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Dante's Inferno - Hands on

Inviato il 25/02/2009 da Redazione
Electronic Arts ha dimostrato, nel corso del 2008, di saper leggere al meglio le nuove tendenze di mercato, proponendosi come un publisher coraggioso e dinamico. L'impegno a coprire praticamente tutti i generi più in voga ha fatto il paio con la volontà di “rinfrescare” la scena videoludica, grazie alla creazione di nuove, esaltanti IP. E la verve creativa del colosso americano non è ancora esaurita. Dopo Mirror's Edge e Dead Space, proprio dal team di sviluppo dell'eccellente Survival Horror giunge l'ombra di un'altra novità. Invitati a prender parte alla prima dimostrazione ufficiale, e fiduciosi per le ottime capacità del team, noi di Everyeye ci siamo avvicinati a Dante's Inferno con timore quasi reverenziale. Un action game ispirato alla Divina Commedia potrebbe avere un impatto devastante sul panorama videoludico moderno, per la forza di un'ambientazione immortale ed il carisma di personalità eterne. E mentre i filologi più spietati già storcono il naso, additando le ovvie forzature all'impianto narrativo; mentre i benpensanti si lamentano perché la spiritualità e la sacralità del poema poco si adattano all'oscura pratica dell'Home Entertainment, noi videogiocatori ce la ridiamo sotto i baffi, sperando che Redwood Shores ci regali un'altra grande produzione.
ATTENZIONE: Di questo gioco abbiamo pubblicato la RECENSIONE
Licenze poetiche
Diciamolo subito, e senza mezze misure: con la letteratura, Dante's Inferno ha poco a che fare. Gli elementi che lo legano all'opera poetica più rilevante della storia italiana riguardano ambientazione e personaggi, ed anche questi sono piegati alle logiche narrative del videogaming moderno. Più che un “attraversamento” dell'opera di Dante, dunque, il videogioco in oggetto è una “distante rilettura”, mediata dalla necessità di offrire, alla platea di utenti, un prodotto spettacolare, coinvolgente, e adrenalinico (come il genere d'appartenenza richiede). E' inutile nascondere la sottile vena di patriottismo con cui ci piace difendere i capolavori portanti della nostra identità culturale: dal punto di vista del rispetto filologico, Dante's Inferno è un pugno allo stomaco. Ma, visto che sappiamo fare anche quello, mettiamo da parte l'orgoglio: qui, più che da onorare i padri fondatori della lingua, c'è da giocare. E perdoniamo allora le roboanti libertà narrative che il team si è preso.
Dante's Inferno si ambienta nel 1191, nell'anno in cui si concludono le crociate (Assassin's Creed Docet). Dante, un guerriero coraggioso e determinato, torna a casa dopo anni di logoranti battaglie, desideroso di riabbracciare la sua Beatrice. Troverà però solo sconforto ad attenderlo, ed una realtà ben più cruda: l'amata uccisa brutalmente, e l'anima di lei ormai perduta, tentata da Lucifero e trascinata nei gironi infernali più bui e logori. E allora tutt'altro che finita sarà la guerra personale del nuovo, alternativo Dante: deciso a salvare la sua compagna, a donarle almeno la beatitudine ultraterrena, il protagonista compierà la sua personalissima discesa agli inferi. Certo, non prima d'essersi appropriato di un'arma opportuna: niente meno che la falce stessa della morte, strappata direttamente dalle mani esauste dell'oscura mietitrice, anch'essa sconfitta in combattimento.
Dante's Inferno comincia così, con un'introduzione forse un po' “barocca”, esagerata, deviata. Ma tutto, dopo pochi minuti di gioco, comincia a quadrare: ogni elemento è eccessivo, distorto, “sovrabbondante”. La discesa agli inferi è un viaggio in un regno malato, nel cuore pulsante del caos e dell'irrazionale. Se la dannazione eterna logora, devia la mente e la annebbia, allora l'inferno secondo Redwood Shores è il parto più suggestivo di tutte le sue depravazioni.
Dall'Olimpo agli Inferi
Dante's Inferno - hands on - PS3 Dante's Inferno non nasconde le sue ispirazioni. Il gameplay del nuovo titolo EA ha un metro di paragone ben evidente, che risalta fin dalle prime sessioni di gioco. Ci riferiamo a God of War, vero e proprio punto di riferimento per il genere, che finalmente comincia ad adornarsi di cloni più o meno dichiarati. Il titolo EA fa poco per fugare i dubbi: la struttura di gioco, la mappatura dei controlli, persino lo stile di combo e mosse speciali, sembrano mutuati direttamente -quasi ricalcati- da quelli del colosso Sony. Insomma, due tasti d'attacco (pesante e leggero), ed uno per le prese, che tanto efficacemente condiscono l'azione con una dose di splatter vistoso e spettacolare. Ed in più un numero elevato di nemici da affrontare, e Quick Time Event con cui variare il ritmo e la progressione. Tutti gli ingredienti per un action game di successo, insomma, compresa una nutrita gamma di combo pronta a rimpolparsi ancora di più grazie all'esperienza guadagnata nel corso delle reiterate scorribande infernali. Ad onor del vero, le prime sessioni di gioco lasciano un poco spiazzati: le movenze di Dante sembrano troppo familiari a chi abbia dimestichezza con le gesta di Kratos, tanto che “uppercut”, combo aeree e persino poteri magici ricordano da vicino, nell'esecuzione e nella riproduzione on screen, quelle dello spartano di vecchia generazione. E forse, anche se è presto per giudicare, agli occhi di uno scafato estimatore del masterpiece firmato Santa Monica, Dante's Inferno avrà qualcosa in meno da dire. Ma dal momento che la produzione EA si dedica anche alla platea di utenti Xbox 360, e considerata l'endemica scarsità di esponenti del genere (che tardano a comparire, se non timidamente, sulle console Next Gen), ecco che le cose possono farsi interessanti. Del resto l'impianto di gioco è ben collaudato, ed ha preso dal migliore.
Pad alla mano, infatti, il gameplay funziona: nel primo livello di gioco, Dante è asserragliato da demoni minori, presenze larvate che tentano di impedire il suo ingresso. Grazie alla familiarità con il sistema di controllo, spazzare via le resistenze è questione di poco. La falce si mostra uno strumento ben malleabile: si allunga per afferrare gli avversari lontani, inclina la lama di 90° per trasformarsi in una specie di lancia, e permette di eseguire una serie ben nutrita di attacchi, mirati o ad area. Ogni tanto, per difendersi dagli assalti più consistenti, Dante sfrutta un crocifisso, che imprime a fuoco sulla pelle dei dannati il segno eterno della Fede. Non passa molto tempo che le cose cominciano a farsi più impegnative: nemici più prestanti assaltano il protagonista, che deve finirli con piccoli QTE e prove di rapidità.
La progressione appaga, alternando (sempre secondo la lezione del maestro) fasi intense ad altre più rilassate, in cui esplorare le lande infernali alla ricerca di qualche cassa bonus. Sparse fra i gironi si possono trovare anche anime dannate, che Dante ha il potere di condannare o redimere. La loro funzione nell'economia di gioco è semplicemente quella di regalare qualche punto esperienza extra: condurle alla dannazione eterna permetterà di guadagnare automaticamente un certo quantitativo di “valuta spirituale”, ma nel caso si riesca a superare una piccola prova per concedere la grazia ai tormentati (si tratta, alla fine di un altro Quick Time Event), si potrà procurarsi qualche punto extra (e chissà se le decisioni di Dante non influiscano in qualche modo sulla risoluzione finale delle vicende).
Il viaggio verso il Limbo prosegue lineare, senza molte complicazioni. Prima di raggiungere le porte dell'averno, comunque, si compie il primo incontro con una delle grandi personalità della Commedia. Si tratta di Caronte (“dimonio, con occhi di bragia”), il traghettatore che conduce le anime dei morti nell'oltretomba.
Art Direction
Dante's Inferno - hands on - PS3 L'incontro con Caronte permette di capire in maniera più approfondita quale sia stato l'approccio utilizzato da Redwood per dare un tocco personale all'ambientazione. Nella visione del team di sviluppo, come sopra si accennava, l'Inferno è un luogo perduto, irrazionale, corrotto dal delirio bollente della dannazione eterna. Non c'è logica, né parvenza umana. Così Caronte, nella visione di Dante's Inferno, non è più un semplice nocchiero, ma è esso stesso un gigantesco traghetto. Incarnato in una nave enorme, solca le acque dello Stigie con solerzia instancabile, trascinando le anime dei morti verso il loro ultimo orizzonte.
Il Caronte mostrato in occasione della presentazione è frutto di un intenso lavoro di design, che ha volutamente esagerato i tratti delle personalità dantesche, per renderle anomale e “traviate”, quasi perverse. Nel trailer rilasciato recentemente sembrano riecheggiare le parole dell'art director, mentre un Cerbero nudo, viscido, intestinale, svolge la sua funzione di guardiano del cerchio dei golosi.
L'apprezzamento per tale impostazione è legato soprattutto ai gusti personali, e gli elementi forniti nel corso della presentazione non sono molti per accennare ad un'analisi più complessa. Anche se forse, alcune scelte esageratamente caricaturali ci sembrano onestamente troppo spinte, e poco pregnanti dal punto di vista artistico ed intellettuale. Ma il tempo per aggiustare il tiro, certo, non manca, visto che il titolo non vedrà la luce prima del 2010. E dato che di tempo ce n'è abbastanza, al team consigliamo anche di rivedere la caratterizzazione del protagonista, che sembra mancare di carisma. Se è vero che il profilo di Dante e dell'insolito elmo che gli cinge la testa sono studiati per assomigliare a quello dell'Alighieri investito di allori, gli occhi chiari e l'espressione assente dell'eroe infernale non sono riusciti a stimolare l'interesse della platea, che all'unanimità ha decretato la scarsa consistenza della figura principale. La croce rossa cucita sul petto ed i vistosi calzari dell'armatura sono dettagli non molto convincenti, e di sicuro Dante's Inferno ha bisogno di un Character Design più incisivo.

Dante's Inferno

Disponibile per: PS3 | XBOX 360 | PC | PSP
Genere: Azione
Sviluppatore: Visceral Games
Distributore: Electronic Arts
Pegi: 18+
Pegi Descrittore: Violenza
Data di Pubblicazione:
PS3: 05/02/2010   
XBOX 360: 05/02/2010   
PSP: 26/02/2010   
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