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Storm: Frontline Nations > Recensione
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Storm: Frontline Nations - Recensione

Inviato il da Andrea "Algarde" Mazzocchetti
L'Europa è nel caos, di nuovo preda di una sanguinosa guerra, scenario bellico di Storm: Frontline Nation, il nuovo titolo di Colossai Studio. Solitamente siamo abituati a vedere giochi strategici ambientati nelle più svariate epoche storiche - dall'antichità, passando per il medioevo, fino ad arrivare alle due guerre mondiali. Raramente invece capita di poter giocare a un titolo del genere che sia ambientato ai giorni nostri e che veda la campagna principale avere inizio nell'ormai prossimo 2012.
Un grande conflitto moderno
Una volta avviato il gioco verremo catapultati sulla mappa strategica. Alla stregua di titoli come i vari Total War, quest'ultima sarà completamente in tre dimensioni e suddivisa in una moltitudine di provincie. Quelle più importanti saranno munite di città che fungeranno da spina dorsale dell'economia della nazione, mentre nelle altre potranno essere realizzate vari tipi di strutture con scopi differenti. C'è da sottolineare che sarà possibile far costruire una sola struttura per provincia, quindi una certa pianificazione sarà d'obbligo in qualunque caso. Potremo scegliere tra centrali elettriche, basi aeree, guarnigioni, siti missilistici e così via. Nel caso delle centrali elettriche queste forniranno energia bonus alla nostra nazione: una delle due risorse presenti nel gioco, oltre al denaro rappresentato - finalmente - dal simbolo dell'euro.
Parlando di pianificazione, non avrà particolarmente senso realizzare una centrale elettrica in una provincia di confine, magari con un potenziale nemico dall'altro lato. In primo luogo perchè in caso di perdita di quella regione vedremo diminuire drasticamente le nostre riserve energetiche. In seconda istanza perchè lungo il fronte avremo maggiore bisogno di strutture militari, quali le guarnigioni per le truppe di terra o le basi aeree per quelle d'aria. Tutto questo ci introduce alla questione degli approvvigionamenti dell'esercito e del raggio d'azione di queste strutture. Le nostre truppe avranno bisogno di poter accedere alle linee di rifornimento per avere sempre un buon morale e la giusta riserva di armi e munizioni, pena delle sonore sconfitte in battaglia. Alcune strutture si prenderanno quindi "cura" delle truppe di fanteria e dei mezzi pesanti (le basi aeree faranno lo stesso per i mezzi d'aria e le basi navali per quelle d'acqua), ed il loro effetto sarà tale per un determinato raggio. Se le porremo sui nostri confini, l'effetto si estenderà quindi anche in territorio ostile garantendoci sempre i rifornimenti necessari in caso di guerra. Va da sè che se tali strutture saranno poste troppo nelle retrovie il loro scopo verrà meno e ci costringerà ad una guerra difensiva.

Nel panorama strategico del titolo non va sottovalutata la componente diplomatica, che terrà conto della lealtà di ciascuna nazione e della sua forza. Potremo avanzare proposte d'alleanza, economiche e cercare accordi per la condivisione di tecnologie, oppure partecipare in qualità di membri della NA (una sorta di NATO) a missioni di pace per salvaguardare l'indipendenza di alcune nazioni più deboli, ma solo quando ci verrà richiesto e se avremo una nazione potente. A ciò si affianca anche la componente dei servizi segreti, che grazie a particolari agenti e spie (dalle svariate capacità) ci permetterà di sabotare la politica di un paese o l'invio di rifornimenti in prima linea di battaglia. L'ultimo aspetto da tener conto nella sezione strategica sarà quello della ricerca tecnologica. Tramite essa potremo arrivare a sviluppare nuovi armamenti, come missili balistici a lungo raggio, fino a giungere ai sottomarini o alle testate nucleari, ma solo dopo mesi di ricerche e importanti investimenti economici.
Per concludere, l'unico vero difetto risulta forse l'abbondante voglia di guerra totale che muove le azioni dell'IA. Questo è un gioco dove ci ritroveremo in conflitto con due o tre nazioni molto presto e dove la Bielorussia al primo turno è capace di dichiarare guerra alla Germania. Insomma non il massimo della raffinatezza per quanto riguarda la grande strategia, dato che gli eventi bellici vengono scatenati solo dopo pochi turni dall'inizio della partita.
Diamo fuoco alle polveri
Storm: Frontline Nations - recensione - PC Abbiamo parlato fino ad ora di componente strategica, ma il titolo nel momento in cui si combatte passa ad una visuale tattica che sostanzialmente segue le orme dei Total War oppure, esempio ancora più calzante, di King's Bounty. Infatti le battaglie saranno combattute con un sistema a turni e con la mappa di gioco che, oltre ad essere generata secondo le caratteristiche proprie del territorio dove i due eserciti si sono scontrati, sarà suddivisa in vari esagoni, che scandiranno i movimenti delle unità sul campo. Se ad esempio si combatte in Trentino la mappa sarà prevalentemente montuosa, mentre nel Nord Africa più pianeggiante e desertica.
Le truppe disponibili saranno di vario tipo, dalla fanteria classica o specializzata per il combattimento in montagna, alle unità di paracadutisti, passando per i mezzi pesanti e d'artiglieria. Per il combattimento aereo potremo avvantaggiarci di bombardieri, caccia ed elicotteri e per quello marino di navi e sommergibili di vario tipo. La scelta non manca e sarà facile realizzare vari tipi di eserciti secondo le nostre migliori inclinazioni, prediligendo magari i fanti supportati da artiglieria oppure i carri pesanti scortati da elicotteri da combattimento. Una volta entrati in battaglia ci sarà da scegliere lo schieramento delle truppe, quali utilizzare e quali relegare a rinforzo. Ad influire sull'esito del combattimento, oltre alle nostre scelte tattiche e alle truppe a nostra disposizione, dovremo tener conto anche del morale, delle condizioni meteo e dell'orografia del terreno, che penalizzerà ad esempio i carri e premierà invece la fanteria specializzata nel combattimento in altura. La profondità tattica del titolo si conferma quindi ottima anche in questo caso, grazie anche ad un'IA particolarmente sveglia ai livelli più alti di difficoltà, e che ci darà spesso del filo da torcere per il controllo dei punti di comando, il cui possesso sarà fondamentale per raggiungere la vittoria. Se tutto questo non dovesse bastare avremo sempre il multiplayer per sfogarci con avversari reali.
Questioni tecniche
Storm: Frontline Nation si presenta dal punto di vista grafico molto bene, con degli scenari ben dettagliati anche se confrontati ad altre produzioni. Le texture del terreno, sia in modalità strategica che tattica, sono sempre curate garantendo un ottimo colpo d'occhio, e possiamo affermare altrettanto per quanto concerne i modelli delle unità. Carini anche gli effetti atmosferici presenti sulla mappa strategica, che ci permetteranno di conoscere in tempo reale le condizioni meteo nelle varie province, il tutto a vantaggio della pianificazione strategica delle battaglie da portare avanti. I requisiti hardware sembrano inoltre essere abbastanza abbordabili tenendo conto che il titolo è stato giocato su una macchina dotata di CPU Intel Core 2 Quad Q6600, 4 Gb di ram ed una vetusta 8800 GTS 320 senza problemi di sorta dal punto di vista della fluidità. Molto chiara l'interfaccia, che risulta pulita sia in modalità strategica, dove si dipana attraverso varie finestre sempre molto esplicative, sia in modalità tattica tramite due riquadri ai bordi della visuale: qui avremo a disposizione tutte le informazioni necessarie riguardo le unità in campo - come vita rimanente, punti difesa, attacco e morale.
L'aspetto sonoro risulta il meno curato, con delle musiche troppo anonime e degli effetti sonori durante i combattimenti che non sono certo il massimo. Nel complesso comunque il titolo si difende piuttosto bene anche sotto il profilo tecnico e non ci fa davvero mancare quasi nulla.
Squisitamente tattico nella sua semplicità, Storm: Frontline Nation è un buon titolo che riesce a mantenere sempre alto il divertimento e ad immedesimare il giocatore tenendolo impegnato ad ogni turno. Le due sezioni principali, quella strategica e quella tattica, si amalgamano molto bene e con buoni risultati, che si ripetono anche sul versante tecnico. Forse meno ragionato di altri strategici a turni e dal gameplay più veloce, Storm trova proprio in questo il suo punto di forza: nell'immediatezza che caratterizza ogni partita e che allo stesso tempo è pervasa costantemente dall'elemento tattico ovviamente predominante. Mancherà forse della raffinatezza di certi blockbuster, ma il divertimento sarà comunque assicurato.
VOTOGLOBALE8

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Storm: Frontline Nations

Disponibile per: PC
Genere: Strategico
Sviluppatore: Colossai Studio
Distributore: Steam
Lingua: Tutto in Inglese
M. Online: Multiplayer online fino a 4 Giocatori
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 16/06/2011
Sistema Operativo: Windows XP, Vista, 7
Processore: 2.4GHz Intel Pentium 4 o 100% compatibile
Memoria: 1GB RAM
Hard Disk Space: 2GB
Scheda Video: Compatibile DirectX 9 con 128MB di memoria
Storm: Frontline Nations
8
8
7.5
6
5 voti
5.4
ND.
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