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Killzone 2 > Recensione
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Killzone 2 - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
A Killzone 2 è dato il compito, oneroso, di aprire un 2009 pieno di esclusive sostanziose per Playstation 3. Il prodotto Guerrilla, aggressivo e pronto alla battaglia, non si tira indietro, e accetta di portare il vessillo di una macchina da gioco che non ha avuto -finora- vita facile. In questo senso, Killzone 2 potrebbe simboleggiare una rinascita, la conquista tanto bramata di un predominio tecnico paventato e mai impugnato. Ma questi sono discorsi che, forse, è meglio metter da parte quando ci si trova di fronte ad un un titolo del genere. Perchè Killzone 2, al di là di tutto, sembra scaturire piuttosto dalla dedizione per il proprio lavoro e dalla conoscenza del mercato moderno.
A metà fra la tradizione (ludica) e l'innovazione (visiva), ammantato da una cura per i particolari davvero fuori dal comune (che arriva ad interessare persino il lato artistico ed il fronte del Mecha-Design), Killzone 2 brilla come uno dei massimi esponenti del genere, alla ricerca di una propria individualità e di un carattere particolare.
 
Helghan belongs to Helgasts
Killzone 2 - recensione - PS3 Il compendio narrativo di Killzone 2 comincia con l'assedio delle truppe ISA al pianeta da cui provengono gli Helgast. Nello spazio orbitale attorno ad Helghan stazionano le grandi navi ammiraglie della flotta stellare, tenute a bada da uno sconosciuto sistema di protezione aerea, che non le lascia avvicinare a sufficienza per sferrare un attacco diretto. I soldati scelti vengono dunque fatti sbarcare sulle terre inospitali del pianeta, grazie a moduli d'atterraggio rapidi e scattanti. Il conflitto prende luogo dunque proprio nelle atmosfere inospitali, fredde e mefitiche di Helgan, le stesse che hanno lentamente cancellato ogni residuo di umanità dai rinnegati che hanno attaccato Vekta anni addietro.
La trama si sviluppa, sulle prime, lineare e laconica. Quasi marginale, ammalia comunque il giocatore con scene d'intermezzo semplicemente perfette, avvolgenti ed emozionanti, ritmate e ottimamente dirette, ma senza discostarsi dai canoni classici dello “War Game” (o War Movie che sia, vista la qualità esemplare del comparto tecnico). Nelle prime missioni si procede quasi per cieca obbedienza agli ordini dei superiori; si avanza in massa, sul fronte aperto e supportati dal fuoco di copertura dei compagni, e poi negli spazi stretti delle strutture in muratura, per supportare la mobilitazione dell'intera squadra. D'improvviso, nell'economia della narrazione, compaiono elementi insoliti, e l'orchestrazione della sceneggiatura dispensa qualche nota fuori posto. Senza troppo svelare, un tocco di fantascienza forse troppo “volgare” (banale all'inverosimile), inserisce nel plot uno sconosciuto minerale, grazie al quale gli Helgast hanno costruito le loro micidiali difese antiaeree. Ma è solo un piccolo accenno, un mezzo per far andare avanti la trama e condurre il giocatore verso un gran finale sempre più movimentato. Dopo i primi livelli, la storia di Killzone comincia a farsi incalzante e sostanziosa. Una volta presentati i personaggi, la trama gioca con essi e con le loro psicologie spicciole di soldati devoti. Mentre la guerra va avanti, i protagonisti vivono l'impeto della conquista, subiscono i propri scatti d'ira. Le battaglie di Killzone sembrano logorare poco a poco i rapporti fra i membri della squadra, sembrano consumare senza pietà le personalità di spicco. In un crescendo che non si interrompe fino alla fine, il giocatore viene investito dalla rabbia cieca e bruciante della sconfitta e poi avvolto dal desiderio di rivalsa.
Ovviamente l'impostazione degli eventi narrati resta sempre classicheggiante, fatta di adorabili clichè. Ma il taglio registico, la concitazione delle operazioni su larga scala, la recitazione digitale degli attori non può che compiacere. Senza attendere rivoluzioni narrative, il giocatore sa che si troverà di fronte una trama più che discreta dal punto di vista dei contenuti, ottima se si guarda alla sua capacità di sfruttare il comparto audiovisivo per stupire.
Ma è forse il finale quello che colpisce più d'ogni altra cosa. Un finale amaro, sconsolato, forse prevedibile ma di una crudezza sconcertante. Un finale simbolico, e attraversato da messaggi trasversali. Un giudizio muto sulla futilità della guerra, sul sacrificio ideologico e morale. Un finale che fa sentire il giocatore, realmente, un “vincente sconfitto”, pieno di cicatrici inutili e di medaglie orribili. Un sopravvissuto.
E' in qualche modo un peccato che il plot si irrobustisca perlopiù sul finale. Il gioco, terminata l'avventura principale, lascia con la voglia di andare avanti, avvolti da una guerra ben lungi dall'essere terminata. In qualche modo il grido dei protagonisti è un singhiozzo interrotto, che lascia col rammarico per una longevità non eccelsa. Le otto ore necessarie per il completamento della campagna (a livello Normale), volano via esili e sottili. A parziale risarcimento, troviamo però la buona varietà coreografica, che porta i soldati ben lontani dalle mura della capitale. Alcuni livelli si aprono sconvolgenti come un colpo al cuore: le sabbie rosse, sanguigne, di una città mineraria abbandonata, l'assalto imprevisto alla stessa nave ammiraglia, ed una corsa disperata su un treno merci lanciato a tutta velocità (chiara, provocante “citazione”, quasi a volersi paragonare con il Gears of War di qualche tempo fa). La struttura di ogni schema, dalle raffinerie di Petrusite alle strade logore di Pyrrhus, concede qualche nuovo elemento alla vista, costituisce una piccola scoperta, anche se accentua la linearità dell'esperienza di gioco.

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Killzone 2

Disponibile per: PS3
Genere: FPS - Sparatutto in Prima Persona
Sviluppatore: Guerilla Games
Distributore: Sony Computer Entertainment
Pegi: 18+
M. Online: Multiplayer online oltre i 32 Giocatori
Data di Pubblicazione: 25/02/09
Killzone 2
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