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Dynasty Warriors 7: Empires - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Se anche siete tra coloro che non apprezzano Dynasty Warriors, difficilmente non vi sarete mai imbattuti, anche solo per caso o curiosità, in uno dei tanti capitoli che sin dal 1997, anno di nascita della serie, hanno invaso il mondo delle console. Brand plurimilionario (il counter è fermo nei pressi dei diciotto milioni di copie vendute in tutto il mondo), nel corso del tempo ha dato origine a un numero spropositato di sequel, spin-off e serie parallele. Empires fa proprio parte di quest’ultimo gruppo di prodotti. Nato nel 2004 con Dynasty Warriors 4, il marchio recupera trama e gameplay di base dell’episodio di riferimento, affiancando ai combattimenti una sovrastruttura strategica che vi permette di modificare a vostro piacimento il corso degli eventi e di influenzare le scelte politiche del regno che avete deciso di servire.
Dynasty Warriors 7: Empires non cambia di una virgola la tradizione, accontentandosi di riproporre la solita formula senza correre il rischio di scontentare gli irriducibili. Dopo il passo falso compiuto dall’originale, stroncato nella nostra recensione con un irrevocabile cinque secco, questa nuova edizione riesce effettivamente ad aggiungere un po’ di sale al tutto e ad attenuare la ripetitività connaturata al gameplay della saga?
 
La diplomazia prima di tutto
Dynasty Warriors 7: Empires - recensione - PS3 Come per tutti gli altri Dynasty Warriors, anche questo episodio si rifà al famoso Romanzo dei Tre Regni. Acclamatissima e conosciutissima in oriente, l’opera tratta delle lotte e dei giochi di potere che a partire dal 169 hanno coinvolto i Tre Regni (Wei, Shu e Wu), sino al 280: anno della riunificazione della Cina. Se Dynasty Warriors 7 si proponeva come l’ennesima rilettura dei fatti (concentrandosi per lo più sulla Battaglia delle piane di Wu Zhang), Empires a causa del suo gameplay abbandona buona parte delle ambizioni narrative. Pur mantenendo inalterati scenario e cast di sovrani e ufficiali che occuperanno la scena, non verrete accolti da prolungati dialoghi tra i personaggi, né sarete spettatori di coinvolgenti scene d’intermezzo.
Il perché è presto detto: in Dynasty Warriors 7: Empires toccherà a voi decidere il corso degli eventi, agendo in prima persona sulla linea politica da adottare nei confronti delle province e degli altri regni.
Avviata l’avventura principale, unica modalità presente, sarete immediatamente chiamati a scegliere il vostro avatar. Oltre al nutrito elenco di personaggi tratti direttamente dal Romanzo dei Tre Regni, non manca la possibilità di crearne uno ex-novo sfruttando il superficiale, ma funzionale, editor dedicato. Qualsiasi cosa scegliate di fare, l’elemento più importante da tenere sott’occhio in questa fase è il ruolo che deciderete di ricoprire: vero fattore in grado di influenzare l’intera esperienza. Nei panni dei Free Officers inizialmente non avrete alcun potere decisionale. Prima di essere ammessi ai Consigli di Guerra, che si tengono ogni sei mesi virtuali e nei quali viene decisa la linea politica del regno, dovrete guadagnare un po' di fama combattendo con valore e stringendo alleanze con gli altri ufficiali. I Subordinates sono invece guerrieri già noti e sin da subito tra le grazie dei regnanti. Infine i Rulers, sebbene potranno lasciarsi consigliare dai loro uomini fidati, avranno sempre e comunque l’ultima parola sulle decisioni da prendere.

Mese dopo mese si tratterà quindi di scegliere tra le tante voci disponibili nell’apposito menù, in relazione al proprio rango. Potrete instaurare rapporti di un certo tipo con altri consiglieri, migliorando così la vostra posizione sociale, investire nell’addestramento delle truppe al vostro seguito, incrementare la produzione di cibo con cui sfamare i sudditi, creare alleanze con le province vicine e molto altro. Ogni azione vi costerà e/o vi farà guadagnare risorse, e salire di livello in specifiche statistiche quali coraggio, saggezza, compassione, ricchezza, disciplina e malvagità.
Oltre ad avere dirette conseguenze nell’altra parte del gameplay, come vedremo, questa componente strategica è realmente in grado di donare maggior vitalità alla produzione. Naturalmente chi si aspetta un certo livello di profondità, magari paragonabile agli strategici veri e propri, rimarrà assolutamente deluso. Il tutto si riduce alla semplice scelta tra una delle voci presenti nel menù e la stessa progressione del personaggio ha il fiato piuttosto corto e non comporta chissà quali riscontri in termini pratici. Ciononostante non possiamo che compiacerci di questo "potenziamento" del gameplay, funzionale e divertente per quanto limitato e poco innovativo rispetto alle passate iterazioni.
Al diavolo gli indugi: picchiamoci
Dynasty Warriors 7: Empires - recensione - PS3 Come anticipato, gestire la politica del proprio regno non sarà un compito fine a sé stesso, ma avrà dirette conseguenze per quanto concerne la parte più classica del gameplay di Dynasty Warriors: quella che esperirete direttamente sul campo di battaglia. Il vero quid della saga è infatti rappresentato dalle gigantesche guerre campali che condurrete contro un esercito di centinaia e centinaia di nemici.
Tornano qui tutti gli elementi classici della saga. Il sistema di controllo, tanto per cominciare, è estremamente semplice da apprendere e si comporta più che egregiamente. Due attacchi, debole e potente, parata, salto, un pulsante con cui richiamare l’eventuale cavalcatura, un altro per switchare tra l’arma primaria e quella secondaria e un altro ancora con cui attivare le famose Musou. Queste non sono altro che tecniche particolarmente potenti utili per eliminare in fretta un gran numero di nemici o per aprirsi un varco nella difesa dei ben più arcigni generali avversari. Il combat system è insomma piuttosto primitivo, ma svolge bene il compito al quale è chiamato, che non è certo quello di rivaleggiare con i vari God Of War e Devil May Cry.
L’I.A. nemica lascia sbalorditi anche questa volta per la sua generale idiozia. Il più delle volte le orde di soldati non faranno altro che aspettare immobili la loro fine o, nella migliore delle ipotesi, darsi alla fuga senza alcun rigore logico. Solo gli ufficiali saranno in grado di impensierirvi: dotati di specifici pattern d’attacco e abili nell’arte della difesa, non andranno mai sottovalutati sebbene anche con loro avrete il più delle volte vita facile.
Il problema è insomma sempre quello: ci troviamo di fronte a un gioco che punta tutto sulla quantità, centinaia di guerrieri da trucidare senza pietà, ma che sul lungo periodo si rivela ripetitivo e noioso per la stragrande maggioranza dei videogiocatori.
Fortunatamente Dynasty Warriors 7: Empires aggiunge un paio di elementi utili a infondere un po’ di sapore alla solita minestra riscaldata. In primis le vostre scelte politiche avranno dirette ripercussioni sullo stato di salute dell’esercito al vostro seguito e sul vigore con cui si batteranno gli ufficiali. Non investire nel rinfoltimento delle truppe, trascurare i rapporti con gli altri generali e non preoccuparsi di armare a dovere i soldati sono fattori realmente capaci di influenzare negativamente l’andamento della battaglia e già a livello di difficoltà normale, per quanto possiate essere abili ed esperti, difficilmente riuscirete a ribaltare la situazione.

Allo stesso tempo il vostro avatar, livello dopo livello, potrà apprendere i così detti Stratagemmi. Si tratta di tecniche speciali, utilizzabili una sola volta per stage, in grado di rimettere sui giusti binari una partita ormai data per persa. Questi spaziano dal poter chiudere le porte di una fortezza, rendendola così inconquistabile da parte dei nemici, al creare una frana con cui travolgere un manipolo di soldati, passando per il danno istantaneo inferto a tutti coloro che si trovano entro una certa distanza dall’avatar.
Tirando le somme, Dynasty Warriors 7: Empires vanta una maggior varietà rispetto al capitolo originale al quale si rifà. Il gameplay è anche in questo caso ripetitivo alla lunga, né la parte legata alla politica del regno e alla crescita del personaggio si dimostra così raffinata e profonda. Ciononostante innegabilmente siamo di fronte a un prodotto più sfaccettato, vario e abbordabile anche da quel pubblico che fin’ora si è tenuto alla larga dalla produzione Tecmo-Koei.
Graficamente non si ravvisa alcun upgrade rispetto a Dynasty Warriors 7. Gli sviluppatori hanno puntato tutto sulla quantità, pur preoccupandosi di assicurare un frame-rate granitico in qualsiasi situazione. A pagare le conseguenze di una tale scelta sono la complessità poligonale dei nemici, rozza e elementare, le loro animazioni, abbozzatissime e legnose, e il design degli scenari, desolanti e privi di dettagli. Siamo insomma nei pressi di una sufficienza risicatissima, ben consapevoli che il colpo d’occhio della produzione è molto poco al passo con i tempi.
Senza infamia né lode il sonoro. Le musiche per quanto anonime accompagnano degnamente l’azione, gli effetti vantano un buon campionamento e anche il doppiaggio in inglese non è disprezzabile.
Sufficiente la longevità. Prima di vedere i titoli di coda ne avrete almeno per una ventina d’ore, ma il problema è sempre il solito: siete sicuri di non annoiarvi molto prima?
Dynasty Warriors 7: Empires riesce a migliorare la formula dell’originale, dimostrandosi più profondo e in grado di attirare le attenzioni di un pubblico più ampio. Ciononostante permangono i difetti ormai congeniti di una saga fin troppo uguale a sé stessa e poco motivata a puntare a un vera evoluzione.
Consigliato agli irriducibili e anche a tutti quelli che sono sempre stati incuriositi dal brand di Tecmo-Koei. Non si tratta del miglior capitolo della saga, né lo giocherete ininterrottamente per settimane, ma se cercate un Hack'n'Slash terra-terra, non impegnativo e adatto a qualche ora di svago, avete trovato ciò che fa per voi.
Naturalmente chi si è sempre tenuto a distanza da Dynasty Warriors non sarà certo a partire da questo episodio che si scoprirà improvvisamente innamorato del brand.
VOTOGLOBALE6
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Dynasty Warriors 7: Empires

Disponibile per: PS3
Genere: Azione
Sviluppatore: Omega Force
Distributore: Halifax
Publisher: Tecmo Koei
Pegi: 12+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione: 22/02/2013
Dynasty Warriors 7: Empires
6
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7
6 voti
6.3
ND.
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