24: The Game > Recensione
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24: The Game - Recensione

Inviato il da Alessio "Allanon" Scimemi

Nel lontano 2001 fece la sua comparsa nell’affollato panorama delle serie televisive un telefilm che colpì la critica e attirò l’attenzione del pubblico grazie al suo ritmo incalzante, alle peculiari novità stilistiche e ad un innovativo metodo di narrazione.
La peculiarità sta proprio nel modo in cui il trascorrere del tempo viene gestito: di solito in un telefilm vengono narrati avvenimenti che si svolgono durante un periodo mediamente lungo - diversi giorni o settimane - mentre in questa serie è proprio lo scarto temporale ad essere ridotto. Ogni stagione è infatti composta da ventiquattro puntate corrispondenti alle ore che compongono una giornata; da qui il nome della serie: 24.
Da questa descrizione sommaria possiamo intuire di trovarci di fronte ad una trama particolarmente serrata: protagonista principale è la squadra del C.T.U. (Unità d’emergenza per il terrorismo) che nasce con lo scopo di agire in situazioni d’emergenza - come attentati alle alte sfere politiche - in un lasso di tempo veramente esiguo. Attore protagonista è un Kiefer Sutherland (Jack Bauer nella serie) in eccellente stato di forma, che riesce a trasmettere tutto lo stress e la pressione che i veri agenti del C.T.U. subiscono ogni giorno.
Con un background così perfettamente bilanciato, l’idea di creare un gioco in grado di trasmettere le sensazioni del telefilm è stata subito sfruttata e messa in atto da Sony Games.
Problema di scelte
Il gioco si svolge tra la seconda e la terza serie riuscendo a non far perdere di credibilità alla trama, che anzi lascia a bocca aperta più di una volta quanto a colpi di scena e attinenza con la serie originale.
Senza svelare troppo, possiamo solo dirvi che partendo dalla prima missione in cui nei panni di Jack Bauer (nel corso del gioco controllerete anche gli altri membri della squadra) dovrete intercettare un carico di armi chimiche nel porto di Los Angeles, ma vi ritroverete ben presto in mezzo a qualcosa di assai più grosso, che rischia di minare l’intero sistema politico statunitense fino nelle fondamenta.
Uno dei punti deboli della trama risiede forse nella velocità in cui viene sviluppata: nel telefilm questo particolare è meno evidente, ma nel gioco ci si vede catapultati da una situazione all’altra in maniera troppo frettolosa e qualche volta si perde il filo. I fans della serie riconosceranno molte delle situazioni e dei personaggi, e questo senz’altro aiuta a star dietro al vorticoso progredire della storia; gli altri forse non riusciranno ad apprezzare alcune sfumature.
Da un telefilm d’azione come 24 non ci si poteva aspettare che una trasposizione in grado di esaltare proprio questo aspetto, e in parte non si rimane delusi nell’iniziale impatto. Il cuore principale del gioco è la sezione in terza persona in cui si prende il controllo di Jack o di qualche suo collaboratore. Alcune volte saremo soli nelle nostre missioni e in altre potremo avere il supporto di una squadra pronta a coprirci le spalle; nella missione in cui prenderemo il controllo della figlia di Jack, saremo per esempio costretti a mettere da parte le velleità belliche per usare quelle di astuzia e di furtività.
Gli avversari che ci si pareranno contro dimostreranno una discreta intelligenza, ad esempio nell’attivare allarmi e chiamare rinforzi, ma saranno anche abbastanza prevedibili: spesso stazioneranno in un punto preciso dell'area di gioco, senza venirci incontro. Ci si può inoltre nascondere dietro alcune superfici per attuare una sorta di strategia ma difficilmente useremo questa possibilità visto che ci basterà sparare a più non posso per superare ogni pericolo: per freddare gli avversari sono necessari davvero pochi colpi, ed il sistema di mira automatica rende tutto ancora più semplice. Per altro la velocità di fuoco, elevatissima, unita alla scarsa reattività avversaria, permette all'utente di usufruire senza complicazioni del Lock automatico: sparare tre colpi all'addome sarà molto più veloce che mirare alla testa per il classico "One Shot, One Kill", ed il risultato molto più proficuo e celere nel primo caso. Il che, ovviamente, rende il titolo piuttosto semplice. Il messaggio appare chiaro: 24 - The Game, è dedicato anche (e sopratutto?) ad un pubblico di accaniti fan del serial Tv, piuttosto che ad accaniti fan del videogioco.
Comuqnue sia, la situazione corre via liscia fin quando non si incappa in una preciso momento: il corpo a corpo.
Quando, malauguratamente, ci troviamo troppo vicini per sparare ad un nemico, emergono i primi problemi del sistema di controllo, altrimenti semplice (o semplicistico?) ma molto preciso.
La telecamera in questi momenti impazzisce, rendendo confusa la situazione: a poco valgono i tentativi di gestirla con la levetta analogica destra, visto che il motore del gioco ci impedisce di trovare la giusta angolazione per visualizzare al meglio la situazione.
Per una infelice scelta di gameplay, il tasto di sparo/azione è anche lo stesso che viene usato per perquisire i corpi dei nemici a terra. In questa situazione il gioco presenta un grosso difetto: ci troviamo chinati sui corpi a terra quando invece dovremo difenderci dagli attacchi dei nostri avversari. Per evitare il problema sarebbe probabilmente bastato disabilitare questa possibilità nei combattimenti corpo a corpo.
Per rendere più varie le missioni avremo inoltre la possibilità di guidare degli autoveicoli per spostarci da una zona all’altra del livello. Anche qui incappiamo in un’altro problema del gameplay: il modello di guida delle auto è talmente esagerato da risultare ingestibile; è come se la macchina stesse camminando costantemente sul ghiaccio. La vettura risulta così inguidabile e, come se non bastasse, i nemici alla guida di altri mezzi si comportano in una maniera che poco ci aiuta e non risulta verosimile.
Sicuramente migliori, anche se troppo facili e uguali a loro stessi, sono i minigiochi che fanno da ideale ponte tra una missione e l’altra. In uno di questi il nostro scopo sarà quello di disinnescare una bomba ad orologeria: per fare questo dovremo scegliere un percorso tra diversi quadrati, che sono collegati in maniera apparentemente contorta tra loro, per arrivare ad un punto finale che equivale al disinnesco dell’ordigno. Questo sottogioco non offre il minimo livello di sfida visto che non ci obbliga a sottostare ad alcun limite di tempo prima della scelta del punto di partenza. Altri sono molto più divertenti e meglio realizzati, come l’interrogatorio in cui dovremo tener sotto torchio il testimone premendo i tasti al momento giusto, o quello in cui dovremo memorizzare dei numeri che ci verranno comunicati via radio.
Il difetto più evidente del gameplay è chiaramente quello di non riuscire a eccellere in nessuno dei comparti in cui si sviluppa. Forse limitare la varietà delle situazioni in funzione di una maggiore qualità avrebbe giovato non poco al risultato finale.
Somiglianze
Dove il gioco non mostra davvero indugi è nel comparto audiovisivo.
Le scene di intermezzo sono ben realizzate con una versione leggermente potenziata dell’engine che muove il gioco. Oltre a rendere perfettamente il tipo di tensione che si avverte nella serie tv, hanno un’ottima resa per quanto riguarda i volti.
A voler esser pignoli forse manca un po’ di sincronizzazione tra l’audio ed il movimento labiale dei personaggi, ma è davvero come cercare l’ago nel pagliaio. L’utilizzo dei veri doppiatori italiani della serie ci fa inoltre sentire “dentro” una puntata del noto serial. Le inquadrature multiple - che tanto hanno fatto scuola negli anni successivi - e la velocità della narrazione inizialmente spiazzano ma ci tengono incatenati allo schermo per tutta la durata del gioco (durata poco più che sufficiente, invero, e per un titolo che si esaurisce quasi totalmente una volta giocato).
Il motore grafico purtroppo mostra dei rallentamenti che minano la stabilità del frame-rate e qualche problema nelle collisioni poteva essere evitato, ma tutto sommato il giudizio rimane ampiamente sufficiente.
Giudicando il comparto audiovisivo, risulta particolarmente evidente come la qualità sia superiore a quella degli altri aspetti, prettamente ludici, e goda delle presenza di un telefilm ben rodato alle spalle.
Un’occasione buttata al vento.
Questa è la nostra impressione dopo aver seguito lo sviluppo di 24: The Game ed averlo provato.
Isoliamo virtualmente il gioco in due parti: quella relativa alla serie originale ed il resto.
L’integrazione della trama nel contesto televisivo e la sua credibilità sono encomiabili, così come gli sforzi compiuti per mantenere lo stesso pathos della serie televisiva. Le inquadrature, le reazioni dei personaggi e le location utilizzate non mostrano nessuna sbavatura e risultano perfette.
Il gameplay però non ha goduto della stessa attenzione e risente di difetti strutturali troppo grossi per non essere notati. La telecamera mostra troppe incertezze e penalizza pesantemente la giocabilità nelle sezioni in terza persona; i sottogiochi sono la parte meglio riuscita anche se, in alcuni casi, presentano una difficoltà inesistente o che rasenta l’impossibile.
Il voto finale del gioco è calcolato facendo la media tra queste due parti e, nel caso foste fan della serie televisiva, sentitevi liberi di aggiungere un mezzo punto.
VOTOGLOBALE6.5

24: The Game

Disponibile per: PS2
24: The Game - PS2
Tipo: ND.
24: The Game
6.5
6
6
8
32 voti
6,3
ND.
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