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Rogue Legacy - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
I videogiochi "Roguelike" non sono semplicemente un genere: sono una filosofia di vita. Sono l'allegoria digitale di un mondo spietato e punitivo, che non perdona nessuno sbaglio. Dietro alla fine (prematura) di ogni partita c'è l'amarezza di aver perso tutto e c'è il coraggio di ripartire, sempre più forti, temprati dai fallimenti e con un bagaglio di esperienza un po' più grosso. Il meccanismo che si innesca quando un missile preciso fa esplodere l'astronave di Faster Than Light, o un grumo di chissà quale sostanza interrompe bruscamente la discesa infernale di Isaac, è un miscuglio di rabbia, frustrazione, rassegnazione e voglia di ricominciare.
Troppo cattivi per gran parte dei giocatori, i migliori Roguelike sanno letteralmente catturare gli estimatori della categoria, che pur apprezzando la sfida proposta non si risparmiano copiose ondate di imprecazioni ad ogni morte. Chiunque abbia provato ad esplorare i letali Dungeons of Dredmor, quindi, si è chiesto almeno una volta come potrebbe essere un Roguelike un po' meno perentorio, che permetta magari l'accumulo di qualche risorsa e di partita in partita conceda misurati bonus al giocatore. Come se la lunga sequenza di morti servisse in fondo a qualcosa: a lasciare un'eredità, un retaggio: l'impronta materiale di un'esperienza non solo interiorizzata, ma fisicamente a disposizione del giocatore.
A costruire un videogioco basato su quest'idea ci ha pensato Cellar Door Games, che con il suo Rogue Legacy riscrive le regole interne del genere e conquista giocatori di ogni tipo, infilandosi direttamente nell'elenco degli Indie Game più belli di questa prima metà del 2013.
Yet another stupid death!
Rogue Legacy - recensione - PC Immaginate un action/platform bidimensionale, di quelli un po' retrò, tutti basati sulla prontezza di riflessi. Le stanze del maniero (meglio: dei manieri) di Rogue Legacy sono zeppe di nemici e trappole, fosse di spine e piattafome, lampadari da spaccare in pieno stile Castlevania; ed il vostro eroe dovrà cavarsela come meglio può, cercando di destreggiarsi negli androni del castello sfruttando soltanto i risoluti fendenti della spada, il salto, ed un incantesimo che attinge alla (ridotta) riserva di mana.
Peccato che l'impavido cavaliere non abbia alcuna speranza di sopravvivere. Dopo pochi minuti dall'avvio della prima partita, dovesse essere per un salto mal calibrato o per il colpo fatale di un nemico dalle routine non ancora metabolizzate, finirete al creatore.
Game Over.
Già dopo la prima morte Rogue Legacy esibisce le sue particolarità. Invece di ricominciare da capo con lo stesso protagonista, dovrete infatti sceglierne l'erede, selezionandolo da una rosa di tre opzioni. Il meccanismo di discendenza che vi mette al controllo di una vera e propria dinastia lascia un certo grado di libertà, ma non dimentica le interferenze del caso, che spesso e volentieri si mettono in mezzo quando si tratta di filiazioni dirette. I tre eredi, quindi, hanno tutti le loro particolarità. Alcuni sono affetti da una forma di nanismo o gigantismo, altri sono invece scheletrici e ossuti, e potrebbe darsi che qualcuno soffra dei disturbi più disparati: una miopia che offusca i margini dello schermo, l'incapacità di percepire i colori, una tremenda aerofagia, ma anche la dannazione più terribile di tutte: la calvizie.
I tratti peculiari di ogni erede (fra cui dislessia, tendenza al turpiloquio, ipocondria) vengono distribuiti casualmente, così come casuale è la selezione di classi a disposizione. All'inizio sono soltanto tre: al cavaliere (ben bilanciato) si affiancano mago e barbaro, che hanno dei bonus alla barra della vita e del mana. Anche gli incantesimi a disposizione, in ogni caso, sono attribuiti casualmente alla progenie dinastica.
Appena scelto il rampollo che dovrà vendicare la morte del padre (e poi del nonno, del bisnonno, del trisavolo...), si passerà ad un'altra fase fondamentale di Rogue Legacy: dovrete infatti investire i soldi che il genitore vi avrà lasciato in eredità. Che poi saranno quelli raccolti proprio nel corso della vostra vecchia partita.

In Rogue Legacy la progressione ed il miglioramento dei vostri "campioni" sono legati proprio all'accumulo di ricchezze, così recuperare sacchetti e monetine diventa un'esigenza fondamentale.
Con il lascito del genitore, ogni erede può migliorare il proprio maniero: costruire o potenziare le varie sezioni del castello permette di ottenere bonus, sbloccare nuove classi e abilità. Poco a poco si rimpingua quindi la barra della vita, si incrementa la potenza d'attacco, si guadagna la possibilità di selezionare un parentado con specifiche abilità: un Ninja in grado dare sonore mazzate, un "fante" che aumenta la percentuale di colpi critici, un esploratore deboluccio di costituzione ma con un bel bonus ai soldi guadagnati, un Lich che incrementa la sua life bar sconfiggendo i nemici.
Ben presto il sistema vi spingerà a giocare in maniera praticamente compulsiva. (Quasi) ogni partita diventerà il pretesto per consolidare la vostra dinastia, sbloccando versioni potenziate delle classi disponibili, dotate di abilità extra, oppure aumentando la resistenza al danno e il peso massimo dell'equipaggiamento. Anche l'armatura che avrete in dotazione sarà importante: il fabbro che si accamperà di fronte al castello potrà forgiarvi schinieri, bracciali ed elmi dalle più disparate qualità, e l'incantatrice potrà inciderci delle rune con abilità particolari. C'è davvero di tutto: mana o life drain, bonus di varia natura, abilità motorie come un indispensabile doppio salto.
Il sistema di Rogue Legacy funziona alla grande ed è ben bilanciato, anche perchè per entrare nel castello bisogna versare tutti i propri averi residui allo spietato Caronte. Succede quindi che, dal momento che gli upgrade costano progressivamente di più, ad ogni partita bisogna riuscire ad accumulare un bel gruzzolo, pena l'incapacità di acquistare aggiornamenti ed equipaggiamento. Nonostante lo sviluppo progressivo della dinastia, quindi, l'essenza da RogueLike non si perde: ci sono ancora le partite buttate alle ortiche, le disattenzioni fatali, la sequenza di improperi per aver sprecato un eroe che ci piaceva più degli altri per qualche caratteristica particolare (no: non per la calvizie).

Il sistema "virtuoso" di Rogue Legacy, che garantisce grazie alle caratteristiche di ogni classe anche un buon dinamismo interno ed un'eccezionale varietà, si innesta poi su una progressione particolare. Lo scopo del gioco è quello di sconfiggere quattro boss nascosti in altrettante zone del castello (il maniero, i giardini, la torre e le segrete), per avere accesso così allo scontro finale. Il punto è che ogni volta che si parte alla ventura, uno strano incantesimo scombussola tutte le stanze: la mappa viene così generata casualmente, riservando spessissimo amare sorprese anche ai più intrepidi. Ogni partita è quindi diversa, e questo fattore rende sempre stimolante l'esplorazione. Che poi le stanze sono piene di cunicoli segreti, forzieri speciali da aprire soddisfacendo particolari condizioni, mid-boss piuttosto incattiviti. Nel caso in cui vogliate dedicarvi anima e corpo all'eliminazione (permanente) di uno dei quattro guardiani, potrete sempre "bloccare" la conformazione del castello perdendo però il 30% dei possibili guadagni (ed ovviamente nelle stanze già esplorate non vi aspetteranno nuove ricchezze). Il servizio dell'architetto che "inchioda" il castello si rivela utile soprattutto grazie alla presenza di vari teletrasporti, che permettono di raggiungere velocemente le aree del castello anche nelle partite successive e quindi procedere verso le stanze dei boss.
L'epopea dell'eroica dinastia, in ogni caso, è destinata a durare a lungo: fra le soluzioni machiavelliche di certe stanze, costruite come enormi trappole mortali, e nuovi set di nemici in ogni area, ci sarà da faticare parecchio. Partita dopo partita, potenziamento dopo potenziamento, ci si avvicina alla vittoria in un percorso che vi terrà impegnati per parecchie decine di ore, senza mai stancare.
Chi ha consumato i tasti per raggiungere la dispotica mamma di Isaac sa bene quale sia il livello di assuefazione che dinamiche di questo genere possono indurre. Rogue Legacy amplifica ancora di più i risvolti di questo meccanismo: il senso di progressione è tremendamente gratificante, innestato su dinamiche di gioco classiche ma accattivanti, abbastanza spietate in questa loro esaltazione dei platform d'epoca. Il dinamismo garantito dalla presenza di diverse classi e dalla "ristrutturazione" casuale del castello chiude il quadro su un prodotto indovinato dall'inizio alla fine, che monopolizzerà di prepotenza il vostro tempo libero.
Rogue Legacy potrebbe avviare un nuovo filone nell'alveo dei giochi Roguelike, coniugando il senso di sfida connaturato al genere con le gratifiche di una progressione ruolistica. Cellar Door sviluppa un vero e proprio capolavoro, sostenuto da un bilanciamento meticoloso, capace di ravvivarsi e regalare sorprese ad ogni partita. Il tono ironico e divertito, la cura per i dettagli ed un gameplay molto tradizionalista ma sempre efficace lo rendono un prodotto davvero imperdibile.
VOTOGLOBALE9
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Rogue Legacy

Disponibile per: PC
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Cell Door Games
Distributore: Distribuzione indipendente
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