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Army of Two: The 40th Day > Recensione
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Army of Two: The 40th Day - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Le capacità delle console di ultima generazione di connettersi alla rete Internet hanno allargato in maniera fino a qualche anno prima impensabile i confini del gaming (ancorato allora allo split screen o, al massimo alla rete locale), facendo letteralmente esplodere la “mania” del multiplayer, sia competitivo che cooperativo.
Ecco perchè, oggi, inserire possibilità di sfida o di cooperazione tra esseri umani è nella gran parte dei casi un valore aggiunto a qualsivoglia produzione, anche quella idealmente meno avvezza a questo genere di sistema.
Ci sono stati -e ci sono- poi titoli che fondano le intere radici del loro successo nel multigiocatore.
E’ il caso di Army Of Two, million seller che pur non offrendo uno storyline particolarmente coinvolgente o un gameplay rivoluzionario è riuscito fino ad oggi a conquistare il cuore di moltissimi videogiocatori.
Tutto questo “semplicemente” inserendo un sistema cooperativo intelligente in una struttura accattivante.
Gli studi canadesi di Electronic Arts hanno quindi pensato di proseguire su quella che inizialmente poteva sembrare una strada azzardata, offrendo con un sequel tutto quello che il primogenito, per un motivo o per l’altro, non era riuscito a dare.
Army Of Two: Il Quarantesimo Giorno è in uscita per Xbox 360, Playstation 3 e PSP il 15 Gennaio.
 
Squadra vincente non si cambia
Dal punto di vista del gameplay Electronic Arts ha deciso saggiamente di percorrere la via del perfezionamento, limando qua ed aggiungendo là per costruire un sequel con la S maiuscola.
Il primo miglioramento che salta all’occhio riguarda la dotazione di Salem e Rios, i due nerboruti protagonisti; i nostri eroi saranno infatti dotati di un casco del tutto particolare, equipaggiato con un sofisticatissimo GPS.
Grazie al tecnologico aggeggio sarà possibile segnalare i nemici presenti nel proprio campo visivo in maniera da renderli visibili immediatamente anche dal compagno, indipendentemente dalla posizione e dagli ostacoli frapposti.
Questa feature si rivela particolarmente utile nelle operazioni di salvataggio degli ostaggi, alla loro seconda -e ancor più massiccia- apparizione.
In questi casi potremo studiare la posizione di civili e nemici e l’eventuale collocazione del leader (segnalato da un’icona rappresentante il grado militare), preparando un’efficace tattica d’inserimento senza dover contare per forza sui riflessi.
Rimanendo in tema equipaggiamento è sin dall’inizio lodevole il lavoro svolto dal development team sulla personalizzazione, ampliata all’inverosimile rispetto al precedente episodio.
Sparse nei vari livelli, addosso ai nemici uccisi o ancora come ricompense per aver salvato gli ostaggi, riceveremo (o, per meglio dire, sbloccheremo) diverse componenti tramite le quali modificare profondamente la dotazione bellica; a patto, naturalmente, di avere denaro a sufficienza per comprarle dall’apposito “negozio”.
Le personalizzazioni sono davvero tantissime: dal caricatore più capiente al mirino ottico sino a rudimentali baionette e silenziatori costruiti utilizzando, rispettivamente, cacciaviti e lattine.
Non mancherà nemmeno la possibilità di ridipingere le proprie bocche da fuoco in maniere fantasiose seppur rigorosamente ispirate al mondo militare.
A differenza del primo capitolo in questo sequel tutte le modifiche influiranno in maniera più diretta sul gamplay: se per silenziatori ed ottiche questo rapporto di concausalità risulta piuttosto ovvio, altrettanto non lo è, ad esempio, per le sopracitate baionette, le quali -a seconda del modello- modificheranno l’animazione e l’efficacia degli attacchi melee dei nostri eroi.
Tra novità e graditi ritorni troviamo anche l’Aggro System, che consentirà ad uno tra i due protagonisti di concentrare su di se tutte le attenzioni nemiche permettendo al collega di aggirare gli avversari e coglierli impreparati.
Troviamo poi la “Moralità”, parametro legato alle azioni di gioco che normalmente condizionerà solamente la qualità e la quantità delle ricompense ma, in alcuni particolari frangenti, addirittura la sorte di alcuni importanti NPC, visualizzata tramite tavole che strizzano più di un occhio ai comics americani.
Venendo resettata al concludersi di ciascun capitolo questa feature si rivela purtroppo un “termometro” solo momentaneo e senza serie ripercussioni sull’incedere della vicenda.
I veri appassionati del primo capitolo saranno infine felici di assistere all’integrazione ed all’ampliamento del reparto di mosse coop, che presentano le “finte rese” come punta dell’iceberg.
Come in passato sarà infatti possibile, giungendo di fronte ad un gruppo di nemici, fingere la resa per poi scattare all’attacco sorprendendo ed uccidendo gli avversari; in questi casi però le possibilità sono aumentate drasticamente, sia grazie alla varietà del level design, sia per merito della rinnovata IA.
L’eccessiva linearità dei livelli, come ben ricordiamo, fu una delle maggiori e più insistenti critiche rivolte al giovanissimo Army Of Two; l’esperienza maturata in quest’anno e mezzo anche grazie alle critiche ha permesso al team EA di stravolgere tale aspetto, arricchendo le ambientazioni di elementi utili al fine cooperativo dell’avventure.
Vi saranno quindi strutture sopraelevate, scale, barriere dietro le quali ripararsi, vie secondarie e chi più ne ha più ne metta in ogni dove, per un level design che, a dispetto della linearità di fondo, renderà ogni situazione unica.
Contribuisce, in questo senso, anche l’ottima varietà di nemici che ci troveremo ad affrontare nelle dieci ore (circa) di gioco che “Il Quarantesimo Giorno” promette.
Essi, oltre ad essere dotati di abilità ed equipaggiamento peculiare (il che si traduce in “ad ognuno il suo approccio”), godranno di rinnovati algoritmi che gli daranno tutte le capacità concesse al giocatore umano (curare i compagni, sfruttare l’”Aggro” per accerchiamenti...) e gli permetteranno di sfruttare il level in un’ampio spettro di azioni.
Il pericolo, dunque, giungerà anche -e soprattutto- dall’alto e dal basso, riconfigurando verso nuove vette il livello di sfida, adatto anche ai giocatori più capaci.
Shangai in pezzi
Army of Two: The 40th Day - recensione - PS3 Dal punto di vista tecnico Army Of Two: Il Quarantesimo Giorno si attesta su livelli medio-alti di questa generazione videoludica, con picchi d’eccellenza quando cerca di stupire ma anche qualche piccolo passo falso nella realizzazione delle ambientazioni.
I modelli poligonali, soprattutto di protagonisti e comprimari, sono realizzati con cura maniacale tanto da presentare espressioni facciali estremamente credibili ed un livello di dettaglio capace di sottolineare barba, rughe, cicatrici e quant’altro in maniera perfetta.
Ottime anche le proporzioni fisiche che danno sempre l’idea del “peso specifico” dell’avversario che ci troviamo di fronte o, perchè no, del compagno che ci affianca.
Meno bene, ma comunque nei limiti della normalità, il comparto animazioni che, soprattutto nelle situazioni più concitate quando corsa e sparatorie si alternano in rapida successione, arranca dimostrando i limiti di una non accuratissima implementazione.
Allargando il campo visivo saltano subito all’occhio le dettagliatissime ambientazioni, stracolme di oggetti in movimento e, proprio per questo, leggermente sottotono in alcuni frangenti da punto di vista della texturizzazione; non soddisfa nemmeno l’interattività, rimasta ai livelli (nulli) del primo capitolo.
Di tutt’altra qualità gli effetti particellari che, in concomitanza con la sapiente gestione dell’illuminazione, riescono a regalare attimi scenografici che travalicano i confini del media videoludico arrampicandosi timidamente tra i meandri della cinematografia hollywoodiana.
Buona, infine, la componente sonora della produzione: una campionatura ambientale di tutto rispetto si unisce ad una colonna sonora orecchiabile ed un doppiaggio in lingua italiana ben riuscito per un’opera votata soprattutto all’azione.
Army Of Two: Il Quarantesimo Giorno è senza dubbio un must have per tutti gli amanti della cooperazione, soprattutto se veicolata dall’online gaming.
Grazie ad un level desing studiato appositamente per l’azione simultanea, ad un’intelligenza artificiale quasi sempre sopra le righe e, volente o nolente, anche ad un comparto audio-visivo di assoluto rispetto, questo sequel, a differenza del suo illustre predecessore, risulta appetibile anche per il gioco in single player.
La varietà di situazioni e l’apporto significativo della CPU non solo per quel che riguarda le linee nemiche contribuiscono infatti a rendere l’esperienza appagante e inaspettatamente longeva (e rigiocabile) anche per chi non amasse particolarmente socializzare.
VOTOGLOBALE8
Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Army of Two: The 40th Day

Disponibile per: PSP | XBOX 360 | PS3
Genere: Sparatutto in Terza Persona
Distributore: Electronic Arts
Data di Pubblicazione: 15/01/2010
Army of Two: The 40th Day
7.5
8
8
8
139 voti
7.4
ND.
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