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Castlevania Lords of Shadow: Mirror of Fate HD > Recensione
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Castlevania Lords of Shadow: Mirror of Fate HD - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Mentre fremono i lavori per Castlevania: Lords of Shadow 2, Konami cerca di spianare la strada al suo action game stuzzicando la fanbase storica e chiunque abbia apprezzato il primo capitolo. Nei negozi arriva quindi una Collection bella corposa, che include la versione completa dell'episodio originale (coi due discutibilissimi DLC Reverie e Resurrection), una demo del sequel, ed un codice per scaricare dal Marketplace o da PlayStation Network una copia digitale di Mirror of Fate HD.
La conversione in alta definizione dell'episodio portatile è di fatto il pezzo forte della raccolta, tanto che può essere scaricata anche in versione liscia dalle due piattaforme di distribuzione digitale.
Il titolo, che è stato per qualche mese un'esclusiva Nintendo 3DS, è saldamente collocato nella nuova continuity di Castlevania ideata dal team spagnolo Mercury Steam, ed anche al netto di qualche problematica di troppo, appare tutto sommato interessante per scoprire retroscena inediti sui personaggi sui protagonisti dei due capitoli “casalinghi”.
 
Vendetta a tre
La trama di questo Mirror of Fate comincia infilando il giocatore nei panni di Simon Belmont, rosso protagonista in cerca di vendetta.
Nell'assalto alla Confraternita della Luce il signore oscuro ha ucciso la madre di Simon, che -anni dopo- parte all'assalto del castello di Dracula. L'incipit un po' sbrigativo non mette l'utente a proprio agio: anzi, lo conduce in maniera frettolosa attraverso i primi stage, senza dargli troppi punti di riferimento. La trama si avvia in maniera molto nebulosa, tra misteriosi incontri con quello che sembra un oracolo muto: un nero fantasma che compare a più riprese, quasi come un presagio. E' il suo silenzio tenebroso che dovrebbe trasmettere il senso terribile degli scherzi del destino. Sulle prime l'operazione non riesce, ed il primo atto di questo Castlevania è narrativamente inconcludente e sottotono. Per fortuna le cose cambiano proseguendo nell'avventura. Il secondo atto ci mette infatti nei panni di Alucard e, oltre all'esaltazione per aver ritrovato uno dei personaggi più amati dai fan della saga, il percorso parallelo del vampiro dalla chioma bianca, che segue Simon e lo aiuta non visto, comincia ad incuriosire il videogiocatore.
Ma le sorprese non finiscono: è anzi il terzo ed ultimo atto quello della consacrazione. Ambientato trenta anni prima degli eventi appena precedenti, si gioca impersonando il risoluto Trevor Belmont, in un crescendo d'azione e rivelazioni che scombussolano le convinzioni dei fan e delineano una continuity tutta nuova. L'operazione di ristrutturazione integrale delle logiche interne di Castlevania è coraggiosa e brillante, anche se molti "puristi" della saga classica faranno fatica a digerire certe scoperte.
Complessivamente restano alcuni aspetti oscuri, in un plot che riduce al minimo le linee di dialogo e non si sofferma come dovrebbe su certe figure-chiave della trama, ma in linea di massima la costruzione narrativa può dirsi in ultima analisi riuscita. Mirror of Fate sembra proprio il terreno per quella che sarà l'avventura di Lords of Shadow 2, introducendo nuovi protagonisti con un character design di spicco e delineando la storia e la genealogia di una stirpe maledetta.

Da segnalare, per altro, lo stile eccellente delle Cut-Scene. Realizzate in un cell shading molto cupo, caratterizzato da tratti pesantemente gotici e così dettagliato da sembrare quasi una graphic novel in movimento, le sequenze narrative strabordano di personalità e carattere, tanto da far rimpiangere la scelta del team di utilizzare, per il gioco vero e proprio, una grafica che invece risulta una versione impoverita di quella di Lords of Shadow.
Anche nella versione HD si sottolineano gli stessi problemi dell'edizione 3DS: il colpo d'occhio non convince pienamente, gli scheletri poligonali delle architetture sono spigolosi, la gamma cromatica un po' povera. Ovviamente l'upgrade tecnico giova non poco al titolo, che si mostra in forma anche su schermi dall'ampia diagonale. Qualche shader arriva a rendere il colpo d'occhio più accettabile e gli effetti di luce rendono certe scene sicuramente più ricche. Non aspettatevi miracoli, ovviamente, ma il lavoro di aggiornamento è quantomeno adeguato alle piattaforme di riferimento.
Un'avventura in ripresa
Quegli utenti che decideranno di acquistare l'intera Collection si troveranno probabilmente a confrontare il capitolo portatile con quello destinato alle home console. E' bene quindi avvertire fin da subito che Mirror of Fate non è un titolo eccellente come fu il primo Lords of Shadow. L'idea di rifare un Castlevania 2D, così simile a prima vista agli ottimi capitoli arrivati sul primo DS (o all'immortale Simphony of the Night, fate voi), si scontra con qualche problema di troppo.
Il gameplay, così come la storia, sembra quasi dividersi in tre diverse fasi, superando solo nelle sezioni avanzate dell'avventura questa discreta povertà concettuale. Le prime ore di gioco sono abbastanza tediose, senza verve e senza ritmo, e servono più che altro ad introdurre le dinamiche di gioco, come sempre divise fra combattimento ed esplorazione.
Il combat system prevede l'utilizzo di due tipi di attacchi, affidati ai tasti frontali: uno diretto, che colpisce il nemico di fronte al protagonista, ed uno ad area. La sequenza di attacchi di base, che può essere eseguita anche a mezz'aria, va ovviamente alternata con schivate, parate e contrattacchi. L'impostazione di base del gameplay sarebbe generalmente funzionale, ma sulle prime l'esperienza appare davvero mal bilanciata: affrontare i nemici è questione di poco conto, tra poteri speciali francamente troppo potenti e armi secondarie del tutto inutili.
L'entusiasmo del giocatore viene ulteriormente frenato da un'ambientazione non troppo ispirata, dall'assenza di puzzle degni di tal nome, e da un backtracking di quelli davvero spiccioli. Per fortuna che la situazione tende a risollevarsi di lì a poco. Le sequenze nei panni di Alucard mostrano una ritrovata verve degli avversari, che si fanno aggressivi e determinati.
Nel percorso verso la sala più alta della torre, si trovano poi diversi potenziamenti per la frusta, che rendono più vivace non solo la progressione, ma anche alcuni scontri.
Addirittura ci sono un paio di puzzle abbastanza ben realizzati, che fanno rimpiangere però l'assenza di un numero maggiore di enigmi.

Nel corso del secondo atto, insomma, Mirror of Fate aggiusta molte cose, anche se restano i problemi legati ad un sistema di crescita del tutto automatico ed al bakctracking poco stimolante. Però le soddisfazioni aumentano, e crescono ancora quando finalmente, nell'atto finale, si impersona Trevor Belmont. Qui i nemici sono ancora più coriacei, e verso la fine dell'avventura si affrontano addirittura un paio di scontri con boss giganteschi che, sotto forma di Quick Time Event, ricordano molto da vicino le analoghe sezioni di Lords of Shadow (quelle in stile Shadow of the Colossus).
Proprio questo dinamismo interno è forse il pregio maggiore del titolo. Ogni due ore il gioco cambia totalmente il suo paradigma: una buona vivacità e l'aumento progressivo della difficoltà, insomma, riescono in ultima analisi ad appassionare il giocatore, nelle sette ore necessarie per completare l'avventura.
Buone notizie, infine, dal punto di vista del control scheme: oltre ad adattarsi perfettamente ai tasti del dualshock (consultare la mappa dal menù di pausa è un po' scomodo, ma tant'è), stavolta la configurazione di tasti prevede la possibilità di usare la croce direzionale e abbandonare lo stick analogico. Inspiegabilmente non presente nella versione 3DS, quest'opzione si sposa sicuramente meglio con lo scorrimento bidimensionale dell'avventura, e rende i combattimenti meno frustranti. O forse sono proprio le animazioni d'attacco che sono ora un po' più veloci e meno ingessate. Sarà che ci avevamo fatto l'abitudine giocando sul portatile Nintendo, ma il ritmo dell'azione di Mirror of Fate ci è parso meno duro da mandar giù.
Mirror Of Fate è un action game solido ma non eccezionale. Mancano le rifiniture: un sistema ruolistico interessante, un backtracking meglio congegnato, ambientazioni maggiormente ispirate dal punto di vista artistico e stilistico. Però c'è una buona varietà, e, sul finire dell'avventura, anche una discreta quantità di solidissimi momenti action. Il lavoro sulla continuity di Castlevania, molto coraggioso, sfida le convinzioni dei fan e riesce ad espandere l'universo di Lords of Shadow. Gli alti e bassi della produzione non cambiano ovviamente in questa riedizione HD, che certo presenta un look più ricco di dettagli, ma denuncia anche la sua genesi portatile e, più in generale, l'art style non sempre ispiratissimo (cut-scene a parte).
Non sarà né l'upgrade visivo né il control scheme meglio congegnato a cambiare le carte in tavola, ed il consiglio resta sempre lo stesso: se siete appassionati di vecchia data e attendete Lords of Shadow 2 con impazienza, il 29 ottobre fatevi un giro nei panni di Simon, Alucard e Trevor, e non ve ne pentirete.
VOTOGLOBALE7
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Castlevania Lords of Shadow: Mirror of Fate HD

Disponibile per: XBOX 360 | PS3 | PC
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Mercury Steam
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Halifax
Pegi: 16+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione: 30/10/2013
Castlevania Lords of Shadow: Mirror of Fate HD
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7.5
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6 voti
7.2
ND.
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