Final Fantasy XIII > Recensione > Versione Analizzata PS3
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Final Fantasy XIII - Recensione - Versione Analizzata PS3
Inviato il 22/01/2010 da Davide Acs
Il 17 dicembre 2009 è stata una data magica per Sony Japan: non solo ha visto l’uscita di un titolo storico come l’ultimo episodio di Final Fantasy, atteso per oltre 3 anni ed insieme a Mario e Dragon Quest la saga più importante per i giocatori nipponici, ma ha anche permesso al monolite nero di tornare in vetta al mercato con oltre 200.000 console piazzate in una settimana, grazie a più di un milione e mezzo di pezzi venduti al giorno del lancio. Da sempre l’uscita di questi titoli ha rappresentato un momento importante per il mercato dei videogiochi; basti ricordare il 1997, quando si scatenò il terremoto FFVII, che grazie al sapiente mix di poligoni e computer grafica che garantiva un “taglio” cinematografico prima sconosciuto, definì il modo di concepire e realizzare l’intera produzione video ludica, creando forse il maggior seguito che un videogame abbia mai avuto, protratto fino ad oggi. O ancora si può ricordare l’uscita di FFX, primo reale esempio delle potenzialità dell’allora giovane PS2, e titolo che convinse moltissimi utenti a scegliere di nuovo Sony come riferimento per le console da casa.
Questo tredicesimo capitolo segna anche la fine di un sodalizio decennale tra la saga madre di Square ed il marchio PlayStation; infatti, a marzo 2010, lo stesso Final Fantasy XIII uscirà in lingua inglese anche sull’ammiraglia Microsoft. E dopo l’abbandono, o meglio il ritorno in casa Nintendo, di Dragon Quest, questa situazione vede le console Sony orfane delle due più importanti esclusive a livello di vendita dell’intero Giappone.
L’uscita di questo capitolo avviene anche in un periodo particolare per il genere dei J-Rpg, giochi di ruolo alla giapponese, infatti questa generazione non ha brillato certo per qualità e quantità, relegandoli ad un mercato di nicchia lontano dai fasti che solo pochi anni fa li vedeva ancora protagonisti, schiacciati dal travolgente, e meritato, successo di giochi come Fallout 3, Dragon Age, Oblivion, Mass Effect, comunemente definiti “GdR occidentali”. A questo aggiungiamo la difficile situazione delle software house nipponiche (escludendo Nintendo che grazie a Wii e Ds vive in una sorta di mondo a parte) e possiamo capire come Final Fantasy XII possa davvero rappresentare una “prova del 9” non solo per Square, ma per un intero genere.
Molti di voi avranno già letto vari pareri su internet a riguardo del suddetto titolo, criticato da tanti ed amato da altri, ed anche noi, dopo aver completato la versione giapponese con oltre 60 ore di gioco, possiamo e vogliamo finalmente dire la nostra.
Scarica il flash player per vedere questo video.
Primo Impatto
Accesa la console veniamo accolti, come da tradizione, da un lungo e spettacolare filmato in CG, che ci svela alcune delle scene che incontreremo nel corso della lunga avventura, accompagnato da una splendida melodia del bravissimo Masashi Hamauzu, qui al posto dello storico Nobuo Uematsu ma assolutamente all’altezza della situazione (quella di FFXIII è, come vedremo, una tra le migliori colonne sonore degli ultimi anni). Selezionato “New Game”, veniamo introdotti al primo capitolo che compone il gioco (di tredici totali), con la famosa irruzione via treno (FF7 docet) della protagonista Lightning, accompagnata dall’afro Sazh, personaggio lontanissimo dagli stereotipi che hanno caratterizzato Final Fantasy dagli inizi ad oggi.
Le prime ore servono esclusivamente come introduzione per il cast e per la storia che fa da sfondo all’avventura, volutamente confusa in questo frangente, con il sistema di combattimento minimizzato e solo poche opzioni disponibili. Senza svelare niente, possiamo dire che nei primi momenti di gioco ci si imbatte in 5 dei 6 protagonisti che si andremo ad incontrare. I primi due capitoli, dunque, rappresentano il prologo del gioco, l’antefatto del viaggio, e solo con l’inizio del terzo si comincia finalmente Final Fantasy XIII.
Lezione di Storia
Final Fantasy XIII - recensione - PS3 Senza voler rovinare la scoperta della trama, si può riassumere il plot in breve. Il pianeta orbitante di Cocoon, creato in antichità per il bene degli umani sopra la superficie di GranPulse, luogo inospitale e pericoloso, è governato da esseri chiamati Fal’Cie, creati a loro volta dai cristalli. La vita su Cocoon è solitamente regolata dal volere di questi esseri eletti, che richiedono agli umani particolari compiti, o “Focus” come vengono detti nel gioco, attraverso dei marchi impressi sul corpo delle persone. Questi prescelti, soprannominati L’Cie, non sanno invece quale compito preciso gli venga richiesto dal Dio, ma solo attraverso delle visioni vengono indirizzati al loro scopo. A loro viene concesso solo un determinato periodo di tempo per completare gli incarichi, pena la trasformazione in Cie Corpse, una sorta di mostri che vagano per la terra senza uno scopo. Il premio dato a coloro che riescano a portare a termine l’obiettivo è l’immortalità, guadagnata attraverso la mutazione in cristallo. Capirete pertanto che essere marchiati come L’Cie è visto dalla comunità come una maledizione, e di conseguenza si vive braccati dall’esercito e nell’odio dei civili.
Square-Enix, attraverso il team storico degli episodi 7 e 10, confeziona un eccellente intreccio narrativo supportato da un ottimo cast di personaggi, forse il più curato e profondo dell’intera saga, tornando allo sci-fi tanto caro ai fan. Se 6 personaggi possono sembrare pochi, bisogna sottolineare come non ce ne sia uno “centrale” per eccellenza, e simile a quanto proposto in FFVI: tutti sono protagonisti della scena, nessun riempitivo, e fino a metà gioco al giocatore viene chiesto di seguire l’evolversi della trama attraverso i vari punti di vista del cast. Indubbiamente i clichè del genere sono ancora presenti, con il personaggio serio e taciturno (Lightning), il ragazzino per forza di cose partecipe (Hope), la fanciulla solare e spensierata (Vanille), ma ciò che differenzia i protagonisti sono le motivazione date a questi e lo sviluppo psicologico nel corso dell’avventura. Un personaggio atipico come Sahz, l’afro di colore, padre alla ricerca del figlio Dajh, ci viene presentato ed approfondito in un modo davvero azzeccato, molto diverso dai classici energumeni tutti muscoli che troviamo spesso nei videogame.
Anche Hope, il più giovane del gruppo, con lo strano rapporto che si crea nei confronti di Lightning (diventata per lui una sorta di guida, di sorella), e la seria motivazione che lo spinge a combattere, denota una certa ricercatezza, e vivifica l’intenzione di voler donare spessore al cast principale che troppo spesso, anche in titoli di valore come Tales of Vesperia o Star Ocean 4, viene lasciato vittima di fin troppi stereotipi.
La stessa Lightning, scelta per rappresentare l’intera produzione, che dopo le battute iniziali potrebbe apparire un mix poco riuscito di Cloud Strife e Squall Lionheart in gonnella, si sviluppa in modo convincente: i suoi scontri con Snow, altro personaggio fondamentale, il distacco nei confronti degli altri che si trasforma poco alla volta in affetto ed amicizia, la lotta per la salvezza della sorella, sono temi che -pur non originali- vengono ben sviluppati.
Anche dalla parte degli antagonisti segnaliamo l’allontanamento dal “prototipo J-Rpg”, con nemici spinti da propositi un po’ più complessi del “distruggo tutto perché sono cattivo”, che almeno ci presentano alcune motivazioni più interessanti del solito. Forse il carisma di personaggi come Kefka e Sephiroth, ormai circondati da un alone inarrivabile, non è altrettanto presente in FFXIII, ma è indubbio come nella storia ci vengano proposti degli antagonisti credibili e ben fatti.
Insomma, dal punto di vista di trama, personaggi e nemici, pieni voti al nuovo lavoro Square-Enix, senza dubbio uno dei migliori capitoli della rinomata saga. Ma adesso è tempo di affrontare il “nuovo” sistema di combattimento messo a punto dai programmatori.
 
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Postato da punkboot il 15/01/2010 alle 11:14
Interessante...lo prenderò sicuramente!
Postato da Feilong87 il 15/01/2010 alle 11:22
speriamo non si riveli un action...
Postato da Barbossa il 15/01/2010 alle 11:23
"Final Fantasy XIII è un gioco lineare: mostruosamente lineare"

Questa frase mi è rimasta impressa. Sob.
Postato da xizro345 il 15/01/2010 alle 11:31
Citazione

"Final Fantasy XIII è un gioco lineare: mostruosamente lineare"

Questa frase mi è rimasta impressa. Sob.


Ne' piu' ne' meno come Xenosaga Episode I. E nessuno li' si straccio' le vesti. E in generale, non e' molto piu' lineare di un JRPG classico. A mio avviso questa cosa e' stata fatta esplodere oltre le debite proporzioni. Il sistema dei negozi, peraltro, si era gia' visto in Crisis Core.
Postato da Link-F il 15/01/2010 alle 11:39
Citazione
Citazione

"Final Fantasy XIII è un gioco lineare: mostruosamente lineare"

Questa frase mi è rimasta impressa. Sob.


Ne' piu' ne' meno come Xenosaga Episode I. E nessuno li' si straccio' le vesti. E in generale, non e' molto piu' lineare di un JRPG classico. A mio avviso questa cosa e' stata fatta esplodere oltre le debite proporzioni. Il sistema dei negozi, peraltro, si era gia' visto in Crisis Core.


Quotino. Alla fine non è che l'orizzonte di attesa deve pesare sull'analisi della qualità effettiva di un prodotto. Ogni titolo ha le sue specificità, se questo è stato fatto così, perchè bisogna bocciarlo solo perchè "ci si aspettava la libertà d'esplorazione e di movimento?". Ovvio che caratteristiche del genere un po' pesano sulla globalità dell'offerta (mi pare che la review discuta in maniera opportuna e obiettiva quanto e come), però fare come certi giornali giapponesi (4/10, definito la più grande truffa videoludica della next gen) mi pare quantomeno esagerato
Postato da Squ4ll il 15/01/2010 alle 11:39
Una recensione che sinceramente mi lascia un po' perplesso.
Si è voluto recensire un JRPG con i canoni del GDR occidentale, ma FF NON E' un gdr occidentale. La linearità è tipica dei JRPG, che fanno perno sulla narrazione della trama.
Sui giudizi tecnici non mi soffermo, si sa già che sarà impressionante a livello grafico (per quanto possibile considerando che è un multi....)
Postato da Knives88 il 15/01/2010 alle 11:41
lo prendero` sicuramente
Postato da Hazuki-san il 15/01/2010 alle 11:42
Ma io sono d'accordo con una trama non influenzabile da giocatore stesso, servono anche giochi così. D'altronde se uno vuole raccontare una storia profonda e particolareggiata è l'unico modo, altrimenti si rischia di fare casino.

L'unica cosa è che avrei preferito che a tutto questo si fosse sommata anche la presenza di città e la possibilità di esplorare il mondo.. sarà ormai old-style, ma era quello che rendeva davvero vivi i mondi di FF.. girare per le città, parlare con tutte le decine di NPC.. Boh almeno io la vedo così..

In ogni caso penso proprio che lo giocherò, anche se non sono sicuro di comprarlo al day 1
Postato da KILLO il 15/01/2010 alle 11:48
ottima rece. Il gioco a quanto pare dovrebbe proprio rispecchiare i miei gusti, preferisco i giochi poco dispersivi e più guidati rispetto a quelli che danno troppa libertà di azione e dove spesso non si sa bene cosa fare per primo.

Final Fantasy XIII

Disponibile per: PS3 | XBOX 360
Final Fantasy XIII - recensione - PS3Clicca per Ingrandire Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Square-Enix
Pegi: 16+
Pegi Descrittore: Non disponibile
Data di Pubblicazione:
PS3: 9/03/2010   
XBOX 360: 9/03/2010   
EOS 5D Mark II + EF 24-105 L IS USM Reflex Professionale
-5%
Fotocamera Canon
Fino al 19-03-2010
€ 2.753,00
€ 2.878,05
- € 125,05
Final Fantasy XIII
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ND.
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