasi più avanzate sarà necessario assoldare i mercenari più costosi (arrivando sino ai 70.000$) piuttosto che mantenere quelli reclutati nelle prime fasi di gioco, questo perché, nonostante l'esperienza, passare di livello richiede molto tempo e comunque si ottiene un numero di punti abilità davvero esiguo rispetto a quello offerto dai colleghi con le parcelle più salate. Inoltre alcune azioni di gioco come lo scassinare una porta o il disinnesco/innesco di una mina richiedono la padronanza combinata di due specifiche abilità. Ad esempio per curare un compagno ferito il nostro soldato dovrà avere un alto punteggio in intelligenza e medicina affinché possa usare correttamente il kit medico.
Come accadeva negli altri titoli, ciascun membro della squadra dispone di un proprio inventario e durante l'esplorazione si possono trovare, oltre ad armi e munizioni, una montagna di oggetti (utili e non) che possono essere venduti ai commercianti locali in cambio di denaro. Oltre a cercare di migliorare il nostro equipaggiamento, la ricerca sarà orientata soprattutto verso diamanti e metalli preziosi in grado di fruttare una grande quantità di dollari da investire.
Ogni soldato presenta quattro statistiche da tenere d’occhio: salute, furtività, stamina e visibilità. La seconda si riferisce alla quantità di rumore prodotto del personaggi,o mentre la stamina riporta l’affaticamento che può essere causato da alcune azioni estenuanti (come correre per lunghe distanze). La visibilità invece dipende dal tipo di mimetica indossata dato che gli indumenti, insieme ai giubbotti antiproiettile, non forniscono solo un grado di armatura, ma garantiscono anche la possibilità di mimetizzarsi con l’ambiente. Ovviamente ogni mimetica è funzionale solo al tipo di terreno per cui è stata pensata.
Sebbene la gestione dell’inventario sia davvero vasta e garantisca un alto grado di personalizzazione, l’abbiamo trovata alquanto macchinosa, specialmente in quelle fasi che ci hanno coinvolto nel ritiro dei rifornimenti ordinati tramite internet. Visto che i corrieri lasciano la merce all’aeroporto, bisogna per forza inviare qualcuno fisicamente sul posto per ritirarla. Questo vale anche per lo scambio di oggetti tra compagni di squadra: nella parte gestionale possiamo vedere solo cosa c’è nell’inventario, ma se vogliamo passare un determinato articolo da un personaggio ad un altro dovremo per forza scambiarlo durante le fasi in tempo reale, cosa che alla lunga rischia di annoiare il giocatore.
Se siete degli amanti di titoli stealth tipo Commandos e amate adottare stili di gioco che tendono ad evitare lo scontro diretto vi consigliamo vivamente di cambiare strategia o di guardare altrove, perché questo titolo sicuramente non farà per voi. Benché siano stati implementati i gadget del perfetto soldato silenzioso (silenziatori, mimetiche e armi corpo a corpo), presto ci si renderà conto che il nemico tenderà a scoprirci sempre e comunque. Questo è dovuto in parte all’eccessivo zelo dell’IA che gestisce gli avversari, spesso troppo attenti ai rumori o con un campo visivo smodato. Di fatto quindi tendono a scoprire con estrema facilità i nostri soldati (anche quelli con elevate statistiche in furtività), rendendo impossibile strisciare silenziosamente verso di loro.
A parte questo, ci troviamo comunque su livelli decisamente buoni in quanto a routine comportamentali: gli avversari tenteranno di aggirarvi, eludere le granate, prendere copertura o affrontarvi faccia a faccia se possono contare sui rinforzi. In numerose occasioni abbiamo ricaricato un salvataggio perché ci è morto un membro della squadra -capiterà spesso- e a ogni nuovo caricamento la situazione ha preso diverse pieghe. Insomma, sotto quest’aspetto si nota la dedizione dei programmatori e, sebbene  durante la nostra prova alcune routine non abbiano funzionato alla perfezione, siamo sicuri che la sfida contro la cpu saprà darvi del filo da torcere contribuendo non poco alla rigiocabilità del titolo.
TECNICHE DI AZIONE
Nonostante il motore grafico di Back in Action non raggiunga i livelli qualitativi di altre produzioni, nel suo piccolo svolge davvero un buon lavoro. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla varietà delle ambientazioni e dalla cura dei dettagli sia per quanto riguarda gli interni che gli esterni. Questo è per buona parte merito di un ottimo level design, che riesce a sopperire brillantemente alle limitazioni grafiche. Invece il comparto animazioni rimane su livelli discreti senza eccedere né in mediocrità, né in eccellenza. Purtroppo non si può dire lo stesso per la fisica, dato che è limitata al solo lancio delle granate e al ragdoll dei corpi, mentre oggetti ed edifici non si possono distruggere. L'unica “interazione” prevede qualche esplosione scriptata dei muri su cui è possibile piazzare del C4.
La prova è stata fatta su un i5 2500 con 8 gb di ram ddr3 ed una Ge Force 560 ti, mantenendo attivati al massimo i pochi filtri a disposizione, ovvero un multisampling 4x, il classico 16x di filtro antistropico  e il v-sync. Comunque alla risoluzione di 1920x1080 non abbiamo riscontrato alcun calo di framerate. Confessiamo di essere incappati in qualche sporadico crash durante i caricamenti, ma grazie all’eccellente sistema di autosalvataggio i danni sono stati minimi, evitandoci di ripercorrere intere sezioni di gioco. Per quanto riguarda la colonna sonora, una menzione speciale va all’eccellente traccia che echeggia nel menù principale. Tuttavia alcuni effetti sonori che riguardano le armi non ci hanno convinto pienamente. Infine il titolo vanta un discreto doppiaggio in lingua inglese ed è sottotitolato in italiano. Lo potete acquistare in rete tramite le piattaforme Steam, Games Planet e Gamers Gate.
Jagged Alliance: Back in Action è un prodotto che si interfaccia in maniera particolare con i fan di vecchi adata ed i nuovi adepti del Pc Gaming. L’eliminazione del sistema a turni potrebbe far storcere il naso agli appassionati del classico Jagged Alliance 2, ma il sistema “Plan & Go” a modo suo funziona, ed è comunque in grado di regalare diverse soddisfazioni agli strateghi più incalliti.
I principali difetti si ritrovano nella gestione troppo macchinosa dell’inventario e in un’eccessiva ripetitività delle situazioni (ma non delle missioni). Proprio per questo, considerata anche l’elevata difficoltà, ci riserviamo di consigliarlo solo agli estimatori del genere d'appartenenza e a quel tipo di utenza che sappia avvicinarsi al titolo armata di una buona dose di pazienza.
VOTOGLOBALE7.5

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Jagged Alliance: Back in Action

Disponibile per: PC
Genere: Strategico
Sviluppatore: bitComposer Games
Link Download: Scarica Qui
Costo Digidelivery: 27,99€
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 10/02/2012
Jagged Alliance: Back in Action
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ND.
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