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The Red Star - Recensione

Inviato il da Stefania Sperandio
Ciò che in assoluto di più esatto si può affermare riguardo The Red Star è che si tratti di un cronico ritardatario. Il titolo distribuito da Take Two, infatti, doveva uscire ben tre anni fa, sviluppato da Acclaim. Dopo il fallimento dell’ultima citata, purtroppo, è rimasto abbandonato nell’oceano dei videogames eternamente incompiuti, inabissandocisi ogni giorno di più.
Inaspettatamente, oggi The Red Star è finalmente sbarcato sul mercato, distribuito sì da Take Two, come previsto, ma sviluppato dai ragazzi di XS; tre anni dopo la data prevista per la conclusione del progetto, l’arcade classico dal profilo moderno è finalmente pronto a sottoporsi all’attenzione dei videogiocatori e della critica.
Un futuro rosso
Ispirato da un omonimo fumetto di grande successo all’estero, The Red Star ci proietta in un futuro in cui una sorta di Unione Sovietica alternativa, l’U.R.R.S. , non solo è ancora in vita, ma è anche una potenza egemone tecnologica e all’avanguardia, capace di unire sotto alle insegne del suo esercito, l’Armata Rossa, la forza delle truppe a quella dei maghi.
Così, il giocatore si ritroverà ad impersonare tre membri dell’Armata Rossa, due donne ed un uomo, che combattono con tutte le loro forze contro i nemici hi-tech che intendo sbarrargli in qualsiasi modo la strada. Makita è un’affascinante ribelle, estremamente veloce ma penalizzata dalla poca forza fisica. L’enorme soldato Kyuzo è il suo esatto opposto, essendo dotato di una straordinaria forza fisica ma allo stesso tempo di una disarmante lentezza. La questione è diversa invece per Maya, personaggio sbloccabile più o meno protagonista della trama, che può contare sulla straordinaria forza della magia.
Profilo giocabile
The Red Star - recensione - PS2 The Red Star è uno sparatutto arcade a scorrimento trasposto nel mercato videoludico del 2007. Distaccandosi dalle oramai numerose raccolte di grandi classici praticamente invariati rispetto a vent’anni fa, il titolo Take Two si impegna a riproporre una giocabilità immediata tipica degli anni ’80, facendola accompagnare, però, da una grafica ed una profondità ludica appropriate alla nostra era. In semplici parole, The Red Star cerca di far breccia contemporaneamente sugli amanti del retro-gaming e su quelli degli sparatutto moderni dalla grafica vivace e dal ritmo frenetico.
Il risultato di questo ibrido non è disprezzabile. Dopo aver scelto quale dei due protagonisti inizialmente disponibili impersonare e - soprattutto - dopo aver sopportato i fastidiosi caricamenti che vi condurranno fino al briefing di missione, un vostro superiore vi illustrerà il vostro incarico, delineando in poche parole ciò che, in assoluto, in questo titolo è il profilo maggiormente di secondo piano: la trama. Rifacendosi ai modelli del classicismo videoludico, The Red Star sceglie di non tediare il giocatore con sequenze filmate e colpi di scena, ma di regalargli un’esperienza ludica immediata e divertente.
Superato il briefing di missione, dove sarà possibile notare l’impronta fumettistica del design dei personaggi, un caricamento vi catapulterà nel livello da affrontare. Le ambientazioni sono varie e piuttosto vaste, e spaziano da quelle futuristiche ai semplici deserti. Il giocatore ha la possibilità di affrontare i nemici sia mediante lo scontro corpo a corpo - che potrebbe catapultarli fuori dal livello, nel baratro che spesso circonda il camminamento dell’ambientazione - che mediante le armi da fuoco, tenendosi ad una debita distanza di sicurezza. Inoltre, per difendersi dagli attacchi delle diverse tipologie di avversari, potremo contare su un pratico scudo virtuale che, fino a quando non se ne esaurirà la carica, salvaguarderà la nostra barra vitale dagli assalti dei nemici più ostici. L’uccisione di ogni nemico porterà al caricamento di una piccola barra in alto a sinistra: quando questa si sarà caricata, potremo sferrare un micidiale colpo che, il più delle volte, ci salverà la vita contro i boss di mezzo o di fine livello, sempre presente e sempre assolutamente difficili da affrontare.
La caratteristica che rende The Red Star un’esperienza ludica interessante è senza ombra di dubbio l’elevata difficoltà: il giocatore non deve solo correre e colpire, ma cimentarsi con i livelli, impegnarsi e capire le strategie giuste per eliminare i boss. Più facile, invece, lo scontro con i normali soldati nemici che, seppur differenziati da diverse caratteristiche e spesso dotati di scudi che gli permettono di rimanere illesi sotto alla pioggia dei vostri proiettili, sono mossi da un’intelligenza artificiale ridicola e prevedibile. Ciò non risulta comunque di peso, considerando il fatto che raramente nel gioco vi imbatterete in un medi-kit e che, se verrete uccisi, dovrete ricominciare la missione da capo.
Quest’elevata difficoltà di gioco risulta però essere una vera e propria arma a doppio taglio: se è vero che il giocatore viene coinvolto e stimolato, è anche vero che, innanzi all’ennesima schermata di Game Over, questi abbia tutto il diritto di storcere il naso, pronunciando la parola che mai dovrebbe avere a che fare con un videogame: monotonia. In quanto classico, infatti, lo stile di gioco di The Red Star è tanto arcade ed immediato quanto ripetitivo e monotono. Per far fronte a questo problema, gli sviluppatori hanno deciso di assegnare un punteggio al giocatore al termine di ogni missione, che potrà essere speso per potenziare le proprie armi o per diminuire la quantità di danni subiti dagli attacchi nemici. Una buona idea, che però non basta, poiché la meccanica rimane sempre quella: corri, colpisci, sconfiggi il boss. Una meccanica che, nel 2007, potrebbe essere sgradita a molti videogiocatori che pretendono - giustamente - qualcosa di più vario e stimolante.
Grafica e sonoro
Graficamente parlando, The Red Star non ha niente da invidiare ai suoi contemporanei: il design dei personaggi è pulito, non esattamente realistico ma assolutamente originale ed appropriato alla trasposizione ludica di un fumetto. Inoltre, i modelli dei nemici non hanno nulla da invidiare a quelli dei personaggi principali. Anche le ambientazioni sono realizzate in maniera gradevole, e difficilmente vi imbatterete nel classico errore della compenetrazione di pixels. Gli effetti, come le esplosioni, gli spari o i laser proiettati dai boss meccanici, sono curati e gradevoli, vivi e d’atmosfera.
A livello sonoro, il titolo XS non eccelle e non pecca: il sottofondo musicale aggiunge ritmo all’azione sullo schermo, passando da melodie alla batteria a parti corali piuttosto coinvolgenti. Non eccellono invece gli effetti sonori, sovrastati dalla musica, ed il titolo - forse per ambientarsi meglio nel genere classico da cui ha preso spunto - manca del doppiaggio.
The Red Star è un ibrido tra il modello classico ed il videogame moderno. Uno sparatutto a scorrimento a metà strada in ogni suo profilo, immediato nel profilo giocabile, tralasciato nella trama, curato a sufficienza nella grafica e nel sonoro, ma monco del doppiaggio e della varietà di gioco, caratteristiche ormai portanti nel panorama videoludico odierno. Di conseguenza, l’attesissimo titolo di Take Two si presenta con una facciata simile a quelli dei videogames moderni, ma con un’anima vecchia di decenni.
Aiutato dal suo basso prezzo di vendita, davvero ottimo se comparato ai momenti di sano divertimento che il gioco, prima di annoiare, può offrirvi, The Red Star è un acquisto che non deluderà gli amanti dell’immediatezza e dell’azione. E, nonostante i suoi limiti, quei momenti potrebbero essere piacevolmente goduti anche da coloro che non si ritengono particolari estimatori del genere arcade.
VOTOGLOBALE6.5

The Red Star

Disponibile per: PS2
The Red Star - PS2
Tipo: ND.
Distributore: Take2 Interactive
The Red Star
7
6.5
6.5
7
16 voti
7,2
ND.
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