GIOCHI PC

: Notizie, Recensioni, Anteprime e Video
The Witcher 2: Assassins of Kings > Recensione
170 Commenti
Stampa
+0
     
+0
+0
+0

The Witcher 2: Assassins of Kings - Recensione

Inviato il da Andrea Schwendimann
Ambientato cronologicamente dopo i romanzi di Andrzej Sapkowski, The Witcher fu una grossa sorpresa per gli utenti PC. Nel 2007 la particolare ambientazione gotico-darkeggiante condita da tematiche al limite della decenza e da un gameplay non lineare sancirono, soprattutto l'anno successivo con l'uscita della versione Enhanced, il successo di un gioco di ruolo sviluppato con un piccolo budget ma supportato da una dedizione esemplare da parte degli sviluppatori. CD Projekt ci riprova abbandonando l'uso di motori in licenza e creandone uno tagliato su misura per le esigenze di Geralt di Rivia, il RED Engine. Dopo le nostre entusiastiche anteprime non vedevamo l'ora di mettere le mani sul prodotto finito.
 
Un re dopo l'altro
Dopo pochi mesi dal tentato omicidio di Re Foltest di Temeria, i Regni del Nord sono in subbuglio. Temeria è sull'orlo della rivoluzione dopo gli eventi dell'Ordine della Rosa, mentre il regno di Aedirn è improvvisamente rimasto senza un leader dopo l'assassinio di re Demaved. I regnanti delle terre limitrofe di Redania e del Kaeldwed sono già sul piede di guerra per sfruttare la situazione a loro vantaggio e il Witcher Geralt di Rivia, suo malgrado, si ritroverà esattamente in mezzo a questo complicato scenario politico, aggravatosi ancor di più dopo gli eventi di gioco iniziali al castello della duchessa La Vallette. Gli intrighi di palazzo e i complotti segreti di oscure confraternite malvage proiettano una lunga ombra sui quattro regni nordici e tempi duri si profilano all'orizzonte per i popoli che li abitano.

The Witcher 2 inizia in modo prorompente, condensando diversi colpi di scena nelle sole due o tre ore di gioco del Prologo, dove scopriremo ben presto che il vero ritmo del titolo è ben più ragionato di quanto i trailer o le prime impressioni potrebbero averci suggerito. I dialoghi sono infatti la parte centrale della produzione, ben prima dei combattimenti, e saltarli porterà solo a un generale senso di confusione nel giocatore meno paziente. Intere quest potranno essere svolte senza sfoderare la spada, tramite la scelta oculata delle linee di risposta da dare agli interlocutori. Era da tempo che non vedevamo un prodotto così completo sotto il profilo dell'interazione dialettica, almeno da quel Mass Effect 2 tacciato a ben vedere di eccessiva linearità. Qui invece ne troviamo ben poca: l'esito di quasi ogni singola quest è aperto a più finali che, intrecciandosi, portano a quest successive totalmente differenti. Un duello in cui perdiamo volontoriamente o un improvviso QTE possono cambiare le sorti del gioco intero in qualunque momento, lungo la strada che porta a uno dei sedici finali disponibili. L'impostazione generale è comunque rimasta invariata rispetto al primo titolo: ogni Atto di gioco è ambientato in una vasta area delimitata da precisi confini che a volte interrompono l'esplorazione contro i famigerati "muri invisibili". Questa struttura molto aperta in un senso e leggermente limitata nell'altro ha permesso a CD Projekt di caratterizzare nel modo più meticoloso possibile gli ambienti e i personaggi e di aumentare significativamente la varietà degli stessi, anche nel giro di pochi virtuali metri quadrati percorsi a piedi. Non troveremo un singolo passaggio riciclato da contenuti visitati in precedenza: un traliccio, un palazzo in rovina o uno strano totem spezzano l'eventuale monotonia dei paesaggi arricchendo le splendide foreste e le brulle colline in modo unico. Ma fino a che punto si spingono i bivi possibili da intraprendere? Quanto determinano l'evolversi del gioco? Per rispondere a questa domanda abbiamo ricaricato diversi passaggi. La struttura articolata dell'evoluzione della trama è qualcosa che va al di là del normale continuum dei videogame moderni. Intrecci sviscerati all'inizio del gioco portano a risvolti inaspettati verso la fine, mentre personaggi insospettabili rivelano retroscena dettagliati, contorti e addirittura disturbanti. La violenza, il sesso e il generale degrado del mondo di The Witcher emergono con putrescente splendore da ogni texture, animazione e linea di testo che incontrerete. Tematiche tradizionali come amore, odio e tradimento sono immerse in altre più sottili come l'omosessualità, la dissolutezza, la tortura e il rispetto reciproco, andando a comporre un affresco di ammaliante grigiore. Ben lungi dalla piattezza del classico fantasy di elfi danzanti e melensi folletti, lo scorrere della trama vi trasporterà lungo tutta l'avventura e all'inevitabile inizio di una seconda partita.
Acciaio e Argento
The Witcher 2: Assassins of Kings - recensione - PC Lo scorrere incalzante del plot si alterna tra lunghi dialoghi e scontri in tempo reale che tentenniamo a definire action. L'impianto è sicuramente quello: due tasti per gli affondi -veloce o potente-, uno per parare, uno per lanciare una magia, un altro per usare un oggetto -come una trappola- e un ultimo per compiere un'agile schivata laterale. Ciò che rende davvero profondo il rivisto sistema di combattimento è però il perfetto bilanciamento tra statistiche e uso delle abilità. Vitalità, Vigore e Adrenalina rappresentano la condizione fisica di Geralt, la sua resistenza durante i combattimenti e il tempo rimanente prima di usare un colpo speciale, sbloccabile solo a gioco inoltrato. Non potendo usare alcuna pozione o magia guaritrice o che restituisce Vigore, l'economia delle statistiche è fondamentale per vincere. Inoltre, per selezionare una magia o un oggetto da usare, non potremo mettere in pausa ma richiameremo un menu a ruota che rallenterà il tempo invece di fermarlo. Il territorio acquista quindi particolare rilievo. Una posizione più elevata rispetto al nemico -ad esempio una scala- ci permetterà di usare più efficacemente il segno Aard del vento, che scaglierà i nemici in una mortale parabola verso il suolo; una strettoia ci permetterà con un balzo in direzione opposta ai nemici di avere più tempo per decidere il da farsi nel menu a ruota, senza preoccuparci di fiancheggiamenti improvvisi che porterebbero a una morte prematura (i danni portati al fianco e alle spalle sono infatti raddoppiati); o ancora, se stiamo combattendo mentre piove o in una pozza d'acqua, l'efficacia del segno Quen del fulmine aumenterà, riducendo i nemici in cenere fumante. Tutto questo è reso ancora più tattico dalle tipologie di nemici e ovviamente dai talenti. Ciò che porta all'uccisione di un Nekker, un'Endrega o una Bruxa va al di là della semplice esecuzione di una sequenza di tasti per poterli colpire. Ogni nemico ha delle statistiche proprie di movimento, vitalità, immunità e vulnerabilità, che oltre all'IA vera e propria determinano un uso eterogeneo delle azioni a nostra disposizione per cui saremo di fatto costretti ad estrarre ogni arma nel corso del gioco. Tornano anche i trattati sulle diverse tipologie di mostri, studi veri e propri raccolti nel nostro Diario d'avventura, che descrivono forze e debolezze delle creature da affrontare e sbloccabili tramite l'acquisto di libri o le ripetute vittorie contro di esse. L'albero dei talenti, infine, suggella quello che è forse il sistema di combattimento corpo a corpo in terza persona più vario e completo che abbiamo avuto modo di sperimentare negli ultimi anni. I rami sono quattro: Witcher, Alchimia, Magia e Spada. Ciascun ramo eccetto il primo, più ridotto, è articolato in circa quindici talenti. Ognuno di essi ha due livelli di potenza e alcuni anche degli slot per essere modificati ulteriormente grazie ad agenti mutageni che troveremo tipicamente sui mostri uccisi. Il sistema offre quindi una personalizzazione incredibile anche se soffre di un particolare difetto di cui parleremo a breve. Il livello di difficoltà, piuttosto arduo in generale, viene ad esser sinceri smorzato una volta sbloccate le abilità più potenti del Witcher, ma la complessità ragionata delle varie mosse disponibili, una volta padroneggiata, garantirà comunque momenti di pura eccitazione. Le animazioni di Geralt e la velocità d'esecuzione dei colpi, essenziali per un sistema di combattimento di questo tipo, sono leggermente rallentate rispetto alla media degli action-game e donano al tutto una peculiare frenesia decisionale, che in definitiva rende l'insieme davvero unico. I difetti comunque non mancano. Innanzitutto i tutorial sono piuttosto lapidari nella loro forma di pop-up a schermo, e chi volesse dedicarsi a The Witcher, magari giocando al livello di difficoltà Difficile, dovrà per forza spulciarsi il manuale di gioco e l'esteso help-system presente nel diario. Le collisioni e le compenetrazioni sono piuttosto imprecise, così come il selezionamento dell'avversario da colpire durante uno scontro. E' presente la possibilità di bloccare la mira su un singolo individuo (il cassico lock-on) ma in questo caso il sistema non svolge pienamente il proprio dovere soprattutto nei combattimenti contro più di due avversari dove sarà difficile selezionare accuratamente i bersagli. In generale, però, questi problemi scompaiono quasi del tutto di fronte alla raffinatezza dell'impalcatura dei combattimenti: al termine del primo Atto saprete come compensare questi difetti grazie a rapidi spostamenti, alle magie, ad un utilizzo calibrato delle interruzioni dei colpi nemici con un timing corretto dei vostri (in stile cancel del più classico dei BEU) e a qualche talento che ne attenuerà gli effetti.

INVIA COMMENTO

The Witcher 2: Assassins of Kings

Disponibile per: PC | XBOX 360
Genere: Action RPG
Sviluppatore: CD Projekt
Pegi: 18+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione:
PC: 19/05/2011   
XBOX 360: 17/04/2012   
Requisiti Minimi: | Sistema Operativo: Windows XP SP2 / Windows Vista SP2 / Windows 7 (32/64-bit)
Processore:Intel Core 2 Duo 2.2 GHz o equivalente AMD
RAM: 1 GB per Win XP / 2 GB per Windows Vista e Windows 7
Scheda Video: Nvidia GeForce 8800 512 VR o equivalente ATI
HDD: 16 Gb

Requisiti Raccomandati: | Sistema Operativo: Windows XP SP2 / Windows Vista SP2 / Windows 7 (32/64-bit)
Processore: Intel Core 2 Quad o AMD Phenom X4
RAM: 3 GB Windows XP / 4 GB Windows Vista and Windows 7
Scheda Video: Nvidia GeForce GTX260 o ATI Radeon HD4850
HDD: 16 Gb
The Witcher 2: Assassins of Kings
9
9
10
9.5
178 voti
8.8
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.
DragonDaemonis
Quello degli Action RPG è un mondo particolare: dopo gli eccellenti Dark Souls e Skyrim, il 2011 ha portato su Xbox360 il capolavoro di CDprojekt, Th...[Continua a Leggere]
9.5
extreme gamming
finalmente dopo mesi di trepidante attesa finalmente uscito il seguito dell acclamato the witcher, the witcher 2 non altro che un action rpg amb...[Continua a Leggere]
8.5
Everyeye.it © 2001-2014 - Editore:HIDEDESIGN SNC PI:05619350720
Registrati in pochi passi utilizzando un tuo account esistente
oppure
SCEGLI UN NOME UTENTE, E REGISTRA UN ACCOUNT PER IL SITO ED IL FORUM
EMAIL
PASSWORD