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Metro: Last Light > Recensione
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Metro: Last Light - Recensione

Inviato il da Alessandro Sordelli
Gli shooter in prima persona si possono dividere in due grandi categorie: quelli che vivono dell'esperienza multiplayer, generalmente dei titoli molto tecnici e d'ampio respiro, fatti per essere apprezzati grazie ad un gameplay da padroneggiare alla perfezione con costanza e impegno; e quelli che offrono la sola campagna per il giocatore singolo, titoli i cui focus sono la narrazione e l'epicità del momento ludico. Il franchise di cui parliamo oggi appartiene al secondo gruppo, due giochi che vivono d'una ambientazione incredibile che miscela sapientemente la fantascienza distopica e post apocalittica tipica del decennio '90, con le tematiche dell'horror e del survival game. Metro 2033 fu una grande sorpresa per il mondo dei videogame, uno shooter in prima persona di discreto successo, sviluppato da una software house semisconosciuta con base a Kiev, i 4A Games, e prodotto da una THQ che stava iniziando ad accusare le difficoltà che l'hanno poi portata alla bancarotta e alla successiva liquidazione. Metro Last Light prosegue esattamente da dove avevamo lasciato il precedente episodio della saga, portando avanti la narrazione in maniera tradizionalmente lineare. Con qualche giorno di anticipo sull'uscita del gioco, siamo scesi solitari nei tenebrosi cunicoli della metropolitana di Mosca per provare il brivido e l'ebbrezza del nuovo titolo confezionato dai ragazzi ucraini di 4A Games.
CORRE L'ANNO 2033
Metro: Last Light - recensione - PC Se ben ricordate, in Metro 2033 il sipario si chiudeva con un'importante scelta: lanciare i missili e distruggere i Tetri - la temibile e misteriosa minaccia del primo episodio videoludico - o risparmiarli e instaurare una pace e una collaborazione con loro? Così come in molti altri giochi della recente game industry, la scelta morale si inserisce nel substrato narrativo come parte fondamentale dell'intero impianto ludico, un elemento ormai imprescindibile di ogni produzione in cerca di spessore e alto grado d'immersività. Per siglare l'inizio del nuovo episodio, il dev team ha dovuto escludere uno dei due finali, partendo dal presupposto che il protagonista e quindi i giocatori abbiano deciso di distruggere i tetri con l'ausilio della testata nucleare. Metro Last Light si apre con delle immagini che ben ricordiamo; una piccola stanzetta fiocamente illuminata da una luce a incandescenza, arredata di un letto, una scrivania, libri e qualche sporadico oggetto personale. È la vita del 2030, una società costretta a (soprav)vivere nel sottosuolo in seguito alle conseguenze delle guerre nucleari che hanno sconvolto il mondo intero, rendendo invivibile la superficie del pianeta. Come se non fosse abbastanza, le radiazioni hanno creato orrende mutazioni genetiche che si aggirano minacciose per le gallerie della metropolitana, l'unico luogo vivibile e sicuro...quasi. In Last Light vestiremo ancora una volta i panni di Artyom, ancora alle prese con i Tetri e con quello che rimane di loro. Questa volta però la minaccia è ben più seria e non arriva dalle creature bestiali e antropomorfe che tutti temono, bensì da un gruppo di folli ultra-nazionalisti noti come “il Reich”. La saga videoludica continua sulla falsa riga di quanto ideato e scritto dall'autore russo Dmitrij Gluchovskij, procedendo però in maniera indipendente rispetto a quanto narrato nei romanzi e in Metro 2034. Lo scrittore ha collaborato attivamente con gli sceneggiatori di 4A Games per riuscire a costruire una continuità narrativa senza snaturare l'essenza del ciclo di romanzi.
CLAUSTROFOBICO E TENEBROSO
Metro: Last Light - recensione - PC Il gameplay di Metro Last Light si discosta un po' dal classico shooter in prima persona, ma rimane molto simile a quanto visto in Metro 2033, sia per quanto riguarda le meccaniche di gioco che per ciò che concerne le feature che tanto lo caratterizzano. Una delle peculiarità di Metro Last Light è l'assenza dell'interfaccia, quindi l'integrazione della stessa all'ambiente di gioco e al personaggio. La cosa non è certamente una novità, visto che abbiamo potuto osservarla anche nel precedente episodio della serie, o in altri titoli del recente mercato, come la serie Dead Space. In realtà è presente un HUD “a comparsa”, attivabile mediante la pressione di appositi tasti della tastiera o del gamepad: in questo modo potremo sapere il numero dei proiettili in canna o quanti medikit ci sono rimasti nello zaino. L'orologio stretto intorno al nostro polso ci segnala con un piccolo conto alla rovescia l'efficacia della maschera antigas che indossiamo per respirare all'aria aperta, mentre una piccola luce azzurra indica quando siamo visibili agli occhi del nemico, l'ennesimo strumento utile quando dobbiamo approcciare silenziosamente uno o più soldati del Reich. Rispetto al predecessore, Metro Last Light regala un'azione un po' più dinamica e frenetica, con una componente shooter decisamente migliorata e meglio calibrata. Il sistema di danni localizzati premia i giocatori più precisi e meticolosi, rendendo inoltre il gioco più realistico e divertente. Anche la fisica ha fatto un deciso passo avanti, grazie all'implementazione della nuova versione PhysX di NVIDIA. Il repertorio delle armi è esattamente come lo ricordiamo da Metro 2033, con armi vecchie e rugginose che vomitano piombo rumorosamente. Sparatorie e scene ad alto tasso di adrenalina si alternano a momenti di esplorazione passiva e a sequenze stealth di grande efficacia nelle quali dovremo procedere proseguendo nell'ombra ed eliminando i nemici senza far rumore.
"Sparatorie e le scene ad alto tasso di adrenalina si alternano a momenti di esplorazione passiva e a sequenze stealth di grande efficacia."
A tal proposito ci viene in aiuto la possibilità di svitare le lampadine per creare le giuste condizioni d'illuminazione, quindi una serie di armi silenziate e i coltelli da lancio per sgominare guardie e sentinelle senza dare nell'occhio. Anche a livello di difficoltà normale i proiettili reperibili sul cammino non sono molti, un motivo in più per proseguire lasciandosi alle spalle i nemici o metterli fuori combattimento senza ucciderli. Spesso saremo chiamati a deviare dal normale percorso per attivare interruttori o cercare oggetti che ci saranno indispensabili per proseguire nel corso dell'avventura o semplicemente per superare un determinato ostacolo. Per esempio potrà capitare di dover aprire una porta chiusa da un sistema di sicurezza privo di elettricità o riattivare un elevatore non funzionante, spingendoci a cercare il pannello di controllo per riattivare la corrente e attivare il meccanismo. All'inventario si aggiunge un'utilissima torcia e la relativa dinamo, grazie alle quali possiamo illuminare i bui cunicoli di fronte a noi. Le stazioni della metropolitana di Mosca sono vive, pulsanti e ricche di dettagli su come la gente sopravvive in un mondo ostile e difficile. Ancor più che in passato, i personaggi non giocanti che incontriamo sul nostro percorso, ci aiutano a immergerci in un'ambientazione intensa e incredibilmente costruita. Camminare in superficie regala invece momenti di vera suspense e di grande tensione, perché come suggerisce il protagonista durante uno dei suoi tanti dialoghi d'intermezzo tra una scena e un'altra, “ogni passo al di fuori della metro, potrebbe essere l'ultimo.” Mettere il naso fuori dai tunnel e dalle gallerie che corrono sotto la città è infatti sinonimo di misteriosi e temibili pericoli, l'aria non è respirabile e alcune zone sono fortemente contaminate da letali radiazioni. Tra le rovine della città vivono creature deformi che si cibano di carcasse, cadaveri e degli intrepidi che osano sfidare la sorte avventurandosi in superficie. Nonostante l'ottimo level design sfoderato da un team di sviluppo che ha saputo migliorarsi e accogliere le critiche del pubblico, il gioco di 4A Games offre ben poche variabili ludiche e di percorso, per un'esperienza molto divertente ma poco libera e fin troppo guidata, con delle ambientazioni esterne che ne sono il chiaro esempio.
NELLE PROFONDITÀ DELLA METRO
Metro: Last Light - recensione - PC Il motore grafico proprietario di 4A Games, il 4A Engine, è stato notevolmente migliorato rispetto alla sua precedente incarnazione. Notiamo immediatamente una generale ottimizzazione del comparto tecnico, che si traduce in un framerate più fluido e costante, anche su macchine che non montano hardware di ultima generazione. Il lavoro di pulizia del codice sembra davvero ben fatto e la creatura della software house ucraina è supportata da una serie di middleware come SpeedTree e FaceFX che, uniti tra loro, migliorano ulteriormente la resa visiva del nuovo gioco. Nonostante la complessità del comparto tecnico, il pannello delle opzioni è semplice ed essenziale, permettendoci di regolare risoluzione, qualità grafica generale, SSAA, texture filtering, tassellation, motion blur ed eventualmente attivare la funzionalità V-Sync, qualora accusassimo problemi relativi alla frequenza d'aggiornamento delle immagini. Il PC redazionale, equipaggiato di Intel i7 3770K @4GHz, 16 GB di memoria RAM DDR3 e una GeForce GTX 680 da 2GB si è comportato eccezionalmente bene, permettendoci di giocare alla risoluzione di 1920x1080 e con tutti i filtri grafici attivi e al massimo, senza particolari problemi, sfoderando un framerate granitico che si aggirava intorno ai 45-50 fps. Da precisare inoltre, che la prova è stata effettuata con i nuovi driver 320.14 di NVIDIA, rilasciati appositamente per Metro Last Light e ottimizzati per le varie feature grafiche. Dati numerici a parte, l'aggiornamento del 4A engine si traduce in un gioco visivamente eccezionale, specialmente nelle ambientazioni esterne, dove i fili d'erba si muovono lievemente al soffiar del vento, con rivoli d'acqua che scivolano tra i detriti di una desolata città fantasma. Nelle numerose scene ambientate all'interno il sistema d'illuminazione dinamica detta legge, regalando ambientazioni pregne d'intensità e tensione. Discreti progressi per quanto riguarda le animazioni facciali con modelli che ora risultano più espressivi e vivi, seppur non paragonabili a quelli di altre recenti produzioni. I caricamenti sono numerosi ma molto rapidi, sicuramente anche grazie al disco SSD montato sulla configurazione di prova.
Nonostante la cura riposto nel dettaglio grafico e il grande impegno del team nel migliorare il lavoro svolto due anni fa con Metro 2033, il gioco di 4A Games è ancora ben lungi dalla perfezione, per lo più a causa di problemi legati all'impostazione dei parametri grafici che spesso ci hanno costretto a riavvi forzati del gioco o addirittura del computer. Durante il nostro test, il gioco si rifiutava d'impostare la risoluzione con quella da noi selezionata, sfociando in improvvisi crash del client di gioco. La fisica è notevolmente migliorata - grazie all'implementazione dell'ultima versione di PhysX di NVIDIA - tuttavia non abbiamo potuto fare a meno di notare alcuni effetti di compenetrazione, difetti sulle collisioni o effetti atmosferici che facevano comparsa anche all'interno degli edifici, degli importanti bug che non ci saremmo aspettati di trovare e ci auguriamo possano trovar soluzione con la prima patch utile. I nostri compagni di avventure e viaggi, saltuariamente si congelano in un punto senza appparente motivo, perciò ci tocca proseguire nel percorso affinché vengano sbloccati dallo script che li teletrasporta istantaneamente accanto a noi.
La colonna sonora si presenta come una variazione di quella orecchiata nel primo episodio videoludico della saga, e supporta bene i vari momenti di gioco, pur senza stupire ed esaltare. Ben curato il doppiaggio, interamente in italiano e capace di veicolare in maniera convincente la drammaticità (o meno) delle situazioni. Meno bene le campionature ambientali, che stentano anche in questo Last Light. I momenti topici del gioco, in ogni caso, sono stati ben caratterizzati sotto il profilo sonoro, ma la produzione di 4A Games verte soprattutto sulla componente visiva piuttosto che su quella sonora.
Il titolo di 4A Games è la naturale evoluzione del franchise, un gioco che ci permette di proseguire l'avventura esattamente da dove l'avevamo lasciata con l'epilogo di Metro 2033, un titolo che intende portare avanti la storia seguendo una linea narrativa in parte indipendente rispetto a quella raccontata dallo scrittore russo. La nuova versione del 4A Engine mette in mostra i muscoli grazie ad ambientazioni ricchissime di dettaglio, raccontando di un futuro distopico come solo un film hollywoodiano potrebbe fare. Nonostante il miglioramento sul piano tecnico però, il titolo del talentuoso team ucraino non lascia a bocca aperta come hanno saputo fare recentemente altre software house con i rispettivi engine. In conclusione, sebbene Metro Last Light arrivi sugli scaffali sporcato da qualche fastidioso bug all'intelligenza artificiale e qualche crash di troppo, il first person shooter pubblicato da Deep Silver offre dieci ore di sano divertimento, per un titolo fortemente immersivo e coinvolgente.
VOTOGLOBALE8.6
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Metro: Last Light

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: 4A Games
Distributore: THQ
Pegi: 18+
Data di Pubblicazione: 17/05/2013
Requisiti Minimi:
OS: Windows XP (solo 32-bit), Vista, 7, o 8
Processore: Dual Core CPU (2.2+ GHz Dual Core CPU o superiore)
Memoria RAM: 2GB
Spazio su Disco: 8,7 GB
Scheda Video: DirectX 9, Shader Model 3 compatibile (GeForce 8800 GT 512 MB, GeForce GTS 250, etc)
DirectX®: 9.0c

Requisiti Consigliati:
OS: Windows 7 o 8
Processore: Qualsiasi Quad Core, oppure Dual Core da 3.0GHz o superiore
Memoria RAM: 2GB
Spazio su Disco: 8,7 GB
Scheda Video: DirectX 11 compatibile (GeForce GTX 480 o superiore)
DirectX®: 11
Metro: Last Light
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