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Supreme Ruler: Cold War > Recensione
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Supreme Ruler: Cold War - Recensione

Inviato il da Andrea "Algarde" Mazzocchetti
Nel 1947 il consigliere presidenziale statunitense Bernard Baruch ed il giornalista Walter Lippmann coniarono l'espressione "guerra fredda" per definire il rapporto particolarmente teso che si andò a creare tra gli ormai ex alleati della seconda guerra mondiale, USA ed URSS. La conseguenza di ciò fu la divisione del mondo in due blocchi contrapposti, ognuno legato da un sistema di alleanze all'una o all'altra superpotenza che dal canto loro iniziarono una pesante corsa agli armamenti. Durante questo cinquantennio in vari momenti si rischiò di far scoppiare una nuova guerra mondiale, come durante la crisi dei missili di Cuba dell'Ottobre del 1962. Un contesto del genere favorisce certamente lo sviluppo di un bel titolo strategico ad ampio respiro e i BattleGoat Studios si sono dati da fare per realizzare questo Supreme Ruler Cold War, il cui publisher è l'ormai onnipresente Paradox interactive.
Capitalismo vs Comunismo
Supreme Ruler: Cold War - recensione - PC Il gioco ci chiederà subito, in modalità campagna, di scegliere tra USA o URSS, tra capitalismo o comunismo, e tutto ciò che ne comporta. Esiste anche una modalità sandbox che ci darà la facoltà di scegliere una qualunque nazione tra le decine e decine presenti, sempre raccolte però entro uno dei due blocchi. La possibilità di personalizzazione della singola partita è davvero elevata. Oltre al classico livello di difficoltà (in questo caso da impostare singolarmente per i settori economico, militare e diplomatico, cosa che la dice già lunga sulla complessità del titolo) potremo scegliere vari tipi di vittoria, il quantitativo di risorse disponibili, il numero di eventi casuali che si produrranno durante il gioco, la possibilità di usare armi atomiche e molto altro.
Scelta dunque una nazione, saremo proiettati sulla gigantesca mappa di gioco che riprodurrà l'intero pianeta fedelmente e che al minimo livello di zoom ci presenterà una visuale quasi "satellitare" dei vari continenti, molto utile per fare rapidamente il punto della situazione. Inoltre tutta la mappa è virtualmente divisa in centinaia -probabilmente migliaia- di caselle non direttamente visibili, ma entro le quali potremo realizzare infrastrutture di vario tipo. Proprio qui entra in gioco il primo aspetto del titolo, quello economico, che avrà il compito di creare le basi necessarie per renderci una vera superpotenza o no. Le strutture disponibili in questo ambito saranno tantissime: da vari tipi di centrali elettriche, passando per le miniere e le industrie che ci permetteranno di produrre beni di consumo di vario genere oppure materiale per uso militare. La scelta è talmente vasta da lasciare parecchio spaesati nelle primissime fasi, considerata anche la presenza di una notevole varietà di strutture militari o urbane. Come organizzare quindi il proprio gioco? Assolutamente necessaria sarà la consultazione delle numerose tabelle che riassumeranno, sotto vari aspetti, la salute del nostro Stato. Verremo cosi a conoscenza della capacità produttiva attuale per quanto riguarda vari ambiti (agricoltura, energia, ecc.), oltre che della domanda effettiva che, se superiore alla capacità di produzione, ci costringerà a ricorrere alle importazioni da altri stati maggiormente riforniti. Ovviamente una robusta componente industriale garantirà delle eccedenze che potremo vendere ad altri stati a nostra volta, con somma gioia per il nostro bilancio. La possibilità di creare anche delle riserve strategiche grazie alla sovrapproduzione ci metterà al riparo da crisi improvvise che in caso di guerra potrebbero rendere le cose più complesse. Il controllo del sistema economico si estende anche nell'ambito del sociale, con la possibilità di indirizzare gli investimenti dello Stato in numerosi ambiti quali ad esempio sanità, educazione e ambiente. Tutto ciò avrà un impatto più o meno positivo sull'opinione pubblica che sarà sempre molto influente. Si pensi che anche le ricerche tecnologiche terranno conto di questo aspetto: alcune saranno infatti maggiormente sostenute dai nostri cittadini a discapito di altre. La possibilità, infine, di dare un parere su ogni azione che uno stato, amico o nemico, compirà nel sorso della partita andrà a coronare questo aspetto del gioco, sempre influenzato dalla forza dell'opinione pubblica. Ad esempio, giocando con gli Stati Uniti ci capiterà di condannare i test nucleari svolti dall'Unione Sovietica, con ovvio ritorno d'immagine anche nei confronti dei nostri alleati.

A tutto ciò va affiancato l'impianto militare del titolo. Come durante la Guerra Fredda vera e propria la corsa agli armamenti sarà fortemente necessaria. E' bene dire che in Supreme Ruler Cold War si respira un'aria di forte tensione, di "Guerra Fredda" nel vero senso della parola: ogni azione va sempre ben studiata per non rischiare di provocare una guerra totale che potrebbe essere davvero fatale. Le sezioni militare e diplomatica saranno quindi strettamente collegate. La possibilità di fare pressioni sui vari Stati, appoggiare o meno i governi ivi presenti, tentare di rovesciarli ed agire con le onnipresenti spie, faranno da indispensabile corollario ai movimenti delle truppe che non dovranno mai essere troppo avventati per non rischiare la catastrofe: d'altronde le superpotenze URSS e USA non risparmieranno di certo i propri arsenali nucleari in caso di guerra aperta.
L'elenco delle unità presenti è lunghissimo e quantomai dettagliato e spazia dai mezzi dell'immediato dopoguerra, ai più moderni caccia e bombardieri, senza escludere carri armati e soldati scelti. Le possibilità sono virtualmente infinite e le ricerche tecnologiche da portare avanti in questo campo assai numerose. Certo, giocare con gli USA o l'URSS ci aprirà più porte anziché giocare con l'Italia, anche solo per un semplice fattore di disponibilità economica, dato che molte ricerche assorbiranno un gran numero di risorse e dureranno per svariati anni, cosa che ci costringerà a pianificare quasi da subito una strategia per il futuro.
Potremmo parlare ancora tanto di un titolo che ha parecchie chicche, ma che manca di un qualcosa che, vista la mole, la complessità e la profondità che vanta, risulta del tutto necessario: un tutorial ben fatto. Il gioco ci abbandonerà quindi a noi stessi, senza lo straccio di una guida anche semplice e basilare, costringendoci ad intuire tutte le meccaniche che portano al suo funzionamento. Se quindi i neofiti saranno tagliati automaticamente fuori dal bacino d'utenza potenziale, non se la passeranno bene nemmeno i più navigati videogiocatori del genere che dovranno passare giorni a studiare il gioco prima di padroneggiarlo adeguatamente.
Questione di tecnica
Supreme Ruler: Cold War - recensione - PC Supreme Ruler Cold War non è uno di quei titoli che ricorderemo per l'aspetto grafico. In un titolo di questo tipo non ci si aspettano grandi cose, ma più di quanto offerto è lecito richiederlo. Iniziamo dalla mappa di gioco: se al minimo livello di zoom l'impatto è piuttosto buono, con l'utilissima visuale "satellitare" le cose cambiano in maniera radicale. Il livello di dettaglio cala bruscamente ed i modelli 3D di strutture, unità militari e città si mostrano per quello che sono, ovvero estremamente spartani. Tutto questo affossa la qualità dell'immagine del titolo, dato che passeremo parecchi momenti delle nostre partite con lo zoom più o meno al massimo, in quanto solo cosi sarà possibile selezionare le caselle per realizzare le varie strutture e controllare l'andamento dei lavori già iniziati e delle spie. Le texture del terreno inoltre sono sgranate e ripetitive, cosi come quelle dell'acqua, con le ombre che risultano poco definite. Visto come stanno le cose, un buon impianto in 2D avrebbe forse giovato. Anche le varie sottomappe -come quelle strategiche e delle risorse- nonchè l'interfaccia stessa risultano difficilmente consultabili e molto confusionarie. Tra tutto questo spicca invece il sonoro che presenta brani piacevoli e quasi mai stancanti anche se lontani dall'epicità e dalla qualità delle composizioni di altri titoli strategici simili, come Europa Universalis o Hearts of Iron. Segnialiamo infine la rpesenza di un comparto multiplayer che però non abbiamo potuto provare a causa del mancato supporto pre-lancio.


Supreme Ruler Cold War è un gioco per utenti esperti che non guarda in faccia a nessuno. L'assenza di un qualsivoglia tutorial la dice lunga sul tipo di utenza a cui è diretto e la complessità e la profondità del titolo fanno il resto. Come contenuti è quanto di meglio, per il periodo in questione, si possa avere e desiderare, purché ci si rassegni a scendere a pesanti compromessi sul versante tecnico, dove il titolo non brilla affatto risultando addirittura trascurato. In definitiva il titolo BattleGoat farà divertire i veri appassionati del genere, mentre probabilmente si renderà difficilmente giocabile da tutti gli altri.
VOTOGLOBALE7

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Supreme Ruler: Cold War

Disponibile per: PC
Genere: Strategico
Sviluppatore: BattleGoat Studios
Lingua: Tutto in Inglese
M. Online: Multiplayer online fino a 4 Giocatori
Data di Pubblicazione: 19/07/2011
Sistema Operativo: Windows® XP (32-64 bits) /Windows Vista®(32-64 bits)/Windows 7® (32-64 bits)
Processore: Dual Core or Greater Recommended
RAM: 1 GB RAM
Scheda Video:32 MB video card
Scheda Audio: DirectX 9.0c-compatible
Hard Disk: 8 GB
Drive: CD-Rom Drive
Altro: Keyboard and Mouse
Supreme Ruler: Cold War
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8 voti
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ND.
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