Star Wars: The Old Republic > Recensione
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Star Wars: The Old Republic - Recensione

Inviato il da Redazione
Proporzionalmente ai contenuti, recensire in modo completo un MMO non è affar semplice. Nel caso dell'ultima fatica di Bioware poi, si sta rivelando un'impresa titanica. Che cosa significa? Lo capirete leggendo questa prima parte della recensione dedicata a Star Wars: The Old Republic, ma vogliamo innanzitutto toglierci una spina dal fianco in questa introduzione: SWTOR è nato come clone di World of Warcraft e, di fatto, lo è fin nelle sue fondamenta. Capiamo benissimo questa scelta di sviluppo, dato il successo di Blizzard, e capiamo anche che è già risultata vincente dati i primi report di vendite e abbonamenti. Tuttavia è ovviamente ancora presto per trarre conclusioni in questo senso, ma -questioni concorrenziali a parte- certo è che uno dei team più brillanti nella creazione di universi fantasy, fantascientifici e medievaleggianti, torna prepotentemente sui nostri schermi e stupisce tutti ancora una volta. Addirittura forse come mai prima d'ora.

Nota redazionale: questa recensione, data l'immensità del titolo, è stata redatta da ben quattro autori di Everyeye PC per potervi offrire una lettura quanto mai dettagliata e completa. Per il linguaggio specifico usato, connaturato all'esperienza MMO, riportiamo il box già pubblicato sulle nostre pagine in occasione della recensione di World of Warcraft: Cataclysm, opprtunamente rivisistato. Buona lettura!

Si ringrazia la gilda Contempt del server Basilisk Droid per l'appoggio e il supporto forniti. Grandi ragazzi!

A cura di Andrea Schwendimann, Andrea "Zumcens" Centini, Diego "E_Doc" Saragoni e Alessandro Sordelli.
Primo Impatto
La sacra trinità e oltre
Riportiamo in questo box alcuni termini usati correntemente da tutti i giocatori di MMORPG per permettere a tutti di leggere questo articolo senza trovarsi spaesati:

DPS (Damage Per Second) - è il danno inflitto dal singolo giocatore nel tempo su uno stesso target (o nemico bersaglio). Si riferisce anche direttamente alle classi o specializzazioni incentrate al solo infliggere danni. In entrambi i casi si parla di DPS melee per chi usa armi corpo a corpo e DPS ranged per chi invece spara dalla distanza.
Tank - è il ruolo delle classi volte ad assorbire i danni nemici, in modo che i compagni possano sconfiggerli senza timore di essere uccisi.
Healer - semplicemente, il ruolo di chi cura i compagni. DPS, Tank e Healer sono la cosiddetta Holy Trinity degli MMORPG, ovvero l'imprescindibile trittico di ruoli a cui tutti i giocatori devono sottostare. Molti stan cercando di rimuovere o migliorare questa meccanica così rigida e ormai vecchia, ma nessuno finora c'è ancora riuscito con successo.
Threat - più danno un giocatore infligge su uno stesso bersaglio, più aumenta la "minaccia" (o Threat) che il giocatore rappresenta per quel bersaglio. Il giocatore in un gruppo con la Threat più alta "aggra" e diventa quindi il bersaglio del nemico che si sta attaccando.
AoE (Area of Effect) - si intende riferito quasi sempre al danno ad area inflitto dai giocatori su gruppi di nemici. Può essere riferito anche al mantenimento della Threat (sempre su gruppi di nemici) nel caso dei tank. Si parlerà quindi di AoE damage e di AoE Threat.
DoT (Damage over Time) - al contrario del danno diretto (una spadata, un colpo di arma da fuoco, etc) un DoT è un tipo di abilità atta a far danno in un certo fissato lasso di tempo: una volta arrivata sul bersaglio ci rimane per diversi secondi infliggendo danno periodico. Nel caso degli healer è possibile avere anche effetti detti "HoT", semplicemente "Healing over Time".
GCD (Global Cooldown) - quando si utilizza un'abilità, per un piccolo lasso di tempo variabile non è più possibile utilizzare altre abilità o spell. Questo è definito come GCD, ovvero cooldown globale.
Sebbene sia un genere molto in voga, quello degli MMORPG è un panorama che spaventa molti giocatori per diversi motivi. I tre principali sono a nostro avviso la mole di ore che richiede un prodotto simile per essere goduto appieno, il tradizionale canone mensile e la difficoltà intrinseca del modello di gameplay mutuato da quello coreano basato sul grinding. Visuale in terza persona, targeting in stile "lock-on" via mouse e un sacco di abilità da usare poste su due barre in basso al centro dello schermo, bindate ai tasti dall'1 a fin dove riescono ad arrivare le vostre dita senza spostarsi troppo dal blocco di movimenti WASD, tenendo presente che il mignolo sui tasti SHIFT e CTRL raddoppia e triplica i bind grazie a furiosi impeti da contorsionisti digitali. Virtuosisimi a parte questo sistema è certamente divertente e molto ben rodato nei suoi stilemi ed è per questo che Bioware ha scelto di adottarlo per il suo SWTOR, ovviamente includendo il tipico "danno a ricerca" -se ti lanciano contro un attacco, ti colpirà per forza anche se ti sposti- e l'assenza di collisioni tra i modelli di PC e NPC.

Lanciando il gioco per la prima volta ci accorgiamo subito di due importanti dettagli: la discussa piattaforma digital delivery Origin non è obbligatoria -e anzi, del tutto assente sebbene opzionale- e occorre fare il login dal launcher di gioco e non dal gioco stesso. Sembrerebbero forse due piccolezze queste, ma per chi intendesse passare ore e ore nella vecchia repubblica il non dover ogni volta lanciare un programma in più e inserire nuovamente i login dopo lunghi download di patch o dopo i sempre frequenti relog tattici agevola notevolmente la fruizione del titolo. A proposito delle patch il servizio offerto da Bioware si sta rivelando quasi impeccabile, al posto di adottare la politica di aggiornare il gioco tra fanfare e diversi gigabyte di download, ha scelto invece semplicemente di aggiornarlo il più in fretta possibile, rilasciando anche quotidianamente piccole patch incrementali di pochi megabyte. Una scelta questa che risulta fin da subito vincente e che apprezziamo grazie anche alla semplicità e all'efficacia con cui stan gestendo le cose. Sulle orme di Blizzard, Bioware ha anche messo a disposizione fin da subito l'opzione di acquistare una Security Key oppure di averla gratuitamente sugli smartphone Apple e Android tramite apposita app. Una raffinatezza questa, ma che ha permesso a molti di evitare brutte sorprese e che consigliamo a tutti di implementare se siete intenzionati a intraprendere seriamente il cammino dello Jedi, del Sith o di una delle altre sei classi che stiamo per esaminare nel dettaglio. Prima di farlo tuttavia ci teniamo a sottolineare come SWTOR sia di fatto concepito come un titolo singleplayer immerso in un ambiente online permanente, che durante la lunga strada verso il level cap (livello 50) risulta quasi un cammeo che completa l'esperienza. Questa sensazione è straniera a chi mastica pane e DPS, ma dopo le già considerevoli ore di gioco che abbiamo maturato possiamo dire che proprio in questo risiede l'epicità e l'unicità dell'offerta di Bioware e non certo nel copia/incolla -comunque divertente e riuscito- delle meccaniche di gioco. Tutte le linee di dialogo sono doppiate per le centinaia e centinaia di quest. Ogni scelta sulla classica ruota "alla Mass Effect" è stata presa in considerazione e porta a -piccole- biforcazioni in termini di obiettivi bonus o punti accumulabili, ma non solo. Le voci cambiano a seconda della classe, della razza e dell'equipaggiamento scelto, cosa che forse non si era mai vista in nessun RPG in generale: il nostro personaggio parla sullo schermo, è finalmente vivo e grazie al dono della favella è ora un perfetto altro da sè che interagisce verbalmente con centinaia di altri avatar. Questa digressione solo per giungere ad una prima conclusione: SWTOR è immenso per quantità, qualità e varietà dei contenuti. E nonostante i numerosi difetti di cui parlaremo in seguito, anticipiamo che considerato il genere d'appartenenza l'immersione è senza alcun precedente.

Ma andiamo con ordine. Com'è giusto che sia per un MMO di questa portata trovate di seguito due lunghi capitoli dedicati alla Repubblica e all'Impero e alle rispettive classi, invero molto speculari fra loro ma non per questo meno interessanti se prese singolarmente a causa di ben 8 trame distinte e interconnesse lunghe circa 80 ore di gioco ciascuna, instance più, instance meno.

Star Wars: The Old Republic

Disponibile per: PC
Genere: MMORPG
Sviluppatore: Bioware
Distributore: Electronic Arts
Data di Pubblicazione:
PC: 20/12/2011   
Star Wars: The Old Republic
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