Tomb Raider: AoD > Recensione
0 Commenti
Aggiungi ai preferiti / Condividi
+3
Articolo utile? 9 voti
+0
     

Tomb Raider: AoD - Recensione

Inviato il da Redazione
Dell’ultimo episodio della saga Tomb Raider si è già detto di tutto e di più. Angel of Darkness è stato praticamente massacrato all’unanimità, bollato dai più come prodotto “vecchio” e per nulla rifinito, nonostante le dichiarazioni altisonanti di Eidos in tempi non sospetti, cioè prima che avesse inizio la sequela di ritardi che hanno fatto slittare l’uscita del titolo da metà novembre 2002 a fine giugno (versione Pc) e luglio (versione PS2 Pal) 2003.
Personalmente continuo a trovarmi in disaccordo con la maggior parte dei giudizi affibiati al titolo in questione, se non altro in virtù di alcune motivazioni addotte nel corso delle stroncature (difficoltà nei controlli, mancanza di originalità in primis) riconducibili a molti altri titoli accolti in maniera decisamente positiva.
Uno dei problemi principali di Angel of Darkness è da ricercarsi, paradossalmente, nella poca simpatia – giusto per usar un eufemismo – suscitata da Lara Croft stessa in una buona fetta di videogiocatori, per lo più gli hardcore gamer, per nulla affascinati dalle caratteristiche da super donna riscontrabili nel personaggio. Se nel 1996, anno di esordio di Lara Croft nel panorama videoludico con il bellissimo Tomb Raider originale, la presenza di una donna sexy e decisa come protagonista di un videogioco poteva risultare una novità, nel 2003 ciò non rappresenta più una garanzia sufficiente per sfornare un best seller, anche a causa di tutti i cloni femminili che ci sono stati propinati sull’onda del successo fenomenale dell’icona targata Eidos/Core Design. I problemi dovuti alla realizzazione e conseguente distribuzione ritardata del prodotto oltre alla presenza di innumerevoli bug nella versione americana del titolo per PS2 hanno contribuito ulteriormente a decretare l’insuccesso di critica di AoD. Se si vuol dare un giudizio il più obbiettivo possibile su quest’ultimo Tomb Raider, è necessario armarsi di una copia Pal per PS2 del gioco, sicuramente la versione più ottimizzata e meno afflitta – ma non esente – da bachi di vario genere e predisporsi ad affrontare un gioco che, nonostante le promesse di un gameplay rivoluzionario, continua ad essere il classico Tomb Raider in tutto e per tutto.
Una storia intrigante
Una volta inserito il DVD nel tray della nostra PS2 assisteremo ad un filmato dalla compressione non certo eccelsa (pur sempre migliore della sua controparte su Pc) in cui vedremo Lara tornare sul luogo del delitto del suo mentore - ed una volta amico – Werner Von Croy. Un passo indietro di due giorni ci permetterà di venir a conoscenza dei fatti che hanno portato Lara ad esser inseguita dalla polizia quale unica indiziata per la morte del Von Croy. Contattata telefonicamente da quest’ultimo, il quale decide di portarla a conoscenza dei timori che lo assillano in merito ad un ritrovamento commissionatogli (uno dei cinque ritratti Oscura, dipinti risalenti al XV secolo) da un misterioso individuo di nome Eckhardt, Lara è coinvolta in un’accesa discussione durante la quale un improvviso colpo di pistola mette al tappeto l'anziano ricercatore. Lara è presto accusata dell'omicidio, essendo l'ultima persona vista nei paraggi dell'abitazione della vittima. Braccata dalla polizia, si ritroverà ben presto alla ricerca di indizi che possano scagionarla e che la possano illuminare sulla natura del Monstrum, una fantomatica creatura che ha gettato nella paura più totale la popolazione parigina. Lara non potrà far altro che recarsi da un’amica del Von Croy, Madame Carvier, per recuperare il diario dell’amico assassinato e poter venire a conoscenza, quindi, di tutte le informazioni raccolte dal ricercatore durante i suoi studi sui misteriosi dipinti Oscura che, a quanto pare, nascondono qualcosa di misterioso e pericoloso. Durante lo sviluppo della storia, Lara farà ben presto conoscenza di un altro personaggio dalle oscure origini, quel Kurtis Trent che il giocatore stesso sarà chiamato a utilizzare in un paio di sezioni (una delle quali rappresenta forse la parte più noiosa dell’intero gioco).
Gameplay
Dopo i primi momenti di gioco durante i quali rodare i movimenti della bella archeologa, impratichirsi con il metodo di controllo e le nuove (e vecchie) abilità di Lara attraverso un tutorial come già accaduto in The Last Revelation e Chronicles, il giocatore più avvezzo alla serie di Tomb Raider si troverà un po’ spiazzato da quanto offerto dal gameplay di questo Angel of Darkness. La prima sezione di gioco vi vedrà vagare nel ghetto parigino alla ricerca di informazioni utili reperibili attraverso la conversazione con i personaggi che via via incontreremo, non certo numerosissimi a dir la verità. Colloquiando con un personaggio sarà possibile in certi punti decidere quale risposta dare tra le due o, al massimo, tre alternative proposte dal gioco. Le risposte non avranno influenze radicali sullo sviluppo della trama ma causeranno diverse reazioni da parte dell’interlocutore a seconda del tono utilizzato da Lara nella risposta. Questo approccio diverso del gameplay, unito all’ambientazione parigina contribuiscono a creare un’atmosfera di gioco molto simile a quella di un’avventura vera e propria (come già fatto notare nella recensione di AoD per Pc, Gabriel Knight 3 è il titolo a cui, maggiormente, può ricondursi questo Tomb Raider). La possibilità di interagire con i personaggi è stata sviluppata maggiormente durante le prime fasi di gioco e si ripresenterà, saltuariamente, nel corso dell’intera avventura anche se in maniera ben più diluita. Abbandonato il ghetto parigino lo stile di gioco virerà verso il classico Tomb Raider style, fatto di salti, corse e scalate. La maggior parte dei nuovi elementi, uno su tutti la modalità stealth tanto discussa, rappresentano soltanto un optional al quale il giocatore potrà rinunciare in ogni momento e in nessun caso saranno percepiti come parte integrante della struttura del videogioco.
Se l'utente dovesse già avere qualche diffidenza nei confronti di questo nuovo episodio della serie TR, probabilmente non riuscirebbe ad andare oltre le fasi iniziali, indispettito da un sistema di controllo ostico oltre ogni misura. Il problema, purtroppo, non sarà notato solo dai newbie della saga, ma anche dai veterani, in quanto Lara in questo nuovo episodio risponde lentamente agli input ricevuti dai comandi e compie automaticamente azioni (quali quelle che le permettono di salire una scala a pioli) non appena si trova nella zona "sensibile" per poterlo fare, indisponendo la maggior parte dei videogiocatori avversi a qualunque tipo di automatismo. L'ambiente non è più strutturato a "griglia" come nei precedenti episodi, e la presunta maggior libertà comporta anche qualche difficoltà in più - almeno inizialmente - a causa della difficoltà di percepire l'esatta lunghezza del salto che si sta per compiere, anche se Lara stessa provvederà ad informarci dell'impossibilità di effettuarlo se non dovesse disporre in quel momento del giusto grado di abilità. E a proposito di abilità, Lara in questo nuovo episodio cresce in capacità con il progredire del gioco. Spostando casse, effettuando salti o semplicemente aggrappandosi alle sporgenze sarà possibile incrementare le abilità di Lara, dandole la possibilità di effettuare salti più lunghi, spostare oggetti sempre più pesanti, restare più tempo appesa ad un cornicione, etc...
Ovviamente non capiterà mai di dover tornare troppo indietro sui propri passi a causa dell'impossibilità di avanzare in un determinata zona per la mancanza del giusto grado di abilità. In genere l'azione in grado di far "crescere" Lara deve essere effettuata nelle vicinanze del punto in cui dovrà esser utilizzata, in un secondo momento, per poter proseguire.
A proposito di abilità di Lara è bene sviluppare maggiormente il discorso relativo alll'implementazione della modalità stealth. Attivandola, Lara assume una posizione, a dire il vero un po' buffa, che le consente di avanzare in modo silenzioso e di cogliere di sorpresa gli avversari, sbarazzandosene con una mossa spezza-collo. Purtroppo bisogna rilevare che questa feature non si innesta perfettamente all'interno del gameplay, a causa, principalmente, di un'AI da parte dei nemici non così evoluta da permettere un simile approccio. Un altro problema relativo alla modalità stealth è dovuto al fatto che per nessun motivo Lara riuscirà a mettere KO un nemico in movimento, limite assurdo e che rende assolutamente vana una qualunque pianificazione strategica nell’affrontare le varie situazioni di gioco. Oltretutto la presenza massiccia di armi e cartucce in abbondanza rende del tutto superfluo l’uso della modalità furtiva, a meno di non avere forti inclinazioni masochiste. Per quanto riguarda le armi è da notare l’assenza delle care vecchie doppie pistole dai colpi illimitati e la mancanza di artiglieria pesante (bazooka e lancia granate) in favore di un armamentario non così variegato, se non altro negli effetti sul nemico. Anzi, a dire il vero, la maggior parte delle creature non umane non può esser sconfitta definitivamente, cosa che rende più utile la fuga piuttosto che lo scontro a fuoco in talune circostanze. Nella descrizione delle armi è possibile notare un riferimento sulla possibilità di utilizzare un mirino che non sarà mai trovato durante tutta l’esperienza di gioco. La natura incompleta del gioco la sì può evincere da questo ed altri “piccoli” particolari. Se si dovesse restare a corto di munizioni sarà possibile difendersi dagli avversari a suon di cazzotti e calci, soluzione che, comunque, quasi mai rappresenta la miglior soluzione.

Tomb Raider 6: The Angel of Darkness

Disponibile per: N-Gage | PS2 | PC
Tomb Raider 6: The Angel of Darkness - PS2
Non ci sono informazioni su questa scheda.
Data di Pubblicazione:
PS2: 20/06/2003   
PC: 20/06/2003   
Tomb Raider 6: The Angel of Darkness
7
6.5
6.5
8
20 voti
6
ND.
guida alle valutazioni su Everyeye.it
Registrati - Login per iscriverti al Mail Alert.
Registrati - Login per gestire la collezione.
Registrati - Login per scrivere una rece utente.