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Rockstar North - Speciale

Inviato il 27/09/2004 da Redazione
Era il 1987 quando a Dundee, in Scozia, venne fondata ufficialmente DMA Design da Dave Jones. Dopo aver lavorato su Spectrum nell'intimità della sua camera a casa con i genitori (altri tempi), in un ufficio composto complessivamente da due stanzette iniziarono i lavori per il primo gioco fimato DMA Design. Affiancato dai suoi amici Steve Hammond, Mike Dailly e Russel Kay, tutti conosciuti qualche anno prima al Kingsway Amateur Computer Club, un punto di ritrovo della città scozzese per gli appassionati d'informatica, questa casa sviluppatrice sarebbe diventata ben presto una degli idoli degli amighisti e di tutti i fan degli sparatutto. L'interesse per lo sviluppo di giochi su computer era una cosa che Dave condivideva con i suoi tre amici. Era la prima era d'oro dei computer e si era spesso interessati a fare i giochi piuttosto che semplicemente giocarli (non a caso la maggior parte dei programmatori e dei game designer attuali hanno iniziato a sviluppare in quegli anni). Nel 1988, dopo aver trovato come produttore l'allora non ancora grandissima ma abbastanza famosa Psygnosis, terminarono lo sviluppo del loro primo gioco, Menace. Il resto è storia, anzi, è qui sotto.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
MENACE

Anno di pubblicazione: 1988

Uscito su: Amiga (versione originale), Atari St, C64 e pc

Genere: sparatutto
 

Una scossa totale per il mercato dei giochi Amiga. Questo fu Menace, il primo vero gioco di DMA Design, un classico sparatutto bidimensionale a scorrimento orizzontale. Ma quello che rendeva Menace speciale era la grafica fuori paramentro, un qualcosa che distruggeva qualsiasi altra cosa vista su console e computer, Amiga incluso. Sprite gigantesci che coprivano una schermata, nemici splendidamente disegnati e animati, 64 colori (di solito ne venivano utilizzati 16 e nel migliore dei casi 32), tantissimi oggetti su schermo e fondali vivi. Anche il sonoro era di primo livello, era presente addirittura il parlato. L'unico difetto del gioco era la longevità non troppo alta: sei livelli non eran poi molti e anche la difficoltà, incredibilmente, non era esagerata come nella maggior parte degli sparatutto prodotti all'epoca. Un titolo che per molti resta indimenticabile.


 

 











BALLISTIX

Anno di pubblicazione: 1989

Uscito su: Atari St (versione originale), C64, Amiga e pc

Genere: azione



 

La trama di sfondo a questa via di mezzo tra un gioco d'azione e di calcio è abbastanza ridicola ed evitiamo di riportarla. Si tratta effettivamente di un titolo ad ambientazione cyberpunk dove lo scopo principale è spedire una sfera d'acciaio nella porta avversaria. Come? Impattando altre palle più piccole con essa. Il campo, se così si può chiamare, è costellato di ostacoli, barriere o piastrelle speciali che provocano effetti speciali sulle palle. Un gioco dalla struttura fiacca e dalla giocabilità scarsa, dove i punti messo a segno sono dovuti più alla fortuna che alla propria abilità. L'opzione per il gioco a due è addirittura delirante e inabissa definitivamente questo titolo tra i peggiori mai visti.














BLOOD MONEY (Vedi Retro Cover)

Anno di pubblicazione: 1989

Uscito su: Amiga (versione originale), Atari St, C64 e pc

Genere: sparatutto

 

Superare Menace non era facile, ma DMA Design riuscì a creare uno sparatutto ancora più bello con Blood Money, che introdusse alcune novità che rinfrescarono un po' il genere degli shoot'em up. Quattro pianeti da scegliere, ma inizialmente a causa dei pochi soldi disponibili ne erano accessibili solo due. Ogni livello è completamente differente dall'altro, non solo per quanto riguarda il tipo e il design di nemici e di fondali, ma anche il mezzo utilizzato dal giocatore cambiava a seconda delle esigenze. Ogni navicella o mostro ucciso fruttava delle monete da raccogliere e da investire in armamenti ed extra vari e la modalità a due giocatori aggiungeva ulteriore spessore ad un titolo di per sé massiccio. Tecnicamente ancora più bello di Menace, con un uso dei colori più sensato, uno stile dei livelli molto originale e uno scrolling sia orizzontale che verticale. Effetti sonori e colonna sonora eccellenti, il comparto audio di Blood Money era forse uno dei migliori mai visti su Amiga e rendeva ancor più grande quello che è uno dei pezzi storici del computer Commodore e di DMA Design.














LEMMINGS (Vedi Retro Cover)

Anno di pubblicazione: 1990

Uscito su: Amiga (versione originale), Atari St, pc, Nes, Game Boy, Snes, Linx, Master System, Game Gear, Mega Drive, C64, 3DO e Spectrum

Genere: rompicapo

 

Il gioco più originale di tutti i tempi. Sono in molti a definire in questo modo Lemmings, il titolo che lanciò una volta per tutte DMA Design tra le migliori case sviluppatrici di allora (e di adesso). L'idea alla base di Lemmings è una di quelle che se ti vengono non puoi assolutamente non sfruttare, si tratta di qualcosa di geniale e rivoluzionario, anche se in fondo è fine a sé stessa. I protagonisti del gioco sono dei roditori, i lemming per l'appunto, che secondo una teoria completamente inventata hanno tendenze al suicidio dato che sono in sovrannumero. In realtà, e qui andiamo un attimo fuori tema, si tratta di una sciocchezza e al tempo stesso una delle tante macchie della Disney (per le altre fate una ricerca su internet, vedrete che sorprese). Negli anni '50 la famosa casa produttrice di cartoni animati e film realizzò alcuni documentari sugli animali, uno dei quali sui lemming. La troupe che doveva fare le riprese organizzò artificialmente le scene del presunte suicidio di massa dei roditori, spingendoli con semplici tecniche a buttarsi giù in mare. Tuttavia questa deplorevole azione fu voluta dal regista del documentario, per cui è difficile sapere con certezza se si trattò di una sua iniziativa o di ordini venuti dai dirigenti.

In realtà i lemming non si suicidano: quando diventano troppi o non ci sono più le condizioni per restare dove sono, vanno in cerca di un nuovo posto e per farlo attraversano anche corsi d'acqua. Non conoscendo la differenza tra un fiume o uno specchio d'acqua molto ampio e profondo come un lago o un mare, può capitare che tentino di superare zone simili finendo per annegare.
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Chiusa questa spiacevole divagazione, torniamo a parlare di Lemmings. Ognuno dei tanti livelli iniziava con dei lemming che dalla superficie scendevano nel sottosuolo (un sottosuolo molto strano a dire il vero), da quel momento in poi, camminavano senza fermarsi mai. Per impedire una morte certa dovuta ad annegamento, caduta da un precipizio o da qualche altra cosa, interveniva il giocatore tramite una serie di ordini impartibili tramite delle icone. Selezionando una di queste icone e cliccando col cursore sul lemming desiderato, quest'ultimo iniziava a svolgere un particolare compito: bloccare un passaggio, costruire un ponte, scavare una buca, aprire un varco in una parete ecc. Ciascun livello era un vero e proprio enigma, dove a volte la soluzione era unica e richiedeva molto tempo e riflessione per essere scoperta. Quasi impossibile era terminare un livello con tutti i lemming (a volte il sacrificio di alcuni era persino necessario), fortunatamente bastava farne sopravvivere una parte.

La grafica non spingeva certo l'hardware verso i suoi limiti, ma i lemming erano splendidamente animati.

Indimenticabile il "reset" che permetteva di far letteralmente esplodere contemporaneamente tutti i roditori.

Lemmings è stato uno dei giochi più convertiti della storia ed uno dei più longevi in assoluto, tanto che ci volevano mesi per finirlo. Un titolo che non risente del tempo e che ancora oggi vale la pena di essere giocato.

Grand Theft Auto: San Andreas

Disponibile per: PS2 | PC | XBOX
Grand Theft Auto: San Andreas - PS2
Tipo: ND.
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