Tomb Raider Anniversary > Recensione
1 Commenti
Aggiungi ai preferiti / Condividi
0
Articolo utile? 2 voti
+0
     

Tomb Raider Anniversary - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Tomb Raider: Anniversary - recensione - PS2 C’era un tempo in cui i videogiochi dovevano emozionare, non stupire. In quel tempo, nacque Tomb Raider. Era l’alba della produzione videoludica moderna: col senno di poi, fu proprio Lara Croft che inaugurò, al pari dello Star System hollywoodiano, un’epoca (quella attuale) in cui le attese e le prospettive del giocatore sono pilotate da aspettative incarnate ora in personaggi-simbolo, ora in una logica di genere che tende a categorizzare fortemente tutta la produzione.
Da allora, Lara divenne l’icona del gioco di “avventura ed esplorazione”, e Tomb Raider il suo più noto esponente. Poco a poco, Lara si tradì, sovrastata dagli inadeguati rinnovamenti concettuali che i fan domandavano a gran voce, e dall’evidente incapacità di un gruppo di designer fino a poco tempo fa fossilizzato su canoni inadeguati alle richieste del pubblico, e tuttavia insipidamente proteso alla ricerca di una formula che potesse risultare appetibile per le “nuove masse” (un tumulto informe di giocatori occasionali che dal 2002 ad oggi ha sostanzialmente tentato di disintegrare l’idea stessa di [video]gioco). Così, dopo i primi, indimenticabili capitoli, Tomb Raider perse sapore: contaminata da un lato da interventi d’azione che ponevano rilievo sulla componente shooter, dall’altro persa la capacità di stupire con ambientazioni soverchianti e maestose (quasi poetiche, ci verrebbe da esagerare ricordando Saint Francis Folly o la Venezia del secondo episodio), la saga divenne il fantasma di se stessa, trascinata negli anni solo dai guadagni certi della nomea.
Lo scorso anno Crystal Dynamics, con il suo Legend, ristabilì in parte gli antichi fasti di Tomb Raider, dopo il crollo rovinoso di Angel of Darkness. In parte perché, pur riuscendo ad “incastrare” il prodotto in una nuova concezione del titolo d’avventura (proposta ad onor di cronaca dal primo Prince of Persia a 128bit), non seppe renderlo indimenticabile, a causa di una scarsa ispirazione delle locazioni e di una sbrigativa realizzazione dell’intreccio narrativo. E’ ironico che a “tappare i buchi” di un lavoro di design scarsamente ispirato arrivi oggi Anniversary, ovvero la riedizione del Tomb Raider originale. Ad alcuni, i più sagaci, potrebbe quasi sembrare che tutta la carica creativa, e l’ispirazione multiforme che aveva l’ardire di trasportare in linee di codice immaginari ammirevolmente pregnanti, sia patrimonio di un tempo che, oggi, non esiste più.
Tomb Raider: Anniversary - recensione - PS2 Anniversary è un preciso adattamento del primo Tomb Raider, inserito nel “solco” ludico tracciato dal precedente capitolo. Dalla produzione datata 1996 il titolo eredita da una parte la generale banalità dell’intreccio narrativo (superfluo oggi come allora), dall’altra l’eccelsa caratterizzazione delle ambientazioni e la natura assai particolare del prodotto. Al di fuori delle tendenze attuali, Anniversary è un titolo pacato, che procede soprattutto attraverso fasi esplorative e sessioni di gioco dedicate al Puzzle Solving. I momenti in cui far “cantare le pistole” sono drasticamente ridotti rispetto a quelli di Legend (e qui si tratta di affrontare prevalentemente animali), così come meno determinanti appaiono i Quick Time Event che costellavano l’intreccio della scorsa avventura di Lara. Nonostante proprio la componente bellica abbia subito qualche modifica (adesso è possibile schivare particolari attacchi nemici al momento giusto, attivando una sorta di bullet time che permette precisi e mortali Head Shot) questa resta assai marginale (anche negli scontri con i pochi Boss). Quello che conta, dunque, in Tomb Raider Anniversary, è soprattutto lo spirito d’osservazione, la voglia d’avventura, e la caparbietà. Di fronte a questa impostazione non pochi giocatori si accorgeranno d’aver fatto poco allenamento, negli anni in cui la “politica del disimpegno” ha portato a produzioni banali e trite, facili da completare così come da dimenticare.
Ristrutturando livelli impressi a fuoco nella storia del videogioco, e rivalutandone la complessa struttura alla luce di un gameplay più aperto, Anniversary rifonda di getto l’adventure game “puro”. In questo senso, è ovvio che il lavoro di Crystal Dynamics debba molto alle fondamenta gettate anni orsono da Core Design: i ponti sospesi della “Valle Perduta”, il genio indiscutibile del capolavoro “Saint Francis Folly”, ed i livelli che preludono alla “Grande Piramide” costituiscono un ricettacolo di scorci paesaggistici di primo livello, enigmi ambientali complessi oltre misura, adatti anche a sessioni elucubrative ormai in disuso. Complice l’utilizzo sapiente di una falsa archeologia immaginifica e sognante (fatta di mummie animate, dinosauri dimenticati dal tempo, tributi ai culti pagani della Roma antica, sullo sfondo della ricerca mitica di Atlantide), Anniversary si pone fin da subito come un prodotto fuori dagli schemi, capace di regalare persino all’utente moderno molte soddisfazioni. Ovviamente, senza venire a patti con l’originale difficoltà di gioco, il titolo in esame si dimostrerà abbastanza impegnativo (vista la precisione con cui Tomb Raider è stato convertito, non è escluso che i giocatori di vecchia data siano facilitati): sarà importante oltre che tempismo e senso della spazialità, anche il lavoro “di studio” delle locazioni. Aiuterà, per altro, ad apprezzare ulteriormente il lavoro svolto, la ferrea volontà esplorativa votata al recupero di tutti manufatti segreti disseminati negli ambienti: in questo caso lo spirito d’osservazione sarà vettore necessario per riuscire ad esplorare gli anfratti più reconditi, nascosti con sagacia dalle menti brillanti dei designer.
Sfortunatamente un sistema di spostamenti ereditato dal già citato Prince of Persia (per dettagli più precisi vi rimandiamo alla Recensione di Legend) comporta anche una progressione che, in certi casi, tende a mostrare esplicitamente la sua linearità, fatta a volte di salti quasi scriptati da un appiglio all’altro. Nei livelli avanzati (proprio a partire dai vertiginosi corridoi verticali dell’abbazia di Saint Francis) questa piccola oppressione tenderà a sparire, poi quasi del tutto assente nei pressi del Santuario dello Scion e dell’immenso Obelisco che lo precede. Qui la presenza di strutture labirintiche, stanzoni dalle proporzioni insolite, prove “a tempo” ed enigmi insidiosi quanto mai completerà un’opera eccellente. E se, al termine dell’analisi dello scorso episodio, avevamo con chiarezza sostenuto che “applicando il sistema di gioco odierno agli antichi fasti locazionali, gli sviluppatori avrebbero prodotto un titolo quasi eccellente”, oggi non resta che confermare questa impressione.

Tomb Raider: Anniversary

Disponibile per: WII | XBOX 360 | PS2 | PSP | PC
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Crystal Dynamics
Distributore: Halifax
Pegi: 16+
Pegi Descrittore: Violenza
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
WII: 26/11/2007   
XBOX 360: 26/11/2007   
PS2: 26/11/2007   
PSP: 26/11/2007   
PC: 26/11/2007   
Tomb Raider: Anniversary
7
7.5
8.5
7.5
53 voti
7,5
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.
Screenshot
Artwork
Scansioni
Wallpaper
IMMAGINI NON PRESENTI