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Metro 2033 - Recensione

Inviato il da Luigi Catuogno
Sin dagli albori della Next Generation gli sviluppatori hanno tentato di estrudere le produzioni in prima persona dai canoni classici del genere, sviluppatisi e consolidatisi su PC ma perfettamente adattabili alle console di ultima generazione.
A seguire questo filone, entro il quale possiamo trovare produzioni del calibro di Condemned, The Darkness e Bioshock arriva oggi Metro 2033, titolo sviluppato dagli ucraini di 4A Games alla loro prima esperienza.
La produzione promette un mix tra le atmosfere ansiolitiche di Dead Space e la componente shooter di Bioshock, dal quale riprende anche la cura nella realizzazione di un’ambientazione che spesso la fa da padrona.
Metro 2033, distribuito da THQ, è in uscita per Xbox 360 e PC il 19 Marzo 2010.
 
Fear The Future
Metro 2033 è ambientato in una Mosca post-apocalittica, dove gli esseri umani, decimati dalla catastrofe nucleare, hanno occupato la gigantesca rete metropolitana costruendovi numerosi insediamenti abitabili.
La vita però, non bastassero le condizioni di abitabilità non certo agevoli, non è così facile: le potenti radiazioni, negli anni, mutato il genoma di alcune creature (umane e animali) creando dei veri e propri mostri, alcuni dei quali capaci di attaccare direttamente la mente delle persone normali, distruggendola.
Collateralmente si sono formati veri e propri gruppi fuorilegge (nonostante legge e legalità siano ricordi lontani) che, con continui saccheggi, aggressioni ed assassinii, rendono la vita dei normali abitanti della metro ancor più complicata.
In questo contesto impersoneremo Artyom, un ragazzo come molti altri affascinato da Hunter, un esploratore -intrepido ed incosciente- che lascia la “tranquilla” stazione sotterranea per avventurarsi lungo i cunicoli ed in superficie, convinto che per la sopravvivenza futura sia d’obbligo la completa eliminazione della minaccia.
Il nostro eroe, cogliendo la giusta occasione, lascia l’avamposto e le cure del padre per partire alla ricerca di quello che ritiene essere una sorta di mentore, con il quale, mesi prima, aveva stretto un patto.
Da questo punto in poi inizierà un lungo viaggio che ci porterà nei più reconditi meandri della rete ferroviaria sotterranea ma, contemporaneamente, ci farà riscoprire la tiepida luce del sole che ancora trapela dalle immense nubi che ricoprono il cielo in superficie.
Durante questo cammino incontreremo molti personaggi che ci faranno scoprire oscuri retroscena e ci guideranno passo passo sino alla meta; ognuno di loro sarà caratterizzato in maniera del tutto peculiare ed avrà, sul protagonista, un impatto diverso, che porterà Artyom ad una serie di riflessioni esternate durante i tempi di caricamento (una trovata molto intelligente).
Il continuum narrativo, nonostante proceda in maniera piuttosto lenta, è dunque decisamente interessante e godibile, grazie anche ad atmosfere di gioco molto curate e capaci di immergere il giocatore nel mondo virtuale e ad una discreta recitazione digitale, accompagnata da un ottimo doppiaggio in italiano (elementi che approfondiremo, in ogni caso, in seguito).
Survival Horror in prima persona
Metro 2033 - recensione - PC Come detto in sede d’introduzione Metro 2033 è l’ennesimo tentativo di estraniare una produzione in prima persona dai canoni classici della serie.
La frenesia che caratterizza la gran parte degli shooter presenti oggi sul mercato, quindi, lascia spazio ad elementi più consoni ad un survival horror: ci ritroveremo, forti solamente di un arsenale fatto di armi artigianali e decisamente poco affidabili, a vagabondare in giganteschi cunicoli completamente privi d’illuminazione, nei quali i nostri occhi potranno fare affidamento soltanto sulla torcia montata sul casco.
Ogni passo andrà dunque studiato, poichè ogni centimetro quadrato dell’ambientazione recherà -potenzialmente- insidie mortali per il protagonista.
Non saranno, infatti, solamente gli abomini figli delle radiazioni ad attentare all’esistenza di Artyom, appesa ad un filo già dalla nascita ma soprattutto le innumerevoli trappole architettate dai banditi; dei tocchi di classe che, per quanto rudimentali, danno l’idea di quanta cura è stata posta in ogni singolo dettaglio.
La stessa ambientazione ci sarà avversa poichè, oltre all’oscurità, dovremo combattere con le esalazioni tossiche presenti nell’aria, salvaguardando i nostri polmoni tramite apposite maschere anti-gas, i cui filtri andranno costantemente monitorati (grazie al comodo orologio da polso) e sostituiti recuperando l’equipaggiamento dai numerosi cadaveri che troveremo nel corso dell’avventura o barattandoli al mercato.
Sebbene l’incedere sia piuttosto lento e gli scontri abbastanza sporadici l’immedesimazione del giocatore, in Metro 2033, è pressochè totale e l’assenza del canonico HUD, sostituito dalle crepe sulla maschera piuttosto che dalla bussola e dall’accendino che ci indicherà la direzione del vento, è in questo senso davvero molto funzionale.
Le fasi in cui ci troveremo a combattere, a dire il vero, sono le meno riuscite, sebbene ricalchino in maniera fedele il senso d’angoscia e terrore che ogni pixel ci vuole trasmettere.
Le problematiche sono da ricercarsi principalmente nel sistema di mira, poco preciso anche con equipaggiamento più “evoluto” e all’impatto non sempre credibile dei proiettili, il cui copioso utilizzo spesso non basterà per abbattere alcuni avversari.
Molto più interessante, quindi, la fase esplorativa che ci porterà all’interno delle piccole comunità formatesi a ridosso delle stazioni della metropolitana.
Qui avremo finalmente modo di prender fiato e di rimpinguare il nostro equipaggiamento, utilizzando i proiettili come preziosa moneta di scambio o barattando le armi “vecchie” con modelli più sofisticati (comprensivi, ad esempio, di rudimentale silenziatore o mirino ottico).
Ogni particolare, come si diceva poc’anzi, è oltremodo curato e così, girovagando nelle città improvvisate, potremo soffermarci ad ascoltare i malinconici dialoghi cha raffigurano una società oramai disgregata, che ha perso completamente la speranza e che preferisce illudere i propri figli piuttosto che metterli di fronte alla realtà di un futuro inesistente.
Le dieci ore di campagna single player riservano quindi molte sorprese ed innumerevoli sfaccettature, mantenendo il giocatore in costante tensione e coinvolgendolo passo dopo passo in un mondo dalle tonalità affascinanti.
La buona realizzazione della campagna, per quanto non troppo longeva, non fa sentire -almeno a nostro modo di vedere- la mancanza di un comparto multiplayer che, in questo caso, avrebbe portato a forzature idealmente non in linea con la produzione, come già abbiamo visto accadere in Bioshock 2.

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Metro 2033

Disponibile per: XBOX 360 | PC
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: 4A Games
Distributore: THQ
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
Data di Pubblicazione:
PC: 19/03/2010   
XBOX 360: 31/05/2013   
Sistema Operativo: Windows XP or Windows Vista
Processore: Quad Core CPU o 3.0 Ghz Dual Core
RAM: 2 GB
Scheda Video: GeForce GTX 480 o 470
Scheda Audio: DirectX 9.0c-compatible
Metro 2033
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