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Strike Vector - Recensione

Inviato il da Andrea Porta
C'era un tempo in cui la velocità e i riflessi erano tutto. Non si correva, si "fluttuava", e le immagini scorrevano come un film accelerato. Le armi non si sbloccavano, si trovavano a terra, e averle tutte era una questione di memoria e rapidità. Anche se vi foste persi la golden age degli Arena FPS, recentemente il rilascio gratuito di Quake 3 in formato browser game potrebbe avervi dato un'idea di quanto differenti fossero gli sparatutto competitivi una quindicina d'anni fa. Oggi, quella memoria si è quasi del tutto persa, soprattutto per il grande pubblico, che si è ormai abituato a offerte di tutt'altro tipo. Dopo aver affrontato con successo la prova di Steam Greelight, i ragazzi di Ragequit Studios propongono Strike Vector, uno sparatutto competitivo online che tenta di riproporre la formula classica dell'Arena FPS, sostituendo tuttavia gli incorporei combattenti con velocissime navicelle.
 
Più veloce!
Per chiunque non si sia fatto le ossa su Unreal Tournament e Quake 3, l'approccio a Strike Vector potrebbe essere traumatico. La velocità a cui la nave viene sparata nelle arene, ricche di insidiosi ostacoli, può disorientare, e per prendere confidenza con il mezzo occorrerà senza dubbio qualche minuto. I controlli non sono complessi, ma presentano particolarità che richiedono abitudine. Innanzitutto, anche lasciando i comandi, la navicella procede ad una velocità standard, che può essere aumentata premendo il tasto W. Con il tasto destro e sinistro del mouse si spara con le due armi scelte ad inizio partita, con un terzo tasto si attiva l'abilità speciale (difensiva o offensiva), e con la barra spaziatrice ci si ferma a mezz'aria, con la navicella che si dispone a mò di jet a decollo verticale. Proprio quest'ultima possibilità si rivela ben presto una delle più belle idee messe in campo dai ragazzi di Ragequit, dato che permette non solo di prendere la mira con cura, ma anche di effettuare velocissime inversioni a 180 gradi, stoppandosi, girandosi e ripartendo a grande velocità. Come anticipato, nulla di troppo complicato, ma per prendere piena padronanza con il mezzo ci vorrà quella giusta dose di allenamento.

Del resto, il bilanciamento è proprio uno dei punti di forza di Strike Vector, cominciando da fatto che non esistono nel gioco upgrade prestazionali per le navicelle. Si combatte tutti ad armi pari, scegliendo di volta in volta da un pool di armi che vanno dal lanciarazzi a ricerca, allo shotgun, alla mitragliatrice, al fucile da cecchino (più varianti), anch'esse notevolmente bilanciate, secondo una logica che compensa, ad esempio, la ricerca automatica del bersaglio con una ridotta potenza all'impatto, oppure vede la straordinaria potenza del fucile da cecchino (erede della Railgun dei bei tempi) controbilanciata da una difficoltà d'utilizzo non certo alla portata di tutti. La schermata di selezione delle armi permette di dotarsi anche di un'abilità passiva, con scelta tra difesa aumentata, range di ricerca dei nemici esteso o una maggiore resistenza ai radar nemici, e di un'attacco speciale. Anche qui, i Ragequit hanno fatto un ottimo lavoro, con soluzioni originali tra cui la possibilità di rilasciare un piccolo "campo minato" fluttuante per attirare in nemici in letali trappole, oppure il classico scudo temporaneo. Questa varietà di strumenti a disposizione del giocatore permette una gestione intelligente della nave, anche in relazione al proprio livello d'abilità. I meno skillati, equipaggiando a dovere la nave con strumenti difensivi, potrebbero avere una chance anche contro avversari molto abili.
Le modalità al momento offerte sono i classici Deatmatch, ossia a squadre o tutti contro tutti, una variante con punti strategici da conquistare e "Cacciatore di Taglie", che vede i giocatori accumulare soldi con le kill, rischiando poi di perdere tutto il gruzzolo in caso d'eliminazione. Ottimo lavoro anche sulla decina d'ambientazioni, che variano molto sia dal punto di vista visivo e cromatico, sia sotto l'aspetto strategico, offrendo una gradevole alternanza tra ampi spazi aperti e angusti cunicoli di immense stazioni spaziali.
Bulloni da stringere
Strike Vector - recensione - PC Per quanto Strike Vector sia un ottimo progetto, i ragazzi di Ragequit hanno ancora del lavoro da fare. Al momento attuale, una decina di ore intense sono sufficienti per esaurire quasi completamente le attrattive del gioco, ma gli sviluppatori hanno già promesso un costante rilascio di contenuti aggiuntivi gratuiti, a partire dal 28 febbraio.
A parte la questione contenutistica, il gioco ha anche bisogno di un po' di lavoro dal punto di vista della stabilità dei server. Il grande afflusso di giocatori successivo al rilascio (forse superiore alle aspettative) causa qualche disconnessione, e soprattutto una lista server che fa fatica ad aggiornarsi in tempo reale, indicando come ancora accessibili server che sono, di fatto, già pieni. Questo porta spesso a perdere qualche minuto in cerca della sessione giusta, con un effetto poco piacevole. Fortunatamente, una volta dato il via ad un match, questo può proseguire virtualmente all'infinito, con votazione alla fine della sessione. Qualche aggiustamento sarebbe opportuno anche relativamente ai menu. Se la schermata di selezione di armi ed equipaggiamento, completamente animata e dinamica, risulta piacevole da vedere ed usare, lo stesso non si può dire dello stringatissimo tutorial "a fumetti". Si tratta di piccoli dettagli, ma data la cura riposta nello sviluppo del gameplay, un contesto leggermente più curato non risulterebbe affatto sgradito.

Dal punto di vista grafico, i Ragequit hanno fatto un ottimo lavoro. L'Unreal Development Kit è stato sfruttato al massimo delle sue capacità, abbinando un buon design d'ispirazione fantascientifica a una modellazione poligonale di livello. Certo, l'interazione con gli elementi di sfondo è praticamente inesistente, ma questo sarà praticamente impossibile notare durante i velocissimi scontri. Piuttosto, gli sviluppatori hanno curato con grande attenzione, e ottimi risultati, gli effetti legati alle esplosioni. La scalabilità è un altro dei punti di forza del comparto tecnico, in grado di offrire buone prestazioni anche su macchine non più recentissime.
Strike Vector rappresenta, per tutti i nostalgici degli Arena FPS, una chance unica nel suo genere per ributtarsi a capofitto nell'allenamento dei riflessi e della velocità. Il gameplay solido e finemente bilanciato in tutti i suoi aspetti non presenta particolari difetti, mentre da segnalare al momento è la scarsità di contenuti. Un numero limitato di modalità e mappe potrebbe infatti far calare presto l'interesse per la produzione, e proprio qui sarà fondamentale l'intervento degli sviluppatori, i quali peraltro si sono già impegnati nei confronti della community per quanto riguarda l'arricchimento dell'offerta ludica. Già così, in ogni caso, Strike Vector rappresenta un'offerta unica nel suo genere, assolutamente da considerare per tutti coloro che desiderino un'esperienza competitiva veloce, bilanciata e dannatamente difficile.
VOTOGLOBALE8
Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Strike Vector

Disponibile per: PC
Genere: Sparatutto in Terza Persona
Sviluppatore: Ragequit Studios
Distributore: Distribuzione digitale
Link Download: Scarica Qui
Costo Digidelivery: 22,99 €
Data di Pubblicazione: 28/01/2014
Strike Vector
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8.5
7.5
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6 voti
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ND.
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