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RECENSIONE UTENTE: Call of Juarez: Bound in Blood (PC)
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Inviata da fayers | Inserita il 01/12/2010
Quando si parla di western, si pensa subito a grandi registi come Sergio Leone e Clint Eastwood. I polacchi, di contro, non sembrano avere una grande tradizione western, eppure quando lanciarono sul mercato Call of Juarez, nel 2006, tutti rimasero a bocca aperta per l'eccellente lavoro svolto. Graficamente impeccabile e incredibilmente divertente da giocare, Coj si distingueva per l'ottima riproduzione delle atmosfere del vecchio West.
Tre anni dopo è il momento del seguito,o meglio, del prequel. Call of Juarez:Bound in Blood non prosegue l'avventura da dove l'abbiamo lasciata, ma ci narra le vicende di un più giovane Reverendo Ray(uno dei protagonisti del primo episodio)e di suo fratello Thomas. Il giocatore si troverà quindi a rivivere in prima persona tutti i clichè del genere, dall'assalto al ranch, alle sparatorie in chiesa. Vi godrete spettacolari galoppate lungo canyon e praterie, così come dovrete difendere un calesse dall'assalto degli inseguitori inferociti. I luoghi comuni non si esauriscono qui: dovrete fare una capatina al tipico villaggio fantasma sperduto nel nulla, arrampicarvi sulle rocce dei canyon, esplorare pericolanti miniere d'oro, mostrare le vostre capacità in sfide a duello e , non ultimo, dilettarvi in attività non fondamentali, ma piacevoli e remunerative, come fare il cacciatore di taglie o recuperare capi di bestiame rubati da qualche bandito. Queste attività tornano utili per raggranellare qualche soldino in più, da spendere presso i tanti venditori di armi sparsi per il selvaggio West. Per quanto concerne le armi, la scelta è relativamente vasta: ci sono vari tipi di pistole, fucili a canne mozze, carabine, coltelli e addirittura gli archi che potrete sottrarre ai pellerossa, ma bisogna riconoscere che le differenze fra l'una e l'altra non sono poi così marcate, vanificando in parte la scelta strategica di permettere di portare con voi un numero limitato di strumenti d'ffesa. Per rendere al massimo il fascino di questi luoghi selvaggi, i programmatori hanno sfruttato una nuova incarnazione del motore grafico Chrome Engine, la quarta per essere precisi. Differenze epocali rispetto al precedente episodio non si notano, per lo meno dal punto di vista tecnico. Se però, nel 2006 questo motore metteva in crisi le configurazioni standard e dava il meglio solo sui computer al top dell'epoca, adesso anche PC di fascia medio/bassa potrà animare i paesaggi senza perdere un colpo. Gli sviluppatori ne sono consapevoli ed hanno puntato molto sullo stile, aggingendo tanti piccoli particolari. Per esempio, è eccezionale il sistema particellare che anima il denso fumo di cannoni e case in fiamme. La cura del dettaglio si estende anche alle armi, tanto ben realizzate che potrete intuire le condizioni di una pistola semplicemente osservando la ruggine e la polvere che la ricoprono. Se i paesaggi sono evocativi, le espressioni facciali non sono da meno. I volti appaiono quasi come fotografie e le animazioni facciali riescono a trasmettere tutto il phatos delle scene. Un phatos che viene purtroppo rovinato dalla pessima traduzione italiana:voci poco espressive, a tratti ridicole, commentano situazioni che avrebbero meritato ben altra attenzione. All'inizio di ogni capitolo sarà data la possibilità di scegliere quale dei due personaggi comandare. Le differenze sono apparentemente piccole, ma significative: se Ray teme l'altezza e preferisce un approccio diretto (pistole e dinamite sono le sue specialità), Thomas si arrampica come un gatto grazie al suo lazo, ed è un eccellente cecchino, oltre che l'unico dei due in grado di usare il silenzioso arco. Anche il sistema di puntamento è stato oggetto di parecchie attenzioni. Il computer aiuterà leggermente il giocatore diminuendo la sensibilità del mouse quando il mirino sarà in prossimità di un avversario, permettendo di puntare in zone precise eliminando così le avversità più in fretta. Come ultima cosa va segnalata l'eccelente struttura dei livelli. Bound in Blood può apparire un gioco dalla struttura aperta in stile Oblivion, viste le dimensioni della mappa e la libertà concessa al giocatore, ma alla fine dei conti è un vasto e curatissimo tunnel. Molto convincenete anche l'I.A, soprattutto quando ci si trova in ambienti chiusi: gli avversari sono in grado di coordinarsi inteliggentemente e, sebbene talvolta si espongano in maniera stupida al fuoco del giocatore, nella maggior parte dei casi si comportano in modo credibile.
Concludendo Call of Juarez: Bound in Blood è il miglior Fps ambientato nel Far West: la sua durata è ridotta all'osso ma il prezzo conveniente e la presenza di due personaggi vi spingerà a rigiocarlo anche dopo averlo terminato.
VOTOUTENTE 8.5
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Call of Juarez: Bound in Blood

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: Techland
Distributore: Ubisoft
Pegi: 16+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 16 Giocatori
Data di Pubblicazione:
PS3: 01/07/09   
XBOX 360: 01/07/09   
PC: 01/07/09   
Sistema Operativo: Windows XP (SP3)/Windows Vista (SP1)
Processore:Intel Pentium 4 3.2 Ghz, Intel Pentium D 2.66 Ghz, AMD Athlon 64 3500+
RAM: 2 GB
Scheda Video: NVIDIA GeForce 6800-9800/GTX 260-280/ATI RADEON X1650 - 1950/HD 2400-4870
Scheda Audio: DirectX 9.0c-compatible
Hard Disk: 4 GB
Drive: DVD-ROM
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