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Black - Recensione

Inviato il da Luca"MrTheFly"Papanice
Ormai si è parlato così tanto di Black che ogni commento maggiore di un semplice “compratelo” sembra superfluo. Può darsi, però, che in questi giorni, in cui migliaia di “nere” pallottole virtuali hanno già incominciato ad essere esplose, ci sia ancora qualcuno che non sappia cosa sia Black o che, più probabilmente, non abbia ancora le idee chiare.
Black, per coloro che sono appena tornati da una vacanza in qualche paese comunista (ci piace pensare che, per qualche motivo intuibile, ai “rossi” non piaccia Black) o sono stati rapiti dagli alieni, è un FPS, First Person Shorter (Sparatutto in prima persona), ambientato in un paese dell’Europa dell’est, vecchio satellite della galassia Sovietica e ora in disfacimento.
La storia, con tutto il rispetto per chi l’ha ideata, sembra uscita dalla penna, o notebook (in base a quanto è romantica la vostra idea di letteratura), di uno scrittore alcolizzato a corto di vino e di idee.
Nel tentativo di non rovinare la sorpresa, o meglio dire rimandare la delusione, sarà abbastanza sapere che nel gioco impersoneremo un membro delle forze speciali americane addetto alle operazioni segrete [da cui il nome del gioco: Black (Operations)], il quale viene accusato di varie inadempienze e dovrà rispondere, davanti ad un superiore, a varie domande circa una particolare operazione in Europa; man mano che il soldato chiarirà i dubbi del superiore il gioco, tramite dei flashback, ci condurrà nelle zone in cui sono avvenuti gli scontri con una delle solite organizzazioni dedite ad attività che ledono gli interessi Americani.
E’ evidente che Black, in tutta la sua armata e lucente spavalderia, non abbia mai prestato attenzione alla sua stessa storia. Le sequenze utilizzate per narrare le vicende di cui sopra sono veri filmati, con attori in carne e ossa, e la sensazione generale è che gli attori e il regista abbiano impiegato meno tempo a girare le scene che il giocatore a finire il gioco. E Black non è lungo.
Forse se i filmati fossero stati in computer grafica, e con una maggiore attenzione e varietà per quel che concerne la regia (anche se con una simile trama era difficile fare di meglio), la narrazione ne avrebbe giovato a causa del maggior interesse e curiosità che sequenze del genere potevano suscitare, ma il modo nel quale la storia viene raccontata (non che, appunto, la storia stessa) sembra solo un noioso intermezzo tra una furiosa sparatoria e l’altra.
Già nella Storia

Il titolo Criterion si pone di prepotenza tra i migliori giochi del genere, ed è probabilmente il migliore in assoluto, senza tuttavia presentare caratteristiche particolarmente innovative. Black sembra interpretare il genere degli FPS in modo classico e, paradossalmente, piuttosto contenuto dal punto di vista delle modalità di gioco. Facendo, infatti, perno su una produzione tecnica assolutamente eccezionale ha la possibilità di tralasciare tutto ciò che riguarda il multiplayer (campo sempre privilegiato dagli sparatutto) e tuttavia rimanere un titolo che vale il prezzo sulla copertina. Non avere una modalità cooperativa, capture the flag o anche un semplice deathmatch, sarà sicuramente fonte di malumori tra chi è abituato a questo genere di esperienze, ma è evidente che gli sviluppatori abbiano preferito concentrarsi su alcuni aspetti e tralasciarne altri, in modo da non mettere in commercio l’ennesimo FPS mediocre (Project Snowblind, Cold Winter, Medal of Honor: Rising Sun e European AssaultÂ...). Questa scelta è probabilmente sintomo della sicurezza e fiducia che i finanziatori di Black avevano nel progetto e, per ora, sembra pagare.
Una longevità non particolarmente lunga, che va dalle cinque alle sei ore in modalità normale, e la già citata assenza di modalità multiplayer o arcade sono i difetti principali di Black, insieme ad una IA che lascia perplessi. Tutto il resto, però, rasenta la perfezione.
Sempre con il colpo in canna

L’atmosfera di Black, indiscutibilmente in sintonia con il titolo, è una perfetta armonia tra grafica e sonoro. Così come gli screenshot e i video avevano gustosamente anticipato, è successo quasi un miracolo. Ripetendo le gesta che l’aveva fatta conoscere all’intera comunità videoludica mondiale con Burnout, Criterion è stata in grado di proporre un titolo che, sebbene come spesso succede non mettesse in pratica ogni singola parola pronunciata per alimentare l’hype, è senza dubbio un lavoro superbo, soprattutto alla luce di quelle che sono alcune limitazioni tecniche dell’hardware (specialmente nel caso PS2). A prescindere da poco utili e pratici paragoni con altri titoli, sui quali (paragoni e parallelismi) sono già state spese troppe parole, Black è come niente fin’ora. Sicuramente sarà discusso e criticato, amato e preso come paragone in futuro, ma come diceva Oscar Wilde “la diversità di opinioni intorno ad un’opera d’arte dimostra che l’opera è nuova, complessa e vitale”. E’ improbabile che lo scrittore Dublinese si riferisse in qualsiasi modo o senso all’industria dei videogiochi, ma il concetto è abbastanza simile: i difetti ci sono e alcuni non dipendono dal gusto personale bensì da un’oggettività che trascende dal singolo giocatore, ma tutto il resto è ammaliante e affascinante come poco prima. Se siete degli amanti degli FPS Black sarà una poesia.
Da un punto di vista prettamente tecnico la grafica presenta imperfezioni quali il flickering (il tremolio delle superfici quando ci trova a contatto con le stesse), un framerate non elevatissimo e soprattutto cali, talvolta frequenti, dello stesso. In alcune situazioni particolarmente affollate, specialmente di proiettili e dell’inevitabile fumo che scatenano, il gioco tenderà a scattare e perdere fluidità in modo abbastanza evidente; il fenomeno si presenta soprattutto quando si “zoomma” per mirare meglio. Il primo difetto (quello del flickering) non intacca minimamente la giocabilità, e se non si è particolarmente sensibili e attenti a questo problema è improbabile notarlo subito, il secondo è invece più consistente e nega a Black di intaccare i mostri sacri del campo. Anche le texture non fanno gridare al miracolo, e nel complesso si attestano sulla media. Quel che invece colpisce sin dal primo momento è la lunghezza e vastità del campo visivo, i nemici possono essere avvistati da lontanissimo, e lo stesso vale per loro; il fumo e la polvere che ogni scarica di mitra sollevano sono, letteralmente, galvanizzanti. Non ci si deve sorprendere se dopo una cattiva e arrabbiata sparatoria una piccola e in sinuosa voce, in qualche parte nascosta e “oscura” della mente, speri quasi che il nemico esca nuovamente dalla nube di polvere creata per poter continuare a sfogare gli istinti e far loro diffondere il messaggio di viedoludica distruzione a bordo di pezzi di piomboÂ...
E’ questa la magia di Black: riuscire a proporre qualcosa di semplice ma appagante nello stesso tempo. Una semplicità non banale e un appagamento completo, come raramente si era visto in uno FPS. Uccidere un nemico non è semplicemente un tappa verso i titoli di coda, è più simile ad una sfida che vede i due contendenti ad armi pari, e per questo ancora più esaltante. I colori vivi e ludici, i giochi di luce, la paura per la costante e opprimente possibilità che un nemico inizi a sparare da una postazione che in un quel momento non si sta osservando, la consapevolezza della potenza distruttiva dell’arma equipaggiata, la voglia (e al tempo stesso il timore) che tra un momento ci si possa veder costretti a dover fronteggiare più bersagli contemporaneamenteÂ... è l’atmosfera che ogni FPS vorrebbe avere e che Black ha.
Non si può dimenticare il ruolo svolto dall’audio: praticamente la perfezione assoluta. Eguagliando e superando le produzioni cinematografiche a cui lo stesso Black si ispira, non si può fare a meno di notare le differenze tra le varie armi, la pienezza delle esplosioni, le musiche a cura di Michael Giacchino (autore della perfetta colonna sono di Medal of Honor: Frontline), i piccoli e grossi rumori di sottofondo, le urla (rigorosamente in Russo) dei nemici o le grida di dolore: in pratica è quello che potrebbe essere definito una “sinfonia-bellica”.

Black

Disponibile per: PS2 | XBOX
Black - PS2
Tipo: ND.
Sviluppatore: ©2011 nc2011media, Inc.
Costo iPhone: 0,00€
Sito Ufficiale: Link
Black
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ND.
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