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The Movies - Recensione

Inviato il da Mirko "Darth Mike" Montalbano
Sembra incredibile, ma Molyneux ce l’ha fatta. Uno dei giochi più chiacchierati, a rischio di cancellazione (originariamente l’uscita era prevista più di un anno fa) e di difficile realizzazione della storia videoludica, ha visto finalmente la luce. E dopo le roventi polemiche scatenatesi su Fable e quelle molto meno roventi, diciamo pure tiepide, su Black & White 2 (che alcuni lo reputano un degno sequel mentre altri lo ritengono inferiore al primo episodio), The Movies spazza via tutti i dubbi di chi non nutriva più fiducia in Lionhead e nel suo fondatore: signore e signori, Peter Molyneux è tornato.
THIS IS HOLLYWOOD
The Movies - recensione - PC Quando si inizia a giocare a The Movies, l’emozione che si prova è di quelle forti: si ha la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di grande, di meraviglioso e ci si ritrova un po’ smarriti di fronte a quel terreno vuoto destinato a diventare sede dei vostri studi cinematografici. Fortuna che il buon tutorial dello story mode indica ciò che bisogna fare per iniziare la carriera di produttore (a proposito di Story Mode, apparentemente questa è la modalità principale di The Movies, l’altra è il sandbox, quella libera e personalizzabile), introducendo di conseguenza le funzioni dell’ottima interfaccia e la sua caratteristica peculiare, il drag and drop. Prendere e trascinare i personaggi sullo schermo diventa ben presto un’azione abituale, e il fine è molteplice: fuori dall’ufficio del personale ci sono “aspiranti” manovali necessari per la costruzione e la manutenzione degli edifici, e per assumerli non bisogna fare altro che “raccoglierli” e buttarli nello stanzino Crea Manovale. Semplice e diretto; volendo però, quelle persone in fila o i manovali appena assunti, possono occupare anche altri impieghi, perfino diventare comparse o attori, e l’azione è sempre la stessa: raccogliere (anche dalle icone poste in alto a sinistra sullo schermo), trascinare e rilasciare. Dopo aver assunto anche un po’ di custodi che si occupino di raccattare i rifiuti, curare le piante e pulire le decorazioni (come statue e fontane), il tutorial indica quello che resta da fare prima di inaugurare l’apertura dello studio: costruire la scuola di recitazione dove assumere o licenziare comparse, attori, registi e importare quelle create con lo StarMaker (un tool incluso nel gioco che permette di realizzare le star che si desiderano); l’ufficio tecnico per assoldare cameraman e microfonisti per formare una troupe; l’ufficio casting dove si assegnano le parti agli attori, si sceglie il regista e si studia il copione; infine l’ufficio sceneggiatore base per la stesura degli screenplay. Altre strutture saranno disponibili con l’avanzare del tempo e il raggiungimento di certi obiettivi, vale a dire uffici sceneggiature più efficienti, l’ufficio vendite per cedere attori e sceneggiature per raggranellare un po’ di denaro, l’ufficio pubbliche relazioni per promuovere i propri film, il centro ricerche (necessario per nuove tecnologie e costumi alla moda), il reparto costumi , l’ufficio di produzione (fondamentale per rilasciare i film, leggere le critiche della stampa e gestire le finanze degli studi) e soprattutto l’ufficio sceneggiature originali e il centro post-produzione, le costruzioni più importanti in assoluto, dato che sono quelle che consentono di creare opere cinematografiche da zero e personalizzarle come si desidera.
Sembra complesso, ma non lo è. La creazione di opere cinematografiche nella realtà è molto più complessa e anche il gioco inizialmente era caratterizzato da necessità gestionali più variegate, come l’importanza delle dimensioni delle stanze e la bellezza delle stesse (che avrebbero inciso sul morale e il rendimento degli sceneggiatori per esempio), il sistema sceneggiature molto più libero e il reparto marketing per la vendita e la pubblicità di film. Nella sua forma finale, The Movies, più che simulare la realtà comune del mondo hollywoodiano, si limita a riproporre ciò che una persona s’aspetterebbe di imbattersi nel corso della realizzazione di un film. E in questo riesce benissimo, rappresentando un buon compromesso di difficoltà gestionale senza essere né troppo semplice né troppo difficile da padroneggiare. Il tutorial (che nel caso non lo si fosse capito, è integrato nella partita stessa) si conclude quasi senza accorgersene, lasciando un piccolo senso di spaesamento che termina comunque dopo pochissimo tempo. Ma anche a tutorial finito, istruzioni e tabelle informative sono sempre presenti, in modo da avere sempre il controllo della situazione.
Altro aspetto gestionale riguarda la vita delle star, che ha molto da condividere con The Sims. I parametri degli attori sono davvero molti e spaziano dalle capacità di recitazione per genere (sentimentale, fantascienza, azione, horror e commedia) e dai rapporti con i propri colleghi, alle caratteristiche fisiche e mentali. Inutile dire che ognuno dei parametri deve essere tenuto regolarmente sott’occhio per prendere le dovute contromisure in caso di problemi: in caso di forte stress, diventa molto difficile vedere al lavoro una star (e in tal caso è d’obbligo monitorare le icone degli attori che, in caso di guai, vengono evidenziate da un punto esclamativo), per cui può darsi che bisognerà “costringerla” ad andare sul set (sempre col sistema drag and drop) e una volta finito di girare, sistemarla in un bar o in un ristorante dove il livello di stress comincia a scendere fino a sparire. Attenzione però a non esagerare con cibi e alcool, dato che tra una cena con un’amica (più le star stanno a parlare, soprattutto con esponenti di sesso opposto, più i loro rapporti diventano intimi con benefici particolari nel corso delle recitazioni) e una bevuta anti-stress, il rischio di generare dipendenze pericolose è discretamente alto (molto è dovuto dalle caratteristiche personali di ciascun attore). Una volta creata una dipendenza, l’unico rimedio davvero efficace e sufficientemente rapido è la riabilitazione nel centro apposito. Tutto questo è solo una minima parte di ciò che regola la vita delle dire sull’immagine e il look, l’entourage che più è grande e più aumenta il prestigio e il morale della star che ne beneficia, la qualità di vita ed estetica della roulotte in cui vivono gli attori, il compenso ecc.) e per alcuni l’impegno richiesto a tutto ciò che ruota attorno al fulcro del gioco, può essere davvero frustrante. In effetti, contando anche la progettazione e l’espansione degli studi che è tutt’altro che secondaria dato che influenzano l’efficienza degli stessi, il morale degli attori e i fattori che determinano la vittoria di alcuni Lionhead Movie Awards (gli Oscar del gioco praticamente), e l’importanza di oggetti extra che hanno diversi fini come cabine telefoniche, cassette postali, attrezzi ginnici, cestini, minicampi da basket, panchine e molto altro ancora, il team di sviluppo ha mal bilanciato la gestione con la realizzazione e i tempi di produzione dei film. Detto in parole povere, potete scordarvi di realizzare qualcosa di totalmente vostro nello story mode, perché è solo controproducente. Un cortometraggio di 10 minuti, nel gioco può richiedere anche più di cinque di lavorazione, non parliamo poi di film più elaborati della durata di oltre 15 minuti. Gli effetti sono disastrosi, sia per il morale e lo stress delle star, che di quello delle finanze dello studio cinematografico. Se proprio volete creare qualcosa, cercare di inserire poche scene (cioè le sequenze d’azione che compongono i film, che cambiano a seconda del tempo in cui vi trovate e dei set), magari 14 o 15 (con l’ufficio sceneggiature più avanzato, gli sceneggiatori ne inseriscono una decina e i tempi di lavorazione sono più o meno sui 18 mesi), senza dedicarvi alla post-produzione perché tanto nello story mode non serve a niente; i fattori con cui la stampa giudica i film riguardano gli effetti speciali, i costumi, la varietà e la condizione dei set, l’intesa tra le star, le abilità di questi ultimi, la qualità della regia e poco altro. Sintetizzando, lo story mode serve unicamente a: fare pratica coi comandi; sbloccare elementi per il sandbox; divertirsi nella gestione delle star (perché dopotutto è divertente stargli dietro); vivere i periodi temporali del gioco (si parte dagli inizi del 1900 col cinema in bianco e nero e si finisce nel 2005 con la tecnologia digitale e la cg, ma volendo la partita la si può continuare all’infinito) e infine vincere i Movie Awards e gli attestati di riconoscimento (i quali sbloccano set e strutture).

The Movies

Disponibile per: NGC | PS2 | XBOX | PC
The Movies - PC
Tipo: ND.
Data di Pubblicazione:
NGC: 2005   
PS2: 2005   
XBOX: 2005   
The Movies
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7,7
ND.
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