STALKER: Call of Pripyat > Recensione > Versione Analizzata PC
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STALKER: Call of Pripyat - Recensione - Versione Analizzata PC
Inviato il 03/02/2010 da Simone Callioni
La saga, esclusiva per Pc, ha dato finalmente alla luce il terzogenito: S.T.A.L.K.E.R. - Call of Pripyat. La fama dei fratelli più anziani, come spesso capita nella storia dei videogiochi, propone naturalmente innumerevoli spunti di riflessione circa novità, coerenza e pertinenza del nuovo titolo. La sottile linea di demarcazione che porta gli sviluppatori a mantenere, piuttosto che a riconsiderare, determinate caratteristiche di un gioco rappresenta l’ostacolo più difficile quando si tratta di portare avanti una trilogia. Se infatti è valido il motto "squadra vincente non si cambia" è pur vero che la novità rimane e rimarrà sempre un’arma molto potente, capace di attirare l’attenzione di nuovi adepti. Tuttavia stravolgere completamente un gioco comporta, oltre ad un lavoro ingente, un rischio decisamente maggiore di fallimento. Non è di certo il caso di S.T.A.L.K.E.R. - Call of Pripyat (da ora CoP). Il sequel naturale di Shadow of Chernobyl (ricordiamo ai lettori che Clear Sky era un prequel), si configura infatti come una prosecuzione molto pedissequa sotto tutti i punti vista. Una storia costruita ex-novo, con l’introduzione di alcune armi e pochi nemici in più, non bastano quindi per convincerci che si tratta di un capitolo completamente nuovo.
Il Gioco in men che non si dica
Questa volta ci toccherà vestire i panni di un militare infiltrato sotto copertura nella Zona: il Maggiore Degtyarev. Gli ordini che abbiamo ricevuto sono molto semplici: indagare sulle cause che hanno portato all’abbattimento di 5 elicotteri e alla presunta morte dei rispettivi equipaggi. Apprendiamo presto, attraverso il nostro onnipresente PDA, di come l'intera mappa di gioco sia stata suddivisa in 3 principali aree: Zaton, Jupiter e l’ormai celeberrima città di Pripyat. La Skadovsk, una ex-chiatta alla deriva situata nelle paludi di Zaton, sarà la nostra prima casa. Qui potremo iniziare la nostra avventura parlando con gente indigena capace, previa una lauta retribuzione, di fornirci equipaggiamento e informazioni in grado di semplificarci la vita. Stiamo però molto attenti perché accettare un incarico da questi loschi individui non comporterà solo la ricompensa una volta portato a termine: lavorare per i Banditi piuttosto che per i liberi Stalker segnerà fin dal principio le nostre amicizie e ovviamente le antipatie. In ogni caso scopriremo come nella Zona ognuno tenda a pensare solo ed esclusivamente a sé stesso, quindi non ci converrà andare troppo per il sottile una volta presa la decisione di impadronirci di una cosa necessaria o, perché no, che ci piace e basta. La struttura delle missioni, siano esse principali o secondarie, è stata mantenuta: in quelle più facili dovremo solo seguire la freccia sulla mappa del nostro PDA per raggiungere l’obiettivo predeterminato, tuttavia molto spesso ci sarà richiesto di indagare su determinati avvenimenti che non hanno un’allocazione precisa sulla minimappa. Spesso quindi dovremo cavarcela da soli e fidarci del nostro sesto senso. L’intera prima metà di gioco è strutturata per introdurci alla scoperta di Pripyat: indagando sulla sorte degli elicotteri e parlando con l’unico sopravvissuto apprenderemo infatti che la missione dei Militari era quella di portare soccorso e rafforzare le difese di una roccaforte USS proprio nel bel mezzo della città. Raggiungere i nostri colleghi sarà tutt’altro che facile. Solo una persona, uno scout della Duty, è a conoscenza del passaggio sotterraneo che ci condurrà a destinazione. Molto interessante è la relativa libertà decisionale che ci sarà fornita una volta entrati in contatto con questo personaggio: ci verrà infatti affidato il compito di comporre una squadra di spedizione. Dipenderà esclusivamente dalle nostre scelte, e ovviamente dal nostro buon senso, il numero di persone con le quali dovremo condividere i ‘piaceri’ di viaggio. Se non abbiamo fretta di concludere la storia principale e soprattutto se abbiamo scelto di giocare con un livello di difficoltà alto ci converrà allora sprecare qualche minuto e qualche rublo in più per convincere la maggior parte dei nostri conoscenti ad affrontare il pellegrinaggio insieme a noi. Una volta giunti a Pripyat scopriremo con nostro rammarico che solo poche missioni ci divederanno dall’imminente fine del gioco. Fortunatamente è stata introdotta un’opzione molto cara a tutti i videogiocatori: al momento del completamento del gioco ci verrà richiesto di decidere se andarcene dalla Zona o rimanere, dandoci effettivamente l’opportunità di restare in balia delle radiazioni per poter completare le missioni secondarie a nostro piacimento. Il sistema col quale potremo ‘viaggiare’ all’interno delle 3 aree sarà mantenuto ed ampliato permettendo spostamenti veloci, anche se molto costosi, grazie a delle ‘guide’ che troveremo a bere vodka nelle varie stazioni principali.
Compro, vendo, baratto, rubo!
STALKER: Call of Pripyat - recensione - PC La ‘Zona’ vive di vita propria: questo è decisamente un dato di fatto. Uccidere un essere vivente, o semi, avrà sempre e comunque ripercussioni nel gigantesco ingranaggio che anima questo mondo apocalittico postnucleare. Le scaramucce tra Duty e Freedom o tra Stalker e Banditi non saranno più al centro della scena, tuttavia molti personaggi presenti nel gioco chiederanno il nostro aiuto. Dover trovare un reperto, indagare sulla sparizione di qualcuno oppure sbarazzarsi di scomodi testimoni sono solo alcuni dei molteplici compiti che dovremo portare a termine per poter sopravvivere dignitosamente. I vestiti che indossiamo, il cibo, le munizioni, le armi e persino le informazioni hanno dei costi non indifferenti. I principali mezzi di sostentamento per qualsiasi Stalker rimangono i soliti che hanno fatto capolino nei precedenti capitoli: i manufatti, i lavori che abbiamo deciso di intraprendere e ovviamente l’equipaggiamento dei nemici (o degli amici) esanimi. Se piazzare sul mercato una rara gemma, sulla quale aveva deciso guarda caso di passar le notti una Chimera, è relativamente facile e molto redditizio non lo sarà altrettanto per le innumerevoli armi e armature che troveremo sulla striscia di cadaveri che in un modo o nell’altro ci lasceremo alle spalle. D’altra parte chi sarebbe disposto a sborsare 10 000 Rubli per una tuta con modulo respiratorio a ciclo chiuso così danneggiata da risultare inutilizzabile? Per poter ricavar qualche profitto dovremo duqnue prima ripararla, ovviamente sborsando non poco denaro, e poi rivolgerci a qualche ricettatore specializzato. Il sistema economico rimane tutto sommato invariato, l’unico appunto degno di nota è che finalmente racimolare denaro ha uno scopo ben preciso nell’avanzamento della storia: potersi ubriacare davanti al fuoco strimpellando una chitarra in compagna dei nostri scagnozzi prima di intraprendere il lungo e pericoloso sentiero per Pripyat presuppone infatti un notevole investimento sia di vite umane che di denaro contante. Come già accennato dipenderà solo ed esclusivamente da noi la quantità di uomini e l’equipaggiamento che decideremo di portare nel nostro viaggio verso il più pericoloso dei luoghi circostante la centrale di Chernobyl. Cerchiamo quindi di esser preparati sotto tutti i punti di vista. Passare per dei barboni vestiti di pochi stracci e armati in malo modo può risultare (anche a livello normale!!) un ottimo modo per risparmiare preziosi Ru all’inizio del gioco, in vista di missioni ben più difficili da portare a termine.
 
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Postato da Il Comico il 02/02/2010 alle 16:04
Ma com'è che leggo due recensioni, e su due recensioni neanche mezza che parla delle dx11? ma le hanno implementate alla fine? Cmq mi aspettavo qualcosina di più...pazienza...Aspetterò molto volentieri anzi Metro 2033 ;)
Postato da SimoneSpokerone il 02/02/2010 alle 16:49
Caro Comico come puoi notare il gioco è stato provato su Pc che montavano schede video che supportavano directX 10..... In ogni caso il gioco supporta le 11. A parte degli screen non abbiamo potuto provare in prima persona la differenza tra le 10 e le 11.... ti rimando cmq a questo link per vedere la differenza (ma ocme potrai tu stesso notar ele differenze non sono abissali...): http://www.everyeye.it/pc/notizia/le-directx-11-in-stalker-call-of-pripyat_61714
Postato da Il Comico il 02/02/2010 alle 17:24
Ah perfetto...allora se sono tutte quelle le differenze...beh...ho fatto bene per ora a non acquistare una scheda dx11...Grazie Simone :)
Postato da Bardak93 il 02/02/2010 alle 17:54
peccato mi aspettavo qualcosina in più.....
Postato da SimoneSpokerone il 02/02/2010 alle 20:16
di niente sono sempre al vostro servizio ;)!
Postato da Skizzo149 il 02/02/2010 alle 20:21
Bah...pensavo anche io meglio
Postato da Sh1van il 03/02/2010 alle 9:28
i primi due capitoli non mi sono piaciuti affatto
mi toccherà aspettare splinter cell
Postato da Habardeen il 03/02/2010 alle 12:17
cavolo che stroncatura.
ma per un neofita della saga quale sarebbe la scelta migliore? CoP o SoC?
Postato da SimoneSpokerone il 03/02/2010 alle 13:51
sicuramente SoC!!!!!!!!

STALKER: Call of Pripyat

Disponibile per: PC
STALKER: Call of Pripyat - recensione - PCClicca per Ingrandire Genere: First Person Shooter ( Sparatutto in prima persona )
Sviluppatore: GSC Game World
Distributore: Koch Media
Pegi: 16+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Requisiti Hardware PC:
Requisiti Minimi:
Intel Pentium 4 2.0 Ghz / AMD XP 2200+
512 MB RAM
128 MB DirectX 8.0 compatibile / nVIDIA GeForce 5700 / ATI Radeon 9600

Requisiti Raccomandati:
Intel Core 2 Duo E7400 / AMD 64 X2 5600+
2 GB RAM
512 MB DirectX 9.0c compatibile / nVIDIA GeForce 9800 GTX / ATI Radeon HD 4850
Data di Pubblicazione:
PC: 05/02/2010   
STALKER: Call of Pripyat
6.5
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7
45 voti
6,4
ND.
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lukax94
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