Sherlock Holmes vs. Jack 'The Ripper' - Recensione
Inviato il da Giovanni "Benenath" Ferlazzo Quello di Sherlock Holmes, al pari di tanti altri personaggi dell’immaginario letterale, è un mito ormai praticamente irremovibile dalle menti di chiunque si affacci fuori casa. E’ impossibile infatti non conoscere, colui che è diventato l’investigatore privato più famoso di tutti i tempi, celebrato spesso dalla sua famosa citazione: “Elementare, Watson”. A onor del vero, tale modo di dire non è mai stato pronunciato dai racconti di Sir Arthur Conan Doyle bensì in una trasposizione cinematografica, dalla quale nacque poi il mito della sua invera antipatia nei confronti dell’amico-collega. Per questa nuova produzione realizzata da Focus Home Interactive e FrogWares Game Development Studios, abbiamo dall’altra parte invece l’affascinante tenebroso mistero di Jack lo Squartatore, lo spietato serial killer che terrorizzò il quartiere di Whitechapel di Londra nell’autunno del 1888. Siamo di fronte alla quinta avventura grafica per PC, e questa volta anche Xbox 360 (sebbene la data di uscita sia organizzata in maniera postuma rispetto il mercato di mouse e tastiera) dedicata al famoso investigatore, chiamato dunque a risolvere una volta per tutte uno dei misteri più affascinanti della storia moderna.
Solitamente le avventure grafiche, considerata la natura ludica del genere, riescono ad offrire un comparto visivo sempre di primo piano e bello da vedere e la storia si ripete con Sherlock. Più che la qualità grafica è la riproduzione fedele dei luoghi a sorprenderci, con la fantastica percezione di trovarsi permeati all’interno degli uggiosi pomeriggio di quell’autunno Londinese, aspetto donato soprattutto da textures, modellazioni poligonali e effetti di nebbia di prima qualità . Nella norma invece appaiono i personaggi di gioco, dotati di un sistema di animazione sufficiente per ciò che sono chiamati a compiere e comunque una resa a schermo più che gradevole, colpita solo da qualche piccolo difetto. Scarsi invece altri aspetti ovviamente più tecnici come l’impianto di illuminazione, supportato però da qualche piccolo “trucco” di programmazione che compensa questa mancanza. Ad aiutare, infine, il grande senso di coinvolgimento all’interno dell’avventura, interviene un comparto sonoro più che discreto, il quale ci colpisce maggiormente per la sua malinconica (e breve) colonna sonora che per il doppiaggio in italiano scarso e che a volte stona persino con le situazioni proposte dalla trama. Fortuna che gli effetti sonori in generale sono più che buoni, specialmente se giocato con un bel paio di cuffie.