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Starcraft II - Anteprima

Inviato il 27/08/2007 da Andrea "Erik Rekdal" Canigiani
Nel mercato videoludico, dieci anni sono un’eternità. In dieci anni cambiano le componenti hardware di un personal computer (basti pensare che siamo passati dalle schede video ottimizzate per Direct X 5.2 a quelle in grado di sfruttare le DX10 di Windows Vista) e si alternano, o dovrebbero alternarsi, due generazioni di console. Sorprende pensare che il seguito di uno dei giochi più amati (e più venduti) di tutti i tempi si sia fatto desiderare così a lungo. Sorprende sì, ma non più di tanto, quando lo sviluppatore è Blizzard Entertainment, famosa per la cura certosina delle sue produzioni, e per aver più di una volta cancellato un gioco perché questo non raggiungeva gli elevati standard qualitativi (auto)imposti.
Solo qualche mese fa, la notizia che fosse in sviluppo l’attesissimo seguito di uno dei Real Time Strategy Game (o RTS, strategici in tempo reale) di maggior successo si è abbattuta come una tempesta sul mondo videoludico.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Un po’ di storia
StarCraft II - anteprima - PC Gioco dell’anno nel 1998, Starcraft si è saputo ritagliare uno spazio di assoluto rilievo nel panorama del mondo dei videogiochi. Non soltanto il titolo, nella sua versione “espansa” (Brood Wars) è a tutt’oggi uno dei più venduti al mondo, ma è anche l’unico prodotto ad essere stato giocato in ognuna delle otto edizioni dei World Cyber Games, le olimpiadi dei videogiochi che si tengono ogni anno, a partire dal 2000. In Corea il gioco è divenuto un vero fenomeno mediatico ed i campioni di quella che viene ormai ritenuta una vera e propria disciplina sportiva non ricevono solo stipendi faraonici, ma godono dell’attenzione dei mass media e di un discreto seguito di pubblico, un po’ come i calciatori del nostro bel paese.
Ma quali sono i motivi di un tale successo? Potremmo dire che Starcraft gode di un bilanciamento senza uguali tra le unità delle tre fazioni (meglio, razze) disponibili, potremmo parlare del servizio di battle.net o della fantastica trama della campagna single player, potremmo ancora disquisire dell’accattivante design di ogni singolo elemento, ma la verità è che il gioco Blizzard è dannatamente divertente da giocare, sia in singolo che in multi giocatore.
Ogni oggetto, personaggio o mezzo, richiama alla memoria di chi gioca vere e proprie icone della fantascienza ed è un piccolo capolavoro di design. Difficile contare tutte le citazioni all’interno del gioco: dai marines di Warhammer 40.000, agli xenomorfi di Alien, agli alieni di incontri ravvicinati del terzo tipo, sono infiniti i riferimenti ai capolavori del cinema e dell’animazione di fantascienza. A questo design particolarmente indovinato si aggiunge un gameplay assolutamente unico, in cui ognuna delle decine di unità ha un proprio impiego ben preciso e compensa le caratteristiche delle altre. Un gioco ad incastri che si ripropone anche a livello macroscopico, dal momento che ciascuna delle tre razza è predisposta ad una diversa strategia, molte volte complementare a quella avversaria. Quasi un puzzle, in cui ogni pezzo contribuisce a creare l’affresco di una meccanica di gioco ancora ineguagliata.
Difficile quindi bissare un successo tanto grande, e replicare una formula tanto azzeccata e riuscita. Viene, anzi, da chiedersi se, i nove (e più) anni di distanza tra i due episodi non siano da attribuire alla paura, da parte di Blizzard, di rovinare una così rara gemma del panorama videoludico.
Un ritorno in grande stile
StarCraft II - anteprima - PC Quando Blizzard decide di scendere in campo, non lesina certo le proprie risorse. Sia che si tratti di un progetto abbandonato (come lo sfortunato Warcraft Adventures) o di un titolo in seguito congelato (il fantomatico Starcraft Ghost), il web viene sempre invaso da una miriade di video e di artwork, tutti caratterizzati da una qualità ineccepibile. E non è un caso che l’annuncio del nuovo episodio della saga fantascientifica sia stato accompagnato da un sito web in flash e da un filmato in computer grafica (probabilmente la stessa introduzione del gioco) capace di oscurare qualsiasi produzione cinematografica.
Il trailer mostra la “vestizione” di un marine Terran, ad opera di una serie di braccia robotiche che saldano sul suo corpo la caratteristica armatura. Obiettivo dichiarato (e perfettamente centrato) degli sviluppatori, quello di mostrare sotto un’altra prospettiva l’unità più comune, e più debole, dell’esercito dei terresti.
Dall’uscita della mirabolante sequenza, sono stati rilasciati altri filmati di gameplay, accompagnati dalla voce narrante di Dustin Browder (lead designer del gioco), intento a descrivere nel dettaglio le nuove unità, le loro funzioni e le strategie sottese al loro utilizzo. Qualcosa di strano è cominciato dopo la pubblicazione dei filmati di gameplay: piuttosto che interrogarsi sulla bontà del titolo o sul corretto bilanciamento delle unità, i fan di tutto il mondo hanno iniziato a discutere sulle possibili strategie di utilizzo, sulle nuove possibilità offerte e su come avrebbero influito sul gameplay le unità introdotte. Un fatto che da solo è indice di quanta presa abbia il titolo sull’immaginario dei videogiocatori e della bontà del lavoro fin qui svolto.
In questo articolo non entreremo nel dettaglio delle nuove truppe fin qui presentate, innanzitutto per motivi di spazio (son già state mostrate 14 unità completamente inedite e tre edifici) e secondariamente per motivi di completezza: quasi settimanalmente sul sito ufficiale (www.starcraft2.com) vengono presentati nuovi dettagli, e sebbene già molto si sappia sull’impiego di queste nuove truppe, ancora nulla è stato mostrato per la razza degli Zerg, segno che ancora molto viene tenuto segreto.
Quel che preme dire è invece che il mondo di Starcraft viene per la prima volta proposto in una visuale completamente tridimensionale che appare fin d’ora estremamente versatile, con una libertà di camera maggiore di quanto già visto in Warcraft 3. Di più, gli scenari di gioco sottostanno a precise leggi fisiche che governano lo spostamento degli eserciti e la traiettoria di ogni missile o munizione esplosa. Se questo particolare può sembrare superfluo, basta vedere i detriti di una nave spaziale rotolare su di un terreno scosceso o considerare come, ancor più che nell’originale, in Starcraft 2 le alture rivestano grande importanza strategica, con unità capaci di superare ostacoli invalicabili per altre.
E se il motore grafico è capace di stupire per la capacità di generare su schermo effetti speciali di elevata qualità, il bilanciamento del gameplay e la dinamica degli scontri tra gli eserciti sembra già estremamente raffinato e curato; la parola d’ordine sembra essere: innovare senza stravolgere. Ancora una volta, i veri protagonisti degli scontri saranno le truppe (è stato aumentato il numero di unità presenti contemporaneamente su schermo) ed i cosidetti eroi avranno una funzione per lo più narrativa, privi di un qualsivoglia inventario e di una crescita “ruolistica”: non saranno insomma altro che unità comuni, dotate di maggior personalità e solo lievemente più potenti o resistenti delle altre dello stesso tipo.
Si segnala inoltre il ritorno del potente editor di livelli, opportunamente migliorato con il motore del gioco e stavolta capace di gestire tutta una serie di script che permettano ai giocatori di costruire delle vere e proprie campagne personalizzate. Addirittura verrà data la possibilità di creare dei filmati con il motore grafico del gioco, una sorta di “machinima” (che gli utenti di Half Life ben conosceranno), in versione ridotta.

StarCraft II

Disponibile per: PC
Genere: Strategico
Distributore: Activision
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Data di Pubblicazione:
PC: 27/07/2010   
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