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Ys: The Oath in Felghana - Recensione

Inviato il da Andrea Schwendimann
E' ormai da un paio d'anni che stiamo assistendo al ritorno un po' in sordina dei doujin su PC. Direttamente dal Giappone, la scena indie del Sol Levante è interessante ma piuttosto sconosciuta ai più. Carpe Fulgur ha già tradotto e proposto tre titoli piuttosto interessanti, a partire da quel Recettear che ci ha stupito per freschezza nel gameplay e originalità. In Marzo però gli XSEED hanno rilasciato un titolo che ha suscitato abbastanza clamore tra gli appassionati, un JRPG action in stile Zelda che non possiamo ignorare data l'importanza seminale della serie a cui appartiene. Concepito da Falcom, YS: The Oath in Felghana è il prequel della serie orientale famosa per il gameplay ricco d'azione, i boss fight particolarmente impegnativi e una storia articolata e più adulta di altri prodotti simili, nonostante la grafica superdeformed e anime-style. Senza ulteriori indugi, ci siamo letteralmente buttati nelle magiche lande di YS, rimanendone catturati.
Una fiaba adulta
Remakle del terzo capitolo della serie regolare, YS: The Oath in Felghana inizia con un'imbarcazione che giunge sulle sponde della nazione di Felghana, proveniente da un paese lontano orientale. Dogi e Adol sono due avventurieri che ne han viste di tutti i colori durante il loro peregrinare, ed è proprio per questo che decidono di tornare nel paese natale di Dogi per ritrovare i vecchi amici. La situazione però è molto cambiata da quando Dogi partì per seguire il suo sogno d'avventura: mostri senza pietà scorrazzano liberamente per il paese e sembrano provenire tutti da una miniera che da sempre è la fonte principale di sostentamento delle genti del posto. Dogi parte subito per scoprire dai suoi vecchi contatti cosa diavolo sta succedendo, lasciando Adol a protezione del suo villaggio natale.

Sarà proprio Adol il personaggio che controlleremo. Il titolo viene definito dagli stessi sviluppatori come un "Metroidvania", un neologismo che fa tornare alla mente ai più attenti un gameplay sostanzialmente platform, ma con molti elementi RPG e un mondo totalmente esplorabile man mano che riusciremo ad ottenre nuove e potenti abilità. In visuale isometrica con modelli degli ambienti in 3D e nemici e personaggi realizzati invece tramite ottimi sprite 2D, controllare Adol è quanto di più naturale avremmo potuto desiderare. Grazie all'implementazione diretta del joypad affettare i nemici e i boss con la lama di Adol è immediato, veloce e frenetico al punto giusto, con un mix di abilità davvero ben congegnato. I semplici controlli di base, ovvero un tasto per saltare, uno per l'attacco di spada e un terzo per l'attacco magico, non devono trarre in inganno perchè il sistema di combo, non così esteso come nei puri hack'n'slash, dona molta profondità all'intera azione. Schiacciando ripetutamente con il giusto timing il tasto adibito alla spadata aumenteremo progressivamente la furia degli attacchi di Adol che risulteranno sempre più incisivi, infliggendo man mano più danno e richiedendo una sempre maggiore velocità di coordinazione nella pressione. Ovviamente non si riesce mai a sostenere una catena di attacchi troppo lunga, ma con un buon allenamento si arriva a circa dieci colpi consecutivi. A questo si aggiunge il salto per ottime combo aeree da effettuare a seconda del momento in cui premeremo l'attacco: in ascesa inizieremo una catena di colpi in aria, mentre in discesa la termineremo con un atterraggio violento sulla testa dei nemici con una probabilità di stordirli. A tutto questo si aggiungono la modalità Berserk e le magie. La prima consiste nell'accumulo di hit sui nemici senza venire colpiti. Raggiunta una certa soglia potremo attivarla tramite la pressione di un tasto apposito e da quel momento in avanti aumenteremo nettamente la velocità degli attacchi permettendoci di giungere a combo corpo a corpo fino ai venti colpi o più. Le magie d'altra parte sono tre e verranno sbloccate solo avanzando nel gioco. Fuoco, Aria e Terra gli elementi che potremo scagliare contro i nemici in tre attacchi differenti: rispettivamente una rapidissima fireball -che sembra trasformare Adol in un cannone; un attacco rotante che permette non solo di infliggere molti colpi in pochissimo tempo, ma anche di superare alcune posizioni impervie, raggiungendole grazie all'uso della magia mentre saltiamo; e infine una classica carica in avanti che respinge i nemici e ci protegge dal danno che ci viene inflitto frontalmente mentre la eseguiamo.
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"Grazie all'implementazione diretta del joypad affettare i nemici e i boss con la lama di Adol è immediato, veloce e frenetico al punto giusto, con un mix di abilità davvero ben congegnato. I semplici controlli di base non devono trarre in inganno perchè il sistema di combo dona molta profondità all' azione."
così ben congegnato sistema di combo è supportato da un sistema di equipaggiamento e da nemici altrettanto ben riusciti. Innanzitutto, proprio come in Zelda, Metroid e Castlevania, ogni zona esplorabile della mappa sarà protetta da specifici e pricolosi mostri da affrontare e conterrà uno o due boss da ridurre in polpette. I mostri presentano tutti delle forze e delle debolezze da sfruttare e la varietà proposta è davvero elevata: ogni singolo nemico propone attacchi unici o almeno leggermente diversi da quelli dei suoi colleghi e che cambiano quindi completamente o almeno in parte i timing dei colpi e le abilità specifiche da usare. Le rocce magiche che troverete nella zona montuosa ad esempio saranno pressochè impossibili da affrontare senza la magia della terra, così come gli sciami di scarabei infuocati richiedono per forza l'uso della magia dell'aria, mentre i grossi Troll delle profondità della terra devono essere atraccati solo in risposta ai loro pesanti colpi che li lasciano scoperti per qualche istante.
Ma come non parlare degli splendidi boss-fight! Strutturati a stage, a seconda della quantità di danni che gli abbiamo inflitto, cominceranno ad utilizzare nuove abilità, sorprendendoci sempre e risultando una vera sfida tattica ancor prima che di precisione d'esecuzione. Il livello di difficoltà inoltre è rivolto decisamente verso l'alto, a patto ovviamente di scegliere di affrontare la prima partita a Normal. Affrontando il primo boss in assoluto ci siamo letteralmente spaventati da quanti pochi danni gli infliggevamo: siamo stati costretti a ricaricare e a cercare di guadagnare un paio di livelli prima di poter procedere. Se lasceremo una schermata di gioco (che non corrisponde come nei vecchi Zelda a un singolo schermo, ma ad un'area da esplorare come in Symphony of the Night) per poi rientrarvi, i nemici saranno tutti ritornati, permettendoci di acumulare ulteriori punti esperienza. Il livellamento è molto diretto e non offre skill tree o altre amenità, ma un puro e semplice aumento delle statistiche di Attacco, Difesa, Magia e Velocità. Tornando al boss, una volta tornati la situazione era leggermente migliorata anche se è risultato comunque impegnativo. Prima di passare di livello gli infliggevamo infatti solo massimo 9 danni per colpo, ora invece erano aumentati a 12; ma i suoi punti ferita erano comunque 500! La durata dei boss fight si attesta quindi sui buoni 10 minuti, in cui dovremo imparare a rispondere al meglio agli attacchi per sfruttare gli attimi di vulnerabilità del nemico a nostro favore. Un boss in particolare ci ha fatto davvero dannare, ovvero Guilen, una specie di serpentone infuocato le cui abilità di fatto si potevano solo arginare ma non evitare del tutto e bisognava in pratia infliggere più danno di quanto lui infliggeva a noi ogni volta che le usava. Citiamo brevemente anche la presenza di due livelli di difficoltà aggiuntivi (Nightmare e Inferno), sbloccabili una volta terminato il gioco e la possibilità di riaffrontare lintero gioco con lo stesso personaggio, nonchè una modalità di sfida a tempo per vedere quanto a lungo riuscirete a resistere contro le stanze proposte.
Una vera sfida quindi in ogni situazione, supportata da un combat system davvero eccellente e sporcato soltanto da una non perfetta implementazione dello stick di sinistra, dedicato al movimento che a volte purtroppo non prende bene i comandi dato che gli sprite che animano gli abitanti di Felghana si muovono in sole 8 direzioni. Tuttavia mappare tramite Xpadder il D-pad aiuta molto in questo senso, risolvendo il problema.
Proseguendo stage su stage
Ys: The Oath in Felghana - recensione - PC Un difetto della produzione Falcom tuttavia dobbiamo segnalarlo ed è linearità dell'esplorazione. Non fraintendiamoci, ogni singolo dungeon e schema da affrontare è molto vasto e capire lungo quali stanze procedere spesso ci riserverà brutte sorprese, data anche l'assenza di una mappa di qualsiasi tipo. Tuttavia, al contrario di altre produzioni, non è possibile accedere interamente a tutte le zone del gioco se prima non si è affrontata quella che il gioco stesso ci indica. Dopo averla completata potremo tornarci, magari con nuove abilità (come il doppio salto) per raggiungere alcuni punti prima inaccessibili, però la struttura generale è molto rigida, al contrario di Metroid che invece permetteva di scegliere almeno fra due o tre zone da affrontare. Comunque l'efficacia dei combattimenti e il fascino delle ambientazioni -anche se un po' troppo stereotipate- sopperiscono a questo difetto e tengono attanagliati allo schermo fino al raggiungimento del prossimo enorme e spettacolare boss. Anche il già citato sistema di equipaggiamento regala non poche soddisfazioni. Non permette molte opzioni o scelte, ma è sempre un piacere scoprire man mano che si prosegue quale fantomatico oggetto sbloccheremo in una determinata casella, come accade in Darksiders ad esempio. Inoltre l'equipaggiamento speciale potrà essere usato manualmente per, ad esempio, il teletrasporto o per accedere a zone pericolosissime, come ad esempio le pozze di lava grazie a una scaglia di salamandra. Sono presenti comunque anche piccole sub-quest molto ben implemente e mai imbrigliate in una narrazione frammentaria strutturata come una schematica lista di obbiettivi. La trama inoltre risulta piuttosto interessante, con colpi di scena ben congegnati e dialoghi testuali mai prolissi o nebulosi, anche se in generale soffre di un'eccessiva enfatizzazione di alcuni tratti dei personaggi, fatto imputabile in verità al tipico stile di narrazione giapponese a cui noi siamo meno avvezzi.

YS giunge in questa incarnazione con il pieno supporto a -quasi- tutte le feature tipiche dei titoli poligonali su PC. Un esteso menu delle opzioni permette di selezionare con cura molti dettagli come Vsync, filtro anisotropico e anti aliasing, senza davvero escluderne nessuno. L'unico difetto è la risoluzione. Sebbene sia stato introdotto il supporto ai 16:9 e 16:10, il risultato è un'immagine espansa che deforma la reale proporzione dei personaggi. Esistono diversi fix amatoriali in giro per la rete, ma tipicamente comportano diversi bug e per questo consigliamo di giocare al titolo Falcom in 4:3, segnalando ai driver video di mantenere le proporzioni del segnale (tramite pannello driver). Il gioco comunque risulta molto leggero e ben scalabile, cosa che permette a tutti di giocarlo su molte configurazioni. Venendo ad una critica
"Le sinfonie d'orchestra sono talmente epiche e coinvolgenti che più di una volta siamo tornati sui nostri passi solo per sentire il motivetto dedicato ad una particolare zona della mappa."
più puramente visiva, siamo rimasti piuttosto sorpresi dalla qualità generale dell'immagine. Si nota benissimo che YS è un titolo molto vecchio tecnologicamente, ma l'efficacia nell'uso dei colori, la risoluzione nettamente maggiore rispetto alla versione originale e l'uso di molti filtri addizionali in precedenza assenti, ci permette di promuovere in pieno il risultato finale, anche grazie alla grandissima varietà delle situazioni in cui ci troveremo. Le animazioni sono forse il punto dolente del comparto tecnico, relegate a pochi frame per sprite; di certo non un problema durante i combattimenti (anzi, l'effetto "scattoso" tra i vari colpi inferti dona una buona impressione di pesantezza ai colpi), ma poco immersive durante le cutscene, sviluppate con il motore di gioco. I personaggi superdeformed sono comunque molto ben realizzati e i loro ritratti durante i dialoghi splendidamente disegnati. Segnialiamo a questo proposito l'introduzione del gioco: un lungo video davvero evocativo e realizzato proprio come un anime disegnato a mano, una chicca che non potevamo non citarvi.
Infine il comparto audio è forse uno dei migliori mai sentiti in un RPG orientale e questa affermazione potrebbe far drizzare le porecchie ai più dati gli illustri concorrenti. Non potete far altro che fidarvi: le sinfonie d'orchestra sono talmente epiche e coinvolgenti che più di una volta siamo tornati sui nostri passi solo per sentire il motivetto dedicato ad una particolare zona della mappa, cosa che incoraggia anche una seconda esplorazione. Anche gli effetti sono ben campionati e svolgono bene il loro lavoro in ogni situazione. Consigliamo comunque di abbassarne il volume dal menu di configurazione per godersi appieno le poetiche sinfonie musicali di YS che sono letteralmente da pelle d'oca. La traduzione per ora è solo in inglese, ma è comunque di facile interpretazione e può darsi che in rete se ne possa trovare una amatoriale italiana. Chi lo sa?
YS: The Oath in Felghana giunge in occidente su PC dopo ben sette anni, in un porting ben realizzato e ben tradotto ma che non include alcune feature presenti invece nella versione PSP. In realtà non se ne sente la mancanza ed è questione puramente di gusti dato che questa versione gode di una grafica molto più rifinita e dettagliata e un sistema di controllo superiore grazie al maggior numero di tasti a disposizione sul gamepad. Inoltre il prezzo ridotto e gli Steam achievement rendono davvero ghiotta l'offerta di questo RPG orientale di assoluta rilevanza nel mondo intero dei videogame. Sarebbe davvero un delitto se gli appassionati di saghe come Castlevania e Zelda non provassero almeno una volta ad entrare nel magico mondo di YS. Se amate i lunghi e impegnativi boss-fight, le storie epiche, le sinfonie d'orchestra e il combattimento action all'ultimo sangue in un mondo tutto da esplorare semplicemente non potete lasciarvelo scappare.
VOTOGLOBALE8.5
Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

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Ys: The Oath in Felghana

Disponibile per: PC | PSP
Genere: Action RPG
Sviluppatore: Falcom
Link Download: Scarica Qui
Costo Digidelivery: 11,99€
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PSP: 02/011/201   
PC: 19/03/2012   
Requisiti Minimi:
OS: Windows XP
Processor: Pentium III 800 MHz
Memory: 1 GB RAM
Graphics: 32 MB VRAM, 3D accelerator compatible w/ DirectX 9.0c
DirectX®: 8.0
Hard Drive: 1 GB HD space
Sound: Compatible with DirectX 9.0c

Requisiti Raccomandati:
OS: Windows XP, Vista, 7
Processor: Pentium III 1 GHz or higher
Memory: 1 GB RAM
Graphics: 32 MB VRAM, 3D accelerator compatible w/ DirectX 9.0c
DirectX®: 9.0c
Hard Drive: 2 GB HD space
Sound: Compatible with DirectX 9.0c
Ys: The Oath in Felghana
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