StarCraft II - Hands on
Inviato il 24/05/2010 da Nicolò Carboni Fate un esperimento, scrivete la keyword "Starcraft II" nel motore di ricerca interno di Everyeye e guardate a quando risale l'articolo più vecchio. Esatto, al 2007, quasi tre anni fa, e, per chi se ne ricorda, nel vecchio Everyeye c'erano altri quattro pezzi, risalenti, rispettivamente al 2003, 2004 e 2005. Annunciato ormai quasi dieci anni fa, Starcraft II per molto tempo ha rappresentato una delle più colossali barzellette dell'industria, paragonato via via a Duke Nukem Forever, Daikatana e addirittura al favoleggiatissimo Super Mario 128. Blizzard non è famosa per la sua efficienza nel rispettare le deadline, Warcraft III, annunciato originariamente per il 1997, arrivò sugli scaffali solo nel 2002, mentre lo straordinario World of Warcraft ha subito ritardi e rallentamenti per quasi due anni. Starcraft II, dal canto suo ha avuto, se possibile una genesi ancora più complessa. Annunciato immediatamente dopo l'uscita di The Frozen Throne, il gioco rimase in stand by per quasi due anni, mentre la maggior parte dei creativi di Blizzard si concentravano sul loro MMORPG. Solo nel 2008, Rob Pardo (Executive Vice President di Blizzard, oggi nel top management di Activision - Blizzard), nell'ambito della BlizzCon, si decise a rilasciare qualche informazione ufficiale sul gioco, dichiarando che la campagna single player era completa per un terzo e che, entro pochi mesi sarebbero state disponibili le prime Beta Key. Da allora Blizzard ha rilasciato nuove informazioni con impressionante regolarità e il gioco s'è mostrato a tutte le più importanti convention del settore, fino alla GamesCom dell'anno scorso. Qualche settimana fa Blizzard ha avviato la closed - beta ufficiale, rilasciando a poche settimane di distanza il client PC e quello per Mac. Noi di Everyeye, ovviamente, abbiamo ricevuto l'invito e, dopo aver pubblicato un first look (che trovate qui) con le nostre prime impressioni, siamo pronti a guidarvi in un'analisi più approfondita di quello che si prospetta essere come l'esperienza strategica definitiva.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Prima di cominciare è necessaria una piccola nota esplicativa: anche se aperta a qualche migliaio di giocatori da tutto il mondo, questa versione del gioco è e resta una Beta, con tutti i limiti del caso, crash improvvisi, unità non perfettamente bilanciate, alcuni bug e una quantità sterminata di Patch da applicare, il nostro articolo verterà sull'analisi del gameplay, tutte le considerazioni tecniche, seppur accennate, sono da prendere "con le pinze" dato che, conoscendo Blizzard, i programmatori sono di certo già al lavoro per correggere ogni problema. Dopo aver scaricato il client, la prima novità che ci si para davanti è l'updater del gioco: dall'apertura della beta circa un mese fa sono già uscite dodici patch, ognuna che corregge o modifica alcune variabili del gioco. Leggere il Changelog è un'occasione unica per capire come si costruisce il gameplay di uno strategico, Blizzard non esita a modificare i valori di ogni unità, i tempi di costruzione, le variabili di attacco e difesa, anche in maniera sostanziale, per poi magari tornare sui suoi passi e riequilibrare tutto. Siamo davanti a una beta vera, non a un semplice stress test come quelli che avvengono per certi giochi su console, l'esperienza di gioco cambia in maniera drastica ad ogni singolo aggiornamento e non possiamo certo dire che, ad oggi, Starcraft II sia un gioco particolarmente amichevole con i neofiti. Blizzard, aprendo solo la modalità multiplayer online, sapeva bene di rivolgersi al suo pubblico più difficile, deciso a non perdonare neppure il più piccolo errore, se anche solo una piccolissima componente non fosse stata esattamente al posto che gli spettava i forum di mezzo mondo erano pronti a scatenarsi contro Pardo e Metzen. Per questo ed altri motivi Starcraft II è un gioco decisamente conservativo, nella struttura, ma anche nell'approccio verso il giocatore. Riprendendo la struttura classica degli RTS Blizzard, ritroviamo le tre razze che si contendevano il dominio della Via Lattea già nel primo gioco. I Terran, discendenti della razza che, in tempi remoti abitava il terzo pianeta del Sistema Solare, sono una fazione interessante per la sua capacità di spostare gli edifici che costruiscono e si distinguono grazie alla loro raffinatissima tecnologica e la velocità con cui sanno estrarre le risorse dal suolo. Pagano tuttavia questi pregi con un costo per unità medio - alto e una capacità offensiva non troppo elevata. Insomma, i Terran sono la scelta giusta per chi decide di impostare un gioco tattico che non punta immediatamente all'attacco diretto. Gli Zerg, al contrario, sono una specie di insetti umanoidi, controllati da un'intelligenza collettiva, che puntano tutto sulla loro schiacciante superiorità numerica e la velocità nel riprodursi. Il giocatore che li sceglie è probabilmente un maestro nell'arte dello "zerging" (un neologismo nato con il primo Starcraft e poi diventato di uso comune nell'ambiente del gioco online), ovvero l'attaccare il nemico in pochi minuti usando un numero enorme di unità poco costose, per distruggerlo prima che riesca a rinforzarsi. I Protoss, infine, rappresentano l'apice dell'evoluzione galattica e combinano una straordinaria forza fisica ad un ottimo livello tecnologico, ma le loro unità sono le più costose in assoluto, per cui chi li usa deve sapersi destreggiare con piccoli eserciti che colpiscono e fuggono, senza aspettare che i rivali riescano a produrre le loro unità più potenti. Chi ha passato intere nottate su Starcraft e i vari episodi di Warcraft si sentirà immediatamente a casa, i Menù, al di la delle ovvie lucidature estetiche, rimangono pressoché gli stessi, anche in termini di Hotkeys, permettendo così ai giocatori di essere subito velocissimi nella creazione delle nuove unità, mentre la maggior parte degli edifici, dei potenziamenti e dei ranghi del nostro esercito sono rimasti praticamente gli stessi. Non è cambiato nulla dunque? A un occhio superficiale Starcraft II potrebbe chiamarsi semplicemente Starcraft 3D (o HD, come va di moda ora), chi non ha mai approfondito il gioco online è si limitava a concludere solo le campagne in singolo, penserà che Blizzard, negli ultimi sette anni si sia seduta sugli allori, riproponendo, di fatto, le stesse meccaniche del primo gioco e aggiornando il comparto tecnico. In realtà non è stato così, almeno per quanto abbiamo potuto vedere dalla Beta, il gioco punta tutto sulla cesellatura delle meccaniche, evitando, almeno nel comparto multigiocatore l'innovazione fine a se stessa. Starcraft II è un prodotto nato e pensato per giocatori esperti, che conoscono l'universo in cui andranno a muoversi e sono disposti a passare ore e ore ad allenarsi davanti al monitor. Non ci vergogniamo a dire che le prime partite si sono risolte in sconfitte bruciantissime anche per noi di Everyeye, il gioco richiede una dedizione quasi religiosa, non solo per scalare le classifiche ma anche, e soprattutto, per entrare veramente nello spirito del gameplay; Starcraft non perdona la minima distrazione, neppure l'adagiarsi su qualche strategia che in un paio di partite si rivela vincente. Al di la delle ovvie linee guida nell'uso delle tre razze e alla conoscenza perfetta delle mappe, ogni giocatore può trovare il suo personalissimo stile di gioco e competere con la consapevolezza che siamo davanti a un gioco paragonabile agli scacchi per complessità e impegno strategico. E' vero, in Blizzard sono dei conservatori, Starcraft II non è la rivoluzione che qualcuno si aspettava, la mappa di gioco resta inesorabilmente rigida, senza modifiche causate dai combattimenti o effetti atmosferici in tempo reale, mentre il gameplay innova anziché rivoluzionare completamente l'economia del gioco. Non tutti saranno contenti, ma è il prezzo da pagare davanti alla grandezza. Starcraft porta con sé un'eredità straordinaria, impossibile da scostare. In Blizzard sembrano essersene accorti, anche non neghiamo che un po' di sperimentazione in più non ci sarebbe spiaciuta.
L'articolo continua a Pagina Due con l'analisi tecnica e un confronto fra la versione PC e quella per Mac.
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