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Sonic Riders - Recensione

Inviato il 14/04/2006 da Stefania Sperandio
Quando due videogiocatori si trovano a colloquiare riguardo quali siano le icone delle loro console, è innegabile che indichino personaggi simbolo come Super Mario o, ai suoi bei tempi, il marsupiale Crash Bandicoot. Eppure, i fan più affezionati dell’intrattenimento elettronico ricorderanno ancora il vecchio personaggio-icona della SEGA: un porcospino blu dall’aria strafottente e seriosa. Il celeberrimo porcospino Sonic. Il titolo che portò questo personaggio a spopolare tra le folle lo vedeva protagonista di corse bidimensionali (rigorosamente a piedi) a velocità a dir poco vorticose. Oggi, nel 2006, per festeggiare i suoi quindici anni di vita, Sonic “the hedgehog” appende le scarpe al chiodo ma non si ritira dalle corse: semplicemente sceglie di ammodernarsi, sfrecciando a velocità pazzesche a bordo di una tavola volante; questa tavola ha nome di Extreme Gear.
Perché Sonic ha bisogno di un Extreme Gear?
Ma quale motivo può avere spinto il nostro beniamino a scegliere di rinunciare alla sua dote naturale, ossia la corsa libera, in favore di una competizione su tavola? La questione è molto più semplice di quanto non possa sembrare. Mentre Sonic ed i suoi amici Tails e Knuckles vagano in piena notte lungo Metal City, si imbattono in un Chaos Emerald, un prezioso tipo di gemma. Proprio sotto gli occhi increduli dei tre, il cristallo viene rubato da tre loschi figuri, che si danno immantinente alla fuga a bordo di alcune tavole Extreme Gear. Disgraziatamente uno dei tre manigoldi cade e Sonic, salendo sulla sua tavola, si lancia all’inseguimento dei criminali. Purtroppo però le sue doti di corridore non sono paragonabili a quelle di pilota, ed il porcospino cade al suolo facendo una magra figura. Sconsolati, i tre amici tornano a vagare senza meta per Metal City quando, in uno schermo, compare il dottor Eggman, così chiamato per la forma della sua testa. L’uomo, con fare sadicamente divertito, annuncia l’organizzazione di un torneo di Extreme Gear al quale avrebbero preso parte anche i tre ladri. Sentendo quell’annuncio, Sonic non può tirarsi indietro: è il momento di mettersi alla prova pilotando un Extreme Gear.
Extreme Gear: istruzioni per l’uso
Come si è capito, Sonic Riders è un gioco di corse, una sorta di incrocio tra l’epico Mario Kart e l’immortale Crash Team Racing, con però la velocità e l’adrenalina della serie Wipeout. Avviata una gara, Sonic o un altro dei sette personaggi selezionabili inizialmente (il numero si amplierà successivamente fino ad un massimo di sedici) si troveranno a fare i conti con l’Extreme Gear. Mentre il countdown per la partenza si avvia, il giocatore, con lo stick analogico sinistro, può spingersi velocemente, ancora a piedi, verso la linea di start, a patto di non cercare di oltrepassarla, pena una scarica elettrica con momentanea paralisi. Qualora si riuscisse a cogliere la giusta frazione d’istante per la partenza, si otterrà uno scatto bonus. Ad ogni modo, una volta oltrepassata la linea d’avvio della corsa, la tavola Extreme Gear schizzerà in avanti senza necessitare della pressione di alcun pulsante del nostro joy-pad. Esattamente: l’Extreme Gear è in costante accelerazione. Le icone grafiche invadono subito lo schermo, indicando al giocatore la sua posizione, la distanza degli avversari e, soprattutto, il livello di Air Tank disponibile: l’Extreme Gear, infatti, è spinto da un motore ad aria, all’esaurimento della quale il giocatore sarà costretto a correre a piedi fino a trovare un punto di rifornimento (selezionando l’apposita opzione è possibile fare anche in modo che, una volta esaurita l’Air Tank, il proprio corridore si ritiri dalla gara). L’Air Tank si consuma in misura maggiore quando si usufruisce del turbo (tasto O) o quando si sceglie di slittare in curva (tasto R1).
I circuiti, seppur pochi, sono stravaganti (a volte esageratamente, tanto che si finisce per perdere la strada) e permettono, grazie a delle alte rampe, di eseguire delle acrobazie mediante lo stick sinistro: maggiore sarà la nostra abilità nell’eseguire le acrobazie in volo, maggiore sarà la quantità di Air Tank che guadagneremo, riducendo esponenzialmente le possibilità di ritrovarci appiedati nel bel mezzo della competizione. Ogni circuito presenta delle scorciatoie o strade alternative che sono individuabili solo se riservate alla categoria del personaggio che stiamo utilizzando: speed, flight e power. I personaggi Speed - come Sonic - hanno la capacità di effettuare dei veri e propri grind in pista; i personaggi Flight - come Tail - hanno la possibilità di prendere il volo dopo i salti; i personaggi Power - come Knuckles - possono invece sfondare degli ostacoli per rivelare delle scorciatoie nascoste.
Mentre si corre, è spesso richiesta la pressione in determinate direzioni dello stick sinistro. I movimenti da compiere sono accuratamente indicati sullo schermo, spesso in misura addirittura eccessiva, tanto che la dicitura che puntualmente indica una curva da affrontare in derapata copre l’intera visuale, impedendoci di piegare come avremmo voluto e mandandoci irrimediabilmente a sbattere. Altre volte, invece, dovremo ruotare lo stick sinistro (inutilmente) assistendo a sequenze speciali (ed altrettanto inutili) durante la corsa: in questo caso le indicazioni compaiono in basso a destra e non ostacolano la visione della sequenza.
Tutti i sette avversari che ci fronteggiano sul circuito, schizzando lungo il percorso, lasciano dietro sé una scia che, qualora intercettata, permette di raggiungerli più velocemente. In Sonic Riders la scia dei corridori è indicata come una linea d’aria bianca. Portandosi all’interno di questa linea è necessario seguire i comandi indicati per aumentare la propria velocità e performare delle acrobazie.
Modalità di gioco
Nel menù iniziale di gioco, che si presenta con un look hi-tech piuttosto accattivante, è possibile scegliere tra diverse modalità: la modalità storia (che prevede la trama riportata precedentemente), la gara normale, la modalità squadra e la modalità sopravvivenza. Come è chiaro, la modalità principale è quella storia, nel corso della quale utilizziamo mano a mano tutti gli amici di Sonic per dimostrare agli avversari quale sia il vero significato del termine velocità. Nella modalità “Gara normale”, invece, possiamo scegliere se affrontare una gara libera, una gara a tempo o un gran premio mondiale, che prevede di affrontare gli avversari sulle cinque piste consecutivamente. La modalità a squadra e quella di sopravvivenza, invece, costituiscono propriamente, in Sonic Riders, la tana del multiplayer: mentre, nella prima, si gareggia in compagnia di un alleato con lo split screen, nella seconda si devono realizzare obiettivi ben precisi richiesti dal gioco, come trasportare delle gemme fino ad un certo punto della pista o colpire gli avversari.
Profilo tecnico: audio e video
Dal punto di vista tecnico, Sonic Riders eccelle più nell’assoluta irreversibilità dei propri difetti che non nella perfezione dei pregi. La grafica piacevole ed apprezzabile degli FMV e delle basse velocità, infatti, crolla non appena Sonic preme il piede sull’acceleratore: il senso adrenalinico della velocità, purtroppo, è reso in maniera così confusionaria da ritrovarsi irrimediabilmente a sbattere innanzi al primo ostacolo sul quale ci si imbatte. Dunque, la bella grafica dei menù e degli FMV si ritrova ad essere mutilata durante le corse, dove i risultati, pur non essendo scarsi, avrebbero potuto essere ben migliori.
Per quanto riguarda i controlli di gioco, sono semplici ed immediati: con il O si attiva il turbo, con la X si salta, con R1 si frena e si slitta, con lo stick sinistro si controlla l’Extreme Gear e si piega in curva. Nonostante l’apparente scontatezza, questi semplici comandi danno vita a delle corse ostiche e difficili da affrontare, nelle quali un’eventuale vittoria è da considerarsi come avvenimento più unico che raro. Gli avversari sembrano sempre avere una marcia in più, anche quando utilizziamo le scorciatoie, e durante le gare possono succedere così tanti imprevisti da lasciare l'utente piuttosto spaesato: avremmo preferito una maggior cura per i dettagli che non un’accozzaglia confusionaria di idee.
Il comparto audio è, invece, il punto di forza di questo titolo. Le tracce sonore dei menù e delle sequenze di gioco sono originali, coinvolgenti, ben ritmate, e si lasciano ascoltare molto volentieri, come quella che fa da colonna sonora al circuito nel deserto. Anche il doppiaggio, in inglese (sottotitolato in italiano) se la cava senza infamia. Da annotare il fatto che tracce audio e video possono essere ascoltate/viste, nell’apposita sezione del gioco, in qualsiasi momento.
Sonic Riders è la classica idea buona sviluppata male. L’idea di reinventare Sonic come pilota di tavole è buona, così come quella di arricchire la giocabilità con le diverse categorie dei personaggi e con il consumo dell’Air Tank. Purtroppo, però, su queste idee si è sviluppato un titolo che ha un problema di fondo: non è divertente. Ma nemmeno un pochino. Cinque circuiti, benché originali e bizzarri, sono davvero pochi e le corse diventano subito ripetitive e frustranti, soprattutto quando si perde perché le indicazioni di gioco hanno coperto la visuale sulla pista. I potenziamenti ed i video extra (pochi) godono di un’appetibilità davvero scarsa, mente la trama della modalità storia è banale e per niente coinvolgente. Sonic Riders capitola così esattamente com’era sorto: nel silenzio più assoluto.
VOTOGLOBALE5

Sonic Riders

Disponibile per: PS2 | NGC | XBOX | PC
Sonic Riders - PS2
Tipo: ND.
Sito Ufficiale: Link
Sonic Riders
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ND.
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