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Stealth Bastard Deluxe - Recensione

Inviato il da Andrea "Zumcens" Centini
Uscito in sordina come titolo freeware il 4 novembre 2011, l'originale Stealth Bastard dei talentuosi ragazzi di Curve Studios (Explodemon, Fluidity ed il celebre Buzz! per PSP) ha riscosso talmente tanto successo che in circa un anno è stato trasformato in un prodotto commerciale, pubblicato sullo store di Valve al prezzo di 8,99 Euro. Al titolo, tirato a lustro ed ampliato, è stato aggiunto il suffisso Deluxe ed il curioso sottotitolo “Tactical Espionage Arshole”, che fa il verso nientemeno che al re degli stealth game, ovvero Metal Gear Solid di Hideo Kojima. Ma ce n'è anche per Splinter Cell di Ubisoft, vista la stilizzata somiglianza del vestiario del protagonista (un clone) con la tuta e soprattutto col visore notturno di Sam Fisher. Sottolineiamo subito che il “Bastard” nel titolo è stato inserito dagli sviluppatori proprio per indicare la difficoltà del gioco, un puzzle-platform in due dimensioni - con ispiratissima componente stealth ed anima da trial and error - estremamente complesso e ragionato, sin dai primissimi livelli. L'anno che ha dato i natali al capolavoro Dishonored, al bellissimo Mark of the Ninja e al ritorno in grande stile dell'Agente 47 in Hitman Absolution, oltre che offerto i primi scorci del nuovo Metal Gear, si chiude dunque con un'ultima piccola perla che va ad arricchire il genere di appartenenza, con personalità ed originalità. Scopriamone i dettagli.
 
TU MORIRAI
Nascere come cloni, a meno che non si sia affetti da calvizie con una certa propensione per i codici a barre ed il conto in banca, comporta solitamente un destino infausto, tutto fuorché “emozionante”. Per l'anonimo protagonista di Stealth Bastard Deluxe la storia non fa eccezione. L'omuncolo in questione non è che uno dei tanti cloni prodotti in serie presso una losca fabbrica, il cui scopo sembra essere quello di testare le capacità dei soggetti ivi allevati e sopravvissuti al “parto artificiale”. Peccato che questi test non siano propriamente dei quiz per calcolare il quoziente intellettivo, ma delle vere e proprie “camere della morte” alle quali si deve sopravvivere utilizzando materia grigia e rapidità. Proprio questo secondo aspetto è cruciale nell'economia del titolo dei Curve Studios, che volevano sì sviluppare uno stealth “DOC” (con tutto ciò che comporta), ma anche un prodotto con una propria fisionomia peculiare, votata alla precisione ed alla velocità con cui vanno eseguite determinate azioni. Ciascun elemento semovente, macchinario o struttura presente nei livelli di Stealth Bastard Deluxe, esiste per una semplicissima ragione: uccidervi, possibilmente nel modo più cruento e sanguinoso possibile. Scopo del nostro clone è quello di attivare/disattivare gli interruttori sparsi per gli stage, schivare o neutralizzare le trappole ed infine raggiungere l'agognata uscita e la prossima sfida; il tutto, naturalmente, grazie al supporto e l'aiuto delle tenebre. Grazie ad esse il protagonista di Stealth Bastard Deluxe diventa invisibile alle macchine della morte ed ai loro sensori, potendo così agire quasi del tutto indisturbato. Diciamo quasi, perché nella stragrande maggioranza dei casi, una volta venuti a capo dell'enigma di turno con la materia grigia (magari lasciandoci le penne diverse volte), si rende necessaria una certa abilità con il joypad o tastiera, per superarlo con eleganza e velocità. L'idea di base è quella di offrire una pletora di mini-stage dalla durata piuttosto breve e di difficoltà crescente, sia dal punto di vista delle meccaniche che della varietà, giungendo a livelli in cui si devono inanellare sequenze dannatamente celeri e complesse. La durata dei numerosissimi stage ed i checkpoint aiutano tuttavia a limare quel senso di frustrazione che spesso permea i giochi trial and error, dove si muore di continuo per superare una singola sezione.
SAM FISHER A CHI?

I comandi di Stealth Bastard Deluxe sono quanto di più semplice e preciso si possa trovare in un puzzle-platform a scorrimento laterale 2D. Oltre ai classici movimenti, il salto e la camminata furtiva, il nostro clone può solo aggrapparsi alle sporgenze e soprattutto attivare gli interruttori (tasto X sul Joypad dell'Xbox 360): questo con la tuta di base. Procedendo nel gioco si avrà accesso a gustose suit alternative (camo, decoy, sonic decoy, antilight e teleporters) che amplieranno le abilità e di conseguenza anche la complessità degli enigmi e delle meccaniche di gioco. Nella sua semplicità il titolo dei Curve Studios offre una grandissima profondità, capace di impegnare anche il più assiduo degli hardcore gamers (la categoria cui è rivolto il prodotto). Tra i livelli più diabolici vanno indubbiamente segnalati quelli con i boss di fine settore, avvincenti e gratificanti come pochi. Come accade in Angry Birds ed in altri titoli analoghi, vi è la possibilità di saltare - per un numero limitato di volte - i livelli più ostici che per qualche ragione ci tengono bloccati. Da segnalare i sarcastici ed irriverenti messaggi - solo in inglese - che compaiono sulle pareti a corredo delle nostre eroiche o avventate gesta (in particolare di quelle fatali), l'unico input narrativo per una trama che praticamente non sussiste. Terminate le decine e decine di stage a disposizione (nella versione freeware erano solo 28) il giocatore può sbizzarrirsi con i livelli creati dagli utenti, grazie al potente e gradevolissimo editor inserito dagli sviluppatori. Accessibili con un semplice click i livelli della community, già tantissimi, un aspetto che rende Stealt Bastard Deluxe virtualmente infinito.
CHIPTUNE DA SBALLO
Stealth Inc: a Clone in the Dark - recensione - PC Dal punto di vista squisitamente tecnico il titolo dei Curve Studios è talmente semplice che non offre nemmeno la possibilità di scegliere la risoluzione, ma solo uno “video scale” 1x, 2x, 3x o stretched. Le uniche opzioni grafiche disponibili sono relative all'attivazione del vsync e degli effetti speciali della camo suit, ciononostante la grafica in stile 16 bit è decisamente gradevole e funzionale, caratterizzata da ottime animazioni come si conviene ai titoli “indie” di quest'epoca videoludica. Buonissimo il design dei livelli, capaci di stimolare l'ingegno e lo spirito d'osservazione del giocatore grazie a combinazioni davvero geniali. Il vero fiore all'occhiello di Stealth Bastard Deluxe risiede tuttavia nella piacevolissima soundtrack, che strizza l'occhio alla musica chiptune degli anni '90. Pur essendo un poco ripetitivi, come quello del menù principale, i brani del gioco entrano in testa e non escono più, regalando ulteriore spessore al carisma della produzione. La soundtrack sta avendo talmente tanto successo nei forum videoludici che è stata messa in vendita a 3,49 euro su Steam. Un bel passo per un prodotto nato come semplice freeeware.
Prendete Super Meat Boy, dategli una tuta di Sam Fisher e aggiungete una manciata di ingredienti raccolti dai migliori stealth game e puzzle-platform bidimensionali. È così che otterrete Stealth Bastard Deluxe, un titolo dal gameplay semplissimo ma caratterizzato da una incredibile profondità e dal notevole livello di sfida. Quasi mai frustrante, grazie ai checkpoint ed ai livelli mordi e fuggi, il titolo dei Curve Studios è comunque un prodotto dedicato agli hardcore gamers, sia per la sua difficoltà “bastarda” - non a caso suggerita nel titolo - sia per la necessità di far muovere i neuroni ed essere estremamente pratici col joypad. Dotato di una longevità praticamente infinita grazie al supporto dell'editor e della community, oltre che di un gradevole comparto tecnico, Stealth Bastard Deluxe è consigliato a tutti gli amanti del genere stealth e dei puzzle-platform dinamici, a patto di non odiare visceralmente il trial and error game.
VOTOGLOBALE8

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Stealth Inc: a Clone in the Dark

Disponibile per: PC | PS3 | PS Vita
Genere: Platform
Sviluppatore: Curve Studios
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Sony Computer Entertainment
Costo Digidelivery: 8,99€
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 28/11/2012
Stealth Inc: a Clone in the Dark
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ND.
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