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Final Fantasy XIII-2 - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
In ambito videoludico, come in moltissimi altri campi, nulla va mai dato per scontato. Solo qualche anno fa credevamo che una saga come Final Fantasy non potesse mai mostrare il fianco a critiche; ora, benché i numeri siano ampiamente dalla sua parte, vediamo molti fan disillusi specialmente dagli ultimi episodi. E vista proprio la marea di critiche piovuta addosso al tredicesimo capitolo (un titolo solido, ma lontano dai canoni dei vecchi, gloriosi episodi), nessuno si sarebbe aspettato che la software house potesse decidere di puntare su un seguito diretto. Soprattutto considerando che il primo dei "sequel" proposto dalla compagnia (Final Fantasy X-2) non riscosse molto successo.
Eppure, oggi siamo qui a commentare Final Fantasy XIII-2.
Mancanza pressoché totale d’esplorazione, un sistema di combattimento troppo telecomandato ed una trama non sempre avvincente sono stati i problemi principali di Final Fantasy XIII: temi sui quali Square-Enix, in quest’anno e mezzo, dovrebbe aver alacremente lavorato. Con una platea sempre più in fermento in attesa del fatidico day one (previsto per il 3 Febbraio su Xbox 360 e Playstation 3), è giunto il momento di valutare se effettivamente tutte le promesse siano state mantenute.
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Back to the Future
Final Fantasy XIII-2 - recensione - PS3 Le vicende di Final Fantasy XIII-2 si aprono esattamente dove quelle del suo predecessore si erano concluse: Lightning è scomparsa, in un’apparente sacrificio per mantenere intatto e orbitante Cocoon che l’ha trasportata in una realtà diversa, nel mondo ombra di Valhalla dove caos e luce combattono una perpetua battaglia. Le gesta della ragazza giungono in sogno, quasi profetiche, alla sorella, oramai ambientatasi su Pulse nella piccola comunità che gestisce assieme ai suoi amici di sempre. Tra sorrisi e giornate apparentemente tranquille si nasconde però il grande vuoto che alberga nell’animo di Serah, unica a ricordare gli ultimi istanti con la sorella (creduta morta da tutti) e sempre in attesa del suo ritorno e di quello del promesso sposo Snow, partito alla sua disperata ricerca.
L’apatia e l’inquietudine che governano le giornate della fanciulla vengono rotte improvvisamente dalla caduta di un meteorite, che libera da chissà dove creature ostili a lungo dimenticate e fa apparire un misterioso giovane. Noel, questo il suo nome, spiega (dopo aver salvato il villaggio dall’invasione) di giungere da un’epoca 700 anni nel futuro, dove Cocoon non è mai esistito e lui è l’ultimo degli esseri umani sopravvissuti. Il ragazzo, grazie ad una serie di portali spazio-temporali, è giunto sino a New Bodhum, guidato proprio da Lightning in cerca di Serah, apparentemente l’unica in grado di cambiare il futuro del mondo.
Attratta inizialmente più dall’idea di re-incontrare (e “salvare”) la sorella, Serah s’imbarca assieme a Noel in un viaggio nelle pieghe del tempo e dello spazio. Ma giocare con la cronologia degli eventi non è facile: intervenire nel presente per modificare il futuro e “risolvere” anomalie e paradossi vorrà dire modificare anche il passato, e ritrovarsi dunque a fare i conti con diverse versioni della stessa epoca, della stessa vicenda e degli stessi personaggi. Un viaggio dalle mille sfaccettature, nel corso del quale i nostri eroi incroceranno il loro cammino con vecchi e nuovi amici, nonché con nuove e pericolosissime minacce. Ma in un continuum in costante divenire non tutto è come sembra, ed un vecchio (o futuro) alleato potrebbe -nel presente- non rivelarsi tale.
Quello che sembra un intreccio complicato e quasi incomprensibile si tramuterà presto in una vicenda davvero affascinante, capace di tenere incollati allo schermo nel tentativo d’ipotizzare ogni possibile processo di causa-effetto che porterà alle situazioni effettivamente vissute in game. Ad ispessire il comparto narrativo, troviamo una caratterizzazione psicologica protagonisti davvero esemplare, che ci riporta quasi a fasti dei Final Fantasy d'antan. Ottimo anche il respiro delle strame secondarie, molto più interconnesse alla principale e ad essa vincolate rispetto al passato. Ciliegina sulla torta, oltre ad una regia in cui Square-Enix è maestra, il piglio recitativo dei personaggi, sostenuto da espressioni facciali dettagliate e da un lip-sync a dir poco impeccabile (le linee di dialogo sono tutte in inglese).
Se dunque Final Fantasy XIII non vi aveva entusiasmato dal punto di vista del racconto (troppo lineare, a detta di molti) il suo seguito, pur intrecciandosi alle vicende del primo, saprà mantenere viva la vostra attenzione per l’intera durata dell’avventura. E se, invece, le informazioni pregresse (in ogni caso marginali per comprendere il continuum narrativo qui presentato) v’interessassero particolarmente, ecco spuntare una comoda sezione Antefatti, grazie alla quale ciascun giocatore potrà rinfrescare la prorpia memoria.
Esplorazione, backtracking ed attività collaterali
Se per quanto riguarda l’intreccio i passi avanti potrebbero quasi far pensare ad un nuovo Final Fantasy, avvicinandosi al gameplay la sensazione di una semplice rivisitazione appare quantomai chiara. Si parte, come in ogni buon RPG, dalla componente esplorativa, tanto criticata nel tredicesimo capitolo quanto poco approfondita in questo seguito. I quadri di gioco si sono espansi, questo è innegabile; vi sono percorsi alternativi da esplorare ed item nascosti da scoprire, ma la sensazione di costrizione, conseguente proprio a questa divisione in quadri (dungeon) comunque chiusi, è ancora evidente e -se possiamo- fastidiosa in una produzione ruolistica. Limitate possibilità d’interazione con gli NPC e molte barriere, visibili o invisibili, stonano (anche nel 2012) in un videogioco che si fregia del nome Final Fantasy. Agli sviluppatori va certamente dato atto dell’interessante recupero di un tema caro alla serie come i viaggi nel tempo, inserito sottoforma di portali che, tramite un hub chiamato Historia Crux, permetteranno sia di sbloccare nuove aree che di rivisitare le precedenti. Ciononostante non si può negare un certo disappunto per la mancanza organicità in un’ambientazione che molti avrebbero preferito esplorare con le proprie gambe in lungo e in largo.
Digressioni a parte la verità è che, in definitiva, lo spazio da esplorare in Final Fantasy XIII-2 è maggiore rispetto a quello del suo predecessore. Quel che più sorprende la spinta presenza di backtracking legato ai balzi temporali, che ci concede la possibilità di ricalcare gli stessi scenari, sbloccare nuovi portali e addirittura ripristinare un particolare quadro al suo stato originale, per ri-giocarlo se non saremo contenti delle decisioni prese. Tornare suoi propri passi, grazie anche al fedele Moguri che c’accompagnerà, servirà anche per scovare nuovi “segreti”, presenti in buon numero.
E, riguardo alle decisioni, s’inserisce una delle nuove componenti di quest’avventura: la possibilità d’effettuare scelte multiple all’interno di qualche importante momento dialogico. Alla stregua di Mass Effect ci verranno presentate diverse opzioni (di cui una immancabilmente fuori luogo ed esilarante) in situazioni emotivamente importanti. Non a caso tali opzioni, più che modificare l’andamento delle vicende, serviranno a coinvolgere il giocatore, al quale verrà sostanzialmente chiesto d’interpretare un possibile ragionamento della protagonista: una sorta di “cosa ne pensiamo noi” in merito ad un accadimento particolare. Non esisteranno dunque risposte “esatte” o “sbagliate”, ma solamente ricompense più o meno interessanti per esser ad esempio riusciti ad approfondire con successo un argomento delicato.
Dobbiamo poi sottolineare gli sforzi di Square-Enix nel tentare di accontentare le molte richieste dei fan, proponendo elementi in grado di scacciare parzialmente la linearità della progressione principale. In primis troviamo una nutrita serie di quest secondarie che, a dire il vero, rappresentano l’aspetto che ci ha convinto di meno. Trattasi infatti di incarichi da vero e proprio “facchino”: recupera il medikit, apri il cassetto di cui ho perso la chiave, sconfiggi il mostro che sta terrorizzando i ricercatori e via discorrendo. Nessuna quest legata alla trama principale; poche anche solo minimamente interessanti. Si comportano leggermente meglio i puzzle ambientali in cui c’imbatteremo per risolvere le molte anomalie temporali create anche dalle nostre stesse azioni. In questo caso dovremo risolvere basilari enigmi basati spesso sulla connessione di cristalli su scacchiere più o meno regolari, sfruttando dimestichezza con i controlli e tempismo per riuscire al meglio nell’impresa. Sebbene come variazione sul tema quella dei puzzle risulti piuttosto funzionale, la sua natura spesso ripetitiva (prima di incontrarne una nuova tipologia dovremo risolverne parecchi della stessa risma) creerà sovente un minimo di noia. A risultare “vincenti” tra le attività di contorno saranno dunque le più collaterali tra tutte: gli indovinelli di Capitan Criytic ed i mini-games del Casinò. Nel primo caso verremo sottoposti ad una serie di domande specifiche sul mondo di gioco, rispondendo alle quali (non senza esser stati attentissimi ad ogni dettaglio) potremo ricevere utilissimi omaggi, tra i quali armi ed equipaggiamento vario. I secondi comprenderanno diverse varianti, dalle slot machine alle mitiche corse dei Chochobo, che rimandano a Final Fantasy VII anche se non sono così articolate ed entusiasmanti.

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Final Fantasy XIII-2

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Genere: J-RPG
Sviluppatore: Square-Enix
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 03/02/2012
Final Fantasy XIII-2
8.5
8
9
8.5
82 voti
7,7
ND.
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rokkettaro98
ed eccoci al secondo capitolo della favolosa serie di final fantasy xiii. come sarà andata a finire?...[Continua a Leggere]
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Nick_Storm
Se cambi il futuro, cambi il passato... Queste le promesse sono le promesse del gioco, ma oltre questo le dichiarazioni di Toriyama e Kitase hanno ...[Continua a Leggere]
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