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Risen 2: Dark Waters - Recensione

Inviato il da Alessandro Sordelli
Tutti sono d'accordo se affermiamo che una delle icone cinematografiche più ricordate degli ultimi anni è il capitano Jack Sparrow, un corsaro furbo e un po' pazzo che, complice il talento di Johnny Depp, è diventato il simbolo stesso dei pirati. In ambito anime e manga non si può non fare menzione di One Piece, uno dei maggiori successi narrativi del paese del sol levante del 1997. Questi sono solo un paio di esempi di come sia tornata in voga la voglia di avventure cappa e spada ambientate su velieri ed isole sperdute, tra tempeste tropicali e ricchi forzieri. Risen 2: Dark Waters riaccende la fiamma anche in ambito videoludico, riprendendo il genere laddove era stato lasciato con quei pochi giochi che la memoria ci permette di ricordare. Non si può non far menzione dei massimi esponenti del genere, ovvero le avventure grafiche di Lucas Arts Monkey Island e la celebre serie Sid Meyer's Pirates.
Siamo dunque saliti a bordo del galeone dei Piranha Bytes, salpando per una nuova incredibile avventura, per saggiare la nuova fatica dello studio tedesco, tra polvere da sparo, barili di rum e scimmie a tre teste. Ehm no, forse quelle no.
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"Quindici uomini sulla cassa del morto..."
Risen 2: Dark Waters - recensione - PC ...e una bottiglia di Rum!" Come ci insegna Roman Polanski con il suo film "Pirati", quando si parla di vecchi bucanieri e tesori sepolti è tutta una citazione. Non a caso, quel che sappiamo - o che crediamo di sapere - sui pirati oggi, lo dobbiamo al classico della letteratura L'Isola del Tesoro di R.L. Stevenson, da cui hanno sommariamente attinto tutti gli autori e gli artisti dal secolo scorso fino ad oggi. Anche la ciurma di Piranha Bytes ha intrapreso questa direzione, recuperando quanto di meglio il genere abbia mai offerto e inserendolo infine in un'esperienza videoludica di tipo open world.
Risen 2 inizia dove gli eventi del primo episodio si erano interrotti. Il protagonista, che ricordiamo essere senza nome come vuole la tradizione, inizia la propria avventura nella Città di Caldera, l'ultimo baluardo della civiltà umana d'occidente presso la fortezza di cristallo, sede dell'inquisizione. La città che si erge sul promontorio è in fiamme e l'isola è ormai perduta. Così le giubbe blu decidono di attuare un grande piano d'evacuazione per mettere in salvo i superstiti ed abbandonare definitivamente Faranga. Ma i problemi non sono finiti, anzi, sono appena cominciati. La sequenza cinematica introduttiva ci mostra un veliero, messo alle strette dal gigantesco kraken al soldo della strega degli abissi Mara. Ed è proprio qui che entriamo in gioco noi: come spie al soldo dell'inquisizione siamo incaricati di rintracciare il pirata Barba d'Argento, il più famoso e temibile pirata dei Mari del Sud, uno dei pochi uomini a conoscenza dei segreti della potente signora del mare. L'unica speranza è quella di raccogliere gli artefatti dei Titani, tre potentissimi strumenti magici, gli unici in grado di contrastare l'immenso potere di Mara e delle sue malvagie creature. Sfortuna vuole che questi oggetti di illimitato potere siano in mano alla peggior feccia della pirateria e il tempo non gioca certo a nostro vantaggio.
La trama non lineare è salda e ben strutturata, con risvolti che valorizzano le azioni del personaggio e delle sue gesta. E' bene precisare
"Dovremo essere disposti a rubare, saccheggiare e depredare per poter portare a termine molte delle più importanti missioni principali. Ma in fondo avete mai visto un pirata spinto dalla morale o attanagliato dai sensi di colpa?"
però, che ci troviamo al cospetto di un'avventura che, narrativamente parlando, non si sforza di essere innovativa od originale, ma che è bensì per la maggior parte composta da luoghi comuni e ovvietà, ma solo perché il genere stesso trae origine da questi parametri. Insomma, che avventura piratesca sarebbe se la "X" non contrassegnasse il luogo dove è sepolto il tesoro? Cosa sarebbe la spiaggia di notte se non ci fosse un falò con intorno tanti vecchi lupi di mare che con voce gracchiante si insultano e sputano a terra? E vi sembra forse possibile immaginare un'avventura per mare che non coinvolga una spaventosa creatura degli abissi?
Al nostro fianco abbiamo la bella Patty, figlia di Barba d'Argento e impareggiabile navigatrice, un personaggio che strizza l'occhio ad Elaine della serie Monkey Island e che ci accompagna per tutte le nostre avventure. Durante le numerose scorribande tra un'isola e l'altra, avremo anche modo di incrociare una sfilza di burberi e insoliti personaggi, dieci in tutto, che potranno far parte della nostra ciurma, se solo li vorremo con noi. C'è lo gnomo Jaffar, ladro di grande talento ed unica creatura di fantasia che calca i ponti della nostra nave; il folle e inquietante Bones, medico di bordo dalla bizzarra parlantina; la misteriosa Chani, sciamano della tribù degli Shaganumbi e maestra delle arti vudù, e molti altri strani individui. Durante l'avventura possiamo scegliere di farci seguire da un solo personaggio per volta, salvo un paio d'occasioni dove avremo la fortuna di avere le spalle coperte più che da un solo compagno. Ogni henchmen ci aiuta sfruttando abilità innate e conoscenze acquisite, quindi è opportuno valutare attentamente chi portarsi appresso a seconda della situazione che dobbiamo affrontare.

E' inutile dire che questo nuovo RPG condisce al sapore della salsedine e del rum, anche tutto il gusto fantasy tradizionale che ben conosciamo, quindi sappiate che durante quest'avventura non saremo certo risparmiati da creature non morte o da ragni dalle insolite dimensioni.
La normale magia arcana è qui sostituita dal vudù, certamente più consono all'ambientazione. Il culto della morte e le tribù indigene dei Mari del Sud sono ricorrenti lungo tutto l'arco narrativo del gioco e sono parte fondamentale di Risen 2. In più d'una occasione ci troveremo al cospetto di un capotribù per il volere di qualche antica profezia, per compiere il nostro fato su questa terra e sconfiggere i nemici nascosti nelle tenebre.
Come bere una tazza di grog
Risen 2: Dark Waters - recensione - PC La struttura favorisce un'approccio ragionato, con una massiccia componente narrativa composta da molte righe di parlato tra il drammatico e lo scanzonato. I dialoghi prevedono la possibilità di intimidire l'interlocutore oppure di dar sfoggio della propria diplomazia, a patto di soddisfare i requisiti richiesti per l'azione da portare a termine. In numerose occasioni sarà possibile sfoderare grande sarcasmo e ironia, ma se c'è una cosa che abbiamo imparato navigando per i Mari del Sud, è che non si può scherzare troppo con i pirati.

Il mondo in cui si ambientano le vicende di Dark Waters è disegnato come un grande golfo che racchiude svariate isole, e tutto intorno una serie di porti che cingono la distesa di acqua salata. I punti d'interesse sono raggiungibili cliccando sulla world map che ci teletrasporta automaticamente a destinazione. Il galeone sul quale veleggiamo quindi non svolge funzioni particolari al di fuori dei semplici spostamenti via mare tra un luogo e un'altro della mappa, e si limita a fare da "contenitore" per l'intero equipaggio reclutato durante i nostri pericolosi viaggi. L'esplorazione è il punto di partenza di molte side quest e missioni. La prima cosa da fare una volta approdati in una nuova area è recuperare una mappa da qualcuno. E' possibile acquistarla, rubarla, oppure trovare una mappa del tesoro nascosta da qualche parte, in una bottiglia o nel forziere incustodito di un marinaio. Sulla terraferma ci spostiamo a piedi, esplorando liberamente l'intera superficie dei vari isolotti tra i pericoli della giungla e spiaggie insidiose. Anche in questo caso possiamo teletrasportarci da un punto all'altro della mappa cliccando con il mouse su alcuni punti chiave del territorio, naturalmente non prima di averli esplorati andando in avanscoperta.

Ogni elemento in gioco viene regolato da una delle sei caratteristiche che delineano il personaggio, ovvero le abilità in Lame, Pistole, Resistenza, Astuzia e Vudù. Le prime due identificano chiaramente la nostra abilità con il combattimento, quindi la padronanza che abbiamo nell'arte della scherma o nell'uso di pistole e fucili. La resistenza viene applicata alla capacità di resistere ai colpi inferti dall'avversario e quindi stabilisce i punti ferita
"Proprio come in un vero duello di scherma, siamo liberi di incedere o arretrare per rendere il combattimento il più tattico e realistico possibile. Se vogliamo, l'azione è simile a quella vista di recente in molti action RPG e in tutti i giochi di Piranha Bytes, seppur meno dinamica rispetto a quella di The Witcher 2."
necessari per poterci mettere al tappeto. L'astuzia è d'importanza fondamentale per furti e trucchetti, mentre il vudù ci permette di creare pozioni o oggetti magici presso gli altari delle tribù aborigene.
Assente è il classico sistema che valuta le azioni del nostro personaggio sull'asse del bene e del male. Anzi, a maggior ragione dovremo essere disposti a rubare, saccheggiare e depredare per poter portare a termine molte delle più importanti missioni principali. Ma in fondo avete mai visto un pirata spinto dalla morale o attanagliato dai sensi di colpa?
Immancabili invece sono i consueti minigiochi che fanno da contorno alle svariate situazioni. Per scassinare le serrature dobbiamo munirci di grimaldello, alzare i pistoncini nell'ordine corretto e poi girare il tamburo: un giochino molto semplice ma anche divertente. Interessante è la risoluzione degli eventi da taverna, come la gara di bevute o il tiro al bersaglio. Nel primo caso dovremo bere tutte le bottiglie di rum sul tavolo facendo attenzione a non far scivolare nulla dalle nostre mani, complice l'alcol che non ci facilita di certo il compito. Il tiro al bersaglio è invece una normale prova di abilità con il mouse, durante la quale dobbiamo colpire i veloci bersagli che sfrecciano sul nostro schermo con a disposizione soli dieci pallettoni.

La magia vudù è una novità introdotta da Piranha Bytes, una simpatica variazione sul tema per introdurre la magia in un contesto dove la stessa risulterebbe poco consona. Trattasi di una disciplina mistica che ci permette di creare pozioni e infusi in grado di migliorare le nostre abilità, oppure di forgiare oggetti indossabili e scettri magici per l'attacco a distanza. Per padroneggiare le doti mistiche del vudù, dobbiamo prima di tutto recuperare la ricetta o gli schemi di costruzione; poi raccogliere gli ingredienti necessari alla realizzazione, che possiamo trovare durante le lunghe esplorazioni o recuperare in battute di caccia, ma anche acquistare da un mercante del posto se non vogliamo perder troppo tempo. Infine, dobbiamo recarci ad un calderone o ad un altare per unire il tutto ed ottenere l'oggetto desiderato. Durante il gioco abbiamo anche la possibilità di creare delle bambole vudù per entrare nel corpo di una vittima designata, ma solo in azioni specifiche previste dalla storia e sfortunatamente non a nostro piacimento.
Lo stesso iter creativo degli oggetti magici è richiesto per la forgiatura di armi da taglio o da fuoco, che si possono facilmente riassumere nelle classiche abilità lavorative dei giochi di ruolo di stampo occidentale. Dobbiamo tuttavia ammettere che un'attenta esplorazione degli ambienti, unita ad un saccheggio spudorato di ogni forziere e tesoro sulla mappa, rendono la costruzione degli oggetti indispensabile solo se si decide di affrontare il gioco a livello difficile, mentre in caso contrario restano una semplice attività di passatempo, utile solo a rivendere il proprio artigianato in cambio d'oro.

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Risen 2: Dark Waters

Disponibile per: XBOX 360 | PC | PS3
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Piranha Bytes
Distributore: Koch Media
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 27/04/2012   
XBOX 360: 03/08/2012   
PS3: 03/08/2012   
Minimi:
OS: Windows XP Servicepack 2
Processor: Dual Core with 2.1 GHz
Memory: 2 GB System RAM
Hard Disk Space: 5.5 GB
Video Card: 512 MB Radeon 3870 / GeForce 8800 GTX
DirectX®: 9.1c
Sound: DirectX compatible soundcard
Additional: Keyboard/mouse or gamepad required Internet Connection required for online activation

Consigliati:
OS: Windows XP (with Servicepack 3), Windows Vista (with Servicepack 1), Windows 7
Processor: Dual Core with 3 GHz
Memory: 4 GB System RAM
Video Card: 1024 MB Radeon 4890 / GeForce GTX 260
DirectX®: 9.1c
Sound: DirectX compatible soundcard
Additional: Keyboard/mouse or gamepad required Internet Connection required for online activation
Risen 2: Dark Waters
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