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Ravaged - Recensione

Inviato il da Angelo Bruno
Anche se non si è mai proposto come un titolo di punta, Ravaged è riuscito a guadagnarsi una buona fetta di utenti grazie all'interessante campagna di marketing del team di sviluppo 2 Dawn Games su KickStarter. L’utenza ha risposto con entusiasmo alla chiamata, supportando finanziariamente lo sparatutto multiplayer, e il budget ottenuto ha addirittura superato del doppio le aspettative. La risposta degli utenti è importante e sottolinea come questi progetti riescano ad entrare nel cuore dei videogiocatori, il vero motore che muove e manda avanti l’intero mercato. Ad onor del vero, la storia di Ravaged è ben diversa da quella di altri titoli, tra cui Day One di Pendulo Studios, per il quale la campagna di finanziamento su GamesPlanet Lab fatica ancora a decollare. La marcia in più del prodotto 2 Dawn Games è stata un'interazione immediata con i propri utenti, tanto che prima del rilascio ufficiale su Steam (dove il titolo è disponibile a circa 10€), gli sviluppatori hanno sponsorizzato il titolo con diversi incontri ingame semi-pubblici, serviti a ricevere gli ultimi feedback.
Ravaged - ABUSED
La qualità principale di Ravaged è quella di essere uno sparatutto multiplayer dalle meccaniche semplici, fruibile anche da chi non segue il genere. Una volta avviato, il gioco presenta un classico menu che consente di avviare una partita veloce, farsi un giro tra i server attivi, regolare
le impostazioni o leggere la documentazione How-to-play presente sul sito ufficiale. Per meglio contestualizzare la semplicità del titolo, partiamo direttamente dalle uniche due modalità di gioco a disposizione, a dir la verità molto simili in quanto rivisitazioni del classico capture the flag a due squadre. La prima, attualmente poco praticata nei server, è la modalità Avanzata (Thrust), in cui gli utenti sono chiamati a far proprie le basi nemiche. Per vincere la sfida è necessario prendere possesso di tutte le stazioni, dopodiché difendere per un minuto l’ultimo avamposto conquistato oppure eliminare le forze nemiche. La seconda ed ultima modalità di gioco è Controllo Risorse (Capture The Resource): lo scopo è di viaggiare verso i centri di respawn nemici e recuperare una tanica di benzina per poi tornare alla propria base e depositarla sul punto indicato. La fazione vincente sarà quella che avrà recuperato tutte le 8 risorse disseminate nella mappa o la maggior parte di esse. Chiaramente, per ciascuna delle due modalità è presente un tempo massimo di 20 minuti, al termine del quale la fazione vincente verrà determinata dalla performance globale.

Come si può ben intuire, le modalità sono davvero molto simili tra loro: in entrambe è necessario recarsi nella postazione nemica per compiere un’azione, quale può essere la cattura dell’avamposto piuttosto che la raccolta di petrolio. La scarsa scelta a disposizione è palese, rendendo l’esperienza di gioco piuttosto scontata già dopo le prime partite, in quanto il tutto si riduce ad una corsa contro il tempo dal punto A al punto B, eventualmente tornando alla base. Pochi secondi per godersi il panorama; altrettanto difficile è studiare una strategia d’attacco contro il nemico. Probabilmente una terza modalità, del tutto differente dalle precedenti, avrebbe giocato a favore della longevità del titolo, che attualmente si presenta con un pacchetto molto modesto, destinato ad esaurire in fretta il suo appeal anche in questo periodo in cui la concorrenza è dormiente.
Chi prima arriva...
Presentare dapprima le modalità è servito ad un duplice scopo: ormai gli obiettivi di gioco sono chiari, ed è altrettanto netta l’esigenza del continuo spostarsi nella mappa. Una delle caratteristiche di Ravaged è la presenza dei veicoli, che a tale scopo si rivelano fondamentali più che semplice opzione. I mezzi, così importanti da dotarli di respawn alla base, sono piuttosto divertenti da guidare anche se il feeling col volante non è particolarmente piacevole. Il videogiocatore ha una buona scelta del mezzo da utilizzare, tra furgoncini 4x4, quad, fino ad arrivare a mezzi corazzati e piccoli elicotteri monoposto. Quasi tutti i veicoli sono dotati di almeno un’arma da fuoco integrata, che potrà essere utilizzata dal player alla guida o da un compagno a bordo. Questa strategia si rivela molto efficace con un carro armato, tuttavia gli altri mezzi non sono dotati di potenza offensiva tale da giustificare un assalto su quattro ruote, complice la poca resistenza dei veicoli più comuni.
Pertanto, l’utilizzo dei trasporti è necessario perlopiù a coprire le distanze tra i vari punti di interesse, in una corsa che comincia immediatamente dopo l'avvio della partita. Il videogiocatore alle prime armi col titolo 2 Dawn Games viene catapultato nella desolazione della mappa in un edificio fatiscente o in una vecchia stazione di rifornimenti, con dei punti all’orizzonte che invitano ad avanzare verso quella direzione per attaccare o difendere. Senza avere ben chiara l’idea del contesto, ci si mette su un mezzo e si procede dritto, tra le dune e tra i rifiuti, per poi scorgere finalmente l’ambito obiettivo: i più fortunati possono scendere e far propria la zona, tutti gli altri dovranno cominciare a far sentire la potenza del proprio equipaggiamento per eliminare i player nemici che bazzicano nei dintorni. Giocando con amici ci si potrebbe organizzare in modo coeso, così da disporre un gruppo volto ad attaccare ed uno pronto a difendere le risorse recuperate. Tuttavia studiare tattiche diventa nient'altro che utopia: Ravaged ha anzi raggiunto una certa fama nella comunità Steam proprio perchè un singolo utente può fare la differenza in una partita, e in game si assistono ai colpi di testa dei lupi solitari, che si disinteressano totalmente dell'azione dei compagni.
Per questo motivo passa anche in secondo piano la personalizzazione dell'avatar che avviene prima di cominciare il match e ad ogni respawn. L’utente è invitato a scegliere con quale fazione schierarsi, tra Sciacalli e Resistenza, per poi decidere la classe del proprio alter ego tra le cinque disponibili. Tra gli Sciacalli troviamo il bandito armato di mitragliatrice leggera; il guerriero dotato di armi potenti; il bodyguard che utilizza i lanciarazzi; l’assassino con fucile di precisione e il grunt, il “distruttore” del gruppo. Per ciascuno di essi vi è il corrispondente della Resistenza, per cui cambiano il nome della classe e la texture dell’arma principale. Oltre all’equipaggiamento citato, l’utente ha a disposizione altre tre armi,
tra pistola secondaria, armi corpo a corpo e granate. C'è la possibilità di sbloccare ulteriori armi - in
sostituzione a quelle presenti - accumulando esperienza.

La caratterizzazione del personaggio, come appena visto, non ha nulla di speciale rispetto allo standard di molti sparatutto multiplayer. Ci sono poi dei difetti strutturali abbastanza evidenti, che meritano un approfondimento In un gioco come Ravaged, fondato su poco entusiasmanti road trip, la classe del cecchino è decisamente fuori luogo, in quanto viene a mancare tutta la componente strategica che in altre produzioni rende letale questa classe: le mappe offrono piccole alture naturali o edifici a più livelli, tuttavia, un cecchino steso a terra faticherà a fermare qualcuno su un 4x4 e, per i motivi già citati, è anche difficile trovare un utente a piedi che diventi facile bersaglio per un headshot. Tuttavia, non si pensi che il bodyguard, con i suoi lanciarazzi, rappresenti la scelta definitiva: lento nel caricare e colpire, dotato di un rateo di fuoco piuttosto limitato, diventa una facile preda per chiunque. La scelta della classe sarebbe interessante proprio se applicata ad una strategia di squadra, ma come abbiamo visto la tendenza dei giocatori è quella opposta, ed il titolo non fa nulla per arginare il marcato “personalismo” che permette ad un singolo giocatore si spadroneggiare indisturbato.
A conti fatti sono le stesse modalità di gioco ad annientare lo spettro di possibilità strategiche, rendendo i match molto diretti, confusi e poco studiati.
OCEANO... DI SABBIA
La desolazione dell’ambiente di gioco è studiata nei minimi particolari non solo per caratterizzare visivamente il prodotto, ma anche per eliminare gli orpelli architettonici e concentrare l'attenzione dei giocatori sugli elementi di gameplay. Le aree deserte che intercorrono tra una stazione di rifornimento e l’altra spingono all’utilizzo intensivo dei veicoli, e le grandi prospettive desertiche ci calano nel giusto contesto: quello di una classica lotta per la sopravvivenza che contraddistingue (anche) Ravaged. Se concettualmente l’obiettivo è stato raggiunto, dal lato realizzativo si registra qualche problema. L’immortale Unreal Engine 3 non si presenta nella sua forma migliore, anche per via di un level design poverissimo di elementi a schermo, e quasi tutti riproposti troppo insistentemente e con poche varianti. Le otto mappe che il titolo propone sono davvero vaste,
ma l’impressione è quella di girare sempre tra le solite ambientazioni, fatte di container che fungono
da rampe, grandi tubi insabbiati, edifici fatiscenti di cui rimane solo lo scheletro e sabbia, tanta sabbia. Al primo colpo d’occhio lo spettacolo è piacevole, in quanto ognuna delle ambientazioni presenta un elemento distintivo, tuttavia il ripetersi dei dettagli finisce col penalizzare l’intera esperienza di gioco, di per sé già povera. La mappa meglio realizzata è Derelict, una zona con alberi e cascate che sorge tra le pareti di un Canyon. A poco serve la possibilità di passare alla visuale dietro le spalle del protagonista - di fatto trasformando Ravaged in un TPS - se non per gusti personali. Non dà spunti di approfondimento il comparto audio, nella media, limitato ai soli effetti ambientali.

Piuttosto solidi i server ufficiali FairFight, che ospita la maggior parte dei match. In media, il numero massimo dei partecipanti è limitato a 24, anche se, nelle room non ufficiali, non è raro inserirsi in partite fino a 64 player. Attualmente Ravaged non dispone di una comunità vastissima, tuttavia, almeno una decina di stanze raggiungono il massimo di partecipanti e gli utenti in linea sono mediamente 250. Nessun problema a livello di lag e ritardi generali dovuti ai comandi, anche se il gioco soffre di sporadici crash al desktop a partita terminata. Su sistemi dotati di i5, 4GB Ram e una scheda grafica all’altezza, il gioco si è mostrato fluido e con un ottimo framerate, pertanto, anche su macchine meno performanti non ci dovrebbero essere problemi di sorta.
Ravaged si presenta come uno sparatutto multiplayer che non dà un contributo tangibile al genere. La creatura 2 Dawn Games si propone un’esperienza di gioco piuttosto semplice, basata sui canoni di tante altre produzioni: basta scegliere una stanza, poi il personaggio e, a caricamento
completato, salire su un veicolo e seguire un’icona su schermo. Per un titolo completamente multiplayer ci saremmo aspettati qualche modalità di gioco in più, nonché obiettivi vari ed un maggior coinvolgimento degli utenti, invogliati magari a collaborare tramite qualche espediente di gameplay. Le mappe rispecchiano la carenza di idee degli sviluppatori, con un level design privo di passione ed i pochi elementi interessanti che non si sposano col sistema di gioco. Il prezzo contenuto ne fa un prodotto sufficiente, da considerare approfittando magari di qualche offerta.
VOTOGLOBALE6

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Ravaged

Disponibile per: PC
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: 2 Dawn Games
Publisher: Reverb Publishing
Link Download: Scarica Qui
Costo Digidelivery: 9,99€
M. Online: Multiplayer online oltre i 32 Giocatori
Data di Pubblicazione: 17/10/2012
Ravaged
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15 voti
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ND.
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