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Brutal Legend > Recensione
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Brutal Legend - Recensione

Inviato il da Marco Cifarelli
Che Brütal Legend sia uno dei giochi più atipici di questa generazione è cosa evidente fin dal filmato introduttivo. La prima cosa che vedremo una volta superati i loghi di rito, infatti, sarà un corpulento Jack Black che ci guiderà in un negozio di musica alla ricerca di un disco “così raro che molti non sanno nemmeno che esista”. Il disco cercato (ritrovato nella sezione “Metal Proibito”) si intitola proprio Brütal Legend, ed è interagendo con esso che potremo cominciare a giocare o accedere alle altre opzioni. Si tratta certamente di uno dei menù più originali e spassosi di tutti i tempi, ed è una perfetta introduzione ad un gioco che, in larga parte, mantiene le stesse caratteristiche.
Metal World
Brutal Legend - recensione - PS3 Il protagonista del gioco è Eddie Riggs, un metallaro nostalgico del passato e costretto, suo malgrado, a fare il roadie (una specie di tecnico che lavora nei retroscena dei concerti) per una boy-band mascherata da gruppo metal. A causa di una serie di catastrofici eventi Eddie si ritroverà catapultato in una dimensione alternativa, uno strano mondo ispirato al metal e alla mitologia nordica in cui l’umanità è stata soggiogata da una razza di demoni.
Tim Schafer, il leggendario game designer del gioco, è notoriamente abile a definire le ambientazioni dei suoi titoli: che si tratti del Mondo dei Morti di Grim Fandango o del Campeggio Psichico di Psychonauts, si ha sempre la sensazione di trovarsi in luoghi unici e bizzarri ma sempre coerenti con sé stessi e di grande atmosfera. Da questo punto di vista, il mondo metal di Brütal Legend è forse il suo capolavoro: attingendo a piene mani dall’immaginario di questo grande genere musicale, Schafer è stato capace di definire un’ambientazione artisticamente ineccepibile fin nei più piccoli dettagli, sempre perfettamente a metà tra una parodia e un affettuoso omaggio. Ogni suo aspetto, infatti, trasuda metal: gigantesche spade di pietra conficcate nel terreno, amazzoni vestite e dipinte come i membri dei Kiss, cavalli zombie che lanciano fulmini... è tutto così fantasioso da lasciare sbalorditi, al punto da rendere una gioia anche la semplice esplorazione del mondo.

La trama è allo stesso modo molto ben scritta, ricca di colpi di scena e tanto umoristica all’inizio quanto drammatica man mano che si procede nel gioco. Grazie all’incredibile qualità del doppiaggio, che presenta grossi nomi come Ozzy Osbourne  e Lemmy Kilmister dei Motorhead, ogni personaggio è ben caratterizzato e sicuramente vi affezionerete a molti di loro. A fare la parte del leone, in ogni caso, è il protagonista, un simpaticissimo antieroe come se ne sono visti pochi nella storia del videogioco. Purtroppo però non è tutto rose e fiori: alcuni passaggi della trama sono piuttosto confusionari, visto che fanno riferimento a determinati aspetti della mitologia del mondo che il giocatore non può conoscere, a meno di non andarseli a spulciare di propria volontà.
Gameplay
Brutal Legend - recensione - PS3 Di tutti gli aspetti del gioco forse è proprio il gameplay ad essere quello più atipico. Sebbene all’inizio possa sembrare un semplice action game, man mano che andrete avanti vedrete Brütal Legend arricchirsi di una moltitudine di elementi diversi che lo renderanno una chimera strana e affascinante. La deambulazione nel gigantesco mondo di gioco, ad esempio, ricorda molto da vicino quanto visto in Zelda: addirittura Eddie avrà a disposizione la sua Ocarina del Tempo e la sua Epona personali, sottoforma rispettivamente di una chitarra elettrica chiamata “Clementine” e di una gigantesca automobile soprannominata “Trinciadruidi”.
La struttura a missioni principali e secondarie, invece, ricorda quanto già visto in altri giochi open-world come GTA, così come l’abbondanza di elementi opzionali da collezionare. Le missioni secondarie sono divertenti ma purtroppo piuttosto ripetitive, in quanto tranne alcune eccezioni fanno sempre parte di una mezza dozzina di tipologie differenti (ad es. Corse automobilistiche e Risse di gruppo). Molto meglio gli oggetti da collezionare: nascosti in giro troverete ad esempio nuovi brani da aggiungere alla radio del vostro bolide, nuove canzoni magiche per la vostra chitarra, o degli altari che vi narreranno la mitologia del mondo. Questi ultimi in particolare sono essenziali se vorrete avere le idee più chiare per quanto riguarda la trama del gioco.
Portare a compimento ciascuna di queste attività vi farà guadagnare una certa quantità di “Tributi di Fuoco”, la moneta di scambio del mondo di Brütal Legend, che potrete spendere in delle apposite officine (Gestite da Ozzy Osbourne!) per potenziare l’arsenale o ampliare il vostro parco mosse.
Il vero cuore di Brütal Legend, però, non risiede qui. Che ci crediate o no, la maggior parte del gioco avverrà su enormi campi di battaglia, sottoforma di uno strategico in tempo reale mascherato da “battaglia delle band”. Rispetto ad altri giochi “dedicati”, non è niente di troppo complesso: dall’alto dei cieli il protagonista potrà creare e comandare le proprie truppe impartendo degli ordini basilari con la crocetta direzionale. Ciò che rende il tutto più particolare è la possibilità che ha Eddie di gettarsi in prima persona nella mischia in qualunque momento, per dare man forte alle proprie unità a suon di colpi d’ascia e assolo magici. Addirittura è possibile interagire direttamente con ciascuna delle unità, scatenando i cosiddetti “attacchi combo” o pilotando i veicoli in campo. Tutto questo contribuisce a creare un’esperienza molto divertente e discretamente variegata e profonda, sebbene nelle fasi iniziali sia molto facile trovarsi spaesati dalla grande quantità di opzioni disponibili. Proseguendo nell'avventura, in ogni caso, si scopre un prodotto originale e coraggioso. Il perfetto "mash-up" di generi, l'accumulo ordinato di diverse variabili, rende l'esperienza di gioco piacevole e soddisfacente, anche per i giocatori stanchi delle solite categorie. Brutal Legend ha la forza di osare, e riesce a conquistare anche i cuori degli utenti più temprati. Speriamo che sia d'esempio all'attuale generazione di pallidi game designer.

La longevità del single player è piuttosto bassina:  per finire il gioco vi basteranno otto-nove ore, o andando di fretta addirittura sette. Ma perché correre? Il mondo è talmente bello da vedere e ricco di cose da fare che se vorrete completare tutto (e probabilmente lo vorrete) ce ne vorranno almeno una quindicina.
Tecnica
Multiplayer
L’intero aspetto multiplayer del gioco si forgia proprio attorno alle battaglie strategiche. Fino a otto persone potranno sfidarsi in due squadre di quattro giocatori ciascuna. La modalità è molto interessante, perché due delle tre fazioni disponibili non possono essere utilizzate nel single player, e presentano delle unità e degli assolo magici quasi completamente diversi da quelli di Eddie. In sostanza si tratta di un discreto passatempo che potreste trovare piuttosto divertente, ma che dubitiamo possa mantenere alta l'attenzione dell'utente per più di qualche pomeriggio.
L’aspetto puramente tecnico del gioco è forse il suo unico vero tallone d’Achille: molte delle texture presentano una risoluzione fin troppo bassa per gli standard di PS3/X360, e i modelli poligonali sono piuttosto rozzi. Le animazioni di gioco non sono bellissime da osservare (il lavoro di motion capture non è stato così ingente), ed avanzando nell'avventura si nota un lieve riuso dei modelli degli avversari. Bellissime le ambientazioni di gioco, tutte molto ispirate, sebbene alcuni possano in certi casi lamentare una certa tendenza alla monocromia ed una spietata replicazione degli elementi architettonici, che di fatto lasciano alcuni scorci comunque poveri. Discreto invece il lavoro sugli effetti speciali, che tuttavia non riesce a togliere dal look di Brutal Legend una lieve patina che denuncia, forse, scarsa padronanza dei Dev Kit. A conferma parziale di tutto questo, troviamo qualche problema di ottimizzazione, che si concretizza nell'evidente Pop Up o, ancora di più, nei cali vistosi di framerate, a cui si assiste soprattutto nel corso delle sessioni di guida. Eppure, non c’è di che preoccuparsi: quello che il gioco perde sul versante tecnico, lo riacquista su quello artistico, che come già detto ha del fenomenale. Il Chara Design, in particolare, lascia allibiti e sempre divertiti, con trovare eccellenti.
Per quanto riguarda il sonoro, invece, ci troviamo senza dubbio di fronte a un lavoro monumentale: la colonna sonora è infatti costituita da più di 100 brani metal dei più svariati sottogeneri, selezionati accuratamente da Schafer e soci per assicurare una qualità media altissima.
In definitiva l’ultima fatica di Double Fine si rivela vincente. Nonostante le sue fonti di ispirazione siano piuttosto evidenti, Tim Schafer è riuscito in ogni caso a plasmare un’esperienza genuina e originale, completamente diversa da quanto disponibile oggigiorno nel mercato videoludico. Purtroppo la natura stessa del gioco lo rende un titolo decisamente di nicchia, e l’estetica metal non gioca a suo favore. Dubitiamo, infatti, che chi disprezzi il metal possa riuscire ad apprezzare questo gioco. Viceversa, se siete dei metallari convinti, questo è assolutamente il gioco della vostra vita. Per chi non rientra in nessuna delle due categorie, è consigliata una prova diretta: Brütal Legend, oltre ad essere un meraviglioso omaggio ad uno dei più caratteristici generi musicali del mondo, è anche un titolo variegato, eterogeneo e dinamico. Un mix riuscito, che veleggia sull'onda della creatività.
VOTOGLOBALE8.5

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Brutal Legend

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC
Genere: Azione
Sviluppatore: SouthPeak Games
Distributore: Electronic Arts
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
PS3: 16/10/09   
XBOX 360: 16/10/09   
PC: 27/02/2013   
Brutal Legend
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ND.
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