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Medal of Honor - Recensione

Inviato il da Simone Callioni
Quando si parla di First Person Shooter, nella mente di ognuno di noi compaiono immagini relative ad una miriade di videogiochi, fra cui certamente non mancano gli archetipi del genere, che da sempre ci hanno colpito e appassionato. Solo alcuni titoli sono riusciti a lasciare impronte indelebili nella nostra memoria. Tra questi è inevitabile citare Quake, Unreal, Call of Duty, Battlefield e ovviamente Medal of Honor. In principio le differenze tra questi titoli erano assolutamente marcate, ed ognuno era dotato di un proprio carattere, ben definito. Poi è arrivata l'attuale generazione: il trend in atto è quello che punta all'omologazione. Ogni prodotto deve rifarsi ad un canone preciso, quello del titolo con maggior successo. Si appianano dunque le differenze fra un prodotto e l'altro, di certo a livello di gameplay, ma anche sul fronte dell'ambientazione e dell'ispirazione tecnica e artistica.
L'ultimo Medal of Honor di EA non fa eccezione: insegue l'ambientazione moderna che tanta fortuna ha portato al Call of Duty di Infinity Ward, in modo da apparire quasi come un emulo. Eppure, anche un prodotto che si adagia sul "canone" ha, come ogni cosa, i suoi pro e i suoi contro.
Influenze
Medal of Honor - recensione - PC Il nuovo Medal of Honor, pur caratterizzato da una generale sottomissione alle regole prescritte dalla "norma", cerca comunque di guadagnare una sua autonomia, almeno narrativa. Se analizziamo la campagna single player, infatti, possiamo accorgerci fin dai primi minuti di gioco che struttura della storia rappresenta una gradevole novità, e non un mero "cut & paste" di storie trite e ritrite. Il setting Afghano che farà da sfondo all’intera esperienza ludica può a tutti gli effetti esser considerato il riflesso indispensabile di un processo di ammodernamento delle tematiche trattate. Troppe volte ci è capitato di aver a che fare con la seconda guerra mondiale o con improbabili imprese di fantapolitica futuribile. A fugare la monotonia di missioni delle quali si conosceva quasi sempre l’epilogo, è una scelta azzardata da parte di EA, ma in ogni caso più che indispensabile ai giorni nostri. Vero è che a fronte di questa virata realistica, si nota comunque una certa "stilizzazione" dei nemici, a volte al limite della propaganda militarista. Tralasciando in ogni caso le peculiarità dello story-telling (che vengono pienamente descritte ed approfondite nella recensione della versione XBox 360), ci preme ora andare ad analizzare in dettaglio alcuni pregi e difetti caratteristici del gameplay e del comparto grafico della versione Pc.

Non serve molto tempo, una volta avviata la campagna single player, per rendersi conto di alcune caratteristiche che potrebbero lasciare qualche videogiocatore un po’ titubante. Innanzitutto lo scripting che permea l’intera esperienza è in certi momenti davvero pressante: lascerà ben poche possibilità di approccio tattico alle varie situazioni belliche. Con questo non vogliamo dire che le mappe saranno totalmente lineari e prive di elementi sorpresa. Anzi, in alcune missioni ci troveremo obbligati ad assumere un comportamento stealth, in altre invece saremo costretti a esplodere colpi su colpi per aprirci la strada con la forza. Un buon dinamismo è alla base di un'esperienza effettivamente gradevole e varia quanto basta per non annoiare, ma chi ha apprezzato la varietà offerta da altri grandi esponenti del genere (Crysis resta ancora imbattuto), potrebbe faticare a mandar giù un incedere così "precalcolato". Le armi che avremo in dotazione o che troveremo sui cadaveri dei nemici rispecchiano abbastanza fedelmente la reale fattura delle bocche da fuoco in dotazione agli eserciti che si fronteggiano nella realtà, tuttavia alcune reazioni fisiche sono meno convincenti (l'assenza di rinculo di alcuni fucili semiautomatici, ad esempio). Una scelta che si fatica a comprendere è quella che riguarda il munizionamento: non solo è poco elegante concedere munizioni infinite per la pistola (ad ogni livello di difficoltà), ma addirittura in ogni momento è possibile richiedere munizioni ai nostri alleati, avvicinandoci a loro e premendo un tasto. In pratica gli schemi si possono portare a termine senza dover cambiare arma in nessun momento. Il level design delle mappe permette in ogni una buona comprensione degli spazi che potremo esplorare, così da rendere immediata la reperibilità delle postazioni nemiche da distruggere o aggirare. Anche se la strada da percorrere rimane sempre una sola, spesso ci verrà chiesto di cambiare percorso grazie all’acquisizione e all’elaborazione in tempo reale delle informazioni raccolte sul campo di battaglia. La sensazione di vivere una campagna dinamica non manca, e proprio grazie allo scripting Medal of Honor riesce a trasmettere sempre grande impeto e coinvolgimento.
I dialoghi, presenti in ogni momento, sono magistralmente realizzati e tradotti. Non sarà affatto difficile capire come i soldati cerchino costantemente di sdrammatizzare, anche attraverso colorite affermazioni, situazioni alle volte insostenibili dalla maggior parte dei civili. I Tier 1 sono un gruppo militare scelto, tuttavia non sono immuni da crolli psicologici e sbalzi di umore dovuti a comportamenti inaspettati, e il più delle volte cinici, dei loro comandanti. Tutte queste caratteristiche, integrate in un team fight sempre ben orchestrato, generano nel videogiocatore sensazioni e pensieri che vengono solitamente accomunati alla visione di un ben diretto War Movie. Sfortunatamente, come avviene nella stragrande maggioranza delle produzioni cinematografiche di Holliwood, anche in Medal of Honor abbiamo avuto la sensazione di affrontare non tanto una vera e propria guerriglia armata, ma quintalate inermi di carne da macello. Più che terroristi addestrati ci troveremo ad ammazzare quasi sempre dei poveretti che cercano solo riparo dietro a veicoli o casse per poter resistere il più possibile ai nostri attacchi. Aumentando la difficoltà purtroppo l’intelligenza artificiale non cambia: la passività dei nostri nemici rimane invariata, potremo constatare solamente che i proiettili faranno molto più male. Inaspettatamente abbiamo però piacevolmente riscontrato che i nostri compagni accorrono sempre in nostro aiuto sena mai prendersi un pausa. Il loro, pur essendo sempre un procedere per check point, non è un semplice lavoro di copertura. Nel caso in cui venissimo colpiti in maniera critica subito si attiveranno per venirci in aiuto, scaricando in una frazione di secondo i loro caricatori sui nemici o addirittura avanzando al punto da frapporsi tra noi e il fuoco nemico, così da permetterci di fuggire senza perdere la vita. Questo non vuol dire che saremo invulnerabili al punto da poter girovagare indisturbati per la mappa, ma i nostri saranno veramente e a tutti gli effetti degli angeli custodi.

Medal of Honor

Disponibile per: PS3 | PC | XBOX 360
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Electronic Arts Los Angeles
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online oltrei i 20 Giocatori
Data di Pubblicazione:
PS3: 15/10/2010   
PC: 15/10/2010   
XBOX 360: 15/10/2010   
*Windows XP (SP3), Windows Vista (SP2), Windows 7
*Processor: Pentium D, 3.0GHz / Core 2 Duo, 2.0GHz / Athlon 64 X2
*Memory: 2GB RAM
*Video card must be 256MB or more and contain these chipsets or better: NVIDIA GeForce 7800 GT ; ATI X1900.
*HDD Space: 3GB
*Soundcard: Soundcard with DirectX 9.0c compatibility
*DirectX: DirectX 9.0c
Medal of Honor
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ND.
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