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Retro City Rampage - Recensione

Inviato il da Adriano Della Corte
L'era videoludica moderna vive una strana forma di strabismo: da una parte ci sono le grandi compagnie, che con le loro ingenti risorse, tecnologie all'avanguardia, e motori grafici sempre più avanzati, affermano di guardare al futuro. Dall'altra parte invece troviamo la scena indipendente, un settore sempre più alla ribalta che, libero da certi vincoli economici, riesce non solo a proporre concetti nuovi, ma anche a rimescolarne di già esistenti in maniera del tutto originale, recuperando generi e tradizioni di un passato anche remotissimo.
Così, nel momento in cui un nuovo e avveniristico Grand Theft Auto è pronto ad affacciarsi sul mercato, qualcuno realizza ad esempio un free-roaming con visuale dall'alto in stile 8-bit. Quel qualcuno è Brian Provinciano, ed il suo Retro City Rampage ci riporta agli anni '80, che per noi videogiocatori di una "certa età" significavano fumose e rumorose sale giochi in cui passavamo pomeriggi interi (o le nostre prime console).Ora immaginate come sarebbe stato quel mondo se le avventure criminali open-world fossero arrivate con 10 anni d'anticipo...
 
I gloriosi anni '80
Nella modalità storia di Retro City Rampage vestiamo i panni del "Giocatore", un ladruncolo di bassa lega con capigliatura alla "Fonzy" di Happy Days, che viene catapultato in una versione del futuro della sua città Theftropolis: una piccola metropoli dove è più facile diventare un criminale che trovare un lavoro onesto. I primi minuti di gioco sono un vero e proprio tuffo nel passato, con una serie interminabile di rimandi, videoludici e non, ai gloriosi anni '80: non vi stupite se che quel grattacielo vi sembrerà di averlo già visto in Mega Man 2, se quella rana spiaccicata sull'asfalto vi farà pensare a Frogger, o se quello strano scienziato assomigli a Doc di Ritorno al Futuro (Grande Giove!). E' il biglietto da visita di questo titolo: Provinciano gioca la carta "nostalgia", rendendo le citazioni una delle componenti principali della trama del titolo.
L'insistente referenzialità di Retro City Rampage è decisamente abbondante, forse fin troppo per chi quegli anni non li ha vissuti. Alcune citazioni sono letteralmente buttate in pasto al giocatore, senza la necessaria sagacia per rendere la gag spassosa. Il risultato è una storia bizzarra, parodistica, molto spesso diventerete e irriverente, ma fin troppo frammentata da un "non-sense" che non tutti, soprattutto i giocatori più in erba, sono in grado di apprezzare.
Il divertimento non manca, ma risulta smussato non solo da una trama difficile da seguire, ma da un gameplay che raccoglie non solo i pregi, ma anche i difetti dei primi free-roaming criminali. Muoversi per le strade di Theftropolis potrà essere entusiasmante se saremo alla guida di un'auto sportiva, o tremendamente noioso se a disposizione avremo solo mezzi lenti come furgoni o biciclette. Spesso il divertimento di causare incidenti ed investire i pedoni viene mitigato dal fin troppo sensibile livello d'allarme, che richiamerà verso di noi l'attenzione della polizia. Ciò avviene anche durante il corso delle missioni principali, generando inutili ostacoli al raggiungimento del nostro obiettivo.
"L'insistente referenzialità di Retro City Rampage è decisamente abbondante, forse fin troppo per chi quegli anni non li ha vissuti."
Le sparatorie a piedi risultano invece molto curate, con la possibilità di utilizzare diverse armi, di ripararsi con le coperture, e con un sistema di mira con il pad ripreso dai classici i Twin-Stick shooter (con lo stick analogico sarà adibito al movimento, mentre quello destro alla direzione del fuoco). Anche il controllo con la tastiera risulta semplice ed intuitivo grazie ad un sistema di automira. Molte delle 62 missioni che compongono la campagna principale saranno degli omaggi ad altri videogiochi del passato, ma spesso l'approccio riservato a glorie come Contra, Tapper, Smash Tv, risulta leggermente superficiale. Retro City fallisce nel ricreare lo spirito di questi giochi: ad esempio, ritroviamo Paperboy in una missione in cui dobbiamo lanciare giornali nelle buche delle lettere in sella ad una bicicletta. Gli elementi sono gli stessi, ma manca il divertimento, sostituito dalla frustrazione nelle dinamiche di gioco non perfette.
Anche quando il gioco vuole criticare ironicamente alcuni aspetti negativi di vecchie glorie, ricade negli stessi errori: le tipiche missioni d'inseguimento vengono bollate come "noiose" dal protagonista che, mentre è indaffarato nel pedinamento di un eroe mascherato, dovrà fermarsi a prendere del caffè dai distributori per non morire di sonno. Il tutto ovviamente senza allontanarsi troppo dal suo obiettivo. Non solo non è stato fatto nulla per migliorare la qualità delle missioni, ma anzi è stato aggiunto un nuovo elemento per rendere il tutto ancora più difficile, financhè leggermente insopportabile.
Anche il livello di difficoltà di Retro City è un altro argomento spinoso: alcune missioni sembreranno fin troppo semplici da superare, mentre altre così ostiche che ci faranno perdere la pazienza. La curva di difficoltà non procede in maniera uniforme, e appare decisamente altalenante senza alcun motivo. A peggiorare la situazione è un sistema di checkpoint mal gestito: soprattutto nelle missioni più lunghe, anche morire in una fase conclusiva dell'incarico potrebbe significare dover ricominciare tutto dall'inizio.
Una natura spiccatamanete arcade
Retro City Rampage da il meglio di se quando scatena la sua natura arcade, portando la longevità e la rigiocabilità del titolo su buoni livelli: per le strade della città sono disseminate missioni secondarie, che in puro stile GTA ci faranno scatenare in sparatorie, distruzioni in larga scala, corse contro il tempo, utilizzando una discreta varietà di armi e veicoli in maniera molto originale. L'esito delle missioni è valutato con un sistema di medaglie che sbloccheranno alcuni elementi per personalizzare il Giocatore, ed un punteggio finale che verrà registrato nelle classifiche online.

Retro City Rampage è poi farcito di elementi da scoprire, aree segrete, e cheat code da poter inserire per sbloccare alcuni extra divertenti, come la classica modalità Big Head. L'esplorazione di Theftropolis vi porterà a scoprire una sala giochi in potrete giocare a divertenti mini-game ispirati a Super Meat Boy e 'Splosion Man; ma potrete anche visitare negozi in cui modificare il vostro aspetto con elementi tratti da altri videogame, acquistare nuove armi, e oggetti insoliti con cui effettuare le future scorribande.
Unica pecca è l'assenza di alcuna segnalazione sulla mappa di tutte queste location, il che renderà difficile ai giocatori con un senso dell'orientamento non perfetto riuscire a localizzare barbieri e meccanici. Magari potrete crearvi una propria mappa con carta e penna, come si faceva un tempo.
Infine, a vostra disposizione ci sarà anche una modalità Free-roaming, in cui potrete vagare per la città nei panni non solo del Giocatore, ma anche di tanti altri personaggi incontrati nell'avventura principale.
Retrogaming nostalgico
Sebbene Theftropolis non sia una città dove poter vivere tranquillamente, sicuramente è da ammirare per la sua bellezza: un mondo 8-bit così curato nei particolari è davvero difficile trovarlo altrove. Nonostante le ridotte dimensioni dei personaggi e degli elementi urbanistici, tutto è perfettamente riconoscibile e funzionale. I pedoni sono uno diverso dall'altro, grazie ad una vasta gamma di acconciature, così come i veicoli su strada, e le decorazioni degli edifici e degli ambienti interni.

Provinciano ha infuso tutta la sua passione nel creare le insegne dei negozi, i cartelloni pubblicitari, ispirandosi alla cultura degli anni '80, dando a Theftropolis una propria personalità vibrante.
Inoltre ai giocatori viene data la possibilità di modificare l'aspetto del gioco grazie ad un assortimento di filtri e palette di colori per rendere Retro City emulato ad esempio su una vecchia tv a tubo catodico, su un computer Apple, o su gameboy in bianco e nero.
In questo mare di "nostalgia" non poteva mancare una splendida colonna sonora chip-tune, con una vastissima gamma di brani ascoltabili durante la guida dei veicoli: tremendo TAB navigheremo tra le varie stazioni radio, e potremo selezionare la melodia rigorosamente in 8-bit, che definisce lo splendido mood per le nostre scorribande.
Nell’esperimento di unire un free-roaming con visuale dall’alto ad un comparto grafico nello stile delle console anni ’80, Retro City Rampage fa del "fattore nostalgia” il cardine principale dell’esperienza di gioco. Esperienza che vive alti e bassi, dovuti ad un gameplay che non sempre riesce ad esaltare al meglio l’eredità videoludica lasciataci dagli imperdibili capolavori del passato da cui attinge. La referenzialità divertente e goliardica, lascia tuttavia poco spazio ad idee più originali ed attuali. Retro City Rampage resta comunque, in ultima analisi, un titolo divertente, godibile soprattutto per chi è triste perchè da troppo tempo non soffia sulle cartucce per avviare il gioco, o sente la mancanza delle TV a tubo catodico e dei gettoni di una sala giochi.
VOTOGLOBALE7.5
Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Retro City Rampage

Disponibile per: Wii | XBOX 360 | PS Vita | PS3 | PC | 3DS
Genere: Azione
Sviluppatore: Vblank Entertainment
Distributore: Distribuzione digitale
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 09/10/2012   
PS Vita: 16/01/2013   
PS3: 16/01/2013   
Retro City Rampage
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