Ace Combat Zero: The Belkan War > Recensione
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Ace Combat Zero: The Belkan War - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Il primo impatto con Ace Combat Zero non è dei più entusiasmanti. Al di là delle scelte narrative, che appaiono poco meno convincenti di quelle adottate nei precedenti episodi, al momento di entrare nel Cockpit del velivolo il giocatore viene travolto da incostante senso di pesantezza. Si tratta della stessa pesantezza che affligge ormai senza scampo i resti di una generazione ludica in decadenza: gli strascichi di un impegno profuso senza alcuna convinzione, da sviluppatori che si sono persuasi (a torto o a ragione) di non poter innovare e rinnovare la propria offerta allo stato attuale dei fatti. Così Ace Combat Zero, invece di essere un titolo nuovo, fresco, costruito con la convinzione di poter lasciare un segno nel mercato, è un prodotto stanco, del tutto ricalcato sui successi del sui predecessori, ad essi fedelmente affine. Optando per l’abusato espediente del “Prequel”, Namco riesce comunque negli intenti principali che soggiacciono all’uscita di Zero: creare una sorta di continuità ravvicinata fra Ps2 e Ps3, e gratificare Sony Computer Entertainment, al momento privata di qualsiasi arma ludica che faccia perno sulla fama di un brand.
Eppure, un progetto di tal fatta potrebbe rivelarsi una lama a doppio taglio: la sostanziale mancanza di verve creativa sottolinea con lampante chiarezza quello che alcuni (i meno coinvolti) avevano già intuito all’uscita del secondo episodio: nei cinque anni in cui Ps2 ha dominato il mercato, Ace Combat ha vissuto di luce riflessa. Tale convinzione, se non discredito, getta sul “Progetto Aces” un’ombra indelebile. Chissà dunque come verrà accolto il titolo Namco di nuova generazione. Per il momento, ne siamo certi, l’attuale Ace Combat merita meno attenzione dei precedenti capitoli. Si dimostra infatti un prodotto non certo universale: nonostante conservi un gameplay semplice e non troppo simulativo, laddove l’indiscutibile bellezza di “Distant Thunder” lo elevava a titolo impedibile nelle collezioni di qualsiasi videogiocatore, Belkan War risulta un Must Buy soltanto per i patiti del volo ludico. Ace Combat sembra perdere dunque quel suo fascino totalizzante, e così si scolora una delle poche “icone” dell’home entertainment targato Sony.
Cronache di Guerra
Ace Combat Zero: The Belkan War - recensione - PS2 Belkan War tratta di vicende che precedono di molti anni quelle degli altri episodi, interessandosi al conflitto primordiale fra il continente di Belka e quello di Osea. La narrazione si muove facendo uso di filmati di fattura pregevole e stile discutibilissimo, in cui una serie di personaggi raccontano ad un cronista le vicende che, durante gli anni del conflitto, hanno riguardato due piloti (Pixy e Chyper). Il sospetto che la sceneggiatura di Belkan War sia meno efficace delle altre firmate Namco comincia a farsi strada dopo pochissime missioni. Non solo il regista dimostra poca consapevolezza dei mezzi espressivi videoludici (già Black ha optato per un racconto attraverso filmati reali, ed il risultato è stato fallimentare), ma le linee di testo che caratterizzano ogni missione (“In game” si ascoltano le trasmissioni radio) sono fin troppo stereotipate e non trasmettono la stessa partecipazione delle truppe che invece si respirava nel già citato Distant Thunder. Inoltre il ritratto che ci viene offerto dei due piloti ci mette troppo tempo a risultare minimamente “umano” ed interessante, e le battute finali della trama lasciano con la sensazione di aver compiuto le gesta di una figura innaturale, nella quale non si riesce ad immedesimarsi. Quanto al messaggio di fondo -il Leit Motiv della storia di Belka- si tratta del solito che attraversa tutta la serie: la mancanza di un riferimento etico universale al tempo di guerra, l’impossibilità di distinguere bene e male, di fronte all’interesse ed all’economia del conflitto. Capirete senza grosse difficoltà di come sia difficile offrire spunti di riflessione nuovi, quando già il lavoro dei precedenti episodi era sembrato completo e, anzi, quasi sovrabbondante (Squadron Leader cede di fronte ad Ac4). Belkan War non è dunque in grado di restare nel cuore dell’utente, si muove su un terreno narrativo già valicato e manca di figure di spicco.
Un vero peccato, visto che l’elemento distintivo di Ace Combat è proprio la presenza di un vincolo romanzato che faccia non solo da collante delle varie missioni (funzione che, in fondo, anche la trama di Belkan War svolge in maniera decente), ma aggiunga - auspicabilmente - valore al prodotto.
Lavoro di Squadra
Ace Combat Zero: The Belkan War - recensione - PS2 Il gameplay basilare di Belkan War è praticamente invariato rispetto a quello dei predecessori. Attraverso i tasti dorsali si controlla la velocità dell’aereo, mentre la combinazione di movimento degli stick analogici controlla rollio, beccheggio ed imbardate. La pulsantiera frontale permette di far fuoco primario (mitragliatrici), secondario (missili a ricerca), e speciale (selezionabile attraverso il tasto Select). Insomma una disposizione di controlli che i fan della serie conosceranno fin troppo bene. In effetti non ci saremmo aspettati stravolgimenti del sistema di controllo, che funzione fin troppo bene, proponendo un insolito bilanciamento fra simulazione e stile Arcade (scusate l’abuso di tale formula), perfettamente adatto al “Dogfight” più sfrenato. Dove Ace Combat Zero cade in fallo, e si dimostra un titolo poco entusiasmante, è invece nella varietà di assegnamenti che le varie missioni propongono all’utente: i compiti canonici sono i soli con cui il giocatore debba confrontarsi, e l’alternanza di missioni aeree e bombardamenti terrestri o marittimi fa trasparire o una mancanza di creatività da parte del team di sviluppo o un’effettiva impossibilità per il genere di smuoversi dalle sue caratterizzazioni primordiali. Fortunatamente i game designer hanno cercato di inserire una serie di accorgimenti che potessero, se non variare, almeno rendere l’esperienza di gioco “multilevellare”. Uno su tutti, un sistema di valutazione attiva dell’operato del giocatore, che gli assegna un rango (fra Mercenario, Soldato e Cavaliere) e che influisce poi sul numero di sfidanti presenti sui cieli di Belka. Durante le missioni sarà infatti possibile che alcuni squadroni aerei compaiano d’improvviso, alla ricerca della gloria per aver abbattuto il “Demone del Cielo” di Osea. Questo espediente è un’introduzione estremamente gradita: non solo sposta l’attenzione del gioco sul suo stesso fulcro portante (lo scontro aereo) ma costituisce una sfida tangibile e serve a spezzare (anche bruscamente) la routine di una missione. Il fatto che poi ogni squadrone abbia una precisa caratterizzazione cromatica ed uno stemma particolare, e che il suo arrivo sia annunciato da una piccola presentazione in Real Time, contribuisce a creare tensione ed alimentare la sensazione di sfida. Comunque sia, il sistema di valutazione resta forse troppo indipendente dall’avventura, non costituendo in effetti incentivo o deterrente ad adottare uno stile di volo spettacolare piuttosto che efficace: alla fine i giocatori non del tutto focalizzati sul genere non saranno minimamente toccati da questa introduzione, e manterranno il loro stile senza cercare di padroneggiare manovre aeree più complesse. Riteniamo invece che la parte acrobatica del volo avrebbe potuto essere più centrale: se non far parte delle necessità primarie di una missione, almeno influire sui “guadagni” del giocatore. Comunque gli ambienti di gioco avrebbero potuto offrire più spunti (ponti naturali e non, grattacieli, canyon), ed il replay avrebbe potuto sottolineare le manovre più azzardate con degli appositi Highlight (nella prossima generazione tali replay sarebbero potuti diventare materiale di scambio online).
Mutuata da Squadron Leader troviamo in Belkan War la possibilità di impartire ordini alla propria squadriglia attraverso i tasti direzionali. Le disposizioni non sono moltissime, ma stavolta l’incremento qualitativo dell’IA sembra fare in modo che le differenze fra le varie impostazioni si sentano più marcatamente. Ovviamente l’apporto dell’utente resta quello primario.
Della “maggiorazione” dell’Artificial Intelligence sembrano aver beneficiato persino alcuni avversari: gli Assi (a cui accennavamo sopra) sono piloti molto competenti. Lo stesso non si può dire di quelli al controllo degli obbiettivi standard. Si viene a costituire così uno scarto di competenze che, nel gioco, risulta non sempre piacevole: il livello di sfida, in certe missioni, aumenta repentinamente a causa di interventi non previsti (a cui sopra abbiamo accennato), e spesso tali intromissioni appaiono “fuori posto”. Bisogna infatti ricordare che, riprendendo una possibilità che in Squadron Leader mancava del tutto, Belkan War propone alcune missioni molto articolate, il cui compimento non potrebbe avvenire senza supporto delle truppe terrestri: tale supporto si traduce nella possibilità di tornare alla base per caricare missili aggiuntivi, cambiare armi secondarie e fare rifornimento di carburante. Tale operazione è in effetti in certi casi molto gradevole, procura all’utente una certa tensione e rende con sufficiente efficacia l’idea di una missione di “logoramento”. Quando però alla fine dell’incarico si presenta una minaccia inattesa, che può spazzar via in un sol colpo tutti i vostri sforzi, dover riprendere dal principio (e potrebbe trattarsi di oltre 20 minuti) per colpa degli Assi di Belka è un’esperienza assai frustrante.
In definitiva i pregi dell’avventura principale (a livello ludico, non narrativo) la rendono un’esperienza godibile, che poteva essere affinata non solo attraverso un più corretto bilanciamento della difficoltà, ma soprattutto attraverso un distaccamento dai canoni delle missioni sempre uguali a se stesse. Gli sviluppatori avrebbero inoltre potuto presentare molti più “bivi”: sono pochissime le situazioni in cui all’utente è richiesto di scegliere quale funzione esercitare nell’economia di un’operazione militare di vasta scala. Per altro, in tali casi il giocatore non è al corrente dei risultati dei commilitoni, e si perde dunque l’interessante idea d’esser parte di una manovra ampia. Ma, davvero, in questo caso, per la necessità di inserire moltissime variabili (e tanti più modelli aerei), possiamo ritenere che solo la Next Generation sia in grado di gestire situazioni del genere.

Ace Combat Zero: The Belkan War

Disponibile per: PS2
Ace Combat Zero: The Belkan War - PS2
Tipo: ND.
Ace Combat Zero: The Belkan War
8.5
7.5
7
8.5
26 voti
6,9
ND.
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