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God of War Collection - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Non è facile catalogare pubblicazioni videoludiche del genere di God of War Collection, ma se dovessimo votare il termine più appropriato per definirle, le chiameremmo “riedizioni precoci”.
Ci pare in effetti una categoria opportuna per descrivere l'atteggiamento recente di tante sofware house, che recuperano i loro “non così vecchi” prodotti per consegnarli alla platea sconfinata dei videogiocatori di questa generazione. Fino a poco tempo fa, le “raccolte” erano giustificate dalla grande distanza temporale, nonché dalla difficoltà di recuperare i prodotti inseriti “in lista”. Su Ps2 si sono (ri)viste le grandi glorie di EA, Activision, Taito, e Sega, e persino la “Next-Gen” ha avuto i suoi ritorni di fiamma (Sega Mega Drive Collection e l'ennesimo Namco Museum). Ma questo approccio, questo “recupero anticipato”, è un fare tutto nuovo. E non senza le sue ragioni storiche. Si sa che appena qualche anno fa il pubblico dei videoplayer era una cerchia ristretta, una casta di pseudo-nerd o aspiranti tali, poco numerosa e spesso bistrattata dall'opinione pubblica (perdonate l'iperbole). Oggi, invece, le cose sono cambiate, ed il bacino d'utenza si è esteso fuori misura. E allora, perchè non far conoscere a tutti questi nuovi “potenziali compratori” i migliori prodotti della scorsa generazione, che magari si sono persi perchè ancora consideravano il videogioco un medium “di serie B”?
Esemplare il fatto che a stimolare questa nuova moda sia stata proprio Nintendo, con i suoi “New Play Control”, ovvero l'azienda che più ha contribuito ad allargare le frontiere del “pubblico giocante”. Oggi anche Sony cede alle lusinghe di un guadagno sicuro, selezionando, per il suo primo revival, i due God of War, e preparando così la strada per l'imminente arrivo del terzo episodio (previsto per Marzo 2010). A rendere un po' più interessante il pacchetto, oltre ad un prezzo budget (adottato anche dalla concorrente per i già citati “Wiimake”), troviamo un discreto plusvalore: una fine operazione di “tweaking”, che ha aggiornato la grafica di gioco abbandonandosi ai pregi dell'alta definizione, ed il supporto per i trofei, nonché numerosi materiali video inediti dedicati al secondo capitolo.
Questioni Storiche
God of War Collection - recensione - PS3 God of War ed il suo seguito sono fra gli action game più acclamati della recente storia videoludica. E forse non a torto. All'epoca della sua uscita, nel 2005, il furioso hack 'n' slash firmato Santa Monica rimodellò d'un colpo quelli che erano i canoni del genere. Fino ad allora, le vie da percorrere per costruire un action game erano sostanzialmente due: da una parte il gameplay tecnico di Devil May Cry, fatto di timing perfetto e buono spirito d'osservazione, dall'altra il blando incedere esplorativo di Onimusha e compari, focalizzato piuttosto sulle soddisfazioni di un Backtracking ben bilanciato che non sull'eccellenza del Fighting System.
God of War disegnò, in un batter d'occhio, una terza via, mescolando con sapienza una progressione finemente diretta, un incedere coreografico e spettacolare, con un parco mosse discretamente nutrito e vario, ma che concedesse, soprattutto ai livelli di difficoltà canonici, ampio respiro ai giocatori meno tecnici. Reintrodusse, anche, i dimenticati Quick Time Event, che da allora divennero uno standard mai più abbandonato.
Tutto questo non è ovviamente bastato a contentare i cultori di un'azione impegnativa e senza compromessi, ma anche chi non ha apprezzato il fighting system a metà fra il tecnico ed il disimpegnato, ha trovato in God of War indelebile sollazzo. Forse perchè il titolo Santa Monica è stato uno dei primi “Kolossal” videoludici: oltre a focalizzarsi sulle sequenze di gioco, il Dev Team ha puntato molto sul carisma del protagonista, sulla varietà di situazioni e sulla bellezza conturbante degli ambienti di gioco. Insomma, ha fatto opportune scelte coreografiche e scenografiche, misurandosi con una mitologia affascinante e poco sfruttata nell'ambito del videogioco.
Sul momento, in molti riconobbero in God of War un capolavoro senza tempo. Non è molto facile, oggi, ben sapendo cosa hanno significato le avventure di Kratos, dar torto a chi difende il prodotto a spada tratta. Del resto, forse in God of War c'erano nascosti i primi semi di questa generazione, così attenta all'apparire ed all'allestimento scenico. Ma a guardarlo con occhi più moderni, ovviamente si individuano leggerezze e difetti di gioventù che all'epoca sembravano sciocchezze. Su tutti, una narrazione sbrigativa e frammentata, ed una ripetitività di fondo che non tardava a farsi sentire. O, ancora, una durata dell'avventura non così estesa (circa cinque ore), ed il tiepido sforzo profuso nella strutturazione degli enigmi ambientali. Sono, ovviamente, “difetti” che oggi risaltano in maniera evidente, e che sottolineano la velocità imprevedibile dello sviluppo di nuove tecnologie. Ma restano problematiche che non scalfiscono l'enorme importanza storica del brand e della sua origine: una “genesi” che, inserito il disco della God of War Collection, è ancora piacevole da giocare ed attraversare. Nelle sei ore passate in compagnia del “fantasma di Sparta”, non mancano per altro momenti memorabili, inaspettati picchi di lirismo videoludico. Insomma, tornare al primo God of War sarà per i fan della saga un divertito passatempo, senz'altro consigliato, e per chi non conosce Kratos un divertente espediente per incrementare la propria cultura videoludica. Sia il tuning visivo che la lieta scusa di guadagnare qualche trofeo possono far soprassedere su quelli che oggi appaiono ostacoli non sempre facilmente sormontabili.
Questioni Ludiche
God of War Collection - recensione - PS3 Discorso lievemente diverso per il secondo capitolo. Se il primo God of War fu una Sleeper Hit esplosa nelle mani di Sony, e forse venuta alla luce senza eccessivi sostegni economici, Divine Retribution (2007) mostra una più compiuta maturità. All'incedere traballante della trama del primo episodio, si sostituisce una progressione epica ed incalzante, eseguita, invece che attraverso cut-scene dal discutibile peso artistico, quasi esclusivamente In-Game. Già durante le prime ore di gioco l'avanzamento si fa assolutamente coinvolgente, grazie a scenografie di una bellezza antica, soluzioni ludiche che vivacizzano il ritmo di gioco, e soprattutto grazie al perfetto sostrato mitologico messo in piedi da Santa Monica. Quella di God of War II è una Grecia antica che ha una sua marcata personalità, una rilettura esemplare di personaggi e leggende familiari. L'incontro con prometeo e quello con Perseo restano scolpiti a fuoco nella memoria, gli scorci che si ammirano mentre si prende il controllo delle “briglie del tempo” sono ancora bellissimi. E, soprattutto, in God of War II emerge ancora più marcatamente quella violenza brutale e gratuita che è diventata la cifra stilistica più propria della serie. Per chi già ha avuto modo di mettere le mani sulla Demo del terzo capitolo, tornare a giocare a Divine Retribution significherà scoprire i primi sommovimenti di una percorso artistico che sembra poter trovare pieno compimento in questa generazione.
C'è di più, ovviamente, in God of War II. Da buon seguito quale è, offre un gameplay, se non più tattico, ancora più vario, rimpolpato sia per quel che riguarda il parco mosse e le armi a disposizione, che sotto il profilo delle dinamiche esplorative, intrecciate adesso con una componente enigmistica più prosperosa.
Senza dubbio supportato da investimenti importanti, il secondo capitolo ci fa ascoltare anche una colonna sonora eccezionale.
Certo, God of War II non esce dai binari tracciati dal suo predecessore, e non convincerà i detrattori di un'azione non così precisa, i fautori di un gameplay “esatto e categorico”, ma certo appare un prodotto capace di irretire ancora oggi. Senza ombra di dubbio, è un titolo che vale la pena di essere giocato, e non sfigura al confronto con tante produzioni mediocri di questa generazione (che soprattutto nei suoi primi vagiti ha partorito deformità del calibro di Viking, e figli claudicanti come Conan).
Questioni Tecniche
Come si è già accennato poco sopra, l'aggiornamento visivo di questa God of War Collection non può far molto per nascondere l'età dei titoli che contiene. Il lavoro è certo apprezzabile, poiché soprattutto stabilizza il framerate e lo inchioda all'ambita soglia dei 60 frame al secondo, laddove il secondo episodio, all'epoca della sua uscita, aveva qualche tentennamento. La pulizia globale della scena non si mette in discussione, ed il supporto nativo per i 720p ed il formato 16:9 riesce a non far sfigurare nessuno dei due capitoli. Certo, del primo si lamenterà una complessità poligonale quasi primordiale, e texture antichissime, difficili da guardare senza un commosso sorriso. Meno evidente è invece, come si è detto, la distanza dal secondo episodio, che riesce ancora a strappare qualche commento meravigliato, e che può essere giocato senza che si avverta prepotente il peso degli anni. Merito, certamente, di un comparto animazioni molto curato, che surclassa totalmente quello dell'originale.
In ogni caso, non è certo per la grafica che si condanna o si salva una riedizione, e l'impegno del team di sviluppo si avverte comunque in maniera potente.
A margine, citiamo la presenza di numerosissimi contenuti video riguardanti God of War II, che vanno dai trailer mostrati alle varie fiere, a interessati Making Of: interviste ai creativi, agli art designer ed ai membri di rilievo del Dev Team. Un extra piacevole, ma non certo determinante.
La stessa cosa diremmo del supporto dei trofei: ognuno dei due capitoli ha la propria lista di riconoscimenti ed il proprio platino. Questo costituirà un incentivo per i Trophy Hunter (comunque per ottenere i riconoscimenti del secondo capitolo sarà sufficiente un attento Playthrough), ed un'aggiunta simpatica per chi ancora si mantiene a moderata distanza dalle ossessioni di questa nuova era.
God of War Collection è un ottimo investimento per ogni possessore di Playstation 3. Soprattutto in un periodo come questo, che appare come una grande pausa prima della scorpacciata primaverile. Ad un prezzo opportuno è possibile portarsi a casa due titoli con una notevole importanza storica, entrambi (chi più ,chi meno) ancora piacevoli da giocare e capaci, per certi versi, di meravigliare chi non li ha conosciuti al tempo della loro uscita.
Ma al di là di questo, ci troviamo comunque a valutare una raccolta, che “ripesca” prodotti abbastanza recenti, eppure abbastanza invecchiati -nonostante il “make up” nextgen- a causa del ritmo del progresso tecnico. La valutazione che assegniamo, sia chiaro, non è attribuita ai singoli prodotti: God of War I e II sono titoli che sono stati analizzati, da Eye come da altre testate, al momento della loro uscita, per quello che hanno significato al tempo. Dichiarare che ancora oggi sono rimasti immutati tutti i loro caratteri (fra cui la freschezza ludica e la meraviglia coreografica) ci pare una grande inesattezza. Al di là di quelle che sono le opinioni critiche “aggiornate”, il voto che vedete serve solo a premiare l'operazione mediatica, condotta non senza sforzi e indirizzata verso i giusti prodotti. Tale voto è indipendente dalla qualità, passata e odierna, delle due avventure: qualità per altro ampiamente dibattuta nei paragrafi della recensione, e che trova nella misura “dialogica” del testo una dimensione più opportuna, rispetto a quella tutta matematica di un voto numerico.
VOTOGLOBALE8
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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God of War Collection

Disponibile per: PS3 | PSVita
Genere: Azione
Sviluppatore: Santa Monica Studios
Distributore: Sony Computer Entertainment
Publisher: Sony
Costo Digidelivery: 24,99 €
Pegi: 18+
Lingua: Tutto in Inglese
Data di Pubblicazione:
PS3: 28/04/2010   
PSVita: 14/05/2014   
God of War Collection
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241 voti
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