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Gran Turismo 5 - Recensione

Inviato il da Andrea Vanon
Gran Turismo 5, per molti, non è un semplice videogioco. E' una vera e propria fede corsistica; la digitalizzazione precisa e inappuntabile della passione per l'auto, della spinta agonistica di ogni sport automobilistico.
Gran Turismo 5 è anche il ritornello scandito nel corso di lunghi anni di attesa. Simbolo dell'attesa stessa, ed evidente icona di una passione (o di una speranza) che di rimando in rimando non si è mai attenuata.
Gran Turismo 5, nell'opinione della gente, è davvero l'unico ed il solo “Driving Simulator”. Si facciano da parte Forza Motorsport e tutta l'agguerrita concorrenza: possono avere forse un sistema di guida attento e preciso, ma non hanno il feeling di una serie che ha fatto la storia, non hanno il numero esasperante di vetture e competizioni del capolavoro Poliphony Digital, e non hanno una struttura tanto vasta ed una pluralità di opzioni così esemplare.
E il nocciolo della questione, la giustificazione di un lavoro che ha richiesto così tanti mesi di lavoro e di sudore, è tutto qui: nell'impensabile quantità di eventi, di auto, di possibilità. Gran Turismo 5 si configura come un'enciclopedia digitale e interattiva dell'automobilismo. Un parco giochi dall'estensione inesauribile, il paradiso virtuale di ogni amante della velocità, della tecnologia, del feticismo per il motore.
Perchè il frutto maturo di Yamauchi e Company, di fatto, esalta anche la bellezza materiale dell'auto. Grazie ad un motore grafico dal valore inesplicabile, che sazia anche gli sguardi più curiosi, trasforma ogni scorcio, ogni riflesso di luce sulla carrozzeria, in poesia visiva. Poco importa che l'engine sia segnato vistosamente dalle cicatrici di uno sviluppo andato avanti a singhiozzi. Se la qualità di alcuni elementi traballa, è il meticoloso lavoro eseguito sulle “Auto Premium” che già proietta la serie verso il futuro, segnando attualmente uno standard inarrivabile per qualsiasi altra produzione.
E, sopra tutto, si staglia poi il profilo della fisica di gioco. Capace di restituire sensazioni davvero uniche, e naturali. Capace di avvicinarsi quanto mai ad un'esperienza di guida totalizzante, onnicomprensiva, globale. Giocando con il Force Feedback dei volanti compatibili, con i controsterzi ed i controlli assistiti, con una simulatività spinta all'estremo, Gran Turismo 5 si erge davvero sopra ogni altro concorrente, fino a congiungere usabilità e realismo in un sistema che non punta sul numero di variabili considerate, ma sul Feeling al volante.
La visione di Yamauchi, il sogno ad occhi aperto di uno dei Game Designer più talentosi al mondo, si concretizza insomma nel nuovo punto di riferimento per ogni Racing Game.

Riprendere il nostro “articolo introduttivo” al mondo di Gran Turismo 5 pare d’obbligo nella stesura di quella che vuole essere la tanto attesa recensione con voto, in cui riprenderemo i concetti già espressi approfondendo dove serve e completando il quadro.
Nonostante una settimana sia bastata a sviscerare il prodotto Polyphony altri speciali seguiranno, dedicati esplicitamente alla guida, alla passione -per alcuni folle- di piazzarsi davanti al televisore con un volante in mano.
 
Arcade e GT Life
Iniziare la propria avventura in Gran Turismo 5 vuol dire, in primo luogo, armarsi di tanta, tanta pazienza.
Inserito il disco nella console, infatti, occorrerà aspettare almeno un’ora per consentire l’installazione di ben 8 Gb di dati ed un primissimo aggiornamento del sistema.
Operazioni -specialmente la prima- che avrebbero dovuto ridurre i tempi di caricamento in maniera sostanziale ma che, a conti fatti e con decine di ore di gioco alle spalle, non ci soddisfano del tutto, lasciando tempi morti, per un titolo che prometteva di ridefinire tutti gli standard, inaccettabili.
Ingoiato il primo di diversi bocconi amari il titolo ci darà la possibilità di darci immediatamente alle corse, grazie alla modalità Arcade, contenitore per gli eventi più immediati ed accessibili presenti nel gioco.
Avremo qui la possibilità di sperimentare immediatamente circa una quarantina di auto di tipo Premium, ed affrontare l’intera gamma di tracciati, che si divide in Circuiti Reali, Circuiti Cittadini, Località del Mondo e Fuoristrada per un totale di circa trenta diversi percorsi (non contando, ovviamente, le varianti inverse ed estese).
Le sfide presenti non si limiteranno alla semplice corsa contro la CPU ma daranno già al pilota la possibilità di saggiare i propri limiti e la propria capacità d’adattamento grazie ad Attacco al Tempo e Sfida Derapate.
Se il primo caso è noto a tutti il secondo consta della facoltà di scendere in pista in maniera del tutto diversa dal solito: i tracciati verranno infatti suddivisi in settori entro i quali saremo chiamati ad accumulare punti combinando tra loro manovre ad auto intraversata. Il poter scegliere qualsiasi percorso disponibile ed, indifferentemente, berline ed auto preparate per i rally fa capire come questo, a conti fatti, sia uno dei tanti elementi marginali che costellano la creatura di Yamauchi-san. E’ innegabile, tuttavia, il divertimento provocato dal dover forzatamente guidare al limite, specialmente su circuiti sterrati o innevati. Spicca accanto a quanto descritto, a proposito di riempitivi, l’Editor di Tracciati, che di primo acchito ha attirato morbosamente la nostra attenzione.
Si tratta, in realtà, di una feature quasi del tutto superflua poiché permette semplicemente di recuperare il layout di una tra le località presenti in GT, dividerne il percorso in settori (da 2 a 7) e procedere alla modifica della loro tortuosità, dell’angolo di curvatura delle svolte e dell’ampiezza della carreggiata.
Niente di troppo preciso od accurato, dato che si tratterà semplicemente di modificare scale di valori dal range ridotto, che porteranno alla trasformazione visiva della mappa posta in grande al centro dello schermo. Il non poter inserire alcun elemento architettonico schianta immediatamente questa feature contro il muro d’incredibile varietà strutturale che caratterizza i tracciati modellati da Polyphony, sulla quale avremo poi modo di tornare.
Il quadro introduttivo al vastissimo mondo di GT 5 si chiude con una delle prime sezioni interamente dedicate agli appassionati d’automobilismo: la GTTV.
Si tratta di una vera e propria web TV in streaming tramite la quale, a scelta ed in maniera completamente gratuita, potremo visionare diverse trasmissioni dedicate al mondo delle quattro ruote. Tra le tante vi saranno gli show della GT Academy, la serie di eventi sportivi realizzati grazie alla passione di Kazunori Yamauchi ed a tutta una serie di grandi firme del mondo dell’automobilismo. Il servizio, seppur non imprescindibile all’interno del videogioco (specialmente per chiunque possegga un personal computer ed una connessione ad internet a banda larga), pare abbastanza interessante e particolare nel suo tentativo di rendere GT 5 una vera e propria Bibbia dei motori.
Peccato che lungo questa prima settimana di prova la TV, per problemi probabilmente dovuti alla congestione dei server, non abbia mai funzionato; la prova qualitativa dello streaming viene quindi rimandata ad un immediato futuro.
Gran Turismo 5 - recensione - PS3 Esaurite le velleità da “prima prova” giunge il momento di farsi carico delle proprie responsabilità corsistiche ed approcciare la carriera, vero nucleo pulsante della produzione. Ancora una volta il titolo Polyphony si mostra giapponese fino al midollo, proponendo un’esperienza sì minuziosa ma quasi del tutto priva d’accessibilità, se non altro in prima battuta. Nell’esasperata ricerca della perfezione e dell’esagerazione quantitativa il titolo mette il giocatore di fronte ad una serie di noiose schede da completare. Solo dopo aver deciso il colore della divisa del pilota, il messaggio di benvenuto e il wallpaper della propria homepage ed aver completato una serie di campi informativi riguardo alle propria disponibilità online potremo iniziare ad attrezzarci per scendere in pista.
Una delle prime novità presenti in GT Life è la suddivisione in “Nuove” ed “Usate” delle autovetture da acquistare: un espediente molto intelligente per differenziare i nuovi modelli, le auto d’epoca (ma anche le auto Premium) dal resto del comparto veicoli. Al di là dei prezzi, tuttavia, non tutte le autovetture saranno accessibili dal principio, vuoi per una richiesta in termini d’esperienza (punti da guadagnare sull’asfalto) vuoi per la comparsa, per quanto riguarda l’usato, di nuovi modelli nel corso della progressione del pilota.
Scelta la prima vettura (una carretta, sostanzialmente) sarà il momento delle fatidiche patenti, suddivise al solito dalla B alla S, a seconda della difficoltà delle sfide. Se la B e la A, necessarie per “aprire” una gran parte degli eventi, si comporranno di una sorta di tutorial sulle varie tecniche basilari di guida, tutte le altre saranno orientate a simulare i classici corsi di guida sportiva, in grado di esaltare le qualità di ogni pilota non senza un’ampia dose d’impegno.
Tralasciando (per ora) volutamente le modalità nelle quali -finalmente- guidare notiamo come l’offerta di GT Life si estenda a moltissimi campi dell’automobilismo, partendo dalle proverbiali officine.
Anche in questo caso sono le piccole novità a fare capolino: l’elaborazione in questa quinta incarnazione viene suddivisa in meccanica ed aerodinamica, presentando nelle due differenti sezioni le possibilità già ammirate in passato. Una grafica completamente rinnovata e decisamente Hi-Tech metterà in vetrina ogni upgrade per motore, frizione, sospensioni, scarico, gomme e chi più ne ha più ne metta (tralasciando, incomprensibilmente, l’impianto frenante) mentre in forma decisamente più sobria verranno presentate le modifiche aerodinamiche, applicabili peraltro ad una gamma limitata di modelli. Al serio, naturalmente, s’aggiunge -in piena tradizione “yamauchi-ana”- il faceto, che si intravede in particolare nella possibilità di lavare le proprie autovetture in una sezione che presenta persino le caratteristiche dei detergenti utilizzati. La risposta al divertito “perché” balzato alla mente d’ogni lettore è presto rintracciabile nell’ennesima feature di cui -almeno per quel che ci riguara- non avremmo sentito la mancanza.
Stiamo parlando del Photo Mode, capace di offrire al nerd automobilistico per eccellenza la facoltà di portare la sua amata (no, non la sua fidanzata..) in alcune delle più suggestive località del pianeta (Kyoto, Edimburgo...), parcheggiarla in una delle location perfettamente ricostruite, posizionarla in maniera da mostrarne il profilo migliore e fotografarla grazie ad un tool professionale senza nulla da invidiare ad una reflex digitale di medio-alto livello.
Il tutto per poi ammirare i nostri scatti (o condividerli con gli amici) all’interno di uno speciale album fotografico.
Di stampo decisamente diverso ma, in ogni caso, marginale troviamo le Sfide Speciali, una serie di gare bonus nel corso delle quali s’esaurisce la licenza Nascar e l’utilizzo dei kart.
Con la crescita del pilota virtuale, inoltre, sbloccheremo nuovi livelli di difficoltà anche per queste particolari prove, capaci quindi di riproporsi in maniera efficace per spezzare sequele di competizioni normali. Si nota, anche in questo caso, l’attenzione del tutto reverenziale che il team ha mantenuto nei confronti degli appassionati d’automobilismo, proponendo sfide ambientate sul mitico tracciato di Top Gear (famosissima rivista e trasmissione britannica sull’automobilismo stradale) con -persino- una comparsata del mitico “The Stig”, il fantomatico collaudatore “senza volto” dello show.
Ma l’apoteosi della dedizione al dettaglio è sicuramente ammirabile ogni qual volta ritiriamo, attraverso l’iconcina a forma d’autotreno, una vettura-premio: per ciascuna di esse è stato infatti prodotto un rendering di altissima qualità della durata di una trentina di secondi, durante i quali l’auto (virtualmente) esce dal cargo.
Non bastasse, ad ogni veicolo è stato dedicato un video-demo realizzato alla stregua dei famosi replay, durante il quale scorreranno caratteristiche, cenni storici e chi più ne ha più ne metta.
Chiude il cerchio il Museo, una sezione dedicata ai nostalgici delle quattro ruote che raccoglierà, costruttore per costruttore, le card di tutte le auto che hanno segnato le varie epoche, rigorosamente sbloccabili nel corso della carriera.
Alla devastante profondità del single player si contrappone, in maniera del tutto inaspettata, un multiplayer che ha tutto il sapore del riempitivo. Al momento, infatti, il comparto competitivo permette di svolgere semplici gare tra 16 piloti umani. Certo, sono un’infinità specialmente se equipaggiati di auto Premium, ma rimane comunque troppo poco se consideriamo lo stato d’inadeguatezza in cui tutt’ora versano i server (locati in Giappone, naturalmente), l’assenza di filtri in grado di equilibrare le partite e la gestione tutt’altro che agevole della lista amici. Poco importa se è stata inserita la possibilità di regalare oggetti, auto e quant’altro ai propri amici: il multiplayer di Gran Turismo 5, oggi, non ci soddisfa; vedremo se e come cambieranno le cose dopo la prima mega-patch promessa per Sabato 27 Novembre.

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Gran Turismo 5

Disponibile per: PS3
Genere: Simulazione di guida
Sviluppatore: Polyphony Digital
Distributore: Sony Computer Entertainment
Pegi: 3+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Online: Multiplayer online fino a 16 Giocatori
M. Offline: Multiplayer offline fino a 2 Giocatori - SplitScreen
Data di Pubblicazione: 24/11/2010
Gran Turismo 5
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