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Borderlands 2 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Il primo Borderlands è stata una delle poche Sleeper Hit di una generazione caratterizzata da budget esagerati e campagne mediatiche ipertrofiche. Nonostante uno sviluppo piuttosto travagliato ed un cambio improvviso nella direzione artistica, il titolo Gearbox seppe conquistare pubblico e stampa, convincendo praticamente su tutti i fronti. Cinismo tagliente, gameplay compulsivo, stile brillante e sempre sopra le righe. In una formula così riuscita c'è davvero da cambiare ben poco, deve aver pensato il team di sviluppo, che a tre anni di distanza dal lancio del primo capitolo ci propone un seguito diretto, pronto a raccogliere l'eredità del predecessore scavandosi un posto ancora più grande nel cuore dei fan. Nel corso dei mesi che hanno preceduto l'uscita, di Borderlands 2 abbiamo parlato abbondantemente, sondando le nuove caratteristiche delle classi, delle quest, e dell'engine. E' arrivato finalmente il momento di mettere alla frusta la versione completa, per scoprire se rappresenta la definitiva consacrazione del brand come uno dei più iconici e identificativi di quest'epoca videoludica.
 
Pantagruelico
L'apertura della cripta ha sconvolto gli equilibri, su Pandora. Dopo che i quattro cacciatori hanno sventato la minaccia aliena, la conformazione geologica del pianeta è mutata profondamente, e nelle profondità della terra sono emerse intere vene di Iridium, un prezioso minerale che fa molta gola alle spietate multinazionali. Pioniera dell'estrazione di Iridium è la ben nota Hyperion Corporation, rappresentata dall'allucinato Jack il Bello: un maniaco egocentrico incline alle più schifose bassezze, tronfio e pieno di sé. Trivellando l'intera superficie di Pandora, Jack ha messo a serio rischio la stabilità del pianeta, tanto che si è formata una strenua resistenza per tentare di sovvertire la sua supremazia economica, politica e militare.
Non bastasse la tensione ai massimi livelli, si vocifera che su Pandora si nasconda una seconda cripta, la cui apertura potrebbe scatenare nuove catastrofi o generare immense ricchezze. Sul pianeta si precipitano quindi quattro nuovi cacciatori, subito osteggiati dal borioso Jack, che diventa un nemico naturale per i protagonisti.
L'incipit della storia è tutto qui: si viene catapultati nel bel mezzo di una lotta fra la resistenza e l'Hyperion, e si prendono le parti della fazione più simpatica. La trama di Borderlands 2 non aspira a vincere il riconoscimento per il miglior racconto videoludico degli ultimi anni, e si limita a procedere in maniera abbastanza lineare, tirando fuori difficoltà e imprevisti di ogni genere pur di prolungare l'esperienza di gioco.

Ma quello che conta, in Borderlands 2, non è certo l'intreccio. Piuttosto, a compiacere è la sceneggiatura sempre esagerata, che si manifesta in linee di dialogo davvero eccezionali. Lasciandosi spesso andare al turpiloquio più crudo, mettendo in scena situazioni surreali, e facendo leva persino sull'effetto nostalgia (quando si incontrano protagonisti e comprimari del vecchio capitolo), il racconto procede spigliatamente, sollazzando il giocatore e stimolando spesso grasse risate.
Nonostante un adattamento in italiano non sempre al top, poco attento a mantenere certe sfumature e qualche citazione, nel corso dell'avventura ci si diverte di gusto, curiosi di scoprire le assurde personalità che popolano gli improbabili insediamenti. E da questo punto di vista, Borderlands 2 è davvero lo spaccio universale di menti contorte, scemi del villaggio, personaggi buffi, stralunati, cinici, malvagi: un teatrino fatto tutto di pezzi da novanta, che si alternano sulla scena dall'inizio alla fine, con esiti comici dalla potenza esplosiva.
Un gioco di classe
Borderlands 2 rimane fedele al canone delineato dal suo predecessore. Si presenta quindi come uno sparattutto in prima persona, caratterizzato da ritmi accesi e saldamente intrecciato ad un impianto ruolistico ben costruito. In Borderlands 2, sostanzialmente, si spara a qualsiasi cosa si muova: strani animalacci che popolano le sempre desolate lande di Pandora, predoni e robot senzienti. Tutti cadono sotto i colpi martellanti delle nostre armi, in un tripudio di proiettili, granate, esplosioni. Questo approccio molto diretto, che propone un'azione sempre compulsiva e senza tempi morti, si sposa con una struttura Open World -straripante di quest principali e secondarie- e con la crescita graduale del personaggio, selezionato all'inizio dell'avventura fra una rosa di quattro.
Le classi disponibili non sono le stesse del primo capitolo: tornano in verità la Sirena ed il Commando, ma appaiono integralmente ridisegnati, affiancati stavolta dagli inediti Assassino e Gunzerker. La scelta della classe determina l'approccio che il giocatore dovrà tenere nel corso di tutta l'avventura, e risulta quindi un momento fondamentale per godere appieno del titolo 2K. Bisogna anzitutto entrare in sintonia con i personaggi, che anche a livello stilistico mostrano un carattere abbastanza deciso. Pur non essendo una scelta da fare a cuor leggero, in ogni caso, è inutile sentirsi troppo oppressi, dal momento che -lo anticipiamo- Borderlands 2 incentiva il giocatore ad affrontare diversi Playthrough, ripetendo un'avventura che non stanca mai, ed anzi stimolando la creazione di più personaggi.
Ogni classe, comunque, viene caratterizzata dalla sua abilità principale, che può essere utilizzata ad intervalli regolari (dopo il classico Cooldown) e potenziata di livello in livello, sbloccando con i punti assegnati le abilità di tre diversi Skill Tree.
Per chi ama un approccio più diretto, il Gunzerker è probabilmente la classe migliore: l'abilità speciale di Salvador gli permette di impugnare contemporaneamente due armi per qualche secondo, raddoppiando istantaneamente la potenza di fuoco. Si tratta insomma di un Barbaro armato di Shotgun e Mitragliatrice, concentrato sull'incremento del dps (damage per second, ci perdonino i meno tecnici) e perfetto per assalti dal furore sconsiderato. Per quanto riguarda gli skill tree, troviamo da una abilità che aumentano la resistenza, il danno e la salute, dall'altra invece due opzioni sicuramente più tattiche. Visto che l'elevato consumo di munizioni potrebbe rivelarsi un problema per il Gunzerker, gli sviluppatori hanno ben pensato di dotarlo di abilità che lo rendano completamente autonomo, dapprima riducendo il numero di proiettili consumati, e poi addirittura rimpinguando i caricatori per ogni colpo a segno: immaginate dunque una cascata di bossoli senza fine, e nessun problema di munizionamento: il paradiso dei distruttori. L'ultimo ramo dello skill tree invita invece a mantenere un elevato numero di kill: per qualche secondo dopo ogni uccisione potremo ricevere dei bonus, al danno inflitto, alla resistenza, alla velocità di ricarica della vita, degli scudi e dell'abilità primaria.
Grazie a queste caratteristiche, il Gunzerker si dimostra una classe abbastanza autonoma, che riesce a difendersi bene anche senza compagni. Ma dal momento che quasi tutti i bonus sono passivi o si attivano automaticamente con le uccisioni, per alcuni l'esperienza di gioco con Salvador potrebbe essere un po' monocorde.

Meglio concentrarsi in questo caso su una delle altre tre classi. Ad esempio la Sirena -Maya- sinuosa e letale combattente che si presenta con un'abilità principale totalmente diversa rispetto a quella del primo episodio: invece di “entrare in fase” in prima persona, la nuova Sirena utilizzerà il suo potere per “immobilizzare” un avversario intrappolandolo per qualche istante in una di dimensione alternativa. Mentre si trova in questa “bolla di stasi” il nemico può ovviamente essere crivellato di colpi. I tre skill tree di Maya propongono una varietà di opzioni più accentuata: è possibile ad esempiofocalizzarsi sull'agilità, aumentando velocità di spostamento, tempi di ricarica e di reazione o durata della stasi; o al contrario preferire il ramo denominato “Catastrofe”, che ovviamente include abilità che potremmo definire “d'impatto”: in questo caso le bolle esplodono, aggiungono danni elementali, ed insomma combinano un bel disastro. Maya può anche focalizzarsi sulle abilità di supporto, trasformandosi quasi in un Healer: la bolla di stasi in questo caso può essere utilizzata per resuscitare immediatamente i nostri compagni, e tutti i nemici uccisi mentre sono “in sospensione” rilasceranno energia vitale che curerà automaticamente i membri del party. Col passare dei livelli Maya può trasformarsi in una vera e propria macchina di morte, scegliendo di utilizzare la stasi in maniera più insidiosa: invece di bloccare un nemico, si può trasformarlo temporaneamente in un alleato, rivoltandolo contro i suoi compagni. E perchè non combinare questa abilità con l'altra che fa traslare la stasi verso un nuovo bersaglio quando il primo cade stecchito? Maya è complessivamente un personaggio abbastanza tecnico: come per Zero si fatica a proseguire indisturbati nel corso dei primi livelli, ma una volta sbloccate le giuste abilità le soddisfazioni sono massime.
E proprio l'Assassino -Zero- è un'altra delle classi che più apprezziamo. Il parco abilità di Zero si sviluppare in maniera nettamente diversa a seconda delle proprie propensioni, orientandosi verso il cecchinaggio spinto oppure verso la potenza degli attacchi corpo a corpo. La sua abilità primaria è il lancio di un clone-esca, che attirerà indistintamente le attenzioni di tutti i nemici: Zero diventerà infatti completamente invisibile mentre il suo “Decoy” è sul campo. Nel caso in cui volessimo aumentare le nostre abilità con le armi a lungo raggio, potremmo attivare la skill per rivelare gli Weak Spot di ogni nemico, moltiplicando il danno critico un numero spropositato di volte. Gli altri due rami permettono invece di focalizzarsi sul lancio di Kunai, per colpire più nemici contemporaneamente e renderli immediatamente più vulnerabili a tutti i colpi (anche quelli dei compagni), oppure di aumentare considerevolmente il danno con l'attacco corpo a corpo. Zero può trasformarsi in una vera e propria macchina di morte, capace di falciare un avversario dopo l'altro, correndo verso di loro e tagliandoli con la precisione di un letale samurai. Eterogenea e dinamica, questa classe è probabilmente la più affascinante di tutte. Arrivando al Level Cap (sempre fissato a 50) Zero risulta un killer di prim'ordine, e riusciamo solo ad immaginare cosa si potrebbe fare nel caso in cui futuri DLC aumentassero il tetto massimo e ci dessero accesso a nuovi Skill Point.
Resta infine Axton, classe Commando, che prende il posto del vecchio Soldato ma mantiene la sua abilità principale: è in grado di posizionare sul campo una torretta automatica, che aiuta nell'operazione di distruzione incontrollata. I tre alberi che ci permettono di potenziare il nostro soldato sono ben diversificati, e ognuno sviluppa l'abilità principale in maniere sostanzialmente complementari, a seconda che si voglia svolgere un ruolo di assalto puro oppure si preferisca mescolare la potenza di fuoco con abilità di supporto, utili al gruppo oltre che al singolo.
Si può quindi focalizzarci sulla potenza d'attacco, aumentando il numero di colpi sparati, il danno, e aggiungendo persino missili a ricerca, oppure potenziare la torretta con uno scudo che ci tiene al sicuro, assieme ai nostri compagni. Le Skill Più avanzate permettono addirittura di piazzare due torrette, e vi lasciamo immaginare quanta soddisfazione si provi nel vedere covi di Skag ripuliti in pochi istanti. Ma c'è anche la possibilità di attivare il “nuke”, un'esplosione nucleare in miniatura che accompagna il piazzamento della torretta. Per un'entrata in scena devastante.
Axton è complessivamente un personaggio molto dinamico, adatto a tutte le esigenze, ottimo per il primo Playthrough.
Il set di classi soddisfa in ogni caso tutte le tipologie di giocatore, e la possibilità di effettuare il “respec” pagando una cifra generalmente abbordabile permette non solo di sperimentare le varie possibilità, ma anche di costruire il proprio personaggio a seconda delle necessità della squadra.
Il focus sul multiplayer cooperativo, infatti, è palese in questo secondo episodio, che inserisce il multi Drop-In/Drop-Out per rendere più comoda e immediata la formazione dei Party. Sarà possibile anche giocare in Split Screen e connettersi ugualmente alla rete, per trovare un'altra coppia di giocatori online senza dimenticarsi il sano vecchio multiplayer “casalingo”.
Giocando in co-op il divertimento si moltiplica. E lo sappiamo bene che sembra una di quelle “frasi di circostanza” che si leggono in tutte le review di titoli che puntano sull'online, ma Borderlands 2 è davvero un caso speciale. L'atmosfera goliardica che accompagna tutte le scorribande, la possibilità di sfidarsi in accesi uno contro uno nei tempi morti (mentre qualcuno esamina i cataloghi di un vendor, ad esempio), e l'incredibile facilità con cui si combinano le abilità di tutti i personaggi, rendono le partite sempre esplosive: staccarsi dal titolo 2K non è facile, e siamo sicuri che Borderlands 2 monopolizzerà per molto tempo le vostre console.

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Borderlands 2

Disponibile per: PS3 | PC | XBOX 360 | PSVita
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Gearbox Software
Distributore: Take2 Interactive
Publisher: 2K Games
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 8 Giocatori
M. Cooperativa: Multiplayer Cooperativa Online
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 21/09/2012   
PC: 21/09/2012   
XBOX 360: 21/09/2012   
PSVita: 27/05/2014   
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