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BioShock - Recensione

Inviato il 19/10/2008 da Redazione
Al tempo della sua uscita, da cui è passato oramai più di un anno, Bioshock fu come un fulmine a ciel sereno. Il prodotto sviluppato da Irrational Games, e considerato come il seguito spirituale dell'immortale System Shock, riuscì ad ammaliare gli appassionati del genere First Person Shooter, grazie ad una serie di innovazioni strutturali, ad una trama coinvolgente e particolare, ma soprattutto ad una direzione artistica senza pari.
Acclamato come un capolavoro di design, come una piccola meraviglia ludica, Bioshock fece molto per spingere le vendite della console Microsoft, l'unica che lo ospitò nei suoi Tray. Oggi, tenendo conto dell'evidente ripresa di Playstation 3, Take 2 rilascia una versione del suo masterpiece pensata per l'hardware Sony.
...how that game used to make me smile.
Bioshock, dopo un anno, è sostanzialmente lo stesso. Considerato dal team di sviluppo come un prodotto compiuto, perfettamente chiuso nel suo splendido cerchio narrativo, Bioshock non ha quindi aggiunte di sorta, almeno per quanto riguarda lo Story Mode principale. L'introduzione di una modalità “collaterale” cerca in parte di render merito della pazienza degli utenti Sony, ma resta un'aggiunta al margine di quella che è principalmente un'esperienza single player dalle innumerevoli sfumature. Diventa fondamentale capire, dunque, se Bioshock è un titolo ancora attuale, godibile, espressivo. La risposta, fortunatamente, non può che essere positiva. Se esistono prodotti che non risentono troppo del “peso degli anni”, il titolo in esame è senza dubbio uno di quelli. Bioshock costituisce di fatto uno dei cardini videoludici del genere di appartenenza, e non solo. Come accennavamo nel cappello introduttivo, fondamentale è stato il lavoro artistico, visivo e musicale, che sorregge tutta la produzione: per capire da dove deriva la spinta sempre maggiore per mescolare le vie dell'arte e quelle dell'intrattenimento digitale bisogna passare anche dal titolo Irrational Games. Il gusto per il fascino logoro della decadenza, la riproduzione di un fermo immagine che cattura splendide diapositive della vita degli anni '60, hanno affascinato non solo intere schiere di giocatori, ma anche game designer e creativi. Alcuni dei tratti artistici dell'imminente Fallout 3 non sarebbero esistiti, probabilmente, senza Bioshock, e strani esperimenti espressionisti del tipo di Linger in Shadow non avrebbero avuto corso.
Chi ha mancato dunque l'appuntamento con Rapture lo scorso anno, non può che gioire dell'opportunità di rivivere l'utopia di Andrew Ryan.
La trama del titolo, poi, riesce a stupire ancora oggi. Andando ben oltre quelle che sono premesse piuttosto semplici, si trasforma ben presto in narrazione “meta-ludica”, che riflette sul carattere stesso del gioco, delle costrizioni e delle lotte interne di ogni videogiocatore. Peccato per il finale sbrigativo che ancora oggi resta immutato (e brevissimo), ma in generale l'esperienza di Bioshock merita di essere vissuta.
Back to Rapture
Bioshock - recensione - PS3 Data la sostanziale analogia fra le due versioni del gioco, per quanto riguarda la trattazione delle caratteristiche principali di Bioshock, lasciamo il lettore alla sempre valida analisi effettuata in occasione della prima uscita (che è possibile trovare a questo indirizzo.

Il background storico di Bioshock descrive le vicende di Andrew Ryan, potente capitalista nato in Unione Sovietica agli inizi del ‘900, in seguito fuggito negli Stati Uniti durante gli anni '20, ivi divenuto facoltoso industriale durante la Seconda Guerra Mondiale. Fermo sostenitore dell'individualismo e dell'egoismo razionale (il personaggio è chiaramente un omaggio alla fondatrice dell'oggettivismo Ayn Rand), Ryan rinnega la carità ed il sacrificio personale a beneficio di altri per un mondo ideale dominato da persone eccezionali libere dal giogo dei governi, delle leggi, delle religioni. Purtroppo lo scenario del ‘47 è radicalmente diverso: siamo negli anni in cui Stalin dominava nell'Unione Sovietica, gli Stati Uniti tassavano il capitale in nome del "bene comune" e la Germania, orfana di Hitler, non rappresentava più un'opportunità di sviluppo economico.
Prigioniero di una società che lo disgusta e nella quale non si riconosce Ryan decide di evadere nell'immenso blu dell'oceano, qui costruisce Rapture: la sua utopia. Un immensa città eretta sul fondo dell'Atlantico, un rifugio sicuro dove alloggiare uomini straordinari; le menti più brillanti, gli scienziati più capaci, gli artisti più visionari, gli atleti più dotati, i cantanti più famosi, costoro formano la società della gloriosa Rapture. Tuttavia qualcosa non ha funzionato. Siamo agli inizi degli anni '60 e quello che un tempo era il paradiso della meritocrazia è ora un inferno, un anarchico teatro ove è in scena una sanguinosa lotta per la sopravvivenza. La causa scatenante è L'Adam, una sostanza composta da cellule staminali altamente instabili prodotta da alcune rare (e ormai quasi estinte) lumache marine, in grado di alterare il codice genetico degli individui che l'assumono al punto di curare malattie come il cancro o potenziare le proprie abilità psicofisiche.
Ben presto fra Ryan e Fontaine - un altro rapace capitalista del luogo - scoppia un violento conflitto per il controllo, la creazione e la distribuzione della miracolosa droga. Caos e follia imperversano. Gli abitanti di Rapture sono ridotti a vere e proprie aberrazioni - i Ricombinanti - il cui unico scopo è soddisfare la sete di Adam, la cui produzione è affidata alle sorelline: bambine geneticamente modificate per ospitare in simbiosi le poche lumache marine rimaste. Queste girano per Rapture protette da imponenti guardie armate - Big Daddy - riciclando l'Adam dai cadaveri dei Ricombinanti. Allo stesso tempo vittime e carnefici, in quanto esse sono fonte di purissimo Adam. In questo folle scenario fatto di delirio e violenza giunge Jack, il protagonista che impersoneremo, scampato fortunosamente ad uno "strano" incidente aereo.
L'Adam è la tela della modificazione genetica, ma i plasmidi sono i colori
Bioshock ,sin dai primi istanti di gioco, si rivela un esperienza unica, atipica, completamente avulsa da quelli che sono i normali canoni degli shooter in prima persona. L'introduzione è sintomatica in questo senso. Nessun filmato in CG, nessuna cut-scene atta a spiegare gli eventi: un attimo prima siete comodamente in volo, l'istante successivo annaspate fra i flutti, circondati dai resti del velivolo sul quale viaggiavate, nel disperato tentativo di raggiungere il faro che si erge solitario nell'immenso nulla dell'oceano. Semplice, brutale ed indubbiamente efficace. Il resto non fa che confermare l'impressione iniziale.
Il breve viaggio nella batisfera custodita all'interno del faro che ci conduce a Rapture si rivela di rara efficacia nell'introdurci alle atmosfere del gioco: gli edifici in stile retrò illuminati dai vivaci cartelloni pubblicitari che reclamizzano i nuovi derivati dell'Adam, i branchi di pesci che fanno capolino tra i tubi di collegamento della città, la megattera che nuota placidamente a pochi metri da una cupola nella quale opera un palombaro, le scariche elettrostatiche che disturbano una conversazione che ci vede inattesi protagonisti. Uno scenario pacifico e tranquillo presto verrà infranto, con inusitata violenza, sin dal momento dell'attracco a Rapture. Ed è questo uno dei punti di forza del gioco: una narrazione che si poggia più sulla forza visiva delle immagini, sull'emotività suscitata dalle situazioni piuttosto che dai dialoghi (splendidamente recitati in ogni caso).
E' necessario sottolineare questo aspetto per poter apprezzare appieno il lavoro svolto da Irrational Games. Il contrasto fra le splendide location arredate in stile Art Déco, un trionfo di linee geometriche essenziali, e la devastazione che le accompagna. L'alternarsi fra ambienti scintillanti, illuminati in maniera violenta e squallide zone d'ombra. La rilassante musica ovattata proveniente da un grammofono coperta da improvvisa grida di disperazione, raccontano meglio di ogni dialogo l'escalation di violenza occorso a Rapture. Non solo, sostanzialmente ogni singolo luogo si rivela un piccolo "blocco narrativo" contenente un tassello utile per l'intreccio architettato dagli sviluppatori. Ecco perché si rivela necessario esplorare ogni singolo anfratto del opulenta città sommersa; è per questo motivo che Bioshock, prima ancora che essere uno shooter, è un adventure in prima persona.



Bioshock

Disponibile per: PC | XBOX 360 | PS3
Bioshock - PS3
Genere: FPS Sparatutto in prima persona
Sviluppatore: 2K Boston
Distributore: Take2 Interactive
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Paura
Lingua: Tutto in Italiano
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PC: 24/08/2007   
XBOX 360: 24/08/2007   
PS3: 17/10/2008   
Bioshock
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8,6
ND.
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