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Asura's Wrath - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Asura's Wrath è uno di quei videogiochi in grado di lasciare il segno, nella buona e nella cattiva sorte. La sua natura fortemente sperimentale, la voglia di proporre una forma d'intrattenimento ibrida, che sappia coniugare gli stilemi del manga con quelli di un action game (e più generalmente la fruizione passiva dello spettatore con quella attiva del videogiocatore), può attirare e spaventare al contempo.
Non sono molti i titoli che percorrono questa strada, apprezzata generalmente da un pubblico attento al sostrato artistico, che sa trovare il giusto valore di stile e narrazione. Heavy Rain è forse il più celebre esponente di una "via parallela del videogioco", arrivato a minimizzare l'interazione per massimizzare l'immersione in un racconto. Il paragone con Asura's Wrath va comunque fatto con le dovute cautele, visto che l'ultima produzione Cyber Connect 2 propone un gameplay d'impatto, che si fa sentire a più riprese e rivendica a sprazzi la sua preminenza. Ma è inevitabile inserire il titolo Capcom in quella schiera di prodotti che si muovono su un confine non ben definito. E come tutte le creature dai tratti meticci, anche Asura's Wrath ha un fascino avvolgente, capace di stregare chiunque si fermi a guardarlo con la dovuta attenzione.
La struttura portante, insolita e originale, mescola con successo Quick Time Event spettacolari, una narrazione scandita come se si dipanasse sulle tavole di un fumetto, e misurate porzioni di azione ritmata e rabbiosa.
 
Delitto e Castigo
Asura's Wrath - recensione - PS3 L'universo narrativo in cui si ambienta Asura's Wrath è molto complesso e stratificato, ed è difficile raccontare a somme linee la trama senza entrare nel dettaglio. Chi volesse conservare il piacere di scoprirlo da solo, senza Spoiler di sorta, grazie ai molti intermezzi filmati che costellano i primi capitoli dell'avventura, può dirigersi verso la parte finale di questo paragrafo, che analizza qualitativamente il plot, senza svelare nessun retroscena.
Il mondo che ci si para davanti è tetro e desolato, logorato internamente dalla corruzione. Nelle lande di una terra alla deriva imperversano i Ghouma, esseri divorati dall'impurità, pronti a contaminare qualsiasi cosa con il loro alone di scura perversione. In questo contesto sette SemiDei lottano per tenere a freno una piaga apparentemente impossibile da sedare, condotti dalla volontà dell'Imperatore e protetti dal "Mantra", ovvero dalle preghiere del popolo devoto.
L'avventura comincia nel mezzo del campo di battaglia, mentre la flotta orbitale dei Semidei fronteggia niente meno che Vlithra, il più spaventoso di tutti i Ghouma, tanto radicato nell'ecosistema di Madre Gaea che il suo cuore rancoroso si trova nel centro magmatico della terra. La battaglia si conclude in favore dei protettori del mondo, ma Vlithra è soltanto sedato, rimandato a dormire nelle profondità della terra fino al prossimo risveglio, in un ciclo di morte e resurrezione interminabile, che sembra destinato a funestare gli uomini per l'eternità.
Stanchi di combattere una battaglia senza prospettive, alcuni semidei decidono di prendere il potere, intenzionati ad agire per un bene ulteriore: la definitiva rinascita del mondo, la purificazione totale.
Per avviare il piano viene ordita una congiura ai danni del protagonista: Asura è accusato d'aver ucciso l'imperatore, e viene bollato come un traditore. Sua moglie uccisa, la figlia catturata, e lui scaraventato come una meteora verso la terra, spacciato per sempre.
Ma la rabbia del vecchio generale celeste, quella stessa rabbia che da il titolo alla produzione, è ostinata e antica, e impedisce al protagonista di lasciarsi andare. Risvegliato nel Naraka, l'inferno vuoto che ospita la quiete delle anime perdute, Asura lotta con le ultime sue forze per tornare in superficie. Emergendo dalle viscere della terra scopre che ben 12.000 anni sono passati dalla sua dipartita, e che i suoi antichi alleati regnano oggi sulla terra come divinità dispotiche, intenti a devastare interi villaggi solo per accumulare le anime degli uomini, la più pura fonte di Mantra che esista.

Comincia così la lunga lotta di Asura per ottenere vendetta, confrontandosi con la risoluta convinzione degli Dei che abbracciano il "Fine Ultimo": la distruzione integrale del mondo, e la rinascita di una nuova stirpe totalmente immune alla corruzione. Il racconto procede con ritmi acceleratissimi, scandito dalle urla di rabbia del protagonista che affronta in sequenza i suoi nemici. Vorace come poche, l'avventura tiene incollato il giocatore allo schermo, facendolo sussultare a più riprese. La vicenda è molto lineare e senza colpi di scena, ma ricchissima di situazioni sempre nuove, animata dalla comparsa di personalità curiose e intriganti. Il canovaccio generale, insomma, è quello tipico degli Shonen, i manga d'azione in cui il protagonista affronta in sequenza ogni genere di difficoltà. Asura "brucia" quindi la sua parabola narrativa in una serie di scontri che definire apici sarebbe un moderato eufemismo. Le scene d'azione sono semplicemente perfette, le coreografie non hanno nulla da invidiare a quelle di Anime immortali, e scontro dopo scontro il team punta sempre al rialzo, aumentando violenza, spettacolarità e intensità. Venire rapiti da un plot così ben orchestrato è davvero facile, mentre si ammira lo splendido Character Design, che vivacizza ogni singolo episodio (o "Kanda").
Ma ci sono anche momenti più rilassati, in Asura's Wrath, che girano attorno al passato del protagonista, o al fantasma di un presente che possa essere finalmente pacifico. In qualsiasi caso, sia di fronte ai pugni tremendi che alle lacrime più delicate, quello che non manca è l'intensità drammatica. Valorizzata da una regia semplicemente perfetta, da inquadrature sintetiche quanto i riquadri di un fumetto, e da una pulizia dell'immagine invidiabile, la profondità del racconto si espande e risuona in cui ama l'azione e sa apprezzare il brivido della lotta.
Il viaggio di Asura, insomma, è di quelli che lasciano qualcosa: dovesse essere il ricordo di uno scontro dal finale a sorpresa, o un estremo senso di soddisfazione per aver portato a termine un'impresa semplicemente sovrumana.
Scatenare la rabbia
Asura's Wrath - recensione - PS3 Asura's Wrath non è un action come gli altri. Chiunque abbia seguito lo sviluppo del prodotto, avrà sicuramente intuito la grande importanza concessa ai Quick Time Event, ed il fatto che la progressione sarebbe stata scandita da intermezzi fortemente spettacolari, fra sparatorie On-Rail simili a quelle di Sin & Punishment e prove di tempismo. Il team di sviluppo aveva promesso sequenze action dal sapore più classico, ed effettivamente scontri alla Devil May Cry sono presenti in abbondanza. Ma nell'economia complessiva della produzione l'importanza di combo, schivate e juggle è esattamente la stessa rispetto a quella che assumono le fasi più scriptate.
Se siete quindi fautori dell'idea che in un gioco il Gameplay deve venire prima di tutto, probabilmente Asura's Wrath sarà un titolo che riuscirete ad apprezzare con forti riserve.
Eppure, uno degli aspetti che rende il prodotto così ammaliante, controverso e originale, è proprio questo insistere ossessivamente sull'alternanza di fasi apparentemente disorganiche, che si amalgamano in una straniante sequenza di minuscole esperienze indipendenti.
Il gioco segue un ritmo preciso, suddiviso in singole sequenze. Quello che il giocatore deve fare per passare da una sequenza all'altra è semplicemente caricare l'indicatore della rabbia, per poi attivare un'azione, spesso accompagnata da relativo Quick Time Event, che faccia avanzare il protagonista e la storia.
Le singole fasi possono essere di varia natura. Spesso, ed è proprio così che comincia il gioco, ci sembrerà di essere di fronte ad un esagerato shooter on-rail: assalti a flotte orbitali che anticipano i vertiginosi stage aerei di Kid Icarus, inseguimenti che ricordano il già citato Sin & Punishment, compaiono a più riprese nel corso della storia. Altre volte, invece, ci saranno solo pulsanti da premere con l'opportuno tempismo, altre volte ancora sequenze di combattimento nervose e scattanti.
Quello che conta, nell'economia generale della produzione, è l'inverosimile varietà di situazioni. Nonostante i "quadri" siano modellati su queste tre impostazione di base (le sparatorie a scorrimento obbligato, le sequenze di Quick Time Event, ed infine l'azione vera e propria), le variazioni su tema sono così tante e originali che il piacere della scoperta non viene mai meno, e questo basta per tenere altissima l'attenzione di uno spettatore continuamente galvanizzato dalle esplosioni d'ira del Semidio protagonista.
E' ovvio che per il giocatore navigato le sezioni migliori siano quelle in cui si mena le mani. Su questo fronte Asura's Wrath sceglie di abbracciare un control scheme non comune. C'è un solo tasto adibito all'attacco principale, che ci permette di esibirci in una combo di base. Le variazioni sono minime: tenendo premuto è possibile scagliare l'avversario in aria; oppure, dopo un salto, precipitarsi in picchiata su un manipolo di nemici. In ogni momento, tuttavia, è possibile eseguire un attacco speciale, un colpo molto potente che scaraventa lontano tutti i nemici nelle vicinanze. Dopo aver eseguito questo colpo Asura si "surriscalda", e deve attendere molti secondi prima di poterlo sfruttare di nuovo. C'è anche un pulsante per sparare proiettili d'energia: con un colpo secco si sfrutta il fuoco rapido (una sorta di "fucilata cinetica"), mentre con la pressione prolungata si piantano i piedi a terra e si entra in modalità mira, muovendo il reticolo del fuoco con la levetta analogica.
Uno dei dorsali serve per bloccare la visuale su un bersaglio (anche se bisogna ammettere che il Lock On non è sempre comodissimo da utilizzare), l'altro per eseguire una capriola e schivare gli assalti nemici. Non si possono parare i colpi, e questo basta per caratterizzare fortemente l'azione di gioco. Gli scontri sembrano sulle prime molto semplicistici, soprattutto per la presenza di un numero ridotto di combo. Ben presto, tuttavia, si capisce che per ottenere il massimo da ogni scontro c'è bisogno di studiare la situazione e restare sempre sull'attenti. I colpi degli avversari arrivano da ogni parte, e se non si vuole restare senza energia prima di aver raggiunto l'apice della rabbia, è bene utilizzare intensamente la schivata, o al massimo eseguire un recupero al volo per ridurre l'energia perduta. Anche alternare fuoco a distanza e colpi diretti è importante, soprattutto ad alti livelli di difficoltà: grazie ai proiettili energetici si riempie la barra del "Delirio", che una volta attivato ci permette di eseguire attacchi speciali senza surriscaldarsi. Sfruttati ad oltranza questi colpi diventano un sicuro sistema per contrattaccare, bloccando in corsa anche i più devastanti fendenti dei boss.
Di pugno in pugno, infine, si accumula rabbia, in una barra che, una volta riempita, sancisce la fine della sequenza.
Dopo un primo impatto straniante, il sistema sa farsi apprezzare, movimentato e vivace. Ad esempio, gli attacchi più prevedibili dei bestioni dalla stazza imponente possono essere intercettati e respinti, premendo il tasto più opportuno al momento giusto, mentre gli avversari storditi si lasciano colpire con tutta la forza possibile: pratiche che oltre a stuzzicare gli entusiasmi dei più violenti aumentano a dismisura il livello di rabbia. Anche in questo caso, dunque, il tecnicismo è sacrificato in nome della pura esaltazione scenica e visiva. Il button mashing è fortemente sconsigliato, per fortuna, ma a spronare il protagonista e chi lo controlla tramite il pad è comunque lo stimolo trascinante dei colpi duri e martellanti.
In ogni caso, vi avvertiamo: è difficile che una sequenza di combattimento, anche di quelle più classiche, duri più di una manciata di minuti. Se cercate i tecnicismi estremi di alcuni action moderni, in Asura's Wrath non ne troverete.
Troverete invece una pluralità di situazioni imbarazzante, che per le dieci ore necessarie al completamento dell'avventura continuerà ad inondarvi si situazioni sempre nuove. Ora Asura difende un villaggio dall'assalto di creature demoniache, ora si lancia nell'atmosfera sfidando di una flotta di navicelle spaziali, ora combatte invece con enormi mostruosità contaminate dal male: un enorme elefante, una tartaruga, ed in generale tutto il bestiario legato alla mitologia religiosa dell'estremo oriente, in una zona d'influenza culturale che va dalla Cina all'India. E ancora epici combattimenti contro il proprio maestro, rilassati intermezzi alle terme.
E proprio quando il titolo sembra aver detto quasi tutto, Cyber Connect 2 ci stupisce: all'inizio del terzo ed ultimo atto, cambia totalmente le carte in tavola, riuscendo ancora una volta a darci uno spintone emotivo con cui si arriva all'esaltante finale.
Il team di sviluppo, quindi, compone un prodotto dai meccanismi insoliti, ma ogni ingranaggio funziona. In certi momenti, bisogna ammetterlo, la sostanza ludica si fa più sottile, rarefatta, appena percepibile. Ma è davvero impossibile restare annoiati mentre si vive il viaggio di Asura e l'evoluzione della sua rabbia. Persino alcuni QTE hanno in se qualcosa di nuovo: un incedere più violento, acceso, senza sosta. Tant'è che in certi casi si scopre, dopo aver terminato di premere come un ossesso il tasto d'attacco, il battito accelerato, la scarica d'adrenalina che il pad a magicamente iniettato nel nostro corpo. Anche solo per questa capacità di entusiasmare, facendoci palpitare assieme al protagonista, Asura's Wrath meriterebbe di essere giocato.
Per quanto riguarda la longevità, il titolo propone un replay value difficile da valutare. Sicuramente riavviare l'avventura subito dopo l'Ending Theme non sarà immediato per tutti i giocatori. Tuttavia il gioco propone tre livelli di difficoltà, un sistema di valutazione che giudica i risultati conseguiti in battaglia, e persino la possibilità di equipaggiare speciali barre della rabbia, dagli effetti più disparati. Tutti gli intermezzi filmati possono essere saltati con una rapidità disarmante e tempi di caricamento praticamente nulli. Potreste quindi decidere di rivivere alcune delle scene più memorabili, ma nulla che possa allungare troppo la permanenza del gioco nei tray delle console.
Stile prima di tutto
Asura's Wrath - recensione - PS3 Il fiore all'occhiello di Asura's Wrath è senza ombra di dubbio la componente artistica e tecnica. Cyber Connect 2 ci aveva stupiti con il cell shading di Naruto Ultimate Ninja Storm, ma in questo titolo, libera dalle costrizioni della licenza, si è davvero superata. Il colpo d'occhio di Asura's Wrath è semplicemente sconvolgente, e l'unico rammarico resta per qualche ambientazione un po' spoglia. C'è sempre il sospetto che sia una scelta voluta, in quanto l'assenza di dettagli ci ricorda la pulizia limpida delle tavole in bianco e nero, ed anche i cromatismi non troppo estrosi (domina l'ocra, il giallo, le sottili venature dorate) sembrano confermare questa supposizione. Ma è comunque ammirando il lavoro sulla texturizzazione e sulla caratterizzazione dei modelli che si rimane semplicemente sbalorditi. La mole poligonale è ottima, e l'uso dell'abusatissimo Unreal Engine, diventa un punto di forza della produzione, in quanto il motore riesce a valorizzare i dettagli che caratterizzano ogni modello. I contorni marcati, le texture che mimano i tratteggi a matita o i retini per le ombreggiature, ci fanno tornare con la mente ai tempi in cui la direzione artistica rappresentava un valore aggiunto per le produzioni tipicamente orientali.
E proprio questa costante influenza che la cultura orientale ha sui modelli, sulle silhouette, sui tratti somatici dei personaggi, basta per far innamorare tutti i sognatori. La mitologia del buddismo qui si mescola con il colore caldo delle sabbie dei sultanati. Il ventre pingue di divinità ancestrali si combina coi baffi a punta dei califfi, coi turbanti tradizionali dell'India e del Medio Oriente, mentre dai bestiari sacri di queste terre hanno attinto gli sviluppatori per selezionare nemici e mid-boss.
Asura's Wrath
dimostra il coraggio di abbracciare scelte di rottura, che non possiamo far altro che apprezzare e plaudire. Segnaliamo però l'abbondante presenza di tearing, ben visibile anche da chi non ha l'occhio troppo allenato.
L'accompagnamento sonoro è uno dei più belli e indovinati degli ultimi tempi. I primi temi musicali, sussurrati, risvegliano strane emozioni mentre ci si fionda nell'atmosfera di Gaea, avvolti dal vuoto cosmico dell'universo; e poi tornano invece di prepotenza a sottolineare i momenti più rabbiosi, quelli più malinconici. All'improvviso si viene colpiti da brani in cui l'insistito fischiare ci ricorda l'esaltazione della colonna sonora degli Spaghetti Western, accordati però al nuovo contesto. E' un eccezionale pastiche di suoni e silenzi, che abbraccia un doppiaggio inglese di ottima fattura, incrinato appena delle urla un po' monotone del protagonista.
Asura's Wrath non è un action come gli altri, si diceva. E meno male.
Una sferzata di novità invade il mercato, proponendosi come un titolo a metà fra il manga interattivo e il beat'em up a scorrimento, esile e violento. Sappiamo che non si tratta di un progetto facile da metabolizzare, adatto a tutti i palati. L'opera di Cyber Connect 2 si dedica principalmente a chi ama narrazione, spettacolarità e stile.
Si può stare ore a discutere su quali siano i confini del videogioco, su quale diritto abbia il nostro medium di razziare strumenti e metodi di altre forme d'intrattenimento, dal cinema ai fumetti. Sarebbe probabilmente inutile: ognuno di noi subisce in maniera diversa il fascino del racconto, ognuno concede alla componente artistica un valore più o meno importante per giudicare le sue esperienze. Asura's Wrath ha il pregio innegabile di rivolgersi ad una platea di utenti che cercano qualcosa di diverso, un'altra via, ma che non vogliono sacrificare del tutto l'interattività, il senso di sfida, la varietà di situazioni.
Il sottofondo ludico si sente, imponente, emerge per qualche minuto a intervalli irregolari. Ma anche quando si mette da parte, per lasciare spazio alle sequenze in cui si è meno partecipi, l'incedere trascinante dell'azione e le coreografie indimenticabili sono lì a tenere alta l'attenzione, a portarci davvero “dentro” ad ogni scontro. Asura's Wrath è un vortice di momenti di pura esaltazione, anche quando “vincere” significa solo premere un pulsante al momento giusto. Il meglio del prodotto restano i numerosissimi Boss Fight, semplicemente sublimi, a cui si arriva dopo una fase preparatoria indispensabile per valorizzare il Character Design e la personalità dei nemici. Se siete insensibili a tutto questo, se non avete mai pensato di piangere di fronte a Dragon Ball o One Piece, capire il valore di alcune scelte narrative e di regia vi risulterà più difficile. Se siete fra i tanti barbari che premono “start” per saltare le sequenze d'intermezzo, state lontani dall'esperimento di Capcom. Ma se invece vi lasciate rapire dalla bellezza delle tavole disegnate a mano, se avete da sempre apprezzato gli Shonen più accesi, e se sapete dare il giusto peso al valore stilistico e creativo, Asura's Wrath è un titolo che non dovete assolutamente lasciarvi sfuggire.
VOTOGLOBALE8.5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Asura's Wrath

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Genere: Azione
Sviluppatore: CyberConnect 2
Data di Pubblicazione: 24/02/2012
Asura's Wrath
8.5
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ND.
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