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Il Padrino - Recensione

Inviato il da Edy "Kiki" Martarelli
Ormai è risaputo: quando Electronic Arts decide di sfruttare una licenza cinematografica non ce n’è per nessuno: nonostante molte produzioni non siano state esenti da difetti, la rispondenza alle pellicole da cui hanno tratto ispirazione si è sempre rivelata all’altezza delle aspettative, soprattutto per la grande sensibilità dimostrata nel riprodurre fedelmente scene e personaggi amati sul grande schermo. Dopo aver varcato i confini della Terra di Mezzo (Il Signore degli Anelli), imparato a padroneggiare le arti magiche (Harry Potter) e carpito tutti i segreti dello spionaggio (007), la celebre software house statunitense ha deciso che fosse giunto il momento di darsi alla trasposizione di un genere di film in cui i buoni non solo non vincono ma costituiscono una trascurabile minoranza all’interno di un mondo in cui corruzione, violenza e immoralità rappresentano uno stile di vita universalmente accettato come “normale”: Il Padrino. A distanza di 34 anni (il primo film uscì nel 1972, seguito da due sequel rispettivamente datati 1974 e 1990) il capolavoro firmato Francis Ford Coppola ed interpretato da un cast di prim’ordine (tra cui Marlon Brando, Al Pacino, James Caan e Robert Duvall) torna a vivere in chiave videoludica riproponendo fatti, luoghi e avvenimenti legati alla “famigghia” criminale più famosa d’America: i Corleone. Volete farne parte? Niente di più facile! Basta rimboccarsi le maniche e dimenticarsi di avere una coscienzaÂ...
GIOIE E DOLORI DELLA MALAVITA
Siamo negli anni 40. New York, capitale del vizio e del crimine, è in mano a cinque clan mafiosi che si spartiscono, in maniera non troppo pacifica, i vari quartieri della città: i Corleone a Little Italy, i Tattaglia a Brooklyn, gli Stracci nel New Jersey, i Cuneo ad Hell’s Kitchen e i Barrese a Midtown. In questo clima di tensione e rivalità sempre crescente, il giocatore veste i panni di un giovane sbandato che riesce ad ottenere la protezione della famiglia grazie ad un favore concesso dal Boss in persona a sua madre. Da questo momento il ragazzo inizia la lunga e difficoltosa scalata al mondo del crimine dedicandosi con impegno e devozione al servizio dei “parenti”Â...

Dopo aver assistito al canonico filmato iniziale, l’utente viene introdotto in maniera piuttosto burrascosa e senza tanti preamboli nel vivo del gioco per iniziare a prendere confidenza con il sistema di controllo. Prima di fare l’ingresso ufficiale nel mondo del crimine organizzato, occorre però procedere alla creazione del proprio personaggio, operazione che all’apparenza potrebbe sembrare piuttosto semplice ma che invece si rivela più complicata del previsto a causa della miriade di combinazioni estetiche che vengono messe a disposizione. La tecnologia MobFace, permette difatti di impostare a proprio piacimento numerosi parametri (viso, capelli, occhi, guance/orecchie, naso, bocca mento, corpo) che andranno ad influenzare le fattezze del personaggio, rendendolo unico. Un grado di personalizzazione così elevato non può che essere accolto con entusiasmo, anche perché ogni elemento scelto e/o modificato sarà ben visibile sia all’interno del gioco che nelle scene di intermezzo.

Nonostante la struttura di gioco imponga una grande varietà nella tipologia di azione (come vedremo tra poco) l’elemento chiave, nonché metro di valutazione attorno al quale gira ogni singolo aspetto del gameplay, è il rispetto. Ogni azione che dovrete compiere, difatti, influisce in maniera più o meno determinante sulla vostra reputazione e regola i rapporti con i vari soggetti con cui avrete a che fare: cittadini, commercianti, rivali in affari, forze dell’ordine ma soprattutto membri della famiglia a cui appartenete. Guadagnarsi la stima altrui si traduce sostanzialmente nell’acquisizione di punti rispetto da spendere per il potenziamento delle proprie abilità (armi, corpo a corpo, velocità ecc.) e misurati da un apposito indicatore collocato sotto la barra di energia. All’inizio dell’avventura il giocatore viene inquadrato come semplice manovalanza (livello base seguito da Picciotto, Scagnozzo, Capo, Vicario e infine Don), indi per cui, essendo ancora sconosciuto, gode di un livello di rispetto decisamente basso che dovrà rimpinguare attraverso le più svariate azioni criminali: omicidi, rapine, pestaggi, intimidazioni e chi più ne ha più ne metta. Tutte queste azioni, oltre a contribuire positivamente o negativamente alla formazione della vostra “immagine criminale” vi permettono di salire di grado e godere di vantaggi sempre maggiori man mano che vi avvicinate alla vetta.

Una delle incombenze più frequenti è costituita dalla riscossione del pizzo, incarico piuttosto delicato che richiede una grandissima attenzione nel gestire la situazione, diversa a seconda della persona che dovete intimidire. Ogni commerciante infatti ha una personalità propria ed è provvisto di indicatore di pressione che vi permette di conoscere in anticipo la sua reazione in modo da rendersi conto quando è il momento di usare le maniere forti (ad esempio sfasciargli il negozio oppure malmenarlo) e quando invece non è proprio il caso di esagerare, frangente in cui non solo non otterrete ciò che volete ma scatenerete anche una reazione violenta da parte del malcapitato. Nonostante questi accorgimenti offrano uno spunto interessante per diversificare il proprio modus operandi, lasciarsi prendere la mano risulta molto più conveniente e redditizio poiché più un individuo viene vessato, più denaro verserà nelle sporche casse dei Corleone. Sebbene i commercianti vogliano farvi credere di essere degli onesti ed indifesi cittadini, molto spesso i loro negozi fungono da copertura ad attività illecite, nascoste nel retro delle loro botteghe, negli scantinati o ai piani superiori: ogni qualvolta si acquisisce il controllo di esercizio, si apre una porta che conduce ai vari livelli dell’edificio, all’interno della quale è sempre meglio dare una controllata per scoprire una succulenta fonte di guadagno extra. Se i commercianti oppongono, con più o meno ardore, una certa resistenza ai vostri soprusi, decisamente più disponibili e accondiscendenti sono invece i gestori dei vari racket (prostituzione, gioco d’azzardo ecc.) che, nella stragrande maggioranza dei casi, vi permettono di acquisire una fetta della torta senza grossi problemi. Va però detto che, nonostante questi due elementi risultino molto appaganti nelle prime fasi del gioco, diventano un pochino più monotoni via via che si procede, perdendo gradatamente il loro fascino iniziale.

Il Padrino

Disponibile per: PS2 | PC | PSP | XBOX | XBOX 360
Il Padrino - PS2
Tipo: ND.
Il Padrino
7.5
7
7.5
7.5
24 voti
7,5
ND.
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