Prince of Persia : I due troni > Recensione
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Prince of Persia : I due troni - Recensione

Inviato il 15/01/2006 da Andrea "Erik Rekdal" Canigiani
Non sempre il successo di critica corrisponde a quello di pubblico. È il caso del primo Prince of Persia, The Sand of Time, accolto calorosamente dalle testate giornalistiche di tutto il mondo ma capace di conquistare solo una piccola schiera di appassionati videogiocatori. Convinta di avere tra le mani un gameplay di successo, Ubisoft decise per un seguito che riuscisse a compensare le scarse vendite dell’anno precedente. Purtroppo, l’infelice scelta di snaturare il personaggio ed il bilanciamento del gioco imperniandone le meccaniche sul combattimento piuttosto che sull’esplorazione e sulle evoluzioni del protagonista ha portato ad un titolo sfortunato.


In molti hanno storto la bocca di fronte ad un look eccessivamente gotico, che stonava con le atmosfere da ‘mille e una notte’ caratteristiche del franchise, e la critica che tanto aveva osannato il ritorno del Principe di Persia non ha tardato a denunciare i limiti di un titolo che faceva forza su un sistema di combattimento fin troppo confusionario e caotico. Ciò nonostante, in piena Matrix mania, The Warrior Within aveva avuto miglior fortuna ai botteghini, forse anche grazie al clamore suscitato dall’insuccesso di un predecessore così apprezzato dagli hardcore gamer.
Dopo due titoli dal destino tanto diverso, è giunto il momento di giudicare se Ubisoft abbia saputo imparare dagli errori del passato confezionando un titolo capace di mettere d’accordo critica e grande pubblico.
Il Principe torna a casa, nella sua Babilonia. La permanenza nell’isola del tempo ha segnato il suo corpo con mille cicatrici, ma il suo non è più lo sguardo malvagio e disperato di un assassino. C’è qualcosa di malinconico in lui: ha voglia di riposareÂ... voglia di tornare a casa.

Bentornati (finalmente), nella sognante Persia.
Una poltrona per due

Coniugare il gameplay di due titoli tanto diversi poteva sembrare un’impresa titanica, a tratti impossibile. Allo stesso tempo, riuscire a riproporre i combattimenti frenetici e il cupo look di Warrior Within e le magiche atmosfere e gli enigmi ‘ambientali’ (da risolvere solo grazie alle acrobazie del principe) di The Sand of Time, era la migliore garanzia per la realizzazione di un titolo finalmente completo. Con un colpo di scena degno della migliore tradizione holywoodiana, Ubisoft Montreal è riuscita nell’intento in maniera tanto semplice quanto improbabile: dotando il protagonista di una seconda personalità. Accanto al tradizionale principe, e alle sue evoluzioni, troviamo il minaccioso ‘Dark Prince’ vero e proprio alter ego malvagio del protagonista, privo di scrupoli e pronto a tutto pur di rivendicare il trono sottrattogli con la forza.
La vera maestria dei game designer, in questo caso, risiede nella capacità di rendere l’escamotage utilizzato per coniugare i gameplay dei precedenti titoli, funzionale e necessario alla trama del titolo stesso. Il Principe torna a casa, finalmente libero dalla maledizione delle sabbie del tempo. Il potente spirito che gli dava la caccia è placato, l’imperatrice dell’isola del tempo lo accompagna verso la sua nuova vita, finalmente libera dagli errori del passato cancellati dai poteri delle sabbie del tempo. Ma cancellare il passato ha un prezzo: se è vero che le sabbie del tempo non sono mai state liberate dalla loro prigione, è altrettanto vero che il malvagio Visir (antagonista e avversario finale del primo capitolo della serie) non è mai stato sconfitto, ed è pronto a minacciare la pace del regno di Babilonia. Tornando indietro nel tempo e cancellando gli eventi che lo avevano portato ad essere colpito da una malvagia maledizione, il Principe ha di fatto cancellato anche tutti gli eventi narrati nel primo gioco. Dal punto di vista del giocatore, questo significa che aver giocato (e completato) i precedenti capitoli non è assolutamente necessario per godere della trama di questo nuovo gioco. Dal punto di vista del protagonista della storia, questo significa dover riaffrontare antichi nemici e incontrare di nuovo vecchi amici, in una versione alternativa degli eventi narrati nel primo episodio della serie.
Una città in fiamme attende il nostro eroe. La sua nave viene attaccata ed affondata, la sua compagna, l’Imperatrice del tempo, persa tra i flutti. Alle porte della sua città natale, il Principe si trova di fronte ad uno scenario inquietante: edifici in fiamme, cadaveri lungo le strade ed un esercito invasore intenzionato a radere al suolo la bellissima città. Nelle prime battute di gioco (che fungono da pratico tutorial) il giocatore ha modo di scoprire che dietro a tanta distruzione e rovina non c’è altri che il gran Visir, deciso più che mai ad impadronirsi dei poteri delle sabbie del tempo, uccidendo l’imperatrice. Ed è proprio nel tentativo di salvare l’avvenente sovrana che il Principe viene ferito e contaminato dalle sabbie stesse, portando alla nascita del Dark Prince, espressione della rabbia e delle paure del protagonista. Comincia quindi una lunga avventura, alla riconquista del trono perduto, ma anche un lungo viaggio introspettivo nell’ego di uno dei personaggi più affascinanti del mondo dei videogiochi. Periodicamente, nelle situazioni più critiche (e comunque sempre in punti prestabiliti dalla regia del gioco), questa seconda personalità prenderà il sopravvento, modificando drasticamente il gameplay e di conseguenza l’approccio stesso alle situazione di gioco. Ma procediamo con ordine.


Il grande pregio di questo terzo capitolo delle avventure in terra di Persia è quello di reintrodurre massicciamente gli enigmi ambientali che tanto avevano affascinato gli hardcore gamer in The Sand of Time. Una buona dose di inventiva e di immaginazione sono necessarie per capire come impiegare le atletiche evoluzioni del protagonista guidandolo nella sua strada verso la vendetta. Ai salti millimetrici, le corse sui muri e i funambolici voli che sono ormai il marchio di fabbrica della serie, si aggiungono nuove possibilità che rendono di fatto ancor più acrobatiche e dinamiche le avventure del principe. Lungo i muri dei palazzi di Babilonia sono infatti disseminate sporgenze a cui il protagonista può aggrapparsi con il proprio pugnale, prolungando così i suoi voli sui tetti della città; inoltre il Principe può utilizzare dei curiosi pannelli di legno per catapultarsi da una parete all’altra, complicando sicuramente la vita del giocatore ma aumentandone esponenzialmente il senso di soddisfazione. Consci che uno dei principali punti deboli dei precedenti titoli era un sistema di combattimento capace di confondere più che di coinvolgere il giocatore, i ragazzi di Ubisoft hanno ben pensato di correre ai ripari, introducendo le speed kills. Sia il Principe che il suo alter ego malvagio sono infatti in grado di porre velocemente fine all’esistenza delle guardie che infestano le strade di Babilonia sorprendendole alle spalle. Una volta giunti in posizione vantaggiosa, su schermo viene segnalata la possibilità di sopprimere l’avversario, scatenando una sequenza di colpi letali cadenzati dal bagliore sulla lama del protagonista. Un po’ come accade in God of War, infatti, il giocatore è chiamato a premere il pulsante di attacco con il giusto tempismo per ottenere la cruenta esecuzione della propria vittima. Le speed kills possono anche essere inserite al termine di una lunga serie di salti ed acrobazie, accrescendo ancor di più l’immedesimazione e il divertimento durante il gioco.
L’introduzione delle speed kills è gradita non solo perché introduce una componente stealth ben integrata nel resto dell’avventura ma anche perché supplisce al sistema di combattimento che, purtroppo, è stato riproposto in tutta la sua caotica imprecisione. Per quanto le combo a disposizione del giocatore siano spettacolari ed efficaci, non si ha mai la sensazione di essere davvero padroni della situazione, generando un senso di approssimazione che alla lunga tende a frustrare e annoiare.

Prince of Persia : I due troni

Disponibile per: PC | PS2 | NGC | XBOX
Prince of Persia : I due troni - PS2
Tipo: ND.
Prince of Persia : I due troni
7.5
8.5
7
8
59 voti
7,7
ND.
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