Battlefield: Bad Company 2 > Hands on
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Battlefield: Bad Company 2 - Hands on

Inviato il 26/01/2010 da Francesco Fossetti
Senz'ombra di dubbio, Bad Company 2 è uno di quei First Person Shooter da attendere con trepidazione. Il team di sviluppo, gli scandinavi DICE, hanno accumulato un'esperienza decennale nel campo, e dopo aver espanso la loro sfera d'influenza anche alle console HD, sembrano aver concentrato tutto il loro “know how” in questo promettente prodotto. Il risultato è un mix esplosivo e coinvolgente quanto mai, un titolo in grado di tener testa ai mostri sacri del genere, e forse capace addirittura di scalzarli dal loro piedistallo dorato. Il multiplayer di quest'ultimo Battlefield, difatti, è dinamico all'inverosimile, e assuefacente quanto basta per essere considerato -a nostro modo di vedere- il migliore sul campo di battaglia, addirittura più incisivo di quello dell'ottimo Modern Warfare 2. Certo, i paragoni sono ancora prematuri, ma mentre il titolo Activision è rimasto ancorato su standard qualitativi elevati ma statici, la frizzante esperienza di Bad Company 2 pare avere le carte in regola per sconvolgere definitivamente i canoni degli scontri online. Una possibilità che sarebbe stata alla portata anche del primo capitolo, ma che non si realizzò soprattutto per l'inspiegabile mancanza di modalità, che costringeva gli utenti a destreggiarsi nell'unico Game Mode disponibile (l'originalissimo Gold Rush).
Fatto sta, che due anni dopo la release del primo Bad Company, Digital Illusion ed Electronic Arts lanciano l'attacco definitivo al genere d'appartenenza, e i risultati cominciano a farsi vedere ben prima dell'uscita: il successo strepitoso della beta multiplayer e le lusinghiere opinioni dei videoplayer dovrebbero bastare per incoraggiare publisher e sviluppatori (e voi, nel caso abbiate perso l'opportunità di visitare i server ufficiali, tornate a fare un salto su Everyeye per ricevere dal 28/01 la chiave per la Beta Pc).

Se la prorompente qualità del Multiplayer è cosa nota, ancora pochissimi dettagli sono emersi sul comparto per Singolo giocatore. A mettere una pezza su questa grave mancanza ci pensa un Press Tour organizzato proprio in quel di Stoccolma, durante il quale una visita agli studi di produzione ci ha permesso di passare qualche ora in compagnia di Marlowe, Haggard e Sweetwater.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Single Player
Battlefield: Bad Company 2 - hands on - PS3 Breve lezione di storia. Quando Battlefield: Bad Company solcò i lidi del nostro mercato nel Giugno del 2008, brillava di luce propria per la sua totale e completa estraneità al canone dell'FPS militaresco. Bad Company incuriosiva soprattutto per un carattere leggero e senza pensieri, per un'ironia di fondo che non permeava solamente le personalità dei quattro protagonisti, ma serpeggiava in qualsiasi aspetto della produzione (persino nell'esageratissima distruttibilità dell'ambientazione). In quella torrida estate, noi di Everyeye ci innamorammo immediatamente del titolo EA, che divenne un passatempo leggero ma non superficiale, ed anzi -nonostante qualche difetto di gioventù- seppe intrattenerci per lunghe ore, grazie alla cospicua dose di extra e di collectibles. Qualcuno lamentò che il titolo fosse poco incisivo, soprattutto per il sistema di Respawn che di fatto rendeva il giocatore invincibile, ma di fronte ad un'interattività con lo scenario prima d'allora sconosciuta, e ad una dimensione delle mappe decisamente fuori proporzione, non si poteva far altro che rendere onore al team di sviluppo.
Oggi, il single player di Bad Company 2 si presenta sotto una luce tutta nuova. E forse, ci duole ammetterlo, un poco più inflazionata. Abbandonato il forte sperimentalismo del primo capitolo, quella di Battlefield diventa un'esperienza più classica, con buona pace degli estimatori dei First Person Shooter vecchio stile. Sull'incipit narrativo sappiamo ben poco (soprattutto, siamo curiosi di sapere che fine hanno fatto i lingotti recuperati dalla Bad Company), ma nel corso dei due livelli provati a Stoccolma siamo venuti a conoscenza di qualche informazione importante. Inviati in una missione di ricognizione nelle afose foreste boliviane, i quattro della “Compagnia B” si imbattono nei progetti segreti per un'arma russa dalla potenza devastante, che rischia seriamente di compromettere la sicurezza e la supremazia militare degli Stati Uniti. Vengono dunque condotti dal veterano Erik Aguire nelle fredde steppe ai confini dell'Ex URSS, con il compito di recuperare un satellite in rotta di collisione prima che l'esercito nemico possa metterci sopra le mani, così da ottenere maggiori informazioni riguardo alla possibile minaccia. Le scene d'intermezzo che raccontano i “preliminari” della storia, almeno in questa prima parte dell'avventura, sembrano aver perso un po' di mordente. Dimenticatevi le battute taglienti del sergente Redford, i colpi di testa di Haggard, la logorrea insostenibile di Sweetwater, e siate invece pronti ad accogliere un gergo più serioso e militaresco. Insomma, preparatevi per un'avventura meno satirica, forse più vicina ai gusti da guerrafondai degli americani che non agli spensierati pomeriggi videoludici di noi Europei. Lievemente preoccupati riguardo ad una possibile perdita di carattere e personalità, ci siamo fatti rassicurare dal team di sviluppo. “La virata stilistica” -ammettono- “è evidente e voluta, ma non cancella le conquiste fatte dal predecessore. Sebbene la trama sia più tesa, cupa e seriosa, il carattere dissoluto dei protagonisti rimarrà sempre lo stesso. Non mancheranno quindi scene umoristiche e momenti più leggeri a condire la progressione. La demo mostrata, anzi, è stata volutamente organizzata per mostrare le principali differenze rispetto al primo Bad Company, piuttosto che per sottolineare la continuità del progetto”.
Parole che chiariscono d'un colpo anche i motivi per cui, nella nostra sessione giocata, siano totalmente assenti le vaste mappe del predecessore e i tanto piacevoli momenti Free Roaming, che permettevano di esplorarle in libertà. Ora la progressione sembra più inquadrata, più lineare (e persino il sistema dei Checkpoint ricondotto all'ordine della tradizione). Nel livello boliviano si avanza fra casupole in legno e villaggi malmessi, mentre guerriglieri piuttosto preparati ostacolano la progressione con mitragliatrici fisse e carri armati. La gamma di situazioni che si affrontano in questo frangente sono forse già note ai giocatori più navigati: ci sono carri da far saltare con gli RPG e ostaggi da liberare con un colpo preciso esploso alla testa del rapitore. Nulla di trascendentale, insomma, sebbene la regia dinamica che conduce per mano l'utente sia piuttosto incalzante ed efficace, capace di creare ora situazioni di tensione, ora devastanti scene di distruzione totale, in cui frammenti di muri e pareti che crollano sono all'ordine del giorno.
Noi siamo di certo felici di trovare momenti del genere, consapevoli che una sceneggiatura ben integrata possa davvero suscitare emozioni fuori dal comune, ma non vogliamo in alcun modo che le fase più libere spariscano. Anche a questo proposito il team ci rassicura, sostenendo che nel corso delle 10 ore necessarie per portare a termine l'avventura non mancheranno sessioni in cui sarà possibile esplorare liberamente ampie zone dello scenario.
Un'altra caratteristica portate del titolo sarà la varietà di locazioni. La Compagnia B dovrà stavolta spostarsi in lungo ed in largo per il mondo, attraversando giungle, steppe e location urbane. Già il secondo livello mostrato, ambientato sui monti della Russia sudorientale, rompe bruscamente con l'eredità scenografica della serie. Anche qui, però, la progressione è più inquadrata, sebbene più spettacolare. Si comincia con una splendida sessione a bordo di un Chopper, in cui si devono falciare mezzi e soldati nemici, e dopo un'impegnativa scalata che conduce alle installazioni militari sulle pareti di un monte, la Demo si conclude con un serrato inseguimento, mentre la Jeep a nostra disposizione fiancheggia strapiombi e costoni instabili. Inutile negarlo: l'adrenalina sale a livelli stratosferici, ed il ritmo è, già in queste prime fasi di gioco (che dovrebbero costituire il livello 3 e 4 del prodotto finale), decisamente elevato.
Per come la vediamo, dunque, la strada intrapresa dal team di sviluppo è senza dubbio vincente. Riesce, difatti, a rendere il prodotto più appetibile ai cultori della narrazione militare, agli amanti dei First Person Shooter più classici. La speranza è però quella di vendere ancora innesti “fuori dalle righe”, che sappiano magari far acclimatare l'utenza in un contesto meno costrittivo e che possano trascinarla, almeno per un po', lontano alle gerarchie ufficiali.

Battlefield: Bad Company 2

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC | iPhone
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: DICE
Distributore: Electronic Arts
Pegi: 16+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 16 Giocatori
Data di Pubblicazione:
PS3: 5/03/2010   
XBOX 360: 05/03/2010   
PC: 05/03/2010   
iPhone: 16/12/2010   
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