Remakle del terzo capitolo della serie regolare,
YS: The Oath in Felghana inizia con un'imbarcazione che giunge sulle sponde della nazione di Felghana, proveniente da un paese lontano orientale.
Dogi e Adol sono due avventurieri che ne han viste di tutti i colori durante il loro peregrinare, ed è proprio per questo che decidono di tornare nel paese natale di Dogi per ritrovare i vecchi amici. La situazione però è molto cambiata da quando Dogi partì per seguire il suo sogno d'avventura:
mostri senza pietà scorrazzano liberamente per il paese e sembrano provenire tutti da una miniera che da sempre è la fonte principale di sostentamento delle genti del posto. Dogi parte subito per scoprire dai suoi vecchi contatti cosa diavolo sta succedendo, lasciando Adol a protezione del suo villaggio natale.
Sarà proprio
Adol il personaggio che controlleremo. Il titolo viene definito dagli stessi sviluppatori come un
"Metroidvania", un neologismo che fa tornare alla mente ai più attenti un gameplay sostanzialmente platform, ma con molti
elementi RPG e un mondo totalmente esplorabile man mano che riusciremo ad ottenre nuove e potenti abilità. In visuale isometrica con modelli degli ambienti in 3D e nemici e personaggi realizzati invece tramite ottimi sprite 2D, controllare Adol è quanto di più naturale avremmo potuto desiderare. Grazie all'implementazione diretta del
joypad affettare i nemici e i boss con la lama di Adol è immediato, veloce e frenetico al punto giusto, con un mix di abilità davvero ben congegnato. I semplici
controlli di base, ovvero un tasto per saltare, uno per l'attacco di spada e un terzo per l'attacco magico, non devono trarre in inganno perchè il
sistema di combo, non così esteso come nei puri hack'n'slash, dona molta profondità all'intera azione. Schiacciando ripetutamente con il giusto timing il tasto adibito alla spadata aumenteremo progressivamente
la furia degli attacchi di Adol che risulteranno sempre più incisivi, infliggendo man mano più danno e richiedendo una sempre maggiore velocità di coordinazione nella pressione. Ovviamente non si riesce mai a sostenere una catena di attacchi troppo lunga, ma con un buon allenamento si arriva a circa dieci colpi consecutivi. A questo si aggiunge il salto per ottime
combo aeree da effettuare a seconda del momento in cui premeremo l'attacco: in ascesa inizieremo una catena di colpi in aria, mentre in discesa la termineremo con un atterraggio violento sulla testa dei nemici con una probabilità di stordirli. A tutto questo si aggiungono la modalità
Berserk e le magie. La prima
consiste nell'accumulo di hit sui nemici senza venire colpiti. Raggiunta una certa soglia potremo attivarla tramite la pressione di un tasto apposito e da quel momento in avanti aumenteremo nettamente la velocità degli attacchi permettendoci di giungere a combo corpo a corpo fino ai venti colpi o più.
Le magie d'altra parte sono tre e verranno sbloccate solo avanzando nel gioco. Fuoco, Aria e Terra gli elementi che potremo scagliare contro i nemici in tre attacchi differenti: rispettivamente
una rapidissima fireball -che sembra trasformare Adol in un cannone;
un attacco rotante che permette non solo di infliggere molti colpi in pochissimo tempo, ma anche di superare alcune posizioni impervie, raggiungendole grazie all'uso della magia mentre saltiamo; e infine una classica
carica in avanti che respinge i nemici e ci protegge dal danno che ci viene inflitto frontalmente mentre la eseguiamo.
Un
"Grazie all'implementazione diretta del joypad affettare i nemici e i boss con la lama di Adol è immediato, veloce e frenetico al punto giusto, con un mix di abilità davvero ben congegnato. I semplici controlli di base non devono trarre in inganno perchè il sistema di combo dona molta profondità all' azione."
così ben congegnato sistema di combo è supportato da un sistema di equipaggiamento e da nemici altrettanto ben riusciti. Innanzitutto, proprio come in Zelda, Metroid e Castlevania, ogni
zona esplorabile della mappa sarà protetta da specifici e pricolosi mostri da affrontare e conterrà uno o due boss da ridurre in polpette. I mostri presentano tutti
delle forze e delle debolezze da sfruttare e la varietà proposta è davvero elevata: ogni singolo nemico propone attacchi unici o almeno leggermente diversi da quelli dei suoi colleghi e che cambiano quindi completamente o almeno in parte i timing dei colpi e le abilità specifiche da usare. Le rocce magiche che troverete nella zona montuosa ad esempio saranno pressochè impossibili da affrontare senza la magia della terra, così come gli sciami di
scarabei infuocati richiedono per forza l'uso della magia dell'aria, mentre i grossi Troll delle profondità della terra devono essere atraccati solo in risposta ai loro pesanti colpi che li lasciano scoperti per qualche istante.
Ma come non parlare degli splendidi
boss-fight! Strutturati a stage, a seconda della quantità di danni che gli abbiamo inflitto, cominceranno ad utilizzare nuove abilità, sorprendendoci sempre e risultando
una vera sfida tattica ancor prima che di precisione d'esecuzione. Il livello di difficoltà inoltre è rivolto decisamente verso l'alto, a patto ovviamente di scegliere di affrontare la prima partita a Normal. Affrontando il primo boss in assoluto ci siamo letteralmente spaventati da quanti pochi danni gli infliggevamo: siamo stati costretti a ricaricare e a cercare di guadagnare
un paio di livelli prima di poter procedere. Se lasceremo una schermata di gioco (che non corrisponde come nei vecchi Zelda a un singolo schermo, ma ad un'area da esplorare come in Symphony of the Night) per poi rientrarvi, i nemici saranno tutti ritornati, permettendoci di acumulare ulteriori punti esperienza. Il livellamento è molto diretto e non offre skill tree o altre amenità, ma un puro e semplice
aumento delle statistiche di Attacco, Difesa, Magia e Velocità. Tornando al boss, una volta tornati la situazione era leggermente migliorata anche se è risultato comunque impegnativo. Prima di passare di livello gli infliggevamo infatti solo massimo 9 danni per colpo, ora invece erano aumentati a 12; ma i suoi punti ferita erano comunque 500! La
durata dei boss fight si attesta quindi sui buoni 10 minuti, in cui dovremo imparare a rispondere al meglio agli attacchi per sfruttare gli attimi di vulnerabilità del nemico a nostro favore. Un boss in particolare ci ha fatto davvero dannare, ovvero
Guilen, una specie di serpentone infuocato le cui abilità di fatto si potevano solo arginare ma non evitare del tutto e bisognava in pratia infliggere più danno di quanto lui infliggeva a noi ogni volta che le usava. Citiamo brevemente anche la presenza di
due livelli di difficoltà aggiuntivi (Nightmare e Inferno), sbloccabili una volta terminato il gioco e la possibilità di riaffrontare lintero gioco con lo stesso personaggio, nonchè una modalità di
sfida a tempo per vedere quanto a lungo riuscirete a resistere contro le stanze proposte.
Una
vera sfida quindi in ogni situazione, supportata da un combat system davvero eccellente e sporcato soltanto da una
non perfetta implementazione dello stick di sinistra, dedicato al movimento che a volte purtroppo non prende bene i comandi dato che gli sprite che animano gli abitanti di Felghana si muovono in sole 8 direzioni. Tuttavia mappare tramite Xpadder il D-pad aiuta molto in questo senso, risolvendo il problema.

Un difetto della produzione Falcom tuttavia dobbiamo segnalarlo ed è
linearità dell'esplorazione. Non fraintendiamoci, ogni singolo dungeon e schema da affrontare è molto vasto e capire lungo quali stanze procedere spesso ci riserverà brutte sorprese, data anche l'assenza di una mappa di qualsiasi tipo. Tuttavia, al contrario di altre produzioni, non è possibile accedere interamente a tutte le zone del gioco se prima non si è affrontata quella che il gioco stesso ci indica. Dopo averla completata potremo tornarci, magari con
nuove abilità (come il doppio salto) per raggiungere alcuni punti prima inaccessibili, però la struttura generale è molto rigida, al contrario di Metroid che invece permetteva di scegliere almeno fra due o tre zone da affrontare. Comunque l'efficacia dei combattimenti e il fascino delle ambientazioni -anche se un po' troppo stereotipate- sopperiscono a questo difetto e tengono attanagliati allo schermo fino al raggiungimento del prossimo
enorme e spettacolare boss. Anche il già citato
sistema di equipaggiamento regala non poche soddisfazioni. Non permette molte opzioni o scelte, ma è sempre un piacere scoprire man mano che si prosegue quale fantomatico oggetto sbloccheremo in una determinata casella, come accade in Darksiders ad esempio. Inoltre l'equipaggiamento speciale potrà essere usato manualmente per, ad esempio, il teletrasporto o per accedere a zone pericolosissime, come ad esempio le pozze di lava grazie a una scaglia di salamandra. Sono presenti comunque anche
piccole sub-quest molto ben implemente e mai imbrigliate in una narrazione frammentaria strutturata come una schematica lista di obbiettivi.
La trama inoltre risulta piuttosto interessante, con colpi di scena ben congegnati e dialoghi testuali mai prolissi o nebulosi, anche se in generale soffre di un'eccessiva enfatizzazione di alcuni tratti dei personaggi, fatto imputabile in verità al tipico stile di narrazione giapponese a cui noi siamo meno avvezzi.
YS giunge in questa incarnazione con il pieno supporto a -quasi- tutte le feature tipiche dei titoli poligonali su PC. Un esteso
menu delle opzioni permette di selezionare con cura molti dettagli come Vsync, filtro anisotropico e anti aliasing, senza davvero escluderne nessuno. L'unico difetto è
la risoluzione. Sebbene sia stato introdotto il supporto ai 16:9 e 16:10, il risultato è un'immagine espansa che deforma la reale proporzione dei personaggi. Esistono diversi fix amatoriali in giro per la rete, ma tipicamente comportano diversi bug e per questo consigliamo di giocare al titolo Falcom in
4:3, segnalando ai driver video di mantenere le proporzioni del segnale (tramite pannello driver). Il gioco comunque risulta
molto leggero e ben scalabile, cosa che permette a tutti di giocarlo su molte configurazioni. Venendo ad una critica
"Le sinfonie d'orchestra sono talmente epiche e coinvolgenti che più di una volta siamo tornati sui nostri passi solo per sentire il motivetto dedicato ad una particolare zona della mappa."
più puramente visiva, siamo rimasti piuttosto sorpresi dalla qualità generale dell'immagine. Si nota benissimo che YS è un titolo molto vecchio tecnologicamente, ma
l'efficacia nell'uso dei colori, la risoluzione nettamente maggiore rispetto alla versione originale e l'uso di molti filtri addizionali in precedenza assenti, ci permette di promuovere in pieno il risultato finale, anche grazie alla
grandissima varietà delle situazioni in cui ci troveremo.
Le animazioni sono forse il punto dolente del comparto tecnico, relegate a pochi frame per sprite; di certo non un problema durante i combattimenti (anzi, l'effetto "scattoso" tra i vari colpi inferti dona una buona impressione di pesantezza ai colpi), ma poco immersive durante le cutscene, sviluppate con il motore di gioco. I personaggi superdeformed sono comunque molto ben realizzati e i loro ritratti durante i dialoghi splendidamente disegnati. Segnialiamo a questo proposito l'introduzione del gioco: un lungo video davvero evocativo e realizzato proprio come un anime disegnato a mano, una chicca che non potevamo non citarvi.
Infine
il comparto audio è forse uno dei migliori mai sentiti in un RPG orientale e questa affermazione potrebbe far drizzare le porecchie ai più dati gli illustri concorrenti. Non potete far altro che fidarvi:
le sinfonie d'orchestra sono talmente epiche e coinvolgenti che più di una volta siamo tornati sui nostri passi solo per sentire il motivetto dedicato ad una particolare zona della mappa, cosa che incoraggia anche una seconda esplorazione. Anche gli effetti sono ben campionati e svolgono bene il loro lavoro in ogni situazione. Consigliamo comunque di abbassarne il volume dal menu di configurazione per godersi appieno
le poetiche sinfonie musicali di YS che sono letteralmente da pelle d'oca. La traduzione per ora è solo in inglese, ma è comunque di facile interpretazione e
può darsi che in rete se ne possa trovare una amatoriale italiana. Chi lo sa?