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Total War: Rome 2 - Recensione

Inviato il da Andrea "Zumcens" Centini
Poiché il concetto di nuova generazione su PC è difficilmente applicabile, derubricato solitamente a semplice aggiornamento hardware, anche quello di Killer Application trova difficoltà ad essere accostato con il termine che, nel lessico comune dell'universo videoludico, identifica quella correlazione gioco-macchina indissolubile, che va ben oltre il superficiale significato di software trascina console. Dici Super Mario 64 e pensi al Nintendo 64, sussurri The Last of US e viene subito in mente la terza generazione di Playsation. Ed il PC? Affondando le radici nei primordi del videogioco, nel corso degli anni la piattaforma è stata - e lo è tutt'ora - l'habitat naturale di grandiose e meravigliose esclusive di qualsivoglia genere, ma quella che probabilmente incarna meglio il concetto più ampio di Killer Application è proprio la serie Total War, ideata nel “lontano” 2000 dalla britannica Creative Assembly e che, capitolo dopo capitolo, ha saputo conquistare schiere di appassionatissimi fan, pronti ad aggiornare il proprio sistema in vista della nuova iterazione. Per molteplici ragioni, che spaziano dal fascino indiscutibile dell'ambientazione passando per l'innovazione tecnologica apportata, dei vari capitoli Rome: Total War è indubbiamente quello più amato in assoluto, e le urla di giubilo lanciate quando Sega ne annunciò il seguito ufficiale, lo scorso anno, ancora oggi riecheggiano nei forum di tutto il mondo, in attesa - poco religiosa - di questo memorabile momento. Sì, perché quella che state leggendo è proprio la recensione di Total War: Rome 2 e sì, perché si tratta del magnifico prodotto che tutti desideravano con fanciullesca impazienza. Scoprite perché nella nostra approfondita disanima.
 
Quo Usque Pro Roma Ibis
Nel nostro recente hands-on, condotto sul codice preview del gioco, abbiamo abbondantemente discusso del prologo alla campagna, che narra le gesta del comandante Gaius Fulvius Silanus proiettato in un aspro confronto con i Sanniti - popolo dell'Italia centrale - per salvare la vita al senatore Rutilus e sventare la minaccia ordita contro Roma. Si tratta del classico ampio tutorial, saggiamente impostato, che introduce ed accompagna il giocatore nelle ultra collaudate e raffinate meccaniche della serie, sia dal punto di vista bellico che da quello gestionale, eccezion fatta per la componente diplomatica, della quale parleremo più avanti. L'accessibilità in questo nuovo capitolo è garantita da menù semplici, eleganti, ricchissimi di informazioni e soprattutto chiari, suffragati dall'onnipresente enciclopedia che spiega sin nei minimi dettagli qualsivoglia aspetto del gioco, costellandolo fra l'altro di informazioni, puntigliose statistiche e curiosità. Non è un caso che nel menù dell'enciclopedia sia presente anche la voce “carica un articolo casuale”, sintomo della grandezza del database e della cura riposta su questo specifico aspetto. Se la pioggia di caratteri vi intimorisce quanto il primo approccio ad un titolo strategico, potete sfruttare anche l'utilissimo set di videotutorial, nel nostro idioma ed anch'essi accessibili dall'enciclopedia, come il manuale del prodotto. Non v'è dubbio che sotto il profilo dell'accessibilità siano stati fatti grandissimi passi in avanti rispetto ai precedenti capitoli e, seppur sia sempre necessario del tempo per impratichirsi col pantagruelico numero di variabili, schede e parametri da consultare, la curva d'apprendimento è molto più docile che in passato, senza nulla togliere alla natura “hardcore” del gioco. Molto lo si deve all'accattivante prologo indirizzato dagli sviluppatori su precisi binari educational ed ai link ipertestuali - in-game - applicati a quasi ogni icona, comunicazione o messaggio. Niente di meglio per il giocatore incuriosito dalla serie ma poco avvezzo al genere, tradizionalmente più complesso rispetto ad altri.
Fas est et ab hoste doceri
Come ben conosce ogni appassionato della serie Total War, la campagna rappresenta il cuore pulsante della produzione e, in base al modo in cui la si conduce, essa può accompagnare il giocatore per centinaia e centinaia di ore senza mai stancare, offrendo continuamente nuove sfide, stimoli, ed obiettivi da raggiungere. Almeno fino a quando non si diventa dominatori incontrastati dell'intera mappa di gioco: un aspetto che per estensione e numero di fazioni in campo, in Total War: Rome 2, sarà un obiettivo assolutamente fuori portata per lunghissimo tempo anche per i più esperti. Nel nuovo capitolo è possibile iniziare una nuova campagna - a partire dal 272 A.C. - con ben nove fazioni giocabili, compresi gli Stati greci (bonus per i preordini), e quasi tutte sono suddivise in più popolazioni o famiglie rappresentative. Roma viene rappresentata dalla Gens Iulia, dalla Gens Cornelia e dalla Gens Iunia; Cartagine dalle Dinastie di Barca, Magone e di Annone; gli Imperi Orientali da Patria e Ponto; le Tribù Britanniche dagli Iceni, le Tribù Galliche dagli Arverni, i Regni Successori dalla Macedonia e dall'Egitto, le Tribù Germaniche dai Suebi ed infine gli Stati greci da Sparta, Atene ed Epiro. Non v'è dubbio che vi sia tantissima carne al fuoco per ogni appassionato di storia, considerando che ciascuna fazione dispone di cultura, urbanistica, unità militari e moltissimi altri aspetti specifici ed identificativi. Contemplando anche le numerosissime fazioni non giocabili, con le quali ad esempio si può cooperare militarmente o commercialmente, oltre che naturalmente finire in guerra, si raggiunge il ragguardevole numero di 117. Ciò comporta un turbinio continuo di eventi e situazioni in ciascun turno di gioco, con conseguenze dirette - immediate o future - sull'intenso prosieguo della campagna. Per la nostra prova su strada non potevamo esimerci dall'esplorare la campagna di Roma e della Gens Iulia; ciononostante il fascino delle altre fazioni (chi ha detto Sparta?) ci ha conquistati e deliziati durante qualche test effettuato in multiplayer, del quale parleremo più avanti.

Come ogni appassionato della serie sa bene, le opere di The Creative Assembly sono suddivise in due tronconi principali che si contaminano e sovrappongono costantemente, sebbene sia possibile concentrarsi sull'uno o sull'altro (ad esempio simulando il gameplay delle battaglie). Da un lato abbiamo un profondissimo sistema gestionale, ulteriormente arricchito ed approfondito, che abbraccia la vita politica, sociale e commerciale della fazione prescelta; dall'altro un affascinante strategico bellico in tempo reale nel quale si comandano eserciti da migliaia di uomini in cerca di gloria e conquista. Gli scopi da raggiungere in Total War: Rome 2 sono molteplici e suddivisi in vari obiettivi: abbiamo innanzitutto quelli primari e bonus, per i quali è necessario ad esempio mantenere un tot numero di unità navali/terrestri, conquistare un determinato insediamento o sbloccare una specifica tecnologia; vi sono poi quelli per conseguire la vittoria militare, economica e culturale, magari attraverso la costruzione di edifici particolari o l'occupazione di alcune province. Infine vi sono gli obiettivi dinamici, che ci vengono assegnati di volta in volta - ad esempio dal Senato romano - per ottenere premi in denaro da investire per la crescita della nostra fazione. Inutile sottolineare quanto sia ampio e variegato il ventaglio di possibilità, per questa ragione tratteremo le due anime del gioco in due paragrafi distinti.
Divide et impera
La componente gestionale di Total War: Rome 2 rappresenta la naturale evoluzione di quelle incontrate nei titoli precedenti, ampliata dal punto di vista dei parametri da gestire ma resa molto più chiara, fruibile ed accessibile. Cercheremo di elencare il maggior numero di feature relative a questo fondamentale aspetto del gioco, poiché trattarle tutte è impresa improba in questa sede. Per realizzare un Imperium degno di codesto nome, bisogna innanzitutto coltivare figure di spicco che sappiano raccogliere consensi sia tra i cittadini che nei palazzi della politica, spesso utilizzando la tecnica della carota e del bastone. Nel corso della campagna è possibile ad esempio “raccomandare” dei propri dignitari per fargli scalare le vette della vita sociale, oppure farli uccidere qualora avvertissimo il presagio di guerra civile e stessimo assistendo ad un crollo di consensi da parte dei senatori. Sì, perché non saremo i soli ad ambire al trono di Roma, e far sopprimere i personaggi più ambiziosi può essere una mossa saggia in determinate circostanze. Non si sa mai chi può ordire subdoli piani alle nostre spalle ed organizzare matrimoni di comodo può essere una delle soluzioni. La vita politica ai tempi degli antichi romani non era evidentemente migliore della nostra. Mantenere inoltre l'ordine pubblico celebrando funerali pubblici per le figure più influenti trapassate, far erigere statue, offrire sacrifici, indire giochi e via discorrendo può essere un altro modo per raccogliere consensi, oltre che le inimicizie di altri. Insomma, tenere sott'occhio la cosiddetta gravitas, ovvero la reputazione e la popolarità in epoca romana, è fondamentale per avere un percorso più agevole ed imbastire strategie di conquista, magari decidendo di fare la guerra a tutto e tutti per diventare imperatori. Nell'ambito delle singole province e degli insediamenti posseduti l'ordine pubblico è uno dei primi fattori da tenere in considerazione; la felicità del proprio popolo, infatti, scongiura dannose e costosissime rivolte. Essa è influenzata dalla quantità di cibo, dalle razzie, dagli assedi, dalla miseria, dall'intrattenimento, dalle differenze culturali, dalla presenza più o meno massiccia delle guarnigioni, dallo squallore ed ovviamente dalle tasse, che possono essere regolate in base alle necessità. Talvolta si mettono di traverso anche catastrofici eventi naturali, come ad esempio i terremoti: ne abbiamo subito le conseguenze nel nostro insediamento di Arminium sulla costa adriatica, costringendoci a spendere quasi tutte le preziosissime risorse di un intero turno per ripristinare gli edifici danneggiati.

Questi ultimi possono essere costruiti in base al livello di espansione degli insediamenti, ma alcuni necessitano lo sblocco di determinate tecnologie civili. E' possibile ad esempio costruire mercati del pesce, porti sempre più grandi dove realizzare imbarcazioni migliori e più potenti, campi di addestramento, accademie, varie tipologie di templi e strutture via via sempre più complesse che, ad un prezzo salatissimo, ci garantiscono tuttavia le legioni migliori o uno stato di benessere maggiore per la nostra popolazione. Basti pensare agli acquedotti o alle più sofisticate costruzioni agricole. E' possibile inoltre emanare editti per le proprie province, come ad esempio il “panem et circenses” che aumenta il livello di ordine pubblico e la disponibilità di cibo. Seguire tutti questi aspetti non è mai stato più semplice e funzionale, grazie ad un praticissimo menù ad icone che gli ingegneri informatici della casa di sviluppo britannica hanno pensato per essere il più chiaro e semplice possibile, senza assolutamente peccare in profondità. Si impiega infatti molto tempo in ciascun turno a decidere dove e come spendere le proprie risorse, favorendo l'aspetto civile o quello militare in base alle necessità più impellenti, o magari seguendo strategie in prospettiva. Elemento molto interessante in questo senso è l'introduzione dell'albero delle tecnologie, suddiviso nella branca civile e militare. Attraverso di esso, turno dopo turno, è possibile ad esempio produrre sementi migliori, bonificare le terre, applicare una valuta comune, sfruttare mattoni cotti e nuovi modelli architettonici per quanto concerne la componente civile, mentre per quella militare è possibile integrare riforme nell'addestramento, introdurre la carriera militare professionale, sviluppare imbarcazioni più efficaci nello speronamento, migliorare le macchine di assedio o costruire depositi di munizioni . Ciascuna di queste tecnologie apporta significativi benefici alla propria fazione, per questa ragione nel corso della campagna è necessario operare le varie scelte con oculatezza e senso strategico.
Tutti questi aspetti - e molti altri ancora - riguardano l'andamento della politica interna, per quella esterna invece vi è naturalmente la voce della Diplomazia, tornata in grande spolvero anche in questo nuovo capitolo. Essa è gestita con un'apposita icona nel menù in basso a destra ed è fondamentale per tessere rapporti commerciali e militari con le altre fazioni. Si possono ad esempio fare offerte in denaro in cambio di accordi commerciali o alleanze militari, dichiarare guerre, permettere il transito militare senza penalità o creare stati cliente e satrapie; ovviamente non sempre offerte e controfferte vengono accettate ed è doveroso ponderare bene ciò che viene disposto sul piatto della bilancia. Trovarsi infatti immediatamente circondati da nemici non è utile né consigliabile nemmeno per chi ambisce alla totale conquista della mappa. Per fare un esempio, poiché storicamente tra Roma e Cartagine non scorre buon sangue, avere la fazione di Siracusa come alleata nella Magna Grecia è sicuramente più saggio piuttosto che averla contro, almeno fino a quando non si è sovrastato l'impero cartaginese. E' necessario inoltre fare sempre attenzione alle alleanze che hanno le varie fazioni con cui interagiamo; calpestare i piedi a qualcuno è sin troppo semplice se non si fanno bene i calcoli. Tutti questi elementi vengono gestiti in maniera agevole attraverso la mappa tattica e, con un poco di esperienza, si riesce a mantenere ben salde le redini di ciascuno di essi. Total War: Rome 2 richiede naturalmente tempo per essere “assorbito” nella sua componente gestionale, tuttavia lo si spende in maniera decisamente piacevole se si viene irretiti dal contesto.

L'unico difetto, se così lo possiamo chiamare, è il tempo che impiega la cpu ad aggiornare i vari rapporti tra le fazioni al termine di ciascun turno: del resto sono ben 117 e con tutto quello che succede ad ogni sessione, tra guerre che scoppiano ed alleanze che si interrompono, i parametri da gestire sono davvero un'infinità. Un ultimo accenno su questa componente del gioco lo lasciamo per il reclutamento degli agenti; i cosiddetti Campioni (veterani di Guerra), le spie ed i dignitari, possono infatti influenzare sensibilmente determinati parametri e volgere la situazione a nostro favore. Una spia, che può essere anche scoperta, è ad esempio in grado introdursi furtivamente in un insediamento nemico e provocare incendi o avvelenare le condutture di acqua, un Campione può invece galvanizzare e motivare le nostre unità militari con effetti benefici sulle statistiche, mentre un dignitario è utilissimo soprattutto quando si conquista un nuovo insediamento con cultura differente dalla nostra: egli può infatti diffondere l'influenza latina e migliorare di conseguenza l'ordine pubblico.

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Total War: Rome II

Disponibile per: PC
Genere: Strategico
Sviluppatore: Creative assembly
Data di Pubblicazione: 03/09/2013
Total War: Rome II
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ND.
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Total War: Rome II: Elenco Topic Ufficiali
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