Crash of the Titans > Recensione
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Crash of the Titans - Recensione

Inviato il 09/01/2008 da Marcello "Pavo" Paolillo
Crash Bandicoot. La sua avventura iniziò nel lontano 1997, quando una neonata console a 32 bit (la PSOne) abbisognava di un personaggio “simbolo”, un’icona che si affiancasse alle più celebri mascotte SEGA e Nintendo (per la cronaca, il porcospino blu Sonic e l’idraulico Mario), rivali per eccellenza.
Fu così che il peramele arancione creato dall’irriverente Jason Rubin riuscì a ritagliarsi il suo spazio sulla scena videoludica, con ben tre titoli di successo (stiamo parlando di Crash Bandicoot, Crash Bandicoot 2: L’Ira di Cortex e Crash Bandicoot 3: Warped) oltre a vari spin-off più o meno riusciti come Crash Bash e Crash Team Racing (emuli di altrettanti titoli di successo, come i più celebri Mario Party e Mario Kart). In seguito, Sony perdette l’esclusiva del personaggio, il quale cadde in disgrazia sulla maggior parte delle console in circolazione (compreso anche il misconosciuto N-gage della Nokia).
Ma oggi, a oltre 10 anni di distanza dalla sua prima ed indimenticabile apparizione, lo spumeggiante e stralunato Crash torna nuovamente sulla scena con un titolo destinato a rilanciare in grande stile il personaggio. O perlomeno, provarci nel migliore dei modi.
Trottolino amoroso...
La “trama” che fa da sfondo alla vicenda vede Crash impegnato ancora una volta a fronteggiare la minaccia del malefico Dottor Neo Cortex, il quale ha puntualmente rapito sua sorella Coco e l'amico Aku Aku (la celebre maschera tribale apparsa per la prima volta nel capitolo originale su PSone). Inoltre, come se non bastasse, il malvagio scienziato ha anche inventato un'arma capace di trasformare dei piccoli ed innocui animali in giganteschi e temibili titani dotati di poteri fuori dalla norma (grazie ad una misteriosa sostanza chiamata “Mojo”). Insomma, il classico pretesto per tornare in azione ancora una volta. Sin dal primo istante di gioco, il protagonista apparirà cambiato rispetto al passato, sia nell’aspetto fisico che nel repertorio di mosse a disposizione: il gioco ci obbligherà da subito a prendere confidenza con le capacità acrobatiche di Crash e con il sistema di controllo: potremo sferrare pugni e calci, muovere il personaggio con la sola inclinazione della leva analogica e, poco sorprendentemente, eseguire salti acrobatici.
Nelle prime fasi di gioco avremo a disposizione un singolo attacco mentre, proseguendo attraverso i vari livelli, si impareranno nuove combinazioni di colpi (compreso l’utilizzo di un “super calcio” davvero efficace). Difatti, man mano che ci addentreremo all’interno dell’avventura, verranno aggiunte nuove azioni al nostro repertorio (come la classica “trottola”, oppure una sorta di planata utile per raggiungere piattaforme prima inaccessibili); molte di esse potranno essere acquistate previo raccoglimento di una serie di oggetti che costituiscono la moneta del gioco (come le sfere di colore azzurro o alcuni pupazzetti di pezza), i quali ci permetteranno di sbloccare le nuove abilità o accedere a curiosi ed interessanti contenuti extra (come svariate immagini di gioco o artwork inediti di ambientazioni e personaggi).
L'ira del Peramele
Crash of the Titans - recensione - PS2 Ma ad ogni modo, Crash of the Titans si distingue dai precedenti episodi della serie grazie alla capacità inedita di salire in groppa alle creature che danno in nome al gioco (i Titani, appunto), concedendoci di prenderne il controllo usando la loro forza e i loro poteri per eliminare gli scagnozzi di Cortex. Divisi in varie tipologie, ogni Titano ha un suo aspetto caratteristico e degli attacchi specifici: cavalcheremo mostri dotati di corazza e braccia possenti, creature bipedi in grado di colpire i nemici con dardi violacei dalla lunga distanza (lasciandoci così lo spazio per le manovre difensive), o ancora veri e propri colossi di dimensioni abnormi (come il Mammuth, il Gorilla o lo Scorpione gigante), lenti ma assolutamente devastanti, in grado di sbaragliare decine di nemici contemporaneamente.
Questa caratteristica rende l’ultima avventura di Crash piacevole da giocare dall’inizio alla fine, non scadendo mai nella noia e nella ripetitività (salvo qualche rara occasione eccezionale). Inoltre, in aggiunta alle normali sessioni a piedi e a cavallo dei titani, sono presenti anche alcune fasi di “snowboarding”, nelle quali il nostro eroe arancione estrarrà la maschera di Aku Aku utilizzandola come se fosse un vero e proprio snowboard da neve. I livelli bonus sono anch'essi profondamente differenti rispetto a quelli classici della serie; per accedervi, il nostro protagonista dovrà essere risucchiato in una nube di colore azzurrognolo, sulla cui estremità comparirà l’icona del tasto da premere per entrare al suo interno. Subito dopo ci ritroveremo proiettati in una bizzarra arena circolare, all’interno della quale si dovranno portare a termine alcuni compiti specifici entro un tempo limite (come la raccolta di bandierine o l'elimnazione sistematica di un gruppo di avversari). Poco originale, forse, ma senza dubbio divertente.
Shadow of the Titans
Anche sotto il profilo tecnico ed estetico, la versione PlayStation 2 di Crash of the Titans non si distingue troppo dalle controparti per Xbox 360, Nintendo Wii e PSP, grazie ad una buona fluidità (che subisce dei cali solo nelle situazioni più concitate), texture di notevole qualità ed una serie di effetti di luce davvero ben realizzati. Il comparto sonoro, come da tradizione della saga, è impreziosito da musiche tribali e da un doppiaggio in italiano di ottima qualità, il quale darà il meglio di se nelle varie sequenze di intermezzo (e fate attentamente ascolto alla voce del Dr. Cortex, vi risulterà estremamente familiare).
Il level design offre inoltre un notevole stravolgimento rispetto al classico stile della serie, con una visuale interamente tridimensionale e la possibilità di muoversi liberamente a 360 gradi, a scapito della struttura a "binari" dei precedenti capitoli della saga (seppur nei limiti prestabiliti dagli sviluppatori). Anche gli scenari che saremo chiamati a percorrere offrono una discreta varietà ambientale, con foreste pluviali, templi e caverne realizzate con la giusta cura per i particolari; la loro conformazione, pur non brillando per inventiva, ben si adatta allo stile cartonesco ed ironico della serie, lasciando sempre piacevolmente sorpreso il giocatore.
Peccato solo che al di fuori di una divertente modalità cooperativa per due partecipanti, oltre ad una serie di mini-giochi di modesta fattura, l’ultima avventura di Crash Bandicoot non offre mai quel senso di sfida e di profondità che ci si aspetterebbe da una serie decennale come quella del peramele arancione (solo 18 livelli di gioco ed un numero esiguo di bonus da raccogliere sono davvero poca cosa al giorno d'oggi). Ma a conti fatti, considerando soprattutto i mediocri capitoli apparsi sulle console a 128 bit, sarebbe potuta andare molto peggio.
Alla fine della fiera, Crash of the Titans si propone come un titolo mirato a rincuorare chi, negli ultimi anni, era rimasto profondamente deluso dalle avventure del peramele arancione. Radical Entertainment è riuscita difatti a ricreare quello spirito “selvaggio” e irriverente che caratterizzava i primissimi capitoli della serie targati Naughty Dog, non dimenticando tuttavia la giusta dose di innovazione (l’idea dei Titani da cavalcare è decisamente ben implementata e divertente). Peccato solo che, a causa della spietata concorrenza presente sugli scaffali dei negozi e ad un impianto di gioco pensato chiaramente per giocatori under-18, il titolo Sierra finirà presto nel dimenticatoio. A conti fatti, se si è alla ricerca di un buon platform game da affiancare ai ben più prestigiosi Mario & Co, l’ultima avventura di Crash potrebbe essere la scelta più consona.
VOTOGLOBALE7

Crash of the Titans

Disponibile per: WII | XBOX 360 | PS2 | GBA | PSP
Crash of the Titans - PS2
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Crash of the Titans
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ND.
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